{"id":33175,"date":"2023-02-14T00:39:20","date_gmt":"2023-02-14T00:39:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=33175"},"modified":"2023-02-14T00:39:20","modified_gmt":"2023-02-14T00:39:20","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-2115","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=33175","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/ghjk.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-33147\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/ghjk.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"119\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/ghjk.jpg 244w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/ghjk-150x73.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Comunicato Stampa<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dan Ettinger e <\/strong><strong>Alexander Malofeev <\/strong><\/p>\n<p><strong>protagonisti il 14 febbraio al Politeama per la Stagione di Concerti<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il direttore<strong> Dan Ettinger<\/strong> e il pianista <strong>Alexander Malofeev<\/strong> sono i protagonisti del prossimo appuntamento della Stagione di Concerti del Teatro di San Carlo, in calendario <strong>marted\u00ec 14 febbraio alle ore 19 al Politeama<\/strong> e gi\u00e0 completamente sold out.<\/p>\n<p>Dopo il successo della <em>Sinfonia n. 9<\/em> di Ludwig van Bethoveen, il direttore musicale Ettinger torna sul podio dell\u2019Orchestra del San Carlo per dirigere il <strong><em>Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in do minore, Op. 18<\/em> di Sergej Rachmaninov<\/strong> e <strong><em>Sheherazade Op. 35 <\/em>di Nikolaj Rimskij-Korsakov (<\/strong>con la partecipazione come violino solista di Gabriele Pieranunzi).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Alexander Malofeev<\/strong>, classe 2001 \u00e8 considerato nuovo prodigio del panorama pianistico, \u00e8 salito alla ribalta internazionale nel 2014, ottenendo a soli tredici anni il Primo Premio al Concorso Caikovskij per Giovani Musicisti. Pianista di rango \u00e8 ha vinto numerosi premi internazionali per la sua eccezionale abilit\u00e0 e il suo virtuosismo al pianoforte. I progetti pi\u00f9 importanti di Malofeev includono una tourn\u00e9e in Asia con la\u00a0Lucerne Festival Orchestra\u00a0diretta da Riccardo Chailly ed esibizioni con l\u2019Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari e Mikhail Pletnev, nel Regno Unito con la\u00a0Bournemouth Symphony Orchestra\u00a0e Kirill Karabits, in Italia con l\u2019Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e Fabio Luisi. Il 2022 lo ha visto debuttare in manifestazioni fra cui il Festival di Verbier, il\u00a0Ravinia Festival, l\u2019Aspen Music Festival\u00a0con Vasily Petrenko e il\u00a0Tanglewood Music Festival\u00a0con Michael Tilson Thomas. Future apparizioni includono il ritorno alla\u00a0Bournemouth Symphony\u00a0per una \u2018residenza\u2019 di pi\u00f9 concerti, esibizioni al\u00a0Concertgebouw\u00a0di Amsterdam, alla\u00a0Davies Symphony Hall\u00a0di San Francisco e alla\u00a0Isarphilharmonie\u00a0di Monaco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il programma si apre con il<em> <strong>Concerto n. 2 in do minore per pianoforte e orchestra, op.18<\/strong><\/em> di<strong> Sergej Rachmaninov<\/strong>, il pi\u00f9 celebre tra i cinque composti dall&#8217;autore. Dedicato al terapeuta Nicolai Dahl, fu presentato a Mosca il 9 novembre 1901 con l&#8217;autore al pianoforte e Alexander Ziloti alla direzione. \u00c8 la prima opera matura di Rachmaninov, ricca di pathos post romantico e capace di coniugare virtuosismo ed espressivit\u00e0.