{"id":30660,"date":"2022-12-07T10:01:27","date_gmt":"2022-12-07T10:01:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=30660"},"modified":"2022-12-07T10:01:27","modified_gmt":"2022-12-07T10:01:27","slug":"nel-centenario-della-nascita-di-don-luigi-giussani-tra-sacro-e-letteratura-di-pierfranco-bruni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=30660","title":{"rendered":"Nel centenario della nascita di don Luigi Giussani tra sacro e letteratura\u00a0di Pierfranco Bruni\u00a0"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/20221207_090450.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-30661\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/20221207_090450-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/20221207_090450-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/20221207_090450-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/20221207_090450-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/20221207_090450-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<div dir=\"auto\">Nel centenario della nascita di don Luigi Giussani tra sacro e letteratura<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Pierfranco Bruni<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Una formazione tra la teologia e la letteratura filtrata dalla filosofia di quella confessione come genere letterario alla zambraniana dimensione di un confrontarsi con le culture. \u00c8 una linea portante nel solco di don Luigi Giussani, di cui ricorre quest&#8217;anno il centenario della nascita. Ho una stagione del mio vivere legato al suo modello di comparazione tra letteratura e sacro.<\/div>\n<p>Dialogare con don Luigi Giussani (nato a Desia il 15 ottobre del 1922 e morto il 22 febbraio del 2005 a Milano) era sempre una gioia. Spesso ci trovammo a discutere di Mario Pomilio, Diego Fabbri, Davide Maria Turoldo e poi di San Paolo. Di quel San Paolo al quale ho dedicato un libro. L\u2019attesa e la speranza erano i nostri riferimenti anche sul piano letterario e non solo teologico. L\u2019attesa e la speranza hanno come punto di incontro, e quindi, come punto di riferimento, il senso del religioso. Inquieta l\u2019attesa, ma \u00e8 una dimensione spirituale che avvolge le nostre coscienze. Le coscienze del linguaggio. Il linguaggio dell\u2019essere e del non essere. Il linguaggio che \u00e8 spazialit\u00e0 di tempo dentro una visione che va chiaramente oltre il virtuale.<br dir=\"auto\" \/>Credo che la letteratura possa offrire una chiave di lettura importante e particolare del senso e dell\u2019orizzonte che si vivono nella \u201cstazione\u201d di una spiritualit\u00e0, che ha voce e destino. Siamo immensi nella letteratura. Siamo partecipanti del dolore che traccia un viaggio indelebile che \u00e8 fatto dall\u2019uomo e dalla persona. Poi giunse Cesare Pavese.<br dir=\"auto\" \/>La letteratura parla con la parola della religiosit\u00e0. Scriveva don Luigi Giussani: \u201cIl senso religioso \u00e8 la capacit\u00e0 che la ragione ha di esprimere la propria natura profonda nell\u2019interrogativo ultimo, \u00e8 il locus della coscienza che l\u2019uomo ha dell\u2019esistenza\u201d.<br dir=\"auto\" \/>Lo sguardo dell\u2019uomo \u00e8 lo sguardo, appunto, dell\u2019attesa che, vivendola senza pazienza, potrebbe trasformarsi in disperante solitudine. Due concetti forti: la solitudine e la disperazione.<br dir=\"auto\" \/>La ricerca di Dio. La memoria di Cristo. Vivono la letteratura nella letteratura. Don Giussani: \u201cLa forma quotidiana della decisione per l\u2019esistenza \u00e8 il ricordo del destino che ogni cosa ha, che \u00e8 uno solo, il mistero di Dio, \u00e8 il ricordo che questo mistero \u00e8 diventato un uomo. Perci\u00f2, la forma quotidiana della decisione per l\u2019esistenza \u00e8 vivere la memoria di Cristo\u201d.<br dir=\"auto\" \/>Lo scavo della (nella) letteratura che trova attraversamenti su queste sponde porta direttamente a Cesare Pavese. Quel Pavese che ha vissuto e interiorizzato un dostoeschiano modello dell\u2019inquieto esistere, e che non ha mai dato una ragione di senso alla morte sentita come attrazione della fine.<br dir=\"auto\" \/>Quel Pavese, in modo particolare, che ha chiesto, sino agli ultimi istanti di vita, di superare la solitudine in una parola di consolazione e di pazienza affinch\u00e9 potesse giungere un barlume di luce, di Grazia, di ancoraggi.<br dir=\"auto\" \/>Pavese: \u201cPassavo la sera seduto davanti allo specchio per tenermi compagnia\u201d.<br dir=\"auto\" \/>Don Luigi Giussani stabilisce proprio con Pavese un colloquiare e dice che \u00e8 mancato in Pavese ci\u00f2 che potesse colmare lo spazio inevitabile tra l\u2019attesa e la pazienza. Quando questo spazio comincia a creare una strada nella vita e negli scritti di Pavese, la luce \u00e8 diventata molto fievole e quella fede che lo avrebbe potuto salvare lo trova gi\u00e0 disperso. Disperso e non smarrito. Disperso in quel gorgo muto che \u00e8 l\u2019inevitabile nulla. Ma Pavese portava nella sua parola e nel suo sguardo un senso religioso che diventa incisivamente\u00a0pietas.