{"id":31510,"date":"2022-12-31T12:25:32","date_gmt":"2022-12-31T12:25:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=31510"},"modified":"2022-12-31T12:25:32","modified_gmt":"2022-12-31T12:25:32","slug":"benedetto-xvi-ha-la-tradizione-nella-salvezza-delluomo-il-suo-viaggio-in-me-di-pierfranco-bruni-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=31510","title":{"rendered":"Benedetto XVI  ha la tradizione nella salvezza dell&#8217;uomo. Il suo viaggio in me di Pierfranco Bruni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/20221231_112908.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-31511\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/20221231_112908.jpg\" alt=\"\" width=\"303\" height=\"366\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/20221231_112908.jpg 303w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/20221231_112908-248x300.jpg 248w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/20221231_112908-124x150.jpg 124w\" sizes=\"(max-width: 303px) 100vw, 303px\" \/><\/a><\/p>\n<p><br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Con Benedetto XVI non solo finisce una epoca. Finisce un tempo ontologico della tradizione.\u00a0 Era nato il 16 aprile del 1927. A Marki. Germania.\u00a0 \u00c8 morto il 31 dicembre del 2022. A Citt\u00e0 del Vaticano. Un tempo. Un&#8217;epoca. Una missione.\u00a0 Ha atrraversatoattraversato la luce ma anche il bosco e la foresta.<br dir=\"auto\" \/>Il bosco e la foresta sono metafora di buio e di caos. Ci salver\u00e0 la preghiera\u00a0 ci divevadivevadiceva spesso Benedetto. Il Papa della Tradizione. Ci salver\u00e0 il Vangelo. Cristo che sciogli i nodi nella Croce della vita.\u00a0 Siamo figli che cerchiamo nel bosco una fa lama di luce e nella foresta uno spicchio di umile speranza. Restiamo avventure oltre l\u2019orizzonte. Nella \u201cImitazione di Cristo\u201d il viaggio ha il suo sentire: \u201cNessuno \u00e8 pi\u00f9 ricco, nessuno \u00e8 pi\u00f9 potente, nessuno pi\u00f9 libero di chi sa abbandonare se stesso e ogni cosa e porsi all\u2019ultimo posto\u201d. Dobbiamo uscire dal bosco che ci tormenta. Che tormenta la nostra frequente quotidianit\u00e0. Da laico in Cristo credo che c\u2019\u00e8 una \u201cteologia\u201d del Cristo che ci possa far capire la storia. Ci possa far capire le lacerazioni nella storia. Un maestro di Fede \u00e8 Benedetto XVI.\u00a0 <br dir=\"auto\" \/>Affidarsi al \u201cpotere del silenzio\u201d \u00e8 comprenderlo (Robert Sarah).\u00a0 \u201cPascere vuol dire amare, e amare vuol dire anche essere pronti a soffrire\u201d, cos\u00ec nella \u201cOmelia\u201d che il Papa Benedetto XVI pronunci\u00f2 il 24 aprire del 2005. Benedetto XVI citava spesso una chiosa di Sant\u2019Ignazio di Antiochia nella quale si sottolinea: \u201cE\u2019 meglio rimanere in silenzio ed essere, che dire e non essere\u201d. Si tratta di una Lettera agli Efesini. Il grande Pontefice, ovvero il Papa dallo sguardo lungo e dalla preghiera contemplante.\u00a0 Perch\u00e9 la debolezza di Dio \u00e8 pi\u00f9 forte degli uomini nel messaggio paolino.<br dir=\"auto\" \/>Antonio Socci ha tracciato un vero e ontologico passaggio cristologico nel suo \u201cAvventurieri dell\u2019eterno\u201d. Con \u201cIl segreto di Benedetto XVI\u201d (Rizzoli) tocca alcuni nodi ancora non risolti e che non facilmente si risolveranno. L\u2019attuale pontificato \u00e8 un nodo di gordio. Ci saremmo dovuti domandare, come dovrebbero chiederselo ancora tutti i pellegrini in Cristo, perch\u00e9 Benedetto XVI \u00e8 rimasto ancora papa? Emeito.