{"id":3316,"date":"2018-02-28T21:53:37","date_gmt":"2018-02-28T21:53:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=3316"},"modified":"2018-02-28T21:53:46","modified_gmt":"2018-02-28T21:53:46","slug":"grotta-a-male-tra-il-racconto-e-la-storia-di-giuseppe-lalli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=3316","title":{"rendered":"GROTTA A MALE, TRA IL RACCONTO E LA STORIA &#8211; di Giuseppe Lalli"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>GROTTA A MALE, TRA IL RACCONTO E LA STORIA<\/p>\n<p>di Giuseppe Lalli<\/p>\n<p>Il resoconto di Antonio Giampaoli, pubblicato su \u201cAssergi racconta\u201d di una recente escursione fatta a Grotta a Male, localit\u00e0 sita nella campagna di Assergi, e ancor pi\u00f9 la rievocazione, fatta con accenti poetici da Giacomo Sansoni, di una giovanile epopea avente per meta gli antri della spettacolare caverna, mi inducono a conferire alla puntuale relazione di Giampaoli e all&#8217;affascinante racconto di Sansoni una cornice storica.<br \/>\nCi sono luoghi, come questo, in cui pare che storia e poesia quasi si rincorrano. \u201cGrotta a Male\u201d \u00e8 situata, come si diceva, nella campagna di Assergi, frazione dell&#8217;Aquila, nella parte sud-occidentale del Massiccio del Gran Sasso, in direzione delle cosiddette Malecoste, in un declivio a poca distanza dal fiume Raiale.<br \/>\nAngelo Semeraro, appassionato studioso di archeologia nonch\u00e9 poeta a lungo residente a Paganica, che la esplor\u00f2 negli anni trenta del secolo scorso, credette di rinvenirvi reperti appartenenti ad epoche diverse che testimonierebbero della presenza, a suo dire, di una popolazione stabile che avrebbe usato la grotta come luogo di culto. Ci\u00f2 lo desumeva dai tanti reperti scoperti in una localit\u00e0 detta Macerina d&#8217; Carrafane, che i pi\u00f9 anziani tra gli assergesi sicuramente hanno sentito nominare.<br \/>\nQuesta grotta dalle risonanze fiabesche \u00e8 da sempre presente nell&#8217;immaginario collettivo degli abitanti di Assergi. Nella mia fantasia di fanciullo vi ambientavo la storia di Al\u00ec Bab\u00e0 e i quaranta ladroni, oppure, pi\u00f9 tardi, l&#8217;abitazione dell&#8217;omerico Polifemo e l&#8217;ingresso di Dante agli inferi.<br \/>\nAgli inizi dell&#8217;epoca moderna questa grotta, il cui nome le deriva con tutta probabilit\u00e0 dall&#8217;essere situata sulla propaggine estrema delle Malecoste (ma potrebbe essere stato in origine anche \u201camare\u201d, voce dialettale del termine \u201camaro\u201d , quasi a voler sottolineare la difficolt\u00e0 nell&#8217;accedervi) fu visitata nel 1573 da Francesco De Marchi, ingegnere militare al servizio di Margherita d&#8217;Austria, allora da poco nominata governatrice della citt\u00e0 dell&#8217;Aquila dal re di Spagna Filippo II, nella cui giurisdizione L&#8217;Aquila ricadeva in quanto appartenente al Vicereame di Napoli.<br \/>\nMa chi era questo singolare personaggio destinato ad incrociare il suo destino con la nostra terra d&#8217;Abruzzo, e nel quale i cultori di storia patria s&#8217;imbattono?<br \/>\nFrancesco De Marchi fu spirito eclettico quanto mai. Vero italiano rinascimentale, al gusto per l&#8217;avventura univa una sincera passione per la conoscenza. Era nato a Bologna da famiglia cremasca di abili artigiani del legno. Doveva avere un animo poetico e amare la storia, se dette ai suoi due figli (avuti da una relazione con una donna bolognese che non volle mai sposare,\u2026moderno anche in questo) il nome di Antonio e di Cleopatra. Quest&#8217;ultima, dal padre amata teneramente, dopo aver vissuto per qualche tempo nelle Fiandre insieme al genitore, si ritir\u00f2 in convento, divenendo l&#8217;angelo tutelare dell&#8217;ingegnere militare.<br \/>\nEntrato ancor giovane al servizio del duca di Firenze Alessandro de&#8217; Medici, ebbe modo di viaggiare e osservare gli avvenimenti con l&#8217;occhio acuto del cronista. Studi\u00f2 architettura civile e militare, attivit\u00e0 che al tempo poteva fungere, per un figlio del popolo, da ascensore sociale. Dopo l&#8217;assassinio del suo protettore, il duca Alessandro, pass\u00f2 al servizio della vedova, Margherita d&#8217;Austria, figlia naturale dell&#8217;imperatore Carlo V (quello sul cui impero non tramontava mai il sole), frutto di una giovanile passione fiamminga che l&#8217;imperatore ragazzo aveva coltivato con l&#8217;avvenente figlia di un modesto lavorante di arazzi. Margherita era convolata a nuove nozze con Ottavio Farnese, nipote del papa regnante Paolo III. Alle dirette dipendenze di Margherita, che di l\u00ec a poco diventer\u00e0 duchessa di Parma e Piacenza, viaggi\u00f2 molto, unendo all&#8217;esercizio della sua professione di ingegnere militare un acuto senso dell&#8217;osservazione, che lo portava a descrivere, con la passione dell&#8217;autodidatta, fatti, opere d&#8217;arte e fenomeni naturali nei quali la sua curiosit\u00e0 s&#8217;imbatteva. Nel 1568 rientr\u00f2 in Italia al seguito della duchessa, che intendeva rifugiarsi nei suoi feudi abruzzesi dopo le fatiche del governo dei Paesi Bassi.