{"id":31903,"date":"2023-01-15T09:45:53","date_gmt":"2023-01-15T09:45:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=31903"},"modified":"2023-01-15T09:45:53","modified_gmt":"2023-01-15T09:45:53","slug":"nel-centenario-della-nascita-di-rocco-scotellaro-gli-eterni-sud-dei-mediterranei-di-pierfranco-bruni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=31903","title":{"rendered":"Nel centenario della nascita di Rocco Scotellaro gli eterni Sud dei Mediterranei\u00a0di Pierfranco Bruni\u00a0"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/20230115_075905.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-31904\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/20230115_075905.jpg\" alt=\"\" width=\"2896\" height=\"2896\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/20230115_075905.jpg 2896w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/20230115_075905-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/20230115_075905-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/20230115_075905-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/20230115_075905-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 2896px) 100vw, 2896px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\":62\" class=\"a3s aiL \">\n<div dir=\"auto\">\n<p dir=\"auto\">Nel centenario della nascita di Rocco<span style=\"font-family: roboto slab, georgia, times new roman, times, serif;\"> Scotellaro gli eterni Sud dei Mediterranei\u00a0<\/span><\/p>\n<p dir=\"auto\">Pierfranco Bruni<\/p>\n<p dir=\"auto\">I luoghi diventano geografia di esistenze. In un intreccio tra ricordanze, tentativi di dimenticanza e tempo. Tempo &#8211; Memoria. Tricarico. La storia di Rocco Scotellaro. Il destino di un poeta a 100 anni dalla nascita. Rocco Scotellaro nasce a Tricarico, in provincia di Matera, novanta anni fa. Muore a Portici settanta anni fa.\u00a0 \u00c8 necessario ripensare il poeta delle \u201ctomaie\u201d e della madre che cuciva con la sua \u201cSinger\u201d.\u00a0\u00a0<em>\u00c8 fatto giorno \u2026<\/em>\u00a0Una pioggia a fili e un paese vuoto che cerca a stento di ricordare. Un paese ormai come tanti di una Basilicata che si raccoglie tra le pietre e le tondeggianti colline. Gli sguardi dei vecchi hanno onde di nostalgia e sembrano raccontare fatti di secoli, avvenimenti lontanissimi, giorni in cui appartengono ad epoche distanti.<\/p>\n<p dir=\"auto\">E qui tra queste case, tra i vicoli stretti, in un paesaggio di angoli affollati, la gente lo ricorda, perch\u00e9 \u00e8 necessario ricordarlo. Una strada dedicata a lui. La vecchia Via Roma. La casa natale, lungo questa strada, con una lapide. Un\u2019altra lapide ancora in una piazza dove vi \u00e8 il monumento dei caduti di tutte le guerre, una scuola che porta il suo nome. Ma neanche un busto per dire che questo paese \u00e8 il paese dove \u00e8 nato e vissuto, tutto sommato, il poeta.<\/p>\n<p dir=\"auto\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un libro dal titolo \u201c<em>Rocco Scotellaro. Poeta del Mediterraneo contadino<\/em>\u201d, curato da Gerardo Picardo, ha raccolto, un decennio fa\u00a0 \u00a0testimonianze importanti e significative (per il Centro Studi e Ricerche \u201cFrancesco Grisi\u201d), oltre che delle pagine inedite dello stesso Scotellaro, della madre Francesca, di Leonardo Sciascia e di lettere ancora di Scotellaro indirizzate ai coniugi Leone \u2013 Padula.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Il poeta dei \u201c<em>Contadini del Sud<\/em>\u201d. Il poeta di \u201c<em>\u00c8 fatto giorno<\/em>\u201d. Il poeta di \u201c<em>Margherite e rosolacci<\/em>\u201d. Il poeta di \u201c<em>L\u2019uva puttanella<\/em>\u201d. E s\u00ec, voglio ricordare il poeta e non il sindaco. Voglio ricordare: \u201c<em>Mamma, tu sola sei vera. \/ E non muori perch\u00e9 sei sicura<\/em>\u201d.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Rocco Scotellaro. Amico di Carlo Levi. Il Levi della Lucania dai volti stanchi e dei paesi abbandonati in una conca di terra. Tricarico. Si trova quasi a met\u00e0 strada tra Potenza e Matera. Nel materano. Percorrere la strada che va da Potenza a Tricarico \u00e8 un penetrare la campagna fitta, gli alberi che visualizzano immagini silane con la pioggia lenta e un vento leggero ma pungente. Aria fresca e ancora volti contadini e contadine nelle terre. E Rocco Scotellaro \u00e8 ancora tra questa gente. Ma non lo si riconosce abbastanza. \u00c8 un qualcosa che c\u2019\u00e8 e basta.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Sulla lapide dove \u00e8 nato si legge questa scritta: \u201cA Rocco Scotellaro \u2013 Sindaco socialista di Tricarico \u2013 Poeta della libert\u00e0 contadina\u201d. Via Rocco Scotellaro, numero civico 37. Tricarico. E poi? Era nato il <a>19 aprile 1923 e morto a Portici il 15 dicembre 1953<\/a>.