<br dir=\"auto\" \/>\u00c8 un costante dialogare che parte proprio da Cristo nella centralit\u00e0 di un umanesimo che va oltre le frontiere di Bonifacio VIII per attraversare San Paolo nella Damasco del deserto e compiersi in Agostino che detta il linguaggio delle confessioni grazie alla definizione della bellezza come metafisica e mai come teologia. A questi riferimenti si era ancorata anche la filosofa spagnola Maria Zambrano, sulla quale lavoro da decenni per cercare di definire un pensiero come confessione appunto anche di un genere letterario. Zambrano \u00e8 tra Sant\u2019Agostino e Paolo.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Agostino diventa il porto che emerge dal sepolto per farsi Terra Promessa. Ma \u00e8 il concetto di infinito che si sottolinea sia in Kierkegaard che in Dostoevskij, che sono sempre stati riferimebtiriferimenti di BenedBenedetto XVI,\u00a0 in una dimensione che va oltre la siepe e si focalizza proprio nel concetto di eterno.\u00a0 <br dir=\"auto\" \/>Scrive Don Luigi Giussani: \u201cOgnuno di noi \u00e8 stato scelto attraverso un incontro gratuito perch\u00e9 si renda egli stesso incontro per gli altri. \u00c8 dunque per una missione che siamo stati scelti\u2026\u201d. Una missione in questo nostro tempo. La lacerazione che ci attraversa tocca il vuoto delle coscienze ed \u00e8 indifferenza il legame tra laicit\u00e0 e relativismo, tra sostanza ed essenza. Siamo dentro un viaggio privo di metafisica. Siamo anche stanchi ma mai ci si arrende. Mendicanti di deserti o nel deserto. Rincorriamo la Grazia e la Voce.<br dir=\"auto\" \/>Don Luigi Giussani: \u201cIl vero protagonista della storia \u00e8 il mendicante: Cristo mendicante del cuore dell\u2019uomo e il cuore dell\u2019uomo mendicante di Cristo\u201c. Una \u201cparabola\u201d che diventa la metafora vera di questo nostro tempo di contraddizioni e scavanti lacerazioni. Siamo in cammino. Quale sar\u00e0 mai il nostro porto o la nostra Isola o il nostro stare tra le vele in mare aperto?<br dir=\"auto\" \/>La lezione di Don Giussani diventa caratterizzante come quella di Benedetto XVI ed \u00e8 chiaro che siamo ad un pensiero forte e non relativista come nei tempi bui che luce non conoscono. Ci\u00f2 \u00e8 evidenziabile, ovvero il pensiero forte, nei suoi viaggi raccontati sulla vita sia di Paolo che di Ges\u00f9.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Fragilit\u00e0 e certezza. Due punti di partenza. Eterno e infinito. Due punti di arrivo.<br dir=\"auto\" \/>Perch\u00e9 questo?<br dir=\"auto\" \/>Scrive San Tommaso d\u2019Aquino: \u201cL\u2019ultimo fine della vita umana \u00e8 la visione di Dio\u201d. Allora qui si incontrano la filosofia dell\u2019umanismo e la teologia cristologica. Infatti \u00e8 il \u201cCantico delle Creature\u201d che pone una tale dimensione nella quale ci si rispecchia.<br dir=\"auto\" \/>Senza il valore dell\u2019eternit\u00e0 nessun concetto avrebbe pi\u00f9 senso. Si incontrano il cercare e il trovare e interagiscono. Nella vita inquieta del cristiano vale l\u2019osservazione che Kafka scrisse nel 1916: \u201cChi cerca non trova, ma chi non cerca viene trovato\u201d.