<\/p>\n<p>A seguire<em> <strong>Sheherazade<\/strong><\/em><strong>, <em>Suite sinfonica op. 35<\/em><\/strong> di <strong>Nikolaj Rimskij-Korsakov<\/strong>, tra le pagine pi\u00f9 significative e brillanti del compositore russo. Composta nell&#8217;estate del 1888 ed eseguita per la prima nello stesso anno al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, \u00e8 strutturata in quattro movimenti: <em>Il mare e la nave di Sinbad;<\/em> <em>Il racconto del principe Kalender;<\/em> <em>Il principe e la principessa<\/em>;<em> Festa a Baghdad<\/em>. Gli episodi, tutti tratti da <em>Le mille e una notte<\/em>, appaiono senza alcun legame tra loro. Pi\u00f9 che raccontare infatti le vicende narrate nella sterminata raccolta di fiabe arabe, Korsakov mira ad evocare nella mente dell&#8217;ascoltatore le atmosfere fantastiche del mondo orientale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Guida all\u2019ascolto<\/em><\/p>\n<p><em>A cura di <\/em>Umberto Nicoletti Altimari<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>IL \u201cCALEIDOSCOPIO\u201d DI KORSAKOV E LA \u201cRINASCITA\u201d DI RACHMANINOV: DUE CAPOLAVORI RUSSI A CONFRONTO<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Rachmaninov nel 1901<\/strong><\/p>\n<p>Il <em>Secondo Concerto per pianoforte e orchestra<\/em> di Sergej Rachmaninov nasce da una crisi. Gli insuccessi critici e di pubblico dei due grandi lavori scritti precedentemente, il <em>Primo Concerto per pianoforte<\/em> (1891) e soprattutto la <em>Prima Sinfonia<\/em> (1897) avevano causato una grande delusione nell\u2019animo del compositore portandolo a vivere una profonda depressione nutrita dal senso di impotenza creativa e quindi del fallimento artistico. Rachmaninov si era impegnato in una sua particolare direzione creativa fortemente attratta da modelli ed espressivit\u00e0 occidentali e aliena dal contatto con l\u2019humus musicale russo di quegli anni particolarmente rivolto al recupero, come accadeva un po\u2019 ovunque in Europa, della ricchissima tradizione musicale popolare e di tematiche fortemente ispirate alla cultura autoctona. In tal senso la figura di Rachmaninov, non solamente per la sua attivit\u00e0 di virtuoso di pianoforte ma anche di direttore d\u2019orchestra, trova le sue origini storiche e stilistiche nella figura di Franz Liszt anch\u2019esso grande virtuoso (il massimo sullo scorcio della met\u00e0 dell\u2019Ottocento) del pianoforte, direttore d\u2019orchestra e compositore prolifico. Sul versante russo il suo modello era invece Cajkovskij la cui musica, \u00e8 noto, appare, per assunti formali e scelte espressive, come la pi\u00f9 \u201cinternazionale\u201d tra quelle dei musicisti russi a lui coevi. Rachmaninov quindi si affida, a Londra, alle cure del dottor Nikolaij Dahl che adotta i metodi ispirati da Freud, sottoponendo il compositore a sedute nelle quali fa uso dell\u2019ipnosi. La dedica del <em>Secondo Concerto per pianoforte<\/em> (1901) al medico curante ci dice dell\u2019importanza di questo incontro. E\u2019 una vera rinascita. Il Concerto vede la luce con rapidit\u00e0 e si afferma da subito come una pagina amatissima sia dagli interpreti che dal pubblico. Alla prima esecuzione, con il compositore al pianoforte e Alexandr Ziloti alla direzione d\u2019orchestra avvenuta a Mosca il 9 novembre 1901 ne seguono altre, tutte prestigiose: a Londra ed in uno dei templi della musica europea, la Gewandhaus di Lipsia, esecuzioni a seguito delle quali il Concerto si afferma senza remore e divenendo di l\u00ec in poi, e ancora oggi, uno dei cavalli di battaglia dei grandi pianisti e una delle opere pi\u00f9 apprezzate dal pubblico in ogni latitudine. Ci sono tutti gli ingredienti per rendere questo lavoro una pagina di enorme effetto. La scrittura virtuosistica riservata al solista rappresenta una sfida per la quale sono necessarie doti straordinarie. L\u2019orchestra si inserisce in questo quadro come un alleato al quale \u00e8 affidata la missione di colorare e inturgidire il gi\u00e0 abbondante materiale esposto dal pianoforte. Ne risulta una composizione spinta da uno slancio senza pause, estremamente cangiante nella tavolozza timbrica e nell\u2019alternarsi di temi di intenso lirismo, di appassionata espressione. Anche per questo il Concerto \u00e8 stato letteralmente saccheggiato negli anni per dar vita a canzoni e colonne sonore alimentando l\u2019idea di una musica senza problematiche e tutta risolta in esteriore espressivit\u00e0. E\u2019, al contrario, l\u2019opera di un compositore di grande consapevolezza e di sicura genialit\u00e0 inventiva. Il Concerto