{"id":30635,"date":"2022-12-07T00:04:45","date_gmt":"2022-12-07T00:04:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=30635"},"modified":"2022-12-07T00:04:45","modified_gmt":"2022-12-07T00:04:45","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-1953","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=30635","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/ghjk.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-30355\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/ghjk.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"119\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/ghjk.jpg 244w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/ghjk-150x73.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Comunicato Stampa<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Stagione di Concerti 2022\/2023<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gli Allievi dell\u2019Accademia di Canto Lirico e l\u2019Orchestra del Teatro di San Carlo diretti da Maurizio Agostini<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sabato 10 dicembre ore 19<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Gli Allievi dell\u2019<strong>Accademia di Canto Lirico del Teatro di San Carlo<\/strong>, insieme all\u2019<strong>Orchestra<\/strong> del Massimo napoletano diretta da <strong>Maurizio Agostini<\/strong>, saranno protagonisti <strong>sabato<\/strong> <strong>10 dicembre alle ore 19<\/strong> del secondo appuntamento della Stagione di Concerti 2022\/2023.<\/p>\n<p>In programma arie da opera e ouverture dai capolavori di Wolfgang Amadeus Mozart, Gioachino Rossini, Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti, Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini.<\/p>\n<p>Il concerto sar\u00e0 eseguito anche in tourn\u00e9e nella sala Dvo\u0159\u00e1k dell\u2019Auditorium Rudolfinum di Praga, sede della Filarmonica Ceca, il prossimo 18 dicembre nell\u2019ambito delle celebrazioni per il centenario della fondazione dell\u2019Istituto Italiano di Cultura di Praga, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dalla Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale in collaborazione con l\u2019Ambasciata d\u2019Italia e l\u2019Istituto Italiano di Cultura di Praga.<\/p>\n<p>Ad aprire la scaletta l\u2019<em>ouverture <\/em>da <em>Guglielmo Tell<\/em> di Gioachino Rossini, cui segue \u201cO rendetemi la speme&#8230; Qui la voce sua soave\u201d tratta da <em>I puritani<\/em> di Vincenzo Bellini interpretata da Maria Sardaryan, \u201cUna voce poco fa\u201d da <em>Il barbiere di Siviglia <\/em>di Gioachino Rossini interpretata da Laura Ulloa, e \u201cFirenze \u00e8 come un albero fiorito\u201d da <em>Gianni Schicchi<\/em> di Giacomo Puccini cantata dal tenore Li Danyang.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il programma prosegue con l\u2019<em>ouverture<\/em> da <em>I vespri siciliani<\/em> di Giuseppe Verdi, \u201cUna furtiva lagrima\u201d da <em>Elisir d\u2019amore<\/em> di Gaetano Donizetti eseguita dal tenore <\/strong>Giorgi Guliashvili e, dello stesso autore, \u201cArdon gli incensi\u201d da <em>Lucia di Lammermoor, interpretato da <\/em>Maria Sardaryan.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E ancora \u201cMadamina il catalogo \u00e8 questo\u201d da <em>Don Giovanni <\/em>di Wolfgang Amadeus Mozart eseguita dal baritono Takaki Kuriara, \u201cUn bel d\u00ec vedremo\u201d da <em>Madama Butterfly<\/em> di Giacomo Puccini interpretata da Chiara Polese e \u201cCaro nome\u201d da\u00a0 <em>Rigoletto <\/em>di Giuseppe Verdi cantato da Laura Ulloa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Infine, sar\u00e0 eseguito \u201cIntermezzo\u201d da <em>Manon Lescaut<\/em> di Giacomo Puccini, Li Danyang interpreter\u00e0 \u201cLa donna \u00e8 mobile\u201d da <em>Rigoletto<\/em> di Giuseppe Verdi,\u00a0 Chiara Polese canter\u00e0 \u201cVissi d\u2019arte\u201d da <em>Tosca <\/em>di Giacomo Puccini e Maria Sardaryan interpreter\u00e0 \u201cDer H\u00f6lle Rache\u201d da <em>Die Zauberfl\u00f6te di Wolfgang Amadeus Mozart.