<br dir=\"auto\" \/>Siamo in quel cammino del mendicante al quale facevo riferimento con Don Giussani e al quale rimanda l\u2019immagine di Giovanni Paolo II.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Ma \u00e8 il libro di Benedetto \u00e8 il libro di una esistenza cristiana profonda. Attraversato completamente dalla consapevolezza metafisica in un tempo in cui la guerra dichiarata ai cristiani dal mondo Ottomano investe una gravissima geo-esistenza. Una guerra dichiarata contro la tradizione della cristocentricit\u00e0. Ratisbona resta una testimonianza di coraggio e vvirt\u00f9. <br dir=\"auto\" \/>Gli strumenti cattolici attuali sono debolissimi.<br dir=\"auto\" \/>Saremo islamizzati? La nostra temperie \u00e8 il vissuto estremo di uno scontro.<br dir=\"auto\" \/>Benedetto sapeva benissimo che<br dir=\"auto\" \/>si scontrano due modelli di cultura e due paesaggi di civilt\u00e0 in una fase in cui la distinzione tra Cattolici e Cristiani \u00e8 ben consistente.<br dir=\"auto\" \/>Il viaggio non smette. Ma noi cristiani in Cristo poniamo come principio fondamentale la Tradizione. In questi tempi dolorosi non dobbiamo mai smettere di essere testimoni di Cristo. Ma dobbiamo soprattutto saperlo testimoniare. Nel mistero dell\u2019incontro e dell\u2019infinito il Cristo rivelante. Lungo quale strada percorrere il cammino? Resta l\u2019interrogativo ma abbiamo bisogno di vivere nella Profezia.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Cos\u00ec Maria Zambrano, che Benedetto conosceva bene: \u201cIl sapere delle cose della vita \u00e8 frutto di lunghi patimenti, di lunga osservazione, che ad un tratto si condensa in un istante di lucida visione. Tale sapere si rivela dietro un evento estremo, un fatto assoluto, come la morte di qualcuno, la malattia o la perdita di un amore\u201d. Il problema si pone con molta gravit\u00e0, oggi. Benedetto \u00e8 la cristianit\u00e0 nella tradizione. In quella tradizione in cui il mio viaggio si fa rivelante!<br dir=\"auto\" \/>Perch\u00e9 Benedetto XVI \u00e8 rimasto papa fino alla morte? Egli sottolinea: \u201cPossiamo nel silenzio della \u2018notte oscura\u2019, ascoltare tuttavia la Parola. Credere non \u00e8 altro che, nell\u2019oscurit\u00e0 del mondo, toccare la mano di Dio e cos\u00ec, nel silenzio, ascoltare la Parola, vedere l\u2019Amore\u201d (2013). Non vanno dimenticate le parole di questo grande Pontefice pronunciate nel momento della sua andata via dal Soglio di Pietro: \u201cChi crede si affida completamente a Dio e per questo non teme di perdere nulla, avendo Lui come ricchezza\u201d.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Perch\u00e9 tutto ci\u00f2? Il suo saluto sta in questa benedizione: \u201cDio \u00e8 amore. Ma l\u2019amore pu\u00f2 anche essere odiato, laddove esige che si esca da se stessi\u201d. Il bosco e la foresta\u00a0 hanno lame di luce soltanto nella fede in Dio. Cosa ci resta? Ci\u00f2 che disse sempre Benedetto: \u201cOggi la barca della Chiesa, col vento contrario della storia, naviga attraverso l\u2019oceano agitato del tempo. Spesso si ha l\u2019impressione che debba affondare. Ma il Signore \u00e8 presente e viene nel momento opportuno. \u2018Vado e vengo a voi\u2019: \u00e8 questa la fiducia dei cristiani, la ragione della nostra gioia\u201d.