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Sono stato a Tricarico. Tanta solitudine e i versi di Rocco nel vento e tra le margherite e i rosolacci e le ginestre avevano la violenza del giallo. Il giallo da queste parti inonda le campagne. Le viti basse e le terre hanno colori nell\u2019arcobaleno. E questo paese dove \u201c<em>siamo entrati in gioco anche noi\/ con i panni e le scarpe e le facce che avevamo<\/em>\u201d si raccoglie nella storia in questa Basilicata che sembra recintare la favola dei contadini del Sud. Ma Scotellaro voleva renderla realt\u00e0, quella favola: \u201c<em>Noi non ci bagneremo sulle spiagge\/ a mietere andremo noi \/ e il sole ci cuocer\u00e0 come la crosta del pane<\/em>\u201d. Il fatalismo, il sonno, il sogno, la stanchezza: \u201c<em>Ognuno ha le ossa torte \/non sogna di salire sulle donne \/ che dormono fresche nelle vesti corte<\/em>\u201d. Il racconto di un mondo che recita una preghiera antica \u00e8 nell\u2019immagine di un paese che intreccia presente e memoria: \u201c<em>Dormono sulle aie \/ attaccati alle cavezze dei muli<\/em>\u201d. \u201c<em>Si sente l\u2019asina nel sottoscala, \/ i suoi brividi, il suo raschiare.\/ In un altro sottoscala \/ dorme mia madre da settant\u2019anni<\/em>\u201d.<\/p>\n<p dir=\"auto\">\u00c8 tutto passato. Si potrebbe dire: \u00e8 proprio passato il tempo. Ma resta a filigrana una pioggia che tocca le pietre della piazza e i vicoli dai quali, come fantasmi, compaiono gli uomini e vanno oltre. Ci sono ricordi che restano e che si perdono. Ma ci sono ricordi che sono ancora realt\u00e0.<\/p>\n<p dir=\"auto\">I segni di quel mondo sono onde vellutate. Ci parlano e le parole sono fiumi di silenzio che tracciano destini. \u201c<em>Ho capito fin troppo gli anni e i giorni e le ore \/ gli intrecci degli uomini, chi ride e chi urla \/ \u2026 \/ Sole d\u2019oro, luna piena, le ore dell\u2019inverno \/ le mattine degli uccelli a primavera \/ le maledizioni e le preghiere<\/em>\u201d.<\/p>\n<p dir=\"auto\">\u00c8 come se il tempo fosse ieri. Tricarico \u00e8 immobile. E nelle stagioni ascolta il vento. Il vento che viene da Portici. L\u00ec, dove Scotellaro \u00e8 morto, l\u00ec dove cercava qualcosa di diverso dalle sue colline tondeggianti e dal giallo delle ginestre.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Il tempo che cerchiamo in Scotellaro \u00e8 il tempo della poesia che vive anche tra le pagine di saggistica. Ed \u00e8 quello lo Scotellaro che lascia tracciati, che continua nella sua storia letteraria, che ci ha spinto sino a Tricarico a vivere per un pomeriggio il fascino che non c\u2019\u00e8 mai ma che si ascolta solo nei suoi versi e nelle sue malinconie.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Ancora sassi. Anzi pi\u00f9 sassi. Un camminare lento.<\/p>\n<p dir=\"auto\">\u00a0\u201c\u2026\u00a0<em>ognuno canta una storia \/ e insieme viene l\u2019armonia<\/em>\u201d. \u201c\u2026\u00a0<em>il paese continua la sua storia \/ sotto il cielo stellato a foglia a foglia \/ per chi parte se vuol ritornare<\/em>\u201d.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Tricarico deve riscoprire il suo poeta. E forse deve amarlo di pi\u00f9. Si agita nella memoria, nei ricordi di alcuni o di molti; ma occorre altro. Di pi\u00f9.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Si \u00e8 fatto notte. Il giorno lo si \u00e8 depositato dietro i monti. Entriamo nella citt\u00e0 dei sassi. Il caso o il destino? La prima strada che\u00a0<em>incocciamo<\/em>\u00a0\u00e8 quella che porta il nome di Rocco Scotellaro. Strano? \u00c8 il segnale preciso in questa terra di contadini antichi e di amori folli. Amori folli.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Questa Basilicata \u00e8 anche la terra di Isabella Morra, la poetessa cantata da Benedetto Croce. Il castello di Valsinni, quelle strade che angustiano. Un altro paese nella poesia e nei ricordi. Siamo stati anche l\u00ec. In un\u2019altra occasione. Il tempo scorre e traccia colori nella memoria delle parole. Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia che non so se racconter\u00f2.<\/p>\n<p dir=\"auto\">\u201c<em>\u00c8 rimasto l\u2019odore \/ della tua carne nel mio letto. \/ \u00c8 calda cos\u00ec la malva \/ che ci teniamo ad essiccare \/ per i colori dell\u2019inverno<\/em>\u201d. Era il 1948 quando Scotellaro scriveva questi versi. Il destino si fa avventura e i ricordi non bastano pi\u00f9 se la memoria non li raccoglie. Forse mi appartengono. Sono parte di una mia storia. Della mia storia. Questo Sud infinito nei Mediterranei \u00e8 un viaggio lungo non quando la storia,\u00a0 ma oltre il ricordo la memoria e la nostalgia. \u00c8 oltre la storia anche in Scotellaro c&#8217;\u00e8 il tempo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Nel centenario della nascita di Rocco Scotellaro gli eterni Sud dei Mediterranei\u00a0 Pierfranco Bruni I luoghi diventano geografia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-31903","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31903","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31903"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31903\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31903"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31903"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31903"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}