{"id":3164,"date":"2018-01-31T13:38:06","date_gmt":"2018-01-31T13:38:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=3164"},"modified":"2018-01-31T13:38:06","modified_gmt":"2018-01-31T13:38:06","slug":"piero-angela-e-mauro-canali-tra-i-vincitori-del-premio-fiuggi-storia-dedicato-questanno-alla-memoria-di-enzo-bettiza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=3164","title":{"rendered":"Piero Angela e Mauro Canali tra i vincitori del Premio Fiuggi-Storia, dedicato quest&#8217;anno alla memoria di Enzo Bettiza"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n\n<p align=\"LEFT\"><strong><span style=\"color: #1c1c1c;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Piero Angela e Mauro Canali tra i vincitori del Premio Fiuggi-Storia, dedicato quest&#8217;anno alla memoria di Enzo Bettiza<\/b><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><strong><span style=\"color: #666666;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Riconoscimenti anche all&#8217;Esercito italiano, a Silvia Cavicchioli, Adam Smulevich, Corrado Stajano,\u00a0<\/b><\/span><\/span><\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #666666;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>\u00c9<\/b><\/span><\/span><\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #666666;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>liane Patriarca, Carmelo Fucarino, Silvana Cirillo e Roberto Mario Quello. A Francesca Paci il \u201cFiuggi-Storia &#8211; Gian Gaspare Napolitano inviato speciale\u201d.<\/b><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Roma, 31 gennaio 2018 &#8211; Nel corso di una cerimonia svoltasi presso la\u00a0<\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Pontificia Universit\u00e0 Antonianum\u00a0<\/b><\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">di Roma sono stati consegnati i riconoscimenti della ottava edizione del\u00a0<\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Premio FiuggiStoria<\/b><\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">. Il Premio, promosso dalla\u00a0<\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Fondazione \u201cGiuseppe Levi-Pelloni\u201d\u00a0<\/b><\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">in collaborazione con il Comune di Fiuggi e con i patrocini del Senato della Repubblica, Camera dei Deputati e Presidenza della Regione Lazio, \u00e8 stata dedicato quest&#8217;anno a\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Enzo Bettiza<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, scomparso nello scorso mese di luglio.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #000000;\">Il grande giornalista e scrittore di origine dalmata \u00e8 stato ricordato dalla moglie\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>Laura Laurenzi<\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\">, che ne ha tratteggiato un ritratto soprattutto privato, e da\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>Jas Gawronski<\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\">, suo amico da lunga data, con cui ha condiviso l&#8217;esperienza di corrispondente e inviato a Mosca e nei paesi dell&#8217;Est ai tempi del comunismo. E che proprio grazie anche a Bettiza ha iniziato il suo lungo e brillante percorso di reporter in giro per il mondo, da quando, nel lontano 1957, si present\u00f2 cos\u00ec a lui, seduto nel Caf\u00e9 Mozart di Vienna: \u201cMi chiamo Jas Gawronski, vorrei fare il giornalista, ma non so come e dove dare il primo colpo di manovella\u201d. E Bettiza, senza sospettare che quel giovane sconosciuto fosse nipote di Alfredo Frassati, il fondatore de \u201cLa Stampa\u201d, lo incoraggi\u00f2 con queste parole: \u201cSe sei in parte polacco, se te la cavi con l\u2019italiano, non vedo davanti a te che una sola strada: andare diritto a Varsavia e cominciare subito a scrivere, per qualche giornale anche minore\u201d. Il ricordo di Bettiza, introdotto da\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>Pino Pelloni<\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\">, fondatore e animatore del Premio FiuggiStoria, \u00e8 stato un doveroso omaggio a un eccezionale testimone del Novecento, di cui ha saputo narrare da scrittore di razza le vicende cruciali (che non di rado si sono incrociate con quelle autobiografiche) grazie soprattutto alla sua straordinaria capacit\u00e0, come ha sottolineato tempo fa Giuliano Ferrara sul \u201cFoglio\u201d \u201cdi mescolare letteratura, filosofia, arte e solo infine giornalismo, che era quello che gli dava da vivere sempre al di sopra dei suoi mezzi, come un vero barone mediterraneo\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #000000;\">La serata \u00e8 poi proseguita seguendo un ideale &#8216;fil rouge&#8217; con l&#8217;assegnazione del primo riconoscimento, che \u00e8 andato a un altro grande testimone e maestro del nostro tempo:\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>Piero Angela<\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\">. Il popolare divulgatore scientifico ha ricevuto il premio nella sezione denominata \u201cEpistolari e memorie\u201d per\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>Il mio lungo viaggio 90 anni di storie vissute<\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0(Mondadori): un&#8217;autobiografia in cui ci ha accompagnato, con una cavalcata attraverso due secoli, in un lungo viaggio cominciato all&#8217;inizio degli anni Trenta nella natia Torino quando una larga parte della popolazione italiana era analfabeta, l&#8217;aspettativa di vita era di soli 52 anni, non c&#8217;erano ancora gli antibiotici e le infezioni potevano essere letali. E poi gli anni della guerra, quelli ruggenti del miracolo economico, la nascita della televisione, lo sbarco sulla Luna, la sua straordinaria carriera di giornalista: prima da semplice cronista, poi inviato, quindi ideatore e conduttore di programmi che hanno contribuito a diffondere tra gli italiani una cultura scientifica. Nel libro sono presenti tantissimi aneddoti e storie di incontri che hanno segnato la sua vita. Come quello (\u201cil pi\u00f9 importante fra tutti dal punto di vista scientifico\u201d \u2013 ha affermato) con il grande fisico Edoardo Amaldi, uno dei \u201cragazzi di via Panisperna\u201d. \u201cL\u2019ho frequentato per molto tempo\u201d \u2013 racconta Piero Angela, \u201cera dotato di una notevole statura morale\u201d. \u201cMi \u00e8 rimasto particolarmente impresso quel che mi ha raccontato di Enrico Fermi, che era un bravissimo divulgatore e che parlando coi suoi ricercatori provava a semplificare sempre le sue teorie. Io prima di licenziare un testo lo scrivo e lo riscrivo, lo cambio, lo limo, lo macino, lo macino e lo macino fino a quando \u00e8 comprensibile per la maggior parte dei lettori.