si distende nei classici tre tempi secondo il modello tradizionale. Il primo movimento Moderato si annuncia sin dall\u2019inizio con originalit\u00e0: con una serie di accordi a piene mani seguiti da precipitose volute di arpeggi sostenuti dal pianoforte ai quali segue di scatto l\u2019orchestra che riprende il tema e lo proclama con energia distribuito com\u2019\u00e8 alle varie sezioni strumentali in dialogo. Si ha la sensazione di una inesauribile vena sorgiva dove allo strumento solista \u00e8 affidato il ruolo di conduttore e all\u2019orchestra quello di un deuteragonista pronto ad intervenire per rimarcare, ingrandire e dare uno sfondo ricco, colorato e brillante alle idee esposte. Rachmaninov sosteneva &#8211; lo sappiamo da una sua intervista ad una pubblicazione americana del 1923 &#8211; che la scrittura per il pianoforte doveva secondo lui presentare una scorrevolezza (sia pure virtuosistica) delle mani sulla tastiera ed apparire quanto pi\u00f9 naturale possibile. Dopo questo folgorante inizio segue un episodio di passaggio che conduce al secondo tema nel quale il dettato musicale si ispessisce anche grazie ad un gioco di dinamiche estremamente mobile sia nel pianoforte sia nell\u2019orchestra. Il senso cangiante eppure trascinato da una energia senza soste non deve far pensare che il movimento non risponda ai dettami delle regole della Forma-Sonata ai quali il movimento \u00e8 intimamente legato, ma l\u2019urgenza espressiva e l\u2019enfasi nella presentazione e nello svolgimento dei diversi episodi ne dilata e ne ingigantisce i confini dando l\u2019idea di un procedere rapsodico e senza ripensamenti proprio rispondente a quella ricerca di una naturale espressione postulata dal compositore. L\u2019Adagio sostenuto, secondo movimento, rappresenta una pausa contemplativa tutta risolta in un\u2019ammaliante ricchezza melodica nel quale si incastona una straordinaria cadenza del pianoforte. L\u2019ultimo tempo &#8211; Allegro scherzando &#8211; alterna diversi stati d\u2019animo. Il \u201cgiocoso\u201d fa riferimento al senso di spigliato virtuosismo appena condito da un senso di ironica leggerezza, dimostrativo del pieno dominio della scrittura e della pura felicit\u00e0 del fluire delle idee, ma in questo ultimo tempo non mancano momenti di introspezione, di malinconica meditazione. Con il secondo tema che conduce trionfalmente al do maggiore del finale il brano si conclude con solare magniloquenza ed effetto trascinante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Rimsky-Korsakov nel 1888<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 lo stesso Rimsky-Korsakov ad avere redatto, nella sua autobiografia, una nota per spiegare le ragioni e i contenuti della sua Suite sinfonica <em>Sh\u00e9h\u00e9razade<\/em>: \u201cIl programma che mi guid\u00f2 nellacomposizione di <em>Sh\u00e9h\u00e9razade<\/em> consisteva in episodi separati e senza legami tra loro ed in quadri de <em>Le mille e una notte<\/em>\u2026.Il legame era costituito da brevi introduzioni alla prima, seconda e quarta parte, e da un intermezzo alla seconda, scritto per violino solista e raffigurante <em>Sh\u00e9h\u00e9razade <\/em>nell\u2019atto di narrare al terribile sultano i suoi racconti meravigliosi\u2026..invano si possono cercare nella mia Suite dei leitmotiv sempre legati a tali idee poetiche o a tali immagini. Al contrario, nella maggior parte dei casi tutta questa specie di leitmotiv non sono che materiali puramente musicali, motivi dello sviluppo sinfonico\u2026cos\u00ec, sviluppando in modo assolutamente libero degli spunti musicali presi per base del mio lavoro, avevo intenzione di comporre una Suite in quattro parti, intimamente legate da dei temi e dei motivi comuni, ma presentati come un caleidoscopio d\u2019immagini favolose di un carattere orientale\u2026.componendo <em>Sh\u00e9h\u00e9razade<\/em> non intendevo\u2026.orientare la fantasia dell\u2019ascoltatore dalla parte dove era diretta la mia fantasia. Volevo semplicemente che l\u2019ascoltatore, se la mia musica sinfonica gli piaceva, avesse l\u2019intuizione netta che si trattava di un racconto orientale.