{"id":32668,"date":"2023-02-03T20:31:24","date_gmt":"2023-02-03T20:31:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=32668"},"modified":"2023-02-03T20:31:24","modified_gmt":"2023-02-03T20:31:24","slug":"lautonomia-differenziata-e-i-beni-culturali-una-questione-da-affrontare-con-serieta-di-pierfranco-bruni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=32668","title":{"rendered":"L&#8217;autonomia differenziata e i beni culturali. Una questione da affrontare con seriet\u00e0 di Pierfranco Bruni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/IMG_20220927_161222_625.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-32669\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/IMG_20220927_161222_625.jpg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1466\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/IMG_20220927_161222_625.jpg 1600w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/IMG_20220927_161222_625-300x275.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/IMG_20220927_161222_625-768x704.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/IMG_20220927_161222_625-1024x938.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/IMG_20220927_161222_625-150x137.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\">\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>L&#8217;autonomia differenziata e i beni culturali. Una questione da affrontare con seriet\u00e0<\/p>\n<p>Pierfranco Bruni*<\/p>\n<p>La tanto discussa autonomia differenziata interessa anche il versante inerente il patrimonio culturale.\u00a0 E\u2019 un dato di fatto che diventa considerevole sul piano amministrativo considerato il fatto che i beni culturali sono economie non esportabili tra una Regione e un\u2019altra.<\/p>\n<p>Credo che la questione riferita alla differenziazione regionale cominci ad essere un problema di fondo anche nella gestione e nella valorizzazione del patrimonio culturale, essendo tra l&#8217;altro patrimonio identitario nazionale ma soprattutto regionale.<\/p>\n<p>Ci si riappropria della cultura nazionale non solo attraverso la necessit\u00e0 di avanzare una identit\u00e0 di pensiero e di idee, ma anche attraverso i beni culturali, reale patrimonio materiale e immateriale del contesto italiano.<\/p>\n<p>Ma si pone un vero problema di fondo che e quello delle soprintendenze ai beni culturali regionali poste come \u00abfortino\u00bb tra quelle territoriali, inter-territoriali e il ministero. Non credo che siano necessarie e cosi economicamente pi\u00f9 sostenibili. Sono trascorsi lustri dal Codice dei beni culturali ma anche dalla fase preparatoria a questo. Forse bisognerebbe rivedere anche nel nome fi una autonomia differenziata tra regioni una tale materia.<\/p>\n<p>Questo significa che occorre riorganizzare una strategia progettuale in cui le culture dei beni culturali devono essere patrimonio realmente nazionale tra cinque riferimenti: la Storia che esprime l&#8217;identit\u00e0, le Arti, con essi si intende il campo che va dall&#8217;archeologia ai monumenti, dalla pittura ai centri storici, che sottolineano ricerca, appartenenze e creativit\u00e0, le Antropologie, con la eterogeneit\u00e0 delle etnie storiche presenti in Italia, che rappresentano la cultura popolare e la civilt\u00e0 dei territori unificanti in una geografia nazionale, pur con le diversit\u00e0 di esperienze e presenze testamentarie, con le biblioteche, gli archivi e i musei, pur nella eterogeneit\u00e0 degli aspetti, che sono le espressioni di una tutela documentaria del patrimonio di una vera civilt\u00e0 di una Nazione, con lo spettacolo, il cinema, la letteratura e il teatro nella valorizzazione di una cultura ampia, ma finalizzata alla valorizzazione dei principi portanti che guardano ai linguaggi e alla lingua italiana con una peculiare importanza.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa, per\u00f2, che proprio in questi campi non possono essere adottati forme speculari di autonomie regionali, ma deve crearsi una omogeneit\u00e0 di percorsi, di processi e di progetti unitari nazionali. Non pu\u00f2 esserci una autonomia differenziata tout court, ma una progettualit\u00e0 identitaria nella articolata visione soprattutto valorizzante che vede interessati: economie, investimenti, produttivit\u00e0 con l&#8217;obiettivo di una ricaduta sulle forze trainanti delle culture che sono il turismo, la bellezza appunto unificante, l&#8217;immagine di un o dei territori.<\/p>\n<p>Occorre pensare se si vuole ad una autonomia ragionata soprattutto se si tiene in considerazione al fatto che i Musei nazionali vicino una loro autonomia e che molti beni culturali hanno una duplice regolamentazione tra sede centrale e sedi regionali. Cos\u00ec come i beni immateriali che rappresentano un particolare e stimolante aspetto delle culture ereditate ed ereditarie e portano sulla scena della Cultura popolare il valore della Tradizione.<\/p>\n<p>I modelli etno-antropologici sono in stretta correlazione con il territorio, ovvero con una geografia di incontri tra micro storia e macro storia. I beni culturali sembrano sviluppi di economie differenziate ma sono pur sempre processi all&#8217;interno di una economia e di una politica organica e nazionale. I beni culturali devono essere considerati come beni stabili in un raccordo tra risorse e vocazioni e pertanto sono modelli di transito di economie sommerse tra fruizione e ricerca in investimenti pi\u00f9 incisivi sui territori.<\/p>\n<p>Bisognerebbe considerarli come un sistema all&#8217;interno del Sistema di sviluppo e non soltanto come beni di consumo bens\u00ec come beni stabili che producono consumo ed economie di ritorno. La cultura e intendo per tale, in questo caso specifico, i beni culturali deve-devono entrate nei modelli produttivi, ovvero nella produttivit\u00e0 intesa come risorsa e quindi come tale produce-producono sviluppo oltre che sapere e saperi e oltre a modificare la qualit\u00e0 della vita di un&#8217;area geografica.<\/p>\n<p>Un altro aspetto significativo riguarda la gestione dei beni culturali da intendersi non pi\u00f9 come beni soltanto depositati e cifre della memoria, ma come attivit\u00e0 promozionali con capacit\u00e0 da esportare culture, esperienze, ed esperienze e non come esercizi per importare professionalit\u00e0. Bisogna, chiaramente, sempre tenere presente i quattro capisaldi antichi del patrimonio culturale nazionale: tutela, conservazione-salvaguardia, valorizzazione e fruizione.<\/p>\n<p>Capisaldi per poter creare una politica di sviluppo e di economie sommerse su tutto ci\u00f2 che riguarda la \u00abcategoria\u00bb di beni materiali e beni immateriali. I quali non possono essere scissi se si vuole restare fedele ad una Tradizione di patrimonio. Il concetto di \u00abPater\u00bb si lega alla realt\u00e0 storica e immanente di una Nazione. Valore della \u00abprassi\u00bb si direbbe, prendendo in prestito il concetto, o della ragione sarebbe, meglio, e l&#8217;identit\u00e0 Spirituale.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista la cosiddetta autonomia differenziata troverebbe una chiave di lettura pi\u00f9 consona ad una differenziazione delle economie tra le diversit\u00e0 di un&#8217;Italia che dovrebbe rileggere cultura e storia dal Risorgimento sino ad oggi. Ma sar\u00e0 proprio vero ci\u00f2? Il discorso \u00e8 molto articolato e interessa proprio una questione legata alla cultura che \u00e8 identit\u00e0 ma anche economia. Ma i beni culturali restano sempre la Tradizione nella storia di una cultura ereditata in una geografia territoriale e della civilt\u00e0 italiana. Una questione da affrontare con molta seriet\u00e0.<\/p>\n<p>*Presidente Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione.<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; L&#8217;autonomia differenziata e i beni culturali. 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