{"id":33284,"date":"2023-02-16T15:06:25","date_gmt":"2023-02-16T15:06:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=33284"},"modified":"2023-02-16T15:06:25","modified_gmt":"2023-02-16T15:06:25","slug":"don-tonino-bello-a-30-anni-dalla-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=33284","title":{"rendered":"Don Tonino Bello a 30 anni dalla morte"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/download.jpeg-4.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-33285\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/download.jpeg-4.jpg\" alt=\"\" width=\"268\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/download.jpeg-4.jpg 268w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/download.jpeg-4-150x105.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 268px) 100vw, 268px\" \/><\/a><\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\">\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Don Tonino Bello. Un viaggio mistico a trent\u2019anni dalla scomparsa<\/p>\n<p>Pierfranco Bruni<\/p>\n<p><em>\u201cOgnuno di noi \u00e8 un angelo con una sola ala. Non possiamo volare se non abbracciati all&#8217;altro\u201d (don Tonino Bello).<\/em> Don Tonino Bello \u00e8 un percorrere un viaggio mistico che intreccia misericordia, sacro ed evangelizzazione. Una mistica che cerca di inserirsi all\u2019interno di quel mondo cosiddetto \u00abgiusto\u00bb, come diceva don Tonino, che costituisce il punto di riferimento tra la societ\u00e0, nella quale ci troviamo a vivere, e il tempo della storia. Don Tonino si \u00e8 sempre testimoniato e testimoniandosi ha portato, all\u2019interno di quella visione spirituale, il messaggio di Maria e di Cristo creando un rapporto costante e dinamico con l\u2019uomo di ieri e di oggi.<\/p>\n<p>Citando spesso una frase di Sant\u2019Ignazio, diceva che alla chiesa bisogna far presiedere il senso della carit\u00e0. Ecco l\u2019ultimo concetto forte del suo carisma che ha posto la carit\u00e0 come principio fondante del suo viaggio ontologico. Questo senso della carit\u00e0 diventa poi il segno tangibile nel quale parte, attraverso esperienze, la testimonianza di San Francesco di Assisi.<br \/>\nProprio su San Francesco d\u2019Assisi, don Tonino Bello si sofferma in modo particolare citando pi\u00f9 volte la vita secondo Tommaso da Celano dedicata a San Francesco. Qui emergono quei percorsi in cui il mistero umano diventa, all\u2019interno della dimensione francescana, il mistero di una chiesa che ha necessit\u00e0 di ritrovare il suo senso primordiale.<\/p>\n<p>Parlando del suo viaggio mistico, cita sant\u2019Ignazio che lo pone come momento focale della sua lezione evangelica posta ai cristiani. Come riferimento fondamentale pone poi un\u2019altra cesellatura che \u00e8 quella che fece il cardinale che divent\u00f2 papa, Benedetto XVI, che noi troviamo trasformata e interpretata, in modo particolare e diverso, proprio nell\u2019enciclica di Benedetto XVI \u00abDeus Caritas est\u00bb. Questa carit\u00e0, che viene posta come modello offerto in Benedetto XVI, nasce nella carit\u00e0 della condivisione alla quale faceva riferimento don Tonino Bello.<br \/>\nDon Tonino Bello era nato ad Alessano nel 1935 ed \u00e8 morto a Molfetta nel 1993. Ci lasciava trentanni fa.\u00a0 In questo breve-medio viaggio le briciole delle sue parole nascono proprio all\u2019insegna di un percorso della storia della chiesa e della storia dei santi. Infatti uno dei punti di riferimento dei pontefici, che don Tonino prende come modello esemplare, \u00e8 Paolo VI il quale sottolinea che la povert\u00e0 non \u00e8 solo quella del denaro, ma anche la mancanza di salute, la solitudine affettiva, l\u2019insuccesso professionale, l\u2019assenza di relazioni. Tutto questo viene proiettato nel \u00abgruppo prossimo della societ\u00e0\u00bb, ossia il modello di integrazione e di interazione tra societ\u00e0, nella quale don Tonino si trova vivere, la societ\u00e0 pregressa e la possibilit\u00e0 di trovare, in termini profetici, un percorso anche per il domani. Di conseguenza anche questo suo vivere la misericordia attraverso il concetto di carit\u00e0 diventa un punto nevralgico che tocca la necessit\u00e0 di confrontarsi con le differenze.