\u201d<\/p>\n<p>Composta nel 1888 la <em>Suite op.35<\/em> venne eseguita nell\u2019ottobre dello stesso anno a San Pietroburgo con il compositore sul podio. Di tutte le sue composizioni \u00e8 divenuta presto la pi\u00f9 popolare ed eseguita. Vi sono tutti gli ingredienti per renderla tale. La magistrale capacit\u00e0 di orchestratore (suoi allievi Igor Stravinskij e Ottorino Respighi) di Rimsky-Korsakov trova nella atmosfera orientale modo di dispiegarsi con infinita gamma di effetti e colori che modellano, cambiano e trasformano le felicissime idee melodiche della composizione. L\u2019Oriente era per i compositori russi della sua epoca una regione estetica alla quale attingere pienamente e lo stesso Rimsky-Korsakov, soprattutto nelle sue opere, pi\u00f9 volte si rivolge a quel mondo lontano ed affascinante conosciuto attraverso il filtro letterario costituito da quel gioiello che sono <em>Le Mille e una notte<\/em>. E\u2019 un Oriente immaginario, filtrato attraverso storie e leggende di forte suggestione nelle quali sia l\u2019elemento umano che naturale sono sottoposti al giogo di figure fantastiche appartenenti alla mitologia arabo-persiana. Un immaginario che ancora resiste nella pi\u00f9 comune percezione dell\u2019Oriente alla quale, per chi ascolta la musica di Rimsky-Korsakov, si aggiunge una sorta di colonna sonora che lo ammanta di una cifra musicale inequivocabile. E\u2019 un mondo di sogni, di oggetti e vicende lontane e misteriose, di una natura che si trasforma d\u2019 incanto, \u00e8 in definitiva il mondo della favola al quale i russi, forse pi\u00f9 di tutti, hanno sempre riposto una profonda attenzione.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Rimsky-Korsakov nella sua nota alla composizione usa, non a caso, una parola chiave: \u201ccaleidoscopio\u201d. L\u2019ascolto di <em>Sh\u00e9h\u00e9razade<\/em> ci mette nella stessa condizione di osservatori all\u2019interno di quell\u2019affascinante gioco. La musica si sviluppa e ritorna come le tessere ingrandite dalle lenti del caleidoscopio nel quale possiamo osservare il modificarsi di forme e colori creati da quelle scaglie di vetro contenute nel cilindro. Questa \u201cmagia\u201d della trasformazione e dei ritorni tematici assieme alla lussureggiante orchestra che esprime ogni gamma di colori sono gli stessi del caleidoscopio, camera magica che lascia all\u2019immaginazione ogni possibile fantasia.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Abbandonata l\u2019idea di indicare i quattro movimenti con termini puramente musicali (<em>Preludio, Ballata, Adagio e Finale)<\/em> Rimsky- Korsakov si convinse presto (ma fu il compositore Anatolj Liadov a spingerlo nella direzione finale) ad indicare alcuni spunti tematici con riferimento a precisi episodi delle storie de <em>Le Mille e una notte<\/em> per cui il primo movimento si intitola <em>Il mare e la nave di Sinbad<\/em> ed \u00e8 introdotto da un Largo e maestoso che descrive la minacciosa figura del sultano <em>Schahriar<\/em> al quale si contrappone il violino solo, su un motivo spiccatamente orientale, che personifica la sventurata <em>Sh\u00e9h\u00e9razade<\/em> costretta alla narrazione di storie all\u2019incontentabile sultano pena la morte. Con l\u2019Allegro non troppo siamo sul vascello di <em>Sinbad<\/em> e davanti a noi si palese con straordinario mimetismo musicale la distesa del mare.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il secondo movimento <em>La storia del principe Kalender<\/em> \u00e8 nuovamente aperto dalla voce di <em>Sh\u00e9h\u00e9razade,<\/em> il violino solo, la cui sinuosa melodia si interseca con le volute dell\u2019arpa in una perfetta ricreazione di un melodiare orientale. Protagonista di questo movimento \u00e8 per\u00f2 il fagotto che d\u00e0 voce al principe <em>Kalender<\/em>. Lo seguiamo nelle sue vicende raccontate in una scrittura musicale dai mille colori, dagli impasti timbrici cangianti, da una atmosfera mobile, che alterna impetuose frasi degli archi al dialogare dei legni. C\u2019\u00e8 in questo movimento una precisa ripartizione narrativa tra le sezioni dell\u2019orchestra: agli archi spetta il fluire della storia, ai legni le voci dei personaggi, agli ottoni i momenti di cambio drammaturgico.