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Guida all\u2019Ascolto dal programma di sala del concerto<\/strong><\/p>\n<p><strong>di Dinko Fabris<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il secolo d\u2019oro del belcanto da Mozart a Puccini: dare voce alle nuove generazioni <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Questo programma \u00e8 stato in parte concepito per la prima tourn\u00e9e internazionale dell\u2019Accademia di Canto Lirico del Teatro di San Carlo, che parte con un concerto a Praga il prossimo 18 dicembre 2022 per celebrare il centenario della creazione in quella capitale del primo Istituto Italiano di Cultura all\u2019estero. Fin dall\u2019inizio del suo mandato il Sovrintendente St\u00e9phane Lissner aveva proposto l\u2019istituzione di una Accademia del Teatro di San Carlo, sul modello di quelle da lui volute prima alla Scala di Milano poi all\u2019Op\u00e9ra di Parigi. Dopo aver selezionato su centinaia di candidati una ristretta cerchia di una dozzina di giovani cantanti italiani e di diversi paesi del mondo,\u00a0 l\u2019Accademia del Teatro di San Carlo ha avviato il suo percorso formativo sotto la direzione di Ilias Tzempetonidis e la cura didattica affidata ad una delle pi\u00f9 luminose voci del Belcanto italiano del nostro tempo, Mariella Devia. Dopo un primo debutto pubblico nell\u2019estate 2021 al Palazzo Reale in occasione della mostra su Don Chisciotte (con esecuzione di arie dall\u2019omonima opera di Paisiello, che sar\u00e0 riprodotta integralmente al termine della tourn\u00e9e internazionale a Parigi nel 2023) e l\u2019esordio con un recital per voci e pianoforte nella sala storica del San Carlo, per il concerto di questa sera, inserito nella Stagione concertistica sancarliana, la giovane compagine dell\u2019Accademia propone simbolicamente, dopo un omaggio a Mozart, una scelta di pagine immortali delle cinque \u201ccorone\u201d italiane del melodramma ottocentesco: Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi e Puccini, alternate a un Intermezzo e a Ouverture strumentali eseguiti dall\u2019Orchestra del Teatro di San Carlo. Noteremo che oggi si tende ad assegnare alla parola Belcanto un significato meno legato cronologicamente ad un periodo storico ed a precise tecniche esecutive, restituendo l\u2019idea etimologica della bellezza dell\u2019intonazione vocale virtuosistica, mai piegata alla tecnica fine a se stessa.<\/p>\n<p>Tutti gli autori in programma sono strettamente collegati a Napoli e in particolare alla storia del massimo teatro napoletano. Nel 1770 Wolfgang Amadeus Mozart, ancora quattordicenne, giunse a Napoli col padre Leopold allo scopo di abbeverarsi alla fonte di quelli che erano considerati allora i maggiori compositori d\u2019opera del mondo, i napoletani. Ascolt\u00f2 un\u2019opera di Jommelli al Teatro di San Carlo, che aveva allora gi\u00e0 43 anni di vita e ricevette la promessa della commissione di un\u2019opera che purtroppo non fu poi mai scritta. Quando pi\u00f9 tardi a Vienna Wolfgang Mozart stava completando la sua celebre trilogia italiana col librettista Da Ponte, non poteva sapere che la vicenda originale di Don Giovanni di Tirso de Molina, da cui derivava il libretto della seconda opera dapontiana, era ambientata a Napoli cos\u00ec come alla capitale borbonica riportava un pi\u00f9 vicino antecedente, Il convitato di pietra, musicato da Giacomo Tritto, con Pulcinella al posto del servo di Don Giovanni, Leporello, colui che canta l\u2019 \u201caria del catalogo\u201d. Un\u2019altra eco del viaggio a Napoli si ritrova nell\u2019ultima opera di Mozart rappresentata poche settimane prima della sua scomparsa, nel 1791, Die Zauberfl\u00f6te (Il Flauto magico): Wolfgang ragazzo era stato cos\u00ec impressionato dalla visita al Tempio di Iside, riscoperto perfettamente integro negli scavi di Pompei nel 1764, da volerne una riproduzione per la scenografia originale del suo Singspiel di forte impostazione massonica. La seconda, funambolica, aria della Regina della notte \u201cDer H\u00f6lle Rache kocht in meinem Herzen\u201d (La vendetta dell&#8217;Inferno ribolle nel mio cuore) \u00e8 del resto modellata sulle tante arie di furore tipiche del melodramma italiano, e specialmente napoletano, della seconda met\u00e0 del Settecento. Con Mozart e i suoi contemporanei italiani si pu\u00f2 dire che nasca il periodo d\u2019oro del Belcanto, una vera estetica sonora piuttosto che uno stile esecutivo, che domin\u00f2 per quasi un secolo le scene dei principali teatri del mondo, attraverso generazioni di straordinari interpreti, dive e divi osannati come e forse pi\u00f9 delle odierne pop-star, che avevano a disposizione un repertorio di straordinario livello tecnico e artistico creato appunto dalle gi\u00e0 ricordate \u201ccorone\u201d dell\u2019opera italiana, insieme a tanti coetanei oggi in gran parte dimenticati.