\u201d Ma nelle pagine della sua autobiografia \u2013 si legge nel retro di copertina \u2013 c&#8217;\u00e8 soprattutto un grande insegnamento, che \u00e8 particolarmente prezioso per i giovani che lo seguono come un mito: la passione di sapere e la voglia di scoprire possono portare molto lontano nella vita, e fare di chiunque una persona speciale.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #000000;\">Il tema del giornalismo \u00e8 protagonista anche del premio per la saggistica, attribuito allo storico\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>Mauro Canali<\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0per\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>La scoperta dell&#8217;Italia: Il fascismo raccontato agli americani (1920 \u2013 1945)<\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\">(Marsilio). Un libro in cui le vicende personali, i racconti e i reportage degli inviati americani nel nostro paese ci forniscono oggi un punto di vista inedito per ripercorrere gli avvenimenti che si sono succeduti in quegli anni, offrendo allo stesso tempo uno straordinario spaccato della societ\u00e0 del ventennio fascista, caratterizzato da un controllo sistematico sulla stampa e dall\u2019utilizzo di una fitta rete di spionaggio. Una storia che inizia agli albori del fascismo, quando Mussolini godeva di grande popolarit\u00e0 presso la stampa americana e gli inviati che giungevano numerosi a Roma per intervistarlo e scrivevano articoli apologetici sul giovane dittatore (con pochissime eccezioni, a cominciare da Hemingway, giovanissimo corrispondente per il \u201cToronto Star\u201d). E che non si esaurisce con la Liberazione, ma che avr\u00e0 interessanti ricadute su quello che sar\u00e0 il pi\u00f9 ampio teatro della Guerra Fredda.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #000000;\">Quasi a simboleggiare un ideale passaggio di consegne da una generazione a un&#8217;altra di grandi reporter, si \u00e8 arrivati quindi al riconoscimento \u201cFiuggi-Storia Gian Gaspare Napolitano inviato speciale\u201d, che quest&#8217;anno \u00e8 stato assegnato alla giornalista e inviata de \u201cLa Stampa\u201d\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>Francesca Paci<\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\">. Gi\u00e0 corrispondente per il quotidiano torinese da Londra e da Gerusalemme, a partire dal 2011 ha seguito direttamente sul campo le vicende legate alle cosiddette primavere arabe e pi\u00f9 di recente il caso del rapimento e dell&#8217;uccisione in Egitto del ricercatore Giulio Regeni. La scelta del premio, consegnato da Giovanna Napolitano, figlia di Gian Gaspare e Presidente della Fondazione Levi-Pelloni, \u00e8 motivata dal fatto che la Paci nella sua attivit\u00e0 ha saputo interpretare nel modo migliore lo spirito che ha sempre guidato i grandi inviati del passato, con coraggio, scrupolosit\u00e0 e passione. Tutte qualit\u00e0 che \u00e8 possibile riscontrare anche nei suoi libri, in gran parte frutto dei suoi reportage: da\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>Islam e violenza\u00a0<\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\">(Laterza)\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">a\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>Dove muoiono i cristiani<\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0(Mondadori) in cui ha raccontato storie di cristiani, uomini e donne, missionari, preti, vescovi e semplici fedeli discriminati a causa della fede religiosa; fino al recentissimo ebook\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>Intervista con la Rivoluzione Russa: Dieci intellettuali a confronto con l\u2019ottobre che sconvolse il mondo\u00a0<\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\">(Edizioni La Stampa).\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\">Alla ricercatrice e giornalista del quotidiano francese \u201cLiberation\u201d\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>\u00c9liane Patriarca<\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0\u00e8 stato attribuito invece il premio nella nuova sezione \u201cFiuggi-Storia Europa\u201d \u2013 istituita a partire da quest&#8217;anno \u2013 per il libro\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>Am\u00e8re lib\u00e9ration<\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0(Flammarion, Paris, 2017).