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>La fiaba de Il giovane principe e la giovane principessa<\/em> \u00e8 alla base del terzo movimento <em>Andantino quasi allegretto, Pochissimo pi\u00f9 mosso<\/em>. Anche qui le sezioni dell\u2019orchestra in dialogo: agli archi con la loro calda e appassionata energia spetta dare voce al giovane Principe al quale risponde, con il suono del clarinetto quella della principessa non senza che improvvisamente riappaia il tema severo e minaccioso del Sultano ascoltato all\u2019inizio della Suite<em>. Sh\u00e9h\u00e9razade<\/em> riprende il suo narrare ed ecco che ad introduzione della quarta e ultima parte <em>Festa a Bagdad \u2013 Il naufragio<\/em> riascoltiamo il violino solo. E\u2019 il movimento pi\u00f9 ampio e variegato con cambiamenti di fronte repentini nei quali gli scenari narrativi mutano improvvisamente. Siamo veramente nel caleidoscopio creato da Rimsky-Korsakov. La <em>Festa a Bagdad<\/em> \u00e8 caratterizzata da grandi crescendo dell\u2019orchestra che traducono l\u2019animazione della gente che vi accorre, poi improvvisamente ritorna il tema del mare del primo movimento, questa volta la navigazione di <em>Sinbad<\/em> \u00e8 messa in pericolo da un mare agitato. Movimento ondoso e flutti che si infrangono, caratterizzati dai colpi dei piatti, restituiscono l\u2019idea di un vascello in periglio. La fiaba infatti ci dice che la barca di Sinbad divenuta ingovernabile viene sospinta misteriosamente verso un\u2019isola dove va a naufragare. L\u2019orchestra sprigiona tutta la sua energia ancora una volta in una spettacolare tavolozza di timbri e colori. Il brano e tutta la Suite si concludono con il ritorno della melodia del violino solo e dell\u2019arpa sui quali il tema del sultano si inserisce questa volta con toni placati e densi di sentimento. <em>Sh\u00e9h\u00e9razade<\/em> ha vinto la sfida e il sultano conquistato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Teatro Politeama<br \/>\n<\/strong>marted\u00ec 14 febbraio 2023, ore 19:00<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>DAN ETTINGER<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Direttore |\u00a0<strong>Dan Ettinger<br \/>\n<\/strong>Pianoforte\u00a0|<strong>\u00a0Alexander Malofeev<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Programma<\/p>\n<p><strong>Sergej Rachmaninov<br \/>\n<\/strong><em>Concerto<\/em>\u00a0n. 2 in do minore per pianoforte e orchestra, op. 18<\/p>\n<p><strong>Nikolaj Andreevi\u010d Rimskij-Korsakov<br \/>\n<\/strong><em>Sheherazade<\/em>\u00a0suite sinfonica Op. 35<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Orchestra del Teatro di San Carlo<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Con gentile preghiera di pubblicazione e\/o diffusione <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Rossana Russo<\/strong>,<\/p>\n<p>Responsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa<\/p>\n<p><a href=\"mailto:r.russo@teatrosancarlo.it\">r.russo@teatrosancarlo.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giulia Romito<\/strong>,<\/p>\n<p>Comunicazione e Stampa <a href=\"mailto:g.romito@teatrosancarlo.it\">g.romito@teatrosancarlo.it<\/a> 0817972301<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/600x600-12_Alexander-Malofeev-photo-by-Liudmila-Malofeeva.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-33176\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/600x600-12_Alexander-Malofeev-photo-by-Liudmila-Malofeeva.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/600x600-12_Alexander-Malofeev-photo-by-Liudmila-Malofeeva.jpg 600w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/600x600-12_Alexander-Malofeev-photo-by-Liudmila-Malofeeva-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/600x600-12_Alexander-Malofeev-photo-by-Liudmila-Malofeeva-300x300.