<br dir=\"auto\" \/>Nel venir meno l\u2019appiglio al religioso subentra l\u2019abisso. O meglio non raggiungere il filo del sacro il vuoto si dichiara. E nell\u2019abisso \u00e8 scivolato pur tendendo le mani verso l\u2019attrazione nei confronti della salvezza. In quale significato di non senso \u00e8 precipitato Pavese? Eppure le sue ultime parole hanno un versamento che va oltre il nulla, e cercano di concentrarsi in un monito di ricerca di speranza.<br dir=\"auto\" \/>Ho sempre cercato di individuare, nei miei scritti su Pavese, questo bisogno di speranza o la necessit\u00e0 della dissolvenza del nulla per aggrapparsi alla speranza che si sottolinea in molti passaggi dei suoi romanzi. Pavese, ho avuto modo di affermarlo, \u00e8 sempre al limite della speranza \u2013 sacralit\u00e0 e poi giungono le distrazioni, le infinite distrazioni.<br dir=\"auto\" \/>Don Giussani parla infatti di un venir meno di quella esigenza che \u00e8 \u201cla totalit\u00e0 dello sguardo dell\u2019umana coscienza\u201d. Anche nel religioso linguaggio dello scrittore ci sono delle opzioni tragiche. Ma ci sono opzioni religiose nel linguaggio e nell\u2019essere tragico dello scrittore?<br dir=\"auto\" \/>Pavese viveva la ricerca di Dio ma \u00e8 andato oltre. Ecco: \u201cLa massima sventura \u00e8 la solitudine; tant\u2019\u00e8 vero che il supremo conforto \u2013 la religione \u2013 consiste nel trovare una compagnia che non falla, Dio. La preghiera \u00e8 lo sfogo come con un amico\u201d.<br dir=\"auto\" \/>In Pavese i due estremi di queste domande si sono scontrati creando un conflitto estetico ed esistenziale. Infatti, l\u2019inquieto in Leopardi, don Giussani medita su ci\u00f2, non giunge a toccare il \u201cgorgo muto\u201d perch\u00e9 in Leopardi il senso del religioso non \u00e8 cos\u00ec contrastante come nella vita di Pavese.<br dir=\"auto\" \/>Tanto contrastante da diventare un cortocircuito tra destino e profezia. Cos\u00ec \u00e8 stato il paesaggio trasgressivo di Pavese.<br dir=\"auto\" \/>Don Giussani: \u201cL\u2019estremo lembo dell\u2019audacia \u00e8 amare umilmente se stessi\u201d.<br dir=\"auto\" \/>Il destino e la profezia. Nei suoi romanzi e nelle sue poesie ultime la consolazione giungeva sempre come solitudine. La solitudine era consolazione. Pavese si \u00e8 posto le domande care a don Giussani: \u201c\u2026 per che cosa vale la pena che io viva? Qual \u00e8 il significato della realt\u00e0? Che senso ha l\u2019esistenza?\u201d.<br dir=\"auto\" \/>Ha risposto a tali suoi interrogativi il Pavese sia del romanzo \u201cLa casa in collina\u201d (religiosa attrazione verso il sacro) sia, soprattutto, il Pavese di \u201cVerr\u00e0 la morte e avr\u00e0 i tuoi occhi\u201d (penitente accoglienza della morte \u2013 fine).<br dir=\"auto\" \/>Gli occhi? Quegli occhi che ha sempre cercato e che non ha trovato o non ha avuto la pazienza di aspettare quegli Occhi. Il rischio della pazienza consiste nel non saper raccogliere l\u2019attesa nella speranza. Forse \u00e8 qui che bisognerebbe scavare per dare un senso all\u2019uomo e allo scrittore Cesare Pavese. Oltre il mito e molto pi\u00f9 vicini al sacro.<\/p>\n<div dir=\"auto\">Un viaggio che resta nei solchi del destino \u2013 memoria. Furono incontri importanti con don Giussani tra Roma e Milano. A Roma quando discutemmo con Francesco Grisi, Antimo Negri, Ettore Paratore di Sacro nella Letteratura. Sembrano passati anni lunghi in questo tempo che, rispetto a quel contesto, si \u00e8 completamente trasformato. \u00c8 rimasta la memoria ma soprattutto sono rimaste le testimonianze e gli esempi. Sono questi che tramandano valori in un intreccio tra il depositato dell&#8217;immaginario e la realt\u00e0. L&#8217;uomo, comunque, rimane quel terribile personaggio in rivolta che vive tra la caduta e il sottosuolo e la rinascita. Il dostoevskijano don Giussani ci legge il destino di Ivan Karamazov, ma ci consegna la contemplazione rivoluzionaria di Alioscia. Le discussioni al Sindacato Libero Scrittori tra Augusto Del Noce e Luigi Giussani avevano al centro quella volont\u00e0 del sacro degli scrittori cristiani volenti o nolenti.<\/p>\n<div class=\"yj6qo\"><\/div>\n<div class=\"adL\"><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Nel centenario della nascita di don Luigi Giussani tra sacro e letteratura Pierfranco Bruni Una formazione tra la teologia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-30660","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30660","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30660"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30660\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30660"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30660"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30660"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}