<br dir=\"auto\" \/>Ed cos\u00ec che Benedetto comprese e dialig\u00f2 con l&#8217;Assoluto:<br dir=\"auto\" \/>\u00abBen presto mi trover\u00f2 di fronte al giudice ultimo della mia vita. Anche se nel guardare indietro alla mia lunga vita posso avere tanto motivo di spavento e paura, sono comunque con l\u2019animo lieto perch\u00e9 confido fermamente che il Signore non \u00e8 solo il giudice giusto, ma al contempo l\u2019amico e il fratello che ha gi\u00e0 patito egli stesso le mie insufficienze e perci\u00f2, in quanto giudice, \u00e8 al contempo mio avvocato (Paraclito). In vista dell\u2019ora del giudizio mi diviene cos\u00ec chiara la grazia dell\u2019essere cristiano. L\u2019essere cristiano mi dona la conoscenza, di pi\u00f9, l\u2019amicizia con il giudice della mia vita e mi consente di attraversare con fiducia la porta oscura della morte. In proposito mi ritorna di continuo in mente quello che Giovanni racconta all\u2019inizio dell\u2019Apocalisse: egli vede il Figlio dell\u2019uomo in tutta la sua grandezza e cade ai suoi piedi come morto. Ma Egli, posando su di lui la destra, gli dice: \u201cNon temere! Sono io&#8230;\u201d\u00bb. Un viaggio nell&#8217;assoluto che \u00e8 Cristo.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>2<br dir=\"auto\" \/>L&#8217;uomo che vive \u00e8 nel divino. Il divino viaggia nell&#8217;uomo in Cristo. L&#8217;uomo storia finisce nella storia narrata dalla cronaca. L&#8217;uomo religioso \u00e8 nell&#8217;antropologia dell&#8217;umanesimo che \u00e8 ontologia della preghiera. Orante,\u00a0 Benedetto XVI ha scritto la cristianit\u00e0 del Cristo dal miracolo alla nascita, da Betlemme al Tempio, dalla Croce alla Resurrezione.<br dir=\"auto\" \/>La storia non siamo noi. Noi siamo il nostro destino. Si vive dentro le citt\u00e0 dell\u2019anima e dei deserti. Provengo da una scuola di pensiero tradizionalista. Benedetto XVI ebbe a scrivere coraggiosamente: \u201cLa filosofia descrive in fondo precisamente ci\u00f2 che la fede chiama \u00abpeccato originale\u00bb. Questa specie di \u00abmondo\u00bb deve scomparire; deve essere trasformato nel mondo di Dio. Proprio questa \u00e8 la missione di Ges\u00f9, nella quale i discepoli vengono coinvolti: condurre il \u00abmondo\u00bb fuori dall\u2019alienazione dell\u2019uomo da Dio e da se stesso, affinch\u00e9 il mondo torni ad essere di Dio e l\u2019uomo, nel diventare una cosa sola con Dio, torni ad essere totalmente se stesso. Questa trasformazione, per\u00f2, ha il prezzo della croce e per i testimoni di Cristo quello della disponibilit\u00e0 al martirio\u201d.<br dir=\"auto\" \/>La Chiesa di oggi vive in una profonda crisi. Una crisi di \u201ccristianit\u00e0\u201d. Ovvero di identit\u00e0 cristiana. \u00c8 come se mancasse il carisma del Cristo. La parola \u00e9 una Esistenza dell\u2019Essere. Accogliere in Cristo \u00e8 la verit\u00e0 assoluta smarrita.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>DIO, CRISTO NON SCOMUNICA. ACCOGLIE. IL DIVINO NON CONOSCE IL VERBO SCOMUNICARE. NON SAREBBE DIVINO CRISTO DIO.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Benedetto XVI \u00e8 il Papa della lungimiranza profetica. Le sue parole sono le parole serie che hanno un vero senso. Il vero Papa. Il Papa della verit\u00e0! Il divino \u00e8 una metafisica dell\u2019anima che raccoglie gli orizzonti della Fede e della Devozione. Essere in Cristo ed essere in Maria \u00e8 una partecipazione mistica che vive la teologia del sacro come unit\u00e0 sacramentale.