<br \/>\nDiceva don Tonino che bisogna passare dalla \u00abcultura della indifferenza\u00bb alla \u00abconvivialit\u00e0 delle differenze\u00bb. Qui c\u2019\u00e8 l\u2019altro modello che forma il carisma di don Tonino Bello, perch\u00e9 secondo lui vivere \u00e8 non trascurare mai la vita, \u00e8 cercare sempre quel tempo che \u00e8 il tempo della carezza per gli altri e per se stessi, perch\u00e9 quando si viene a perdere il concetto di bellezza, che non \u00e8 solo una visione ontologica ma diventa anche una visione estetica dell\u2019anima, si corre il rischio di perdere la capacit\u00e0 di comprendere il senso del dono. Quel senso del dono che ci ha portato a vivere la vita con quelle manifestazioni che sono le manifestazioni dell\u2019offrire all\u2019altro e del ricevere dall\u2019altro il senso della fede, della bont\u00e0, dell\u2019amicizia. Il senso di trovare la capacit\u00e0 dentro se stessi e nell\u2019altro. E questo \u00e8 un avvicinamento verso la religiosit\u00e0 del rispetto e della dignit\u00e0.<br \/>\nHa fatto sempre delle grandi battaglie per tenere uniti il pensiero verso i diseredati, le povert\u00e0 diffuse e il pensiero dell\u2019accoglienza. Sono due momenti di grande attualit\u00e0 ma anche momenti che pongono in essere la capacit\u00e0 di recuperare l\u2019uomo nella centralit\u00e0. \u00c8 naturale che il sacerdote pone al centro Cristo, Dio. Ma \u00e8 anche vero che il sacerdote che si confronta con la societ\u00e0 non pu\u00f2 che porre all\u2019attenzione i due modelli del divino e dell\u2019umano. Cristo e l\u2019uomo. L\u2019uomo e Cristo. Il Tempio della fede. Il Tempio del presente. \u00c8 come se si mettesse insieme il concetto di fede e il concetto di laico, ovvero il concetto che una volta veniva definito \u00abpagano\u00bb. Da questo bisogna trarre la capacit\u00e0 di essere integri in un viaggio in cui l\u2019uomo deve essere impeccabile per capire il concetto divino.<br \/>\nLa bellezza ci salver\u00e0, sant\u2019Agostino e Dostoevskij sottolineavano ci\u00f2. Ma don Tonino ci ha testimoniato che il senso dell\u2019avvolgimento del mantello di Maria, ha la forza e la capacit\u00e0 di creare, non solo in noi ma dentro le societ\u00e0, il dono del coinvolgimento. E questo potrebbe essere l\u2019altro punto di contatto: il coinvolgimento che significa anche saper guardare all\u2019altro. Camus ha sottolineato l\u2019importanza del confrontarsi con lo straniero che vive dentro di noi, che pu\u00f2 essere l\u2019anima, la spiritualit\u00e0, ma filosoficamente diventa il vero modello di attrazione tra l\u2019ontologico e il metafisico. Perch\u00e9 non dobbiamo dimenticare che, pur parlando della semplicit\u00e0 di Tonino Bello, non possiamo inserire questo discorso in un legame che c\u2019\u00e8 tra teologia dell\u2019accoglienza e la filosofia della comprensione.<\/p>\n<p>Don Tonino si soffermer\u00e0 con il suo linguaggio didattico e pedagogico nelle tre lettere scritte a Giuseppe, a Cristo e a Maria che sono i tre momenti fondamentali di un viaggio all\u2019interno del misticismo cristiano: il viaggio-padre, il viaggio-figlio, il viaggio-madre. Infatti intitoler\u00e0 la lettera a San Giuseppe \u00abUn tempo per la carezza\u00bb raccontando la figura di San Giuseppe grazie a questa necessit\u00e0 caritatevole della carezza. Carezza sulla pelle, sul corpo, tra le rughe del falegname, ma soprattutto carezza nell\u2019affidarsi alla verit\u00e0. Mentre la lettera a Ges\u00f9, che ha una sua importanza teologica notevole, viene ad essere definita come viaggio metodologico nelle vene della storia.