{"id":3125,"date":"2018-01-23T09:21:47","date_gmt":"2018-01-23T09:21:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=3125"},"modified":"2018-01-23T09:21:47","modified_gmt":"2018-01-23T09:21:47","slug":"due-contributi-di-mario-setta-per-la-giornata-della-memoria-27-gennaio-la-solidarieta-abruzzese-verso-gli-ebrei-auschwitz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=3125","title":{"rendered":"Due contributi di Mario Setta per la Giornata della Memoria (27 gennaio): La solidariet\u00e0 abruzzese verso gli Ebrei; Auschwitz"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/descarga-2.jpeg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3126\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/descarga-2.jpeg\" alt=\"\" width=\"245\" height=\"206\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"center\"><b>AD AUSCHWITZ OGGI E IERI<\/b><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"center\"><b>di Mario Setta <\/b><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Ad Auschwitz, oggi, c\u2019\u00e8 gente. Tanta gente. Per ricordare. Allora, per morire.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">\u201cNon si riesce a credere nell\u2019incredibile. Non \u00e8 possibile che l\u2019irreale diventi realt\u00e0\u201d dice nel manoscritto, ritrovato su questo terreno, l\u2019ebreo Zalmen Gradwoski.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Ad Auschwitz non si va in visita come ad un museo. Si va a condividere la tragica sorte di quei milioni di innocenti dei quali si calpestano ancora le ceneri. Annientati con le tecniche pi\u00f9 impensabili, con le morti pi\u00f9 atroci. Un gusto (!), talmente barbaro e disumano, da non poter nemmeno credere che si sia trattato di comportamenti tra esseri umani.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">\u201cPerch\u00e9 Signore hai taciuto? Perch\u00e9 hai potuto tollerare tutto questo?\u201d ha gridato qui<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Benedetto XVI. Ma la domanda andrebbe rivolta all\u2019Uomo. Perch\u00e9 ad Auschwitz non sono morti ebrei, cattolici (p. Kolbe), zingari, testimoni di Geova, ecc. Sono morti gli uomini. Semplicemente e totalmente uomini. Non pochi, ma milioni. E i carnefici non hanno ucciso solo dei poveri sventurati. Hanno ucciso, anche e soprattutto, se stessi. Una guerra tra morti. Come tutte le guerre.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Qui \u00e8 la tomba dell\u2019umanit\u00e0. Una tomba che attende la voce di Cristo: \u201cUomo, vieni fuori!\u201d,<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">come disse, piangendo, sulla tomba dell\u2019amico Lazzaro. Il grido della \u201cresurrezione\u201d dai morti<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">dell\u2019intera umanit\u00e0. Perch\u00e9, perfino in questa \u201cresidenza della morte\u201d, c\u2019\u00e8 stato chi ha lottato<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">per la vita. Eccezioni. Ma ci sono state. Basta ricordare Witold Pilecki, fattosi volontariamente<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">arrestare dalla Gestapo per raccontare al mondo gli orrori di Auschwitz.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Ne ha pubblicato una interessante e accurata biografia, col titolo \u201cIl volontario\u201d (Laterza 2010), Marco Patricelli, storico e giornalista abruzzese. Ci sono anche i cosiddetti \u201cnegazionisti\u201d, che affermano come il genocidio non sia mai esistito e che la \u201csoluzione finale\u201d (<i>endl\u00f6sung<\/i>) sia solo un \u201cflatus vocis\u201d. Ma il negazionismo non \u00e8 una questione storiografica. Sembra piuttosto una questione patologica: una cecit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Rudolf H\u00f6ss, comandante del KL (\/KonzentrationLager) di Auschwitz, Oberstumbannf\u00fchrer delle SS, ha lasciato questa descrizione agghiacciante, sconvolgente, terrificante:<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">\u00ab Lo sterminio ad Auschwitz avveniva nel modo seguente: gli ebrei destinati alla morte, uomini e donne separatamente, venivano condotti con la maggior calma possibile ai crematori. Negli spogliatoi i prigionieri del Sonderkommando li inducevano a spogliarsi, dicendo che li avevano portati l\u00ec per il bagno e la disinfestazione\u2026 Dopo la svestizione, gli ebrei entravano nelle camere a gas, provviste di docce e di lavandini per dare meglio l\u2019impressione di stanze da bagno\u2026 Quindi si chiudevano rapidamente le porte e il gas veniva immediatamente fatto uscire dagli appositi serbatoi e immesso, attraverso fori praticati nel soffitto, in un pozzo d\u2019aerazione che li faceva arrivare fino al pavimento. Questo assicurava l\u2019immediato diffondersi del gas. Attraverso gli spioncini praticati nelle porte si poteva osservare come le persone pi\u00f9 vicine al pozzo d\u2019aerazione cadessero morte all\u2019istante. Si pu\u00f2 dire che un terzo circa moriva subito. Gli altri cominciavano ad agitarsi, a urlare, a lottare in cerca di aria, ma ben presto le grida si trasformavano in rantoli, e dopo pochi minuti tutti giacevano a terra. Non passavano venti minuti, e gi\u00e0 pi\u00f9 nessuno si muoveva. [\u2026] A questo punto gli uomini del Sonderkommando estraevano ai cadaveri i denti d\u2019oro, e tagliavano i capelli alle donne. Poi i cadaveri venivano portati col montacarichi ai forni che intanto erano stati accesi. \u00bb<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p class=\"western\" align=\"justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; AD AUSCHWITZ OGGI E IERI di Mario Setta Ad Auschwitz, oggi, c\u2019\u00e8 gente. Tanta gente. Per ricordare. 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