<\/p>\n<p>Il giovane Vincenzo Bellini, giunto a Napoli dalla nativa Catania per studiare al Conservatorio napoletano, fece il suo debutto a 24 anni sulle scene del Teatro di San Carlo nel 1826, invitato dall\u2019impresario Domenico Barbaja che volle poi lanciarne il talento alla Scala di Milano aprendone la carriera internazionale. I Puritani, l\u2019opera conclusiva del catalogo belliniano, era stata concepita per l\u2019Op\u00e9ra di Parigi ma avrebbe dovuto essere riproposta subito dopo al Teatro di San Carlo, in una versione appositamente redatta da Bellini: la morte prematura del compositore e una sfortunata spedizione lo hanno impedito, ma la recente ripresa filologica al San Carlo nel settembre scorso ha consentito di apprezzare un capolavoro non spesso eseguito. \u201cO rendetemi la speme\/Qui la voce sua soave\u201d \u00e8 il momento intenso e dolce in cui si manifesta la pazzia per amore della protagonista dei Puritani, Elvira, di fronte allo zio Giorgio e al rivale del suo promesso sposo, Riccardo.<\/p>\n<p>Anche Gioachino Rossini era stato scoperto giovanissimo dall\u2019intuizione dell\u2019impresario Barbaja, che lo invit\u00f2 a Napoli nel 1815 e subito dopo gli affid\u00f2 la direzione del Teatro di San Carlo, dove il pesarese rimase fino al 1822, producendo sulle scene napoletane alcuni dei suoi pi\u00f9 importanti capolavori prima di trasferirsi definitivamente a Parigi. Qui la sua carriera fu chiusa con un Grand Op\u00e9ra in francese, il Guillaume Tell, nel 1829. Rossini aveva esordito con farse e opere comiche che ne avevano gi\u00e0 messo in luce le qualit\u00e0, fase culminante con il celebre Barbiere di Siviglia, che ebbe la prima a Roma nel 1816: \u201cUna voce poco fa\u201d \u00e8 la cavatina di esordio della protagonista Rosina, brano dalle temibili difficolt\u00e0 tecniche.<\/p>\n<p>Dopo la partenza di Rossini, fu chiamato a dirigere il Teatro di San Carlo Gaetano Donizetti, che aveva studiato nella nativa Bergamo ma che avrebbe poi scritto la gran parte delle sue opere pi\u00f9 acclamate proprio nel lungo periodo di permanenza a Napoli, prima di partire a sua volta per l\u2019avventura di Parigi. Anche lui, come Rossini, scrisse come sua ultimo titolo per Parigi nel 1840 un Grand Op\u00e9ra in francese, La Favorite, rielaborazione a sua volta di un soggetto storico ambientato a Napoli (L\u2019ange de Nisida). Tra i tanti titoli \u201cnapoletani\u201d di Donizetti il posto d\u2019onore spetta certamente alla sua Lucia di Lammermoor, che ebbe la prima al San Carlo nel 1835, iniziando da l\u00ec un percorso mondiale che non si \u00e8 mai arrestato. Sar\u00e0 questa un\u2019occasione per confrontare la precedente aria di follia belliniana con questa celeberrima della protagonista di Lucia, nel finale dell\u2019opera. Uno dei momenti pi\u00f9 alti del teatro musicale di tutti i tempi.<\/p>\n<p>Giuseppe Verdi, il pi\u00f9 grande operista della seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento, fu a Napoli quattro volte presentando al San Carlo alcuni dei suoi lavori pi\u00f9 importanti, in alcuni casi prime assolute: Alzira, Luisa Miller e la prima versione in italiano de Les v\u00eapres siciliennes (l\u2019originale era stato composto come Grand Op\u00e9ra e presentato in francese al teatro di Parigi nel 1855) oltre a una importante versione ampiamente riveduta del Don Carlo in italiano. Rigoletto, del 1851, appartiene (con Traviata e Trovatore) a quel periodo creativo di enorme successo per il quale fu coniato il termine di \u201cTrilogia popolare\u201d e del resto \u201cLa donna \u00e8 mobile\u201d &#8211; la melodia beffarda intonata dal duca di Mantova nel III e ultimo atto del Rigoletto, prima del tragico epilogo della vicenda &#8211; \u00e8 una delle arie per tenore pi\u00f9 famose dell\u2019intera storia della musica (ne esiste un\u2019 incisione storica con la voce di Enrico Caruso). All\u2019atteggiamento cinico del duca si contrappone l\u2019aria iniziale di Gilda, \u201cCaro nome\u201d, in cui la ragazza ignara di essere stata ingannata canta la felicit\u00e0 dell\u2019amore appena scoperto e descrive l\u2019innocenza della figlia di Rigoletto che rester\u00e0 fedele a quell\u2019amore fino al sacrificio supremo, come nelle profetiche parole finali dell\u2019aria: \u201cE fin l\u2019ultimo sospir, caro nome, tuo sar\u00e0.