{"id":3384,"date":"2018-03-12T11:20:58","date_gmt":"2018-03-12T11:20:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=3384"},"modified":"2018-03-12T11:20:58","modified_gmt":"2018-03-12T11:20:58","slug":"cechov-e-il-terremoto-il-mondo-andato-in-pezzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=3384","title":{"rendered":"CECHOV E IL TERREMOTO: IL MONDO ANDATO IN PEZZI"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n\n<p align=\"justify\"><b>CECHOV E IL TERREMOTO: IL MONDO ANDATO IN PEZZI<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">di Giuseppe Lalli<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019AQUILA &#8211; \u201cUno zio Vanja\u201d, riuscito riadattamento in chiave di attualit\u00e0 di <b>Letizia Russo <\/b>di uno dei pi\u00f9 famosi drammi di <b>Anton Cechov<\/b>, \u00e8 andato in scena il 27 febbraio scorso al ridotto del Teatro Comunale dell&#8217;Aquila.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sullo sfondo si colloca la vicenda narrata dal grande drammaturgo russo, ambientata in una realt\u00e0 di campagna dove uno zio (<b>Vanja<\/b>) e una nipote (<b>Sonja<\/b>), segretamente innamorata, ma non ricambiata, del dottore del distretto (<b>Astrof<\/b>), conducono una tediosa quotidianit\u00e0 dedicandosi con grande abnegazione all&#8217;amministrazione della tenuta e versandone il ricavato al cognato di Vanja, un professore ormai anziano che incarna la tipica figura del pomposo ed inconcludente intellettuale, convolato a nuove nozze con una giovane donna (la bella <b>Elena<\/b>), che suscita passione sia in Vanja che nel dottore: un gruppetto di persone che i legami parentali e il caso hanno accomunato e che pare siano destinati a vivere insieme come animali in una gabbia.<\/p>\n<p align=\"justify\">Alla fine, quando il professore, rivelando la sua ingratitudine, propone alla famiglia di vendere la tenuta, Vanja, che sostiene di aver sacrificato l&#8217;intera sua esistenza all&#8217;ombra dell&#8217;intellettuale un tempo ammirato e che ora gli si rivela in tutta la sua inconsistenza, non esita a sparagli due colpi, mancandolo clamorosamente. Il professore e la sua giovane consorte alla fine se ne andranno, lasciando alla loro rassegnata esistenza zio e nipote. Quest&#8217;ultima (Sonja) per\u00f2, bench\u00e9 provata nell&#8217;anima per il suo amore non corrisposto per il medico, reagisce conferendo al lavoro che l&#8217;attende al fianco dello zio Vanja un valore non solo umano, ma soprannaturale.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;autrice prende spunto dal celebre lavoro di Cechov per tracciare un ritratto sconsolato e tragicomico della contemporaneit\u00e0, caratterizzata da disillusione e solitudine, e che ci appare soffocata da macerie umane prima ancora materiali. Il terremoto, fenomeno di tragica attualit\u00e0 nel capoluogo abruzzese e nell&#8217;Appennino centrale, viene evocato, con il suo immancabile corollario di corruzione da parte di imprenditori spregiudicati e di inefficienza dei pubblici poteri, come metafora di un mondo andato in pezzi, cos\u00ec come ci viene descritto in una famosa commedia di <b>Gabriel<\/b> <b>Marcel<\/b>, il profetico filosofo esistenzialista. Un mondo in frammenti come una bambola caduta dalle mani di un bambino, che invano cercher\u00e0 tra i pezzi il cuore. Un mondo dove i disastri naturali sembrano null&#8217;altro che la proiezione fisica dei nostri disastri interiori. Il verde che sparisce, il bosco che arretra, il cemento che avanza, le grandi opere inutili, i ponti eretti per unire&#8230;il nulla. Tutto questo ed altro si denuncia nella rappresentazione teatrale; e, insieme, si intravede una struggente richiesta di senso e di poesia.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u201cBisogna essere macchine senz&#8217;anima, per distruggere tutta questa bellezza\u201d dice a un certo punto l&#8217;interprete di Elena, la bella donna contesa del racconto di Cechov che ha sposato un anziano professore che si rivela maestro del nulla, come i tanti profeti della modernit\u00e0 che ci avevano promesso paradisi in terra e che ci hanno regalato solo rispettabili inferni. Elena denuncia la nostra incapacit\u00e0 di commuoverci allo spettacolo del vento che muove le foglie d&#8217;autunno, e l&#8217;impossibilit\u00e0 di ammirare una bella donna senza lasciarci disarcionare dal desiderio di possederla. Non riusciamo pi\u00f9 a vivere con lo sguardo della contemplazione e dell&#8217;incanto. Abbiamo dissolto nella nostra anima ogni anelito all&#8217;amore gratuito e al sacrificio per l&#8217;altro. Insomma: non riusciamo pi\u00f9 a dare unit\u00e0 e senso alle nostre azioni quotidiane.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il finale, per\u00f2, riportando la scena sul dramma di Cechov, ci riserva, a sorpresa, un messaggio di speranza. Il vecchio professore grider\u00e0: \u201cAgire! Bisogna agire!\u201d, mentre Sonja, la vera eroina del dramma, riprendendo la vita nelle sue mani, dar\u00e0 all&#8217;azione, come si diceva, uno sbocco soprannaturale, e pronuncia un ispirato monologo, tra la poesia e la preghiera, tra il maturo stoicismo e la luminosa speranza cristiana.<\/p>\n<p align=\"justify\">Parole che vale la pena di riportare: \u201cZio Vanja, vivremo una lunga, lunga fila di giorni, di lente serate, sopporteremo pazientemente le prove che il destino ci mander\u00e0; lavoreremo per gli altri, e adesso e nella vecchiaia, senza riposo, e quando arriver\u00e0 anche per noi la nostra ora, moriremo umilmente, e di l\u00e0, oltre la tomba, diremo che abbiamo sofferto, che abbiamo pianto, che la sorte \u00e8 stata amara per noi, e Dio avr\u00e0 piet\u00e0 di noi, e io e te, zio, caro zio, vedremo una vita luminosa, bella, incantevole, conosceremo la gioia, e guarderemo alle nostre disgrazie di oggi con tenerezza, con un sorriso&#8230;e riposeremo! Io credo, zio, credo, con tutte le mie forze, con tutta l&#8217;anima, credo&#8230;E riposeremo! Sentiremo gli angeli, vedremo il cielo che sfolgorer\u00e0 di diamanti, vedremo tutto il male della terra e tutte le nostre sofferenze annegare nella misericordia che inonder\u00e0 il mondo&#8230;e la nostra vita diventer\u00e0 serena, tenera, dolce come una carezza&#8230;Io credo; io credo&#8230;riposeremo&#8230;riposeremo!\u201d<\/p>\n<p align=\"justify\">La grande anima lirica russa finisce per avvolgere, come struggente melodia, il pubblico aquilano, che con qualche ferita ancora nell&#8217;anima, mostra di apprezzare, e alla fine applaude convintamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; CECHOV E IL TERREMOTO: IL MONDO ANDATO IN PEZZI di Giuseppe Lalli L\u2019AQUILA &#8211; \u201cUno zio Vanja\u201d, riuscito riadattamento [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[33,10],"tags":[],"class_list":["post-3384","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-espectaculo","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3384","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3384"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3384\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3384"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3384"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3384"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}