<br \/>\nIl De Marchi, gi\u00e0 anziano e prossimo alla fine della sua vita (morir\u00e0 all&#8217;Aquila nel 1576), in uno degli intermezzi del suo \u201cesilio\u201d abruzzese, decise, dapprima, di scalare il Gran Sasso, impresa nella quale nessuno prima di allora si era cimentato, e poi, il giorno successivo, di discendere a Grotta a Male. Nell&#8217;ascesa sulla cima del Corno Grande fu accompagnato, oltre che da due compagni d&#8217;avventura, da tre assergesi, tra cui il cacciatore di camosci Francesco Di Domenico, che riusc\u00ec a stento a convincere ad accompagnarlo, tanto era stato il timore provato dal pover&#8217;uomo l&#8217;ultima volta che si era approssimato alla sommit\u00e0 della montagna. Furono necessari, un po&#8217; impietosamente riferisce il De Marchi, \u201cpreghi e premi\u201d per convincere i tre paesani.<br \/>\nL&#8217;ascesa dell&#8217;avventuroso ingegnere militare e dei suoi compagni si comp\u00ec per quella che oggi si chiama \u201cla via normale\u201d, ma che allora dovette apparire un sentiero assai impervio che correva tra orridi dirupi. La vista che una volta giunti sulla vetta si dispieg\u00f2 davanti al loro sguardo dovette rinfrancarli della fatica. A leggere il resoconto che ne fece il De Marchi, doveva essere una fulgida giornata estiva, dal momento i pionieri del Corno Grande scorsero da lass\u00f9 i mari Adriatico e Tirreno, nonch\u00e9, in fondo in fondo&#8230;il mar Ionio. Ma per quest&#8217;ultimo fu sicuramente scambiata la linea d&#8217;acqua lucente che riverberava dal lago del Fucino, a quel tempo vivo e vegeto.<br \/>\nIl giorno seguente (era il 20 agosto del 1573), nell&#8217;esplorazione alla grotta, insieme ad altri uomini, gli furono guide due sacerdoti. Fra i particolari narrati, e riferiti nel suo trattato Della Architettura militare (Libro VI, cap. IV) in un italiano non canonico ma apprezzabile, c&#8217;\u00e8 la macabra scenetta di uno dei due sacerdoti, che, cacciatosi in una buca dalla quale dovettero trarlo fuori per i piedi, recava in mano un teschio. Riferisce anche il De Marchi che ai margini di uno dei laghi scrisse il suo nome e col piccone scolp\u00ec sulla roccia una croce. Poi, consumata una frugale colazione, dette fiato a un \u201ccorno d&#8217;Inghilterra\u201d, forse cimelio di guerra, che risuon\u00f2 paurosamente nei meandri dell&#8217;immensa caverna.<br \/>\nParticolare curioso, il 31 marzo 1962, a quattro secoli di distanza, alcuni speleologi romani, non senza emozione, rinvennero su una grande stalagmite scura la croce scolpita dal mitico ingegnere militare cinquecentesco. La duplice originale esperienza, del Gran Sasso e della grotta, dette all&#8217;avventuroso collaboratore di Margherita l&#8217;impressione di essere salito sopra le nuvole e, successivamente, di essere disceso in una tomba.<br \/>\nMi piace infine ricordare che Margherita d&#8217;Austria, di cui Francesco De Marchi fu fino alla morte fedele servitore e apprezzato confidente, visse all&#8217;Aquila per diversi anni, dopo aver soggiornato a Campli, Penne, Leonessa, Cittaducale e Montereale. Fu una grande donna. Profondamente religiosa ma immune da ogni fanatismo, in un secolo insanguinato dalle guerre di religione, trovandosi a governare i riottosi Paesi Bassi, non indulse mai alla crudelt\u00e0, e per questo fu esautorata dal governo dal fratellastro Filippo II di Spagna. Non manc\u00f2 inoltre, da cattolica convinta, di invocare la riforma dei costumi nella Chiesa di Roma.<br \/>\nAll&#8217;Aquila risiedette, fin dalla nomina a Governatrice della citt\u00e0, nel palazzo che oggi porta il suo nome, Palazzo Margherita, che negli ultimi decenni \u00e8 stata sede, prima del Tribunale, e dopo del Municipio, e che come tutti i palazzi storici del capoluogo abruzzese \u00e8 stato devastato dal terremoto del 2009. Donna di forte carattere e di temperamento dinamico, impiant\u00f2 e diresse in localit\u00e0 Pile, alla periferia della citt\u00e0, una vera e propria moderna azienda agricola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; GROTTA A MALE, TRA IL RACCONTO E LA STORIA di Giuseppe Lalli Il resoconto di Antonio Giampaoli, pubblicato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,10],"tags":[],"class_list":["post-3316","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3316","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3316"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3316\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3316"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3316"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3316"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}