\u201d<\/p>\n<p>Tutti i compositori di questo concerto, oltre che con Napoli, sono collegati a Parigi: le due citt\u00e0 non per caso furono giudicate da Stendhal \u201cle sole due capitali\u201d. Alcuni di loro ebbero con la capitale francese un rapporto ambivalente, a volte difficile, a cominciare dal giovane Mozart, fino a Bellini e Donizetti che pure vi avevano trionfato nel finale della loro vita. A Parigi sono ambientate alcune delle opere pi\u00f9 celebri di Giacomo Puccini, a cominciare da Manon Lescaut nel 1893, un testo di origine settecentesca gi\u00e0 musicato in francese da Jules Massenet dieci anni prima. L\u2019Intermezzo che precede l\u2019attuale secondo atto dell\u2019opera, giustamente famoso, \u00e8 considerato un prototipo per i numerosi simili numeri strumentali inseriti negli anni successivi dai compositori cosiddetti \u201cveristi\u201d nelle loro opere pi\u00f9 celebri, a cominciare da Mascagni nella Cavalleria rusticana. Di ambientazione totalmente differente \u00e8 Madama Butterfly, trionfo dell\u2019esotismo di primo Novecento presentata da Puccini alla Scala di Milano nel 1904 con enorme successo. Uno dei punti nevralgici dell\u2019opera \u00e8 l\u2019aria della protagonista Cio-Cio-San (la geisha chiamata \u201cmadama Butterfly\u201d) che, rivolta alla sua cameriera Suzuki, descrive la sua traboccante felicit\u00e0 per l\u2019imminente ritorno del suo sposo americano, Pinkerton: ma la visione \u00e8 frutto della sua illusione che la porter\u00e0 al tragico epilogo. In Tosca, allestita per la prima volta a Roma nel 1900, la protagonista del titolo \u00e8 una cantante e dunque Puccini si misura con la tecnica del \u201cteatro nel teatro\u201d, ancor pi\u00f9 pregnante nella celebre aria del II atto in cui Floria Tosca intona una preghiera a Dio in cui descrive il suo mestiere di artista: \u00e8 la sua reazione inorridita alla richiesta del capo della polizia papalina, Scarpia, di ottenere il suo corpo in cambio della vita dell\u2019amante pittore Mario, e non a caso dopo questo momento di estrema intensit\u00e0 si compie l\u2019atto liberatorio con cui Tosca uccide il suo persecutore. Quasi vent\u2019anni dopo Tosca, Puccini scrisse la sua unica opera comica, Gianni Schicchi, presentata al Metropolitan Opera di New York nel 1918 come parte del famoso \u201cTrittico\u201d (con Tabarro e Suor Angelica) ma ebbe poi anche vita autonoma derivata dal particolare favore del pubblico. La trama fu sviluppata dal librettista Giovacchino Forzano a partire da un episodio del canto XXX dell\u2019Inferno di Dante: l\u2019estroso Gianni Schicchi accetta la proposta indecorosa dei parenti dell\u2019appena defunto Buoso Donati di recitare la parte di quel ricco mercante col notaio che dovrebbe registrare un testamento a loro favore, ma gioca d\u2019astuzia intestando tutto a se stesso e proteggere cosi l\u2019amore di due ragazzi, Lauretta e Rinuccio. Ed \u00e8 proprio quest\u2019ultimo ad intonare parole che descrivono la giovinezza e la primavera dell\u2019amore: \u201cFirenze \u00e8 come un albero fiorito\u201d, dove si trovano espressioni come \u201cle radici\u2026forze nuove\u2026 Firenze germoglia\u2026 l\u2019Arno canta\u2026e il suo canto \u00e8 si dolce e s\u00ec sonoro\u201d. Con questo omaggio alla giovinezza e all\u2019amore si chiude il cerchio aperto in questo programma dal compositore sempre giovane per antonomasia, ossia Mozart, programma affidato alle giovani promesse del canto lirico che da Napoli cominciano il loro percorso europeo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>ORCHESTRA E ACCADEMIA DEL TEATRO DI SAN CARLO<\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro di San Carlo <\/strong><br \/>\nsabato 10 dicembre 2022, ore 19<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Direttore |\u00a0<strong>Maurizio Agostini<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Allievi\u00a0dell\u2019Accademia del Teatro di San Carlo<\/strong><\/p>\n<p>Soprani |<strong>\u00a0Laura Ulloa,\u00a0Chiara Polese, Maria Sardaryan<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Tenori|\u00a0<strong>Li Danyang,\u00a0Giorgi Guliashvili<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Baritono |<strong>\u00a0Takaki Kurihara<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><br \/>\nProgramma<\/p>\n<p><strong>Gioachino Rossini<\/strong><br \/>\n<em>Guglielmo Tell, Ouverture<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Vincenzo Bellini<\/strong><br \/>\n<em>I puritani<\/em>, \u201cO rendetemi la speme&#8230; Qui la voce sua soave\u201d<br \/>\nMaria Sardaryan | Soprano<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Gioachino Rossini<\/strong><br \/>\n<em>Il barbiere di Siviglia<\/em>, \u201cUna voce poco fa\u201d<br \/>\nLaura Ulloa\u00a0| Soprano<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giacomo Puccini<\/strong><br \/>\nda<em>\u00a0Gianni Schicchi<\/em>, \u201cFirenze \u00e8 come un albero fiorito\u201d<br \/>\nLi Danyang |\u00a0Tenore<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giuseppe Verdi<\/strong><br \/>\n<em>I vespri siciliani, Ouverture<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Gaetano Donizetti<\/em><\/strong><em><br \/>\nda L&#8217;Elisir d&#8217;amore,\u00a0\u201cU<\/em>na furtiva lagrima<em>\u201d<\/em><em><br \/>\n<\/em>Giorgi Guliashvili|\u00a0Tenore<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Gaetano Donizetti<\/strong><br \/>\n<em>Lucia di Lammermoor,<\/em>\u00a0\u201cIl dolce suono&#8230; Spargi d\u02bcamaro pianto\u201d<br \/>\nMaria Sardaryan | Soprano<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Wolfgang Amadeus Mozart<\/strong><br \/>\nda<em>\u00a0Don Giovanni<\/em>, \u201cMadamina il catalogo \u00e8 questo\u201d<br \/>\nTakaki Kuriara\u00a0|\u00a0Baritono<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giacomo Puccini<\/strong><br \/>\nda<em>\u00a0Madama Butterfly<\/em>, \u201cUn bel d\u00ec vedremo\u201d<br \/>\nChiara Polese\u00a0|\u00a0Soprano<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giuseppe Verdi<\/strong><br \/>\nda<em>\u00a0Rigoletto<\/em>, \u201cCaro nome\u201d<br \/>\nLaura Ulloa |\u00a0Soprano<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giacomo Puccini<\/strong><br \/>\nda<em>\u00a0Manon Lescaut<\/em>, \u201cIntermezzo\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giuseppe Verdi<\/strong><br \/>\nda<em>\u00a0Rigoletto<\/em>, \u201cLa donna \u00e8 mobile\u201d<br \/>\nLi Danyang |\u00a0Tenore<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giacomo Puccini<\/strong><br \/>\nda<em>\u00a0Tosca<\/em>, \u201cVissi d&#8217;arte\u201d<br \/>\nChiara Polese\u00a0|\u00a0Soprano<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Wolfgang Amadeus Mozart<\/strong><br \/>\nda<em>\u00a0Die Zauberfl\u00f6te<\/em>, \u201cDer H\u00f6lle Rache\u201d<br \/>\nMaria Sardaryan | Soprano<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Orchestra del Teatro di San Carlo<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Rossana Russo<\/strong>,<\/p>\n<p>Responsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa<\/p>\n<p><a href=\"mailto:r.russo@teatrosancarlo.it\">r.russo@teatrosancarlo.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giulia Romito<\/strong>, Comunicazione e Stampa<\/p>\n<p><a href=\"mailto:g.romito@teatrosancarlo.it\">g.romito@teatrosancarlo.it<\/a> 0817972301<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Maurizio-Agostini2.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-30636\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Maurizio-Agostini2.jpg\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1757\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Maurizio-Agostini2.jpg 1920w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Maurizio-Agostini2-300x275.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Maurizio-Agostini2-768x703.jpg 768w, 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