<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #000000;\">Per la sezione \u201cIl Tempo e la Storia\u201d il riconoscimento \u00e8 andato allo\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>Stato Maggiore dell\u2019Esercito<\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0per i quattro calendari dedicati al centenario della Grande Guerra, per l\u2019alto valore didattico e rievocativo di una pagina importante della nostra storia nazionale. Quattro calendari, dal 2015 al 2018, e corredati da una ricerca iconografica di prim\u2019ordine, che ripercorrono le vicende che da quel 24 maggio 1915 segnarono per gli italiani l\u2019inizio di tre anni di sanguinoso conflitto. Furono milioni i soldati che chiamati alle armi nel Regio Esercito Italiano, parteciparono come attori alla Vittoria del Paese. Erano contadini, operai, intellettuali, artisti, uno spaccato dell\u2019intera societ\u00e0 del periodo che visse con e nell\u2019Esercito il primo grande momento di unit\u00e0 nazionale. Anche le donne ne furono parte integrante: formalmente non arruolate, supportarono logisticamente e moralmente gli uomini al fronte. Il premio \u00e8 stato ritirato dal Generale di Divisione\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\"><b>Giuseppe Nicola Tota<\/b><\/span><span style=\"color: #000000;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Per la sezione biografie vincitori ex aequo la docente di \u201cStoria dell&#8217;Ottocento e del Novecento\u201d presso l&#8217;Universit\u00e0 di Torino\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>S<\/b><\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>ilvia Cavicchioli\u00a0<\/b><\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">per\u00a0<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Anita. Storia e mito di Anita Garibaldi<\/i><\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">(Einaudi) e il giornalista\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Adam Smulevich\u00a0<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">per<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>\u00a0<\/b><\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Presidenti. Le storie scomode dei fondatori delle squadre di calcio di Casale, Napoli e Roma<\/i><\/span><\/span><\/span><\/em><em><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">(Giuntina). Nel volume dedicato alla compagna dell&#8217;eroe dei due mondi viene ricostruita in maniera molto accurata la biografia della donna, attraverso la rivisitazione dei mesi trascorsi in Europa, dei giorni nella Roma sotto assedio e nell&#8217;ultima fuga rocambolesca, che hanno forgiato la sua immagine. L&#8217;opera ha il merito soprattutto di far conoscere i molteplici itinerari della conservazione della memoria di Anita: la nascita del mito e la genesi di rappresentazioni destinate a occupare un posto di rilievo nella simbologia patriottica nel periodo che va dall&#8217;unificazione italiana al fascismo. Nel libro di Smulevich vengono ricostruite le storie di tre protagonisti del nostro calcio, oggi quasi del tutto dimenticati: Raffaele Jaffe (colui che regal\u00f2 al Casale un insperato scudetto alla vigilia della grande guerra), Giorgio Ascarelli (fondatore del Napoli) e Renato Sacerdoti (il presidente del primo scudetto della Roma). Fu il fascismo, e pi\u00f9 precisamente furono le leggi razziali, a renderli degli indesiderati.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Per la sezione \u201cRomanzo storico\u201d il premio \u00e8 andato a\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Corrado Stajano<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0per il libro\u00a0<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Eredit\u00e0<\/i><\/span><\/span><\/span><\/em><em><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">(Il Saggiatore). Infine, nella sezione \u201cMultimedia\u201d il riconoscimento al\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">regista friulano\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Roberto Mario Cuello\u00a0<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">per<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0il docufilm\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Comandante Tribuno Mario Modotti,<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0prodotto dalla Joker Image di Udine, un toccante omaggio a un operaio che fu tra gli organizzatori (col nome di copertura di \u201cTribuno\u201d), della lotta partigiana in Friuli. Tradito da una spia, Modotti fu catturato dai fascisti della Caserma Piave di Palmanova. Qui fu sottoposto a selvagge bastonature, fatto azzannare da cani feroci, sospeso ore e ore per le braccia legate dietro la schiena, senza che i fascisti riuscissero a strappargli informazioni. Fu poi processato da un Tribunale militare tedesco, condannato a morte e fucilato il 9 aprile 1945 con altri 28 partigiani nel cortile del carcere.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nell\u2019ambito di questa edizione \u00e8 stato consegnato quindi il trofeo \u201cMenorah di Anticoli\u201d a\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Silvana Cirillo<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, per le ricerche dedicate alla figura di Gian Gaspare Napolitano scrittore e a\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Carmelo Fucarino<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, delegato per la Sicilia della Fondazione<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Levi Pelloni, per il libro<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u00a0Il Genio Palermo. Vita, morte e miracoli di un Dio.\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019opera premio di questa edizione \u00e8 stata realizzata dallo scenografo<\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Pino Ambrosetti<\/b><\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sebastiano Catte<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Piero Angela e Mauro Canali tra i vincitori del Premio Fiuggi-Storia, dedicato quest&#8217;anno alla memoria di Enzo Bettiza Riconoscimenti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,10,22],"tags":[],"class_list":["post-3164","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3164","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3164"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3164\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3164"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3164"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3164"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}