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/ghjk-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-33178\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/ghjk-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1228\" height=\"818\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/ghjk-1.jpg 1228w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/ghjk-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/ghjk-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/ghjk-1-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/ghjk-1-150x100.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 1228px) 100vw, 1228px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Baciarsi al San Carlo<br \/>\nIncontro con<br \/>\nMarino Niola e Elisabetta Moro<br \/>\nDalla preistoria del bacio alla sua trasformazione in manifestazione culturale<br \/>\nMarted\u00ec 14 febbraio ore 18.30 &#8211; Caf\u00e9 del Teatro di San Carlo<\/p>\n<p>In occasione di San Valentino il Teatro di San Carlo organizza una speciale iniziativa per tutti gli innamorati.<br \/>\nMarted\u00ec 14 febbraio alle 18.30 al Caf\u00e9 del Teatro, Marino Niola e Elisabetta Moro, autori di Baciarsi edito da Einaudi, racconteranno i molteplici significati del bacio spaziando tra epoche e culture.<\/p>\n<p>Il bacio \u00e8 un&#8217;azione antica quanto l&#8217;umanit\u00e0, le prime tracce di baci sono registrate nelle antiche culture babilonesi e egizie, dove veniva utilizzato come segno di rispetto e venerazione. Con il passare del tempo, il bacio \u00e8 diventato un&#8217;espressione d&#8217;amore e affetto tra persone innamorate. Nel Medioevo, i baci venivano scambiati come segni di lealt\u00e0 e alleanza tra signori e vassalli. Con l&#8217;avvento del romanticismo nell&#8217;Ottocento, il bacio \u00e8 diventato una manifestazione culturale, rappresentando l&#8217;amore passionale.<\/p>\n<p>\u201cIl bacio \u2013 raccontano Moro e Niola &#8211; \u00e8 il pi\u00f9 epidermico dei gesti umani. Ma \u00e8 anche il meno superficiale. Dura un attimo, si ricorda per sempre. Questo semplice schiocco di labbra accompagna la storia umana dall&#8217;inizio dei tempi. Per noi \u00e8 il simbolo dell&#8217;amore, un apostrofo rosa fra le parole t&#8217;amo, per dirla con il poeta Edmond Rostand. Ma in realt\u00e0 questo contatto bocca a bocca pu\u00f2 significare di tutto. Passione, dedizione, compassione, riconciliazione, unione, derisione, separazione, dolcezza, tenerezza. Ma anche tradimento come insegna Giuda. In ogni caso baciando si d\u00e0 e si dice qualcosa di s\u00e9\u201d.<br \/>\nA conclusione della conversazione il pubblico presente potr\u00e0 gustare un romantico aperitivo a tema, le coppie di innamorati potranno essere immortalate dal fotografo del Teatro e ritrovare il proprio ritratto in una gallery sui social del teatro. Ingresso libero\/ kiss&amp;drink 10 euro.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/ok_Baciarsi-al-San-Carlo-TSC-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-33179\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/ok_Baciarsi-al-San-Carlo-TSC-1.jpg\" alt=\"\" width=\"3999\" height=\"1957\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/ok_Baciarsi-al-San-Carlo-TSC-1.jpg 3999w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/ok_Baciarsi-al-San-Carlo-TSC-1-300x147.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/ok_Baciarsi-al-San-Carlo-TSC-1-768x376.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/ok_Baciarsi-al-San-Carlo-TSC-1-1024x501.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/ok_Baciarsi-al-San-Carlo-TSC-1-150x73.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 3999px) 100vw, 3999px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comunicato Stampa \u00a0 Dan Ettinger e Alexander Malofeev protagonisti il 14 febbraio al Politeama per la Stagione di Concerti \u00a0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-33175","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33175","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33175"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33175\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33175"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33175"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33175"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}