<br dir=\"auto\" \/>Soltanto nel divino Cristo diventa uomo e ci partecipa il suo Viaggio nella profondit\u00e0 della innocenza che \u00e8 conoscenza. Il relativismo \u00e8 figlio della Ragione. Fede e Ragione sono, insieme, la profezia della provvidenza. Una Ragione che non \u00e8 illuminismo. Non pu\u00f2 esserci illuminismo nella Fede \u2013 Ragione.<br dir=\"auto\" \/>Benedetto XVI: \u201cLa libert\u00e0 di Ges\u00f9 non \u00e8 la libert\u00e0 del liberale. \u00c8 la libert\u00e0 del Figlio e cos\u00ec \u00e8 la libert\u00e0 di colui che \u00e8 veramente pio. Come Figlio, Ges\u00f9 porta una nuova libert\u00e0, ma non quella di colui che \u00e8 senza alcun legame, bens\u00ec la libert\u00e0 di Colui che \u00e8 totalmente unito alla volont\u00e0 del Padre e che aiuta gli uomini a raggiungere la libert\u00e0 dell\u2019unione interiore con Dio\u201d.<br dir=\"auto\" \/>Il sacro divino ha la bellezza della vita oltre la fine. La Fede non si pone il problema del relativo del progresso ma ha la divinit\u00e0 del sacro che rende umani. Bisogna vivere teologia e filosofia come unicum per dare al divino l\u2019umanit\u00e0. L\u2019uomo si sradica nel solo umano. Ha bisogno di radicarsi nel divino. Il rispetto del divino rende rispettoso l\u2019umano. Non il contrario. Le civilt\u00e0 umane nascono radicate in Dio.<br dir=\"auto\" \/>\u201cLa vera adorazione di Dio, allora, \u00e8 dare se stesso a Dio e agli uomini, la vera adorazione \u00e8 l\u2019amore. E la vera adorazione di Dio non distrugge, ma rinnova, trasforma. Certo, il fuoco di Dio, il fuoco dell\u2019amore brucia, trasforma, purifica, ma proprio cos\u00ec non distrugge, bens\u00ec crea la verit\u00e0 del nostro essere, ricrea il nostro cuore\u201d. Cosi Benedetto XVI \u2013 dalla \u201cUdienza Generale del 15.06.2011\u201d.<br dir=\"auto\" \/>Dio non scomunica mai. Accoglie sempre. La grande lezione di Benedetto. Resta una pietra miliare: \u201c\u00abSPE SALVI facti sumus \u00bb \u2013 nella speranza siamo stati salvati, dice san Paolo ai Romani e anche a noi (Rm 8,24). La \u00abredenzione \u00bb, la salvezza, secondo la fede cristiana, non \u00e8 un semplice dato di fatto. La redenzione ci \u00e8 offerta nel senso che ci \u00e8 stata donata la speranza, una speranza affidabile, in virt\u00f9 della quale noi possiamo affrontare il nostro presente: il presente, anche un presente faticoso, pu\u00f2 essere vissuto ed accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere sicuri, se questa meta \u00e8 cos\u00ec grande da giustificare la fatica del cammino. Ora, si impone immediatamente la domanda: ma di che genere \u00e8 mai questa speranza per poter giustificare l\u2019affermazione secondo cui a partire da essa, e semplicemente perch\u00e9 essa c\u2019\u00e8, noi siamo redenti? E di quale tipo di certezza si tratta?\u201d.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>La mia visione di cristiano non cattolico, in questa stagione di forte radicalismo relativista, \u00e8 dentro una posizione che pone seri interrogativi antropologici alla cultura DELL\u2019UMANESIMO.