<\/p>\n<p>Il rapporto con Ges\u00f9 diventa mistico ma lo fa entrare nella storia per non lasciarlo soltanto all\u2019improvvisazione di un laicismo che sfocia poi, spesse volte, in una incredulit\u00e0 perch\u00e9 la storia (e qui si rif\u00e0 ancora una volta a Paolo VI) non appartiene solo ai vincitori, ma appartiene a tutti. \u00abBisogna stare molto attenti\u00bb, diceva don Tonino, \u00abessendo vicino ai vinti, non trovo nella storia quella storia che rende l\u2019uomo e la cristianit\u00e0 modelli centrali\u00bb. \u00c8 proprio imponente la visione della storia nella lettera a Ges\u00f9. Ges\u00f9, che viene considerato un vinto, attraversa tutto il percorso della storia storiografica e umana. E accanto a questa lettera, c\u2019\u00e8 il concetto della purezza che don Tonino chiama \u00abtrasparenza\u00bb. Infatti la lettera a Maria ha come momento di riflessione il concetto di \u00abassetati di trasparenza\u00bb. Abbiamo bisogno di trasparenza, di rispecchiare le nostre posizioni umane ed esistenziali all\u2019interno non dello specchio ma della trasparenza. Quel velo che avvolge il capo di Maria diventa la trasparenza non solo della fisicit\u00e0, ma della capacit\u00e0 ontologica di una struttura, che \u00e8 quella profondamente cristiana.<br \/>\nA Maria, don Tonino ha dedicato diversi scritti nei quali ci sono vari percorsi di interpretazione che raccontano la storia di Maria tratteggiata da momenti di grande energia lirica e vitalit\u00e0 umana. Il suo libro dedicato a Maria, dal titolo: \u00abMaria, donna dei nostri giorni\u00bb, diventa il libro della trasparenza in cui Maria viene considerata una cattedrale del silenzio e diventa un viaggio leopardiano infinito. Una chiave di interpretazione che scava all\u2019interno della nostra civilt\u00e0 perch\u00e9 la \u201cmarianit\u00e0\u201d non va ad avallare altre interpretazioni ma diventa un vero bisogno di schierarsi. Infatti don Tonino dice: \u00abIo mi schiero sempre. Ho sempre bisogno di schierarmi. L\u2019esempio mi viene da Maria\u00bb. Maria si \u00e8 schierata. Sul piano storico, Maria ha fatto una precisa scelta. Si \u00e8 messa dalla parte dei vinti. Ha deciso di giocare con la squadra che perde. Ha scelto di agitare come bandiera gli stracci dei miserabili e non di impugnare i lucidi gagliardetti dei dominatori. Vedete come di nuovo la misericordia, la carit\u00e0 diventano la forza trainante di questo viaggio.<br \/>\nQuando don Tonino usava l\u2019espressione \u00abLa donna vestita di sole\u00bb, di fatto richiamava un concetto di Paolo VI quando affermava: \u00abLa madonna \u00e8 una donna vestita di sole sulla quale i raggi purissimi della bellezza umana si incontrano con quelli sovrumani ma accessibili della bellezza sovrannaturale\u00bb.<\/p>\n<p>Don Tonino si rif\u00e0, con la grandezza della sua testimonianza e della sua esperienza, a Paolo VI. Tutto questo ci conduce ad attraversare questa donna, definita bellissima, che vive su un piano superiore e che ha come riferimento l\u2019obbedienza. Resta la donna del silenzio che appare solo quattro volte nel Vangelo. Il legame tra il divino, l\u2019umano, la misericordia, il mistero e la fraternit\u00e0. Figlio e madre. Madre e donna. Donna e sposa. Don Tonino<em>: \u201c<\/em><em>Il cristiano del terzo millennio, che muove verso i crocevia della storia, ha sulle spalle una bisaccia come quella dei mendicanti: una bisaccia da riempire, non da svuotare\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Don Tonino Bello. 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