{"id":31390,"date":"2022-12-25T16:17:10","date_gmt":"2022-12-25T16:17:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=31390"},"modified":"2022-12-25T16:17:10","modified_gmt":"2022-12-25T16:17:10","slug":"natale-e-un-cantico-dei-cantici-di-pierfranco-bruni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=31390","title":{"rendered":"Natale \u00e8 un cantico dei Cantici di Pierfranco Bruni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/20210904_225842.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-31391\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/20210904_225842.jpg\" alt=\"\" width=\"2828\" height=\"1376\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/20210904_225842.jpg 2828w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/20210904_225842-300x146.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/20210904_225842-768x374.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/20210904_225842-1024x498.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/20210904_225842-150x73.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 2828px) 100vw, 2828px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il mio <span style=\"font-size: large;\">Cantico<\/span><span style=\"font-family: Roboto Slab, Georgia, Times New Roman, Times, serif;\"> dei Cantici in questi giorni di gioco e di ironie? La festa mi cammina dentro. Natale \u00e8 una memoria. E gli anni continuano a lacerare i sogni. Sar\u00e0 un nuovo anno. In questo mare che taglia la roccia vivo di immagini di golfi che mi portano alla Grecia di Ibico o di Pitagora.<\/span><\/p>\n<p>Seguo in attimi perduti gli amori della mia vita. Non ci sono disamori. L\u2019attrazione dell\u2019indifferenza mi cammina tra gli sguardi smarriti.<\/p>\n<p>Osservo il mare da una finestra d\u2019albergo. Ho con me le carte dell\u2019ultimo libro che non so se finir\u00f2 di scrivere. Avr\u00f2 ancora tempo. O avr\u00f2 ancora parole per raccontare la storia di un destino?<\/p>\n<p>Luna verde non mi interrogare sulle parole che non ho o sulle parole che feriscono la mia vita. Natale \u00e8 una memoria e gli anni si fanno corti senza mai indugiare nella durata. La terrorista che ho conosciuta sui gradini di Trinit\u00e0 dei Monti, in epoche di lontane, ha consumato le sue stagioni. Il freddo mi taglia le dita.<\/p>\n<p>Non ho malinconie da spendere o vissuti da contrappormi. Devo solo raccontare. Ma cosa? Se il mio strazio \u00e8 gi\u00e0 nel Cantico dei Cantici?<\/p>\n<p>Salomone mi ha preceduto. Come potr\u00f2 scrivere anch\u2019io: \u201cBaciami\/con i baci della tua bocca:\/le tue carezze\/sono migliori del vino\u201d?<\/p>\n<p>Mi viaggia nell\u2019anima il passo delle nostalgie ma io sono giunto alla mia Itaca del silenzio e resto come contemplazione nel mio recinto. Senza pi\u00f9 bisogno di stelle. Perch\u00e9 troppe sono le stelle che ho ascoltato nelle lunghe assenze.<\/p>\n<p>Poi. Verr\u00e0 una luna pi\u00f9 chiara delle albe che ho vissuto e mi porter\u00e0 via \u201ccome un giglio\/fra i cardi\u201d.<\/p>\n<p>Ma s\u00ec. La vita \u00e8 una attrazione di un attimo anche nell\u2019amore si perde perch\u00e9 troppo si d\u00e0. Ho udito prendermi nel suono: \u201cfammi vedere il tuo viso,\/\u2026\/la tua voce \u00e8 dolce,\/incantevole il tuo viso\u201d.<\/p>\n<p>In amore chi troppo offre spesso si perde tra le strade delle maree. Ora faccio i conti con la mia et\u00e0. E. Tutto il buio che ho versato ha il cammino delle ombre.<\/p>\n<p>Le ombre annunciano la grazia e la bellezza degli sguardi \u00e8 nel desiderio che svanisce lungo i giorni corti che cominciano a recitare la fine di un destino.<\/p>\n<p>Non smetto di osservare il mare anche se l\u2019immagine che ho ha la figura di un deserto mentre so che \u201cle tue labbra\/sono come un filo di scarlatto\/e il tuo parlare \u00e8 incantevole\u201d. Proprio perch\u00e9 conosco l\u2019incantesimo dei corpi che si recitano il Cantico dei Cantici non mi lascio trasportare oltre l\u2019orizzonte.<\/p>\n<p>Ho troppo vissuto per lasciarmi rapire dagli incantesimi nonostante l\u2019Oriente che mi recita il paese delle mille e una notte. Non so, giunto alla mia et\u00e0, se valgono le mille notti o una sola notte. Ma cosa saremo domani?