<br dir=\"auto\" \/>Di grande attualit\u00e0 \u00e8 questo monito di Benedetto: \u201cLa presunzione, che vuole fare di Dio un oggetto e imporgli le nostre condizioni sperimentali da laboratorio, non pu\u00f2 trovare Dio. Infatti si basa gi\u00e0 sul presupposto che noi neghiamo Dio in quanto Dio, perch\u00e9 ci poniamo al di sopra di Lui. Perch\u00e9 mettiamo da parte l\u2019intera dimensione dell\u2019amore, dell\u2019ascolto interiore, e riconosciamo come reale solo ci\u00f2 che \u00e8 sperimentabile, che ci \u00e8 stato posto nelle mani. Chi la pensa in questo modo fa di se stesso Dio e degrada cos\u00ec facendo non solo Dio, ma il mondo e se stesso\u201d.<br dir=\"auto\" \/>L\u2019uomo \u00e8 tale soltanto se riesce ad anteporre alla ragione illuminista una Ragione umana, ovvero immanente in cui il senso della materia \u00e8 assorbita dalla rinascita dell\u2019uomo che vede in Cristo la guida e la sentinella dell\u2019umanesimo. Il volere e la fede sono principi e non valori. La volont\u00e0 \u00e8 un destino ma anche una rivelazione. Fede e Ragione sono l\u2019uomo nuovo. Benedetto ha posto al centro la perseveranza. Mai la scomunica. Scomunicare \u00e8 inquisire.<br dir=\"auto\" \/>Il mio punto di riferimento resta la figura di Benedetto XVI. Un Papa che ha saputo legare la teologia vivente con la filosofia. \u00c8 un problema molto serio. Bergoglio dovrebbe assumersi una responsabilit\u00e0 di verit\u00e0 e togliere il disturbo. Perch\u00e8 \u201cDio \u00e8 sparito, chi agisce \u00e8 ormai solo l\u2019uomo. Il rispetto delle \u00abtradizioni\u00bb religiose \u00e8 solo apparente\u201d, cos\u00ec ancora Benedetto XVI.<br dir=\"auto\" \/>Benedetto \u00e8 la via maestra soprattutto in una temperie terribile come quella che stiamo attraversando.<br dir=\"auto\" \/>La sua lezione \u00e8 fondamentale soprattutto quando chiosa nel suo \u201cGes\u00f9 di Nazaret\u201d: \u201c\u2026il mondo antico \u2013 come ha mostrato soprattutto Henri de Lubac \u2013 ha vissuto l\u2019irruzione della fede cristiana come liberazione dalla paura dei demoni, una paura che nonostante lo scetticismo e l\u2019illuminismo [del mondo greco] dominava tutto; e lo stesso accade anche oggi ovunque il cristianesimo prende il posto delle antiche religioni tribali e, trasformando i loro elementi positivi, li assume in s\u00e9\u2026\u201d.<br dir=\"auto\" \/>Ancora: \u201cIl mondo \u00e8 ora presentato nella sua razionalit\u00e0: proviene dalla Ragione eterna e solo questa Ragione creatrice \u00e8 il vero potere sul mondo e nel mondo. Solo la fede nell\u2019unico Dio libera e \u201crazionalizza\u201d veramente il mondo. Dove essa scompare, il mondo diventa solo apparentemente pi\u00f9 razionale. In realt\u00e0 devono allora essere riconosciuti i poteri del caso, che non si possono definire; la \u201cteoria del caos\u201d affianca la conoscenza della struttura razionale del mondo e mette l\u2019uomo di fronte a oscurit\u00e0 che egli non pu\u00f2 risolvere e che pongono un limite all\u2019aspetto razionale del mondo. \u201cEsorcizzare\u201d, collocare il mondo nella luce della \u201cratio\u201d che proviene dall\u2019eterna Ragione creatrice come pure dalla sua bont\u00e0 risanatrice e a essa rimanda \u2013 questo \u00e8 un durevole e centrale compito dei messaggeri \u2026\u201d. Da qui un viaggio per una cristianit\u00e0 in Cristo. In cristianit\u00e0 di salvezza dell&#8217;uomo c&#8217;\u00e8\u00a0 l&#8217;Uomo della Salvezza. Il messaggio nel tradizionalismo della Chiesa.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>3<br dir=\"auto\" \/>La presenza di Benedetto XVI \u00e8 un inciso nella storia della chiesa certamente, ma \u00e8 soprattutto un viaggiatore che traghetta il mistero nella\u00a0 ontologia del Cristo Croce nel Cristo Resurrezione.<br dir=\"auto\" \/>Ho sempre guardato alla figura e all&#8217;opera di Benedetto XVI con molta attenzione. Cristo \u00e8 sceso dalla Croce e ha indicato la via della storia e della ragione contrapponendola a quella del mistero in Cristo. <br dir=\"auto\" \/>Non c\u2019\u00e8 una chiesa potere e una chiesa del dolore. La chiesa \u00e8 unica. Potrebbe esserci una chiesa dell\u2019utopia. Condivisibile ma andiamo oltre. Ho ribadito in molti modi scritti che la teologia, e questo \u00e8 un dato pregnante di significati, spiega ed ha bisogno di ubbidienza e quindi come tale necessita\u00a0 di una ragione storica. Se manca l\u2019ubbidienza si \u00e8 fuori. Anche il marxismo ha una sua teologia. <br dir=\"auto\" \/>Benedetto XVI nei suoi scritti va oltre la ragione storica. D\u2019altronde i suoi libri su Ges\u00f9 sono una testimonianza in cui l\u2019antropologia dell\u2019umanesimo supera l\u2019antropologia della ragione. Non pu\u00f2 esserci condivisione tra elementi nascenti dalla ragione ed elementi vitali nel sacro. <br dir=\"auto\" \/>La ragione \u00e8 la contestualizzazione dell\u2019uomo storico che dilania ogni metafisica e sa di poter contare sull\u2019ideologia. Il sacro non ha bisogno della storia perch\u00e9 ha la fede. La fede \u00e8 l\u2019incontro, e se vogliamo lo \u00abscontro\/conflitto\u00bb tra la certezza e il dubbio in nome di una ontologia dell\u2019anima che \u00e8 la salvezza. <br dir=\"auto\" \/>Cristo \u00e8 la salvezza nella fede ma \u00e8 anche il dubbio stesso della salvezza nel momento della domanda fatale del Dio \u00abperch\u00e9 mi hai abbandonato\u00bb. Ma Cristo \u00e8 fede. Occorre riabituarsi alla fede. Questo non significa teorizzare la fede attraverso l\u2019assoluto della teologia. La teologia, in fondo, \u00e8 una versione di una prassi. <br dir=\"auto\" \/>Benedetto XVI rompe, nei suoi scritti, la prassi teologale e si affida completamente alla solitudine di Cristo che \u00e8 l\u2019esempio della salvezza che si incarna nella ricerca degli uomini in una testimonianza di mistero. Certo, nella ragione pu\u00f2 albeggiare la carit\u00e0. Ma la carit\u00e0 laica \u00e8 completamente diversa da quella cristiana. <br dir=\"auto\" \/>Benedetto Croce \u00e8 distante dalla fede perch\u00e9 ha la consapevolezza di averci educato al richiamarsi al Cristo cattolico, ovvero\u00a0 \u201cperch\u00e9 possiamo non dirci cristiani\u201d? Ma possiamo essere, come direbbe Francesco Grisi, cristiani volenti o nolenti? Necessariamente cristiani? <br dir=\"auto\" \/>La chiesa carit\u00e0 passa dentro la chiesa potere. \u00c8 pur vero che non c\u2019\u00e8 soltanto una chiesa. Ma la chiesa in senso prioritario \u00e8 fedelt\u00e0 alla teologia. Cristo non \u00e8 teologia. <br dir=\"auto\" \/>Il Concilio Vaticano II \u00e8 stato il segno di una rottura epocale ma anche epicale tra due mondi cattolici. Doveva rispondere alle chiavi di lettura di un mondo completamente socializzato dalle ideologie. Doveva rispondere ad una domanda posta dalla ragione nella storia. Il Vaticano II \u00e8 stato il trauma nell\u2019uomo