<\/p>\n<p>La terrorista \u00e8 partita. Eleonora \u00e8 rimasta in Persia. Maria ha perso i ricordi. Teresa ha sciolto i capelli e forse mi aspetta. Io non ritorner\u00f2. Cristiana si \u00e8 imbarcata con i pirati e la donna araba ha ancora il velo sul viso. Carmen festeggia tra le arene e la Spagna misteriosa. Isa resta sul porto e sa che l\u2019attesa \u00e8 pi\u00f9 di un viaggio.<\/p>\n<p>\u00c8 ora. \u201cPrima che soffi\/la brezza del giorno\/e le ombre fuggano,\/salir\u00f2 sul monte della mirra\/e sul colle dell\u2019incenso\u201d. Solo cos\u00ec entrer\u00f2 \u201cnel mio giardino\u201d a coltivare le rose bianche.<\/p>\n<p>Natale \u00e8 una memoria. Gli anni si inventano e la mia storia ha il vento dei destini.<\/p>\n<p>Non potr\u00f2 continuare a scrivere. Le mie guerre sono perdute e Troia \u00e8 soltanto una geografia tagliata a pezzi tra le risacche con gli echi delle conchiglie che portano il rumore delle macerie.<\/p>\n<p>Le mie parole sono macerie e vivo tra le rovine dei ricordi che non voglio avere. I ricordi non mi avranno perch\u00e9 la mia anima non sar\u00e0 in vendita.<\/p>\n<p>Porto con me, come sempre, un libro di Pascal e un altro di Proust. Mi servono anche per cercare di scrivere il mio Cantico dei Cantici. Non finir\u00f2 comunque di scriverlo.<\/p>\n<p>Pascal mi ha insegnato: \u201cCorriamo senza un pensiero verso il precipizio, dopo esserci messi davanti agli occhi qualcosa che ci impedisca di vederlo\u201d. Pagine sparse tra i miei quaderni arrugginiti. Altro tempo ancora.<\/p>\n<p>Poi. Ancora con i piaceri e i giorni che invadono il mio accampamento. Troppo amore sfugge all\u2019amore. Troppo amore nasconde la vita. Perch\u00e9 ci lasciamo abitare dalla morte? Muore Venezia e le pietre si sfaldano con il cuore di sabbia delle lontananze.<\/p>\n<p>Proust dove mi hai condotto? \u201cE sentiva sollevarsi il velo che ci nasconde la vita, cio\u00e8 la morte che abita in noi, e scorgeva la cosa spaventosa che \u00e8 respirare, che \u00e8 vivere\u201d. Ed \u00e8 come se vivessi l\u2019inquietudine del dopo. Sempre. Sono nella citt\u00e0 dei mari incrociati.<\/p>\n<p>Fine dicembre. E le barche sono una lama nell\u2019acqua. Chiss\u00e0 quando durer\u00e0 questa mia recita. Nel teatro di Adriano. Sottolineo rigo per rigo. Non cerco verit\u00e0. Alla mia et\u00e0 neppure le certezze sono stanche. Mi vivo nel riso ironico del passato che scorre e del passato che non \u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n<p>Il mio Cantico dei Cantici. Non riuscir\u00f2 a finirlo. Rileggo: \u201cTi avrei condotto, introdotto\/nella casa di mia madre;\/tu mi avresti iniziata\/e ti avrei dato da bere\/vino aromatico\/e succo di melagrana!\u201d.<\/p>\n<p>Consegno all\u2019epilogo ogni ragione e ogni perdizione. Non bisogna amare troppo. Pi\u00f9 si ama pi\u00f9 si perde. Natale \u00e8 una compagnia di liturgie. Riti che nei paesi della mia storia si ripetono e diventano ossessive nostalgie. In processione. La nascita \u00e8 una morte tra i piaceri e i giorni.<\/p>\n<p>Non finir\u00f2 questo mio Cantico. Le pagine sono voli e le parole vengono cancellate. Chi tra le rocce \u00e8 nato potr\u00e0 capire il maestrale che travolge i tramonti sul mare. Non ho finzioni. Neppure quando il teatro mi impone di essere me stesso.<\/p>\n<p>Se dovessi incontrare lo sguardo delle tempeste non colpirei di striscio. Mirerei con un colpo sicuro al centro dell\u2019anima. Sento le pietre diventare frammenti. Quest\u2019isola muore tra le sere abbandonate ai miraggi.<\/p>\n<p>Ormai so che \u201cla mia vigna, proprio mia,\/\u00e8 dinanzi ai miei occhi\u201d.<\/p>\n<p>Dicembre. I mari si incrociano. Il vento porta le rimanenze di un amore.<\/p>\n<p>Io sono un popolo che ha smesso di lottare con la morte. Occorrono altri giorni. La speranza? I marinai vivono il mare osservando la bussola. Il vento ha le ferite del mare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Qual \u00e8 il mio Cantico dei Cantici in questi giorni di gioco e di ironie? 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