cristiano in Cristo nell\u2019et\u00e0 degli smarrimenti contemporanei. <br dir=\"auto\" \/>La vera malattia mortale che risponde alla agonia kierkegegaardiana trova la sua caduta proprio nel vortice del Vaticano II. Ed \u00e8 in questi anni che il marxismo non viene rinnegato, che il comunismo domina il mondo, che la ragione marcusiana prende il sopravvento che il muro sartriano demolisce la grazia dettata da una Cristina Campo. <br dir=\"auto\" \/>Il rapporto tra letteratura e teologia esiste. Gli equivoci di Ravasi sono dimostranti. C\u2019\u00e8 una chiesa potere sul sublime della cristianit\u00e0. Chi \u00e8 riuscita a leggere la caduta camusiana dell\u2019uomo in rivolta dell\u2019et\u00e0 contemporanea non \u00e8 la teologia muta e cieca, ma \u00e8 la letteratura perch\u00e9 dentro la letteratura il mistero, la disperazione, il dolore della morte come fine, come suicidio, come perdita e non come consolazione ha preso il sopravvento. <br dir=\"auto\" \/>La teologia ci \u201cspiega\u201d la resurrezione? La morte, la Passione, la Resurrezione sono nel mistero divino. La teologia ha bisogno della storia e della ragione per esistere. Cristo ha bisogno della rivoluzione per vivere e farsi sentire. <br dir=\"auto\" \/>Il dibattito \u00e8 molto duro. Ma viviamo in un tempo di sradicamenti e la memoria non ci aiuta e neppure ci salva. Abbiamo bisogno di esempi costanti in cui l\u2019ambiguit\u00e0, l\u2019ipocrisia, il doppiogiochismo possono essere vinti solo dalla ribellione, dalla metafisica dell\u2019anima, dalla rivoluzione antropologica dell\u2019umanesimo.<br dir=\"auto\" \/>La chiesa deve farsi carico delle sue gravi responsabilit\u00e0 tra la carit\u00e0, il confronto con le eresie e le intolleranze. Non bastano pi\u00f9 i codici. Occorrono gli esempi. Il miracolo \u00e8 un esempio e non lo compie la teologia. La grazia \u00e8 un esempio metafisico ed cristiano, la fede \u00e8 un segno del divino. Aspetti sui quali nessun pu\u00f2 offrire spiegazioni. <br dir=\"auto\" \/>La storia vive fino a quando il mistero di Cristo resta nel silenzio. Nel momento in cui Cristo decide di scendere dalla Croce la teologia viene sconfitta e prende corpo la grazia oltre la ragione. Benedetto XVI: la metafisica del Cristo dentro il mistero miracoloso. Partendo dagli scritti sacri riesce a dialogare con Ivan Karamazov. Ed \u00e8 qui che Benedetto XVI resta dentro la tradizione della cristianit\u00e0 attraversando le teologie superandole. Un mistico con accanto la profondit\u00e0 metafisica.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Benedetto XVI \u00e8 l\u2019esempio di una cristianit\u00e0. Chiudendo il suo dramma Ignazio Silone ci fa vivere questo terribile dialogo. Parla Gioachino (a fra Tommaso). \u201cDimmi, che ne faranno? Cosa pensi?\u201d. Risponde Fra Tommaso (con voce lenta e incerta quasi un balbettio per l\u2019intimo sgomento): \u201cE\u2019 probabile che torneranno di nuovo a offrirgli un compromesso. Non c\u2019\u00e8 dubbio che lui lo rifiuter\u00e0. E allora temo che l\u2019uccideranno\u2026 E poi, poi lo faranno santo. Non cerchiamo di capire. Il destino di certi santi, da vivi, \u00e8 tra i misteri pi\u00f9 oscuri della Chiesa\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con Benedetto XVI non solo finisce una epoca. 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