{"id":3553,"date":"2018-04-08T09:24:11","date_gmt":"2018-04-08T09:24:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=3553"},"modified":"2018-04-08T09:24:41","modified_gmt":"2018-04-08T09:24:41","slug":"3553","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=3553","title":{"rendered":"L&#8217;ALTRA FACCIA DEL DOLORE ( una storia d&#8217;altri tempi )"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-3553 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=3554'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/LIBRO-CUORE-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=3555'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/MALATI-A-LOURDES-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>L&#8217;ALTRA FACCIA DEL DOLORE ( una storia d&#8217;altri tempi&#8230;)<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">La storia che sto per raccontare \u00e8 degna di un racconto del libro Cuore, quel libro edificante che ai bambini della mia generazione facevano leggere in quarta elementare. Ma a differenza dei racconti di <b>Edmondo De Amicis<\/b>, questa \u00e8 una storia vera, che ha per protagonista una persona che ho avuto il piacere di conoscere qualche settimana fa.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il racconto \u00e8 ambientato nell&#8217;ospedale di Tivoli, citt\u00e0 alle porte di Roma, dove l&#8217;amico presta spesso la sua opera di volontario. Si trovava un giorno nel reparto di ortopedia, quando vide la capo-sala, che usciva da una stanza, lasciarsi andare ad un piccolo gesto di sconforto. Le chiese il motivo di quel gesto, e l&#8217;operatrice sanitaria, per tutta risposta, gli disse che &lt;&lt; il malato del numero 23 &gt;&gt;, come si usa dire nei reparti ospedalieri, sempre intrattabile, da giorni si rifiutava di prendere cibo. Il volontario chiese allora di entrare nella stanza del degente. Si avvicin\u00f2 al suo letto e cerc\u00f2 di approcciarlo con dolcezza. Lo salut\u00f2 con un sorriso, ma l&#8217;uomo non gli rispose. Insistette, affabile, nel salutarlo, ma il malato continu\u00f2 a non degnarlo neppure di uno sguardo. Qualunque altra persona avrebbe desistito, ma il mio amico non si dette per vinto.<\/p>\n<p align=\"justify\">Tornato in ospedale di l\u00ec a qualche giorno, non vedendo il malato al solito posto, chiese spiegazione alla capo-sala, che lo inform\u00f2 che il signore del numero 23 era stato portato d&#8217;urgenza in sala operatoria. Lo rivide qualche giorno dopo nello stesso letto, ma pi\u00f9 sofferente di quando lo aveva visto la prima volta. Era trasandato, e con la barba lunga. Il mio amico lo salut\u00f2 con la solita dolcezza, come aveva fatto la prima volta. Sulle prime l&#8217;anziano signore non rispose, secondo il suo solito; ma poi, alla domanda se gradiva che gli tagliasse la barba, farfugl\u00f2 che non aveva la lametta. Per la prima volta, aveva risposto. Il volontario allora, subito apr\u00ec il cassetto a lato del lettino e ne estrasse una bomboletta di schiuma da barba. Senza attendere il permesso del malato gli spalm\u00f2 la schiuma sulla faccia, e, approfittando di non poter usare il pennello, gli&#8230;accarezz\u00f2 dolcemente e a lungo la faccia. Fu a quel punto che l&#8217;anziano signore, dapprima gli strinse forte forte il polso, senza dire una parola; poi, mollando la presa, si lasci\u00f2 andare ad un pianto dirotto. Piansero insieme, l&#8217;uno nelle braccia dell&#8217;altro, come avviene quando un padre e un figlio si ritrovano dopo una lunga assenza.<\/p>\n<p align=\"justify\">Quando si riprese, il vecchio disse, quasi grid\u00f2, al mio amico : &lt;&lt; Ma perch\u00e9&#8230;ma perch\u00e9 mi fai questo ? Io non sono stato capace di farlo a mio padre&#8230;&gt;&gt;.<\/p>\n<p align=\"justify\">La piet\u00e0 aveva avuto la meglio. Un sentimento che premeva dentro da molto tempo parve defluire come un fiume in piena. Il senso di colpa gli aveva anestetizzato l&#8217;anina per molti anni. L&#8217;inaspettato gesto di amore aveva finito per sciogliere il ghiaccio del suo cuore.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il mio amico tiene molto a mantenere l&#8217;anonimato : gli basta, da buon cristiano qual \u00e8, di aver contribuito a gettare un seme di speranza in un cuore indurito dalla vita e tentato dalla disperazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ho scelto, per raccontare questa storia, la sera del Venerd\u00ec Santo, il giorno in cui i cristiani fanno memoria di un&#8217;altra storia d&#8217;amore, vecchia di duemila anni, quella di un Dio fattosi uomo che volle assumere sulle sue spalle tutti i mali del mondo, e mostrare che il dolore \u00e8 l&#8217;altra faccia dell&#8217;amore.<\/p>\n<p align=\"justify\">Pi\u00f9 volte il protagonista di questa storia ha prestato servizio come barelliere nei treni bianchi dell&#8217;U.N.I.T.A.L.S.I., quei convogli che portano i malati a Lourdes, e all&#8217;interno dei quali solidariet\u00e0 e dolore si mescolano; mentre la speranza, virt\u00f9 bambina, sembra prendere per mano, e quasi trascinare, le due sorelle maggiori, la fede e la carit\u00e0, secondo la splendida immagine suggerita da <b>Charles Peguy<\/b>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Quella che segue \u00e8 una preghiera tradotta dal francese che ho copiato dagli appunti di un sacerdote esemplare che l&#8217;ha musicata. Ne \u00e8 venuto fuori un brano degno di un <b>Fabrizio De Andr\u00e9<\/b>. E&#8217; una toccante invocazione a Maria, l&#8217;altra silenziosa protagonista di quel venerd\u00ec di duemila anni fa.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b> IO TI PREGO MARIA<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Per i poveri sogni che salgono al cielo,<\/p>\n<p align=\"justify\">tremanti come ladri che rubano per fame,<\/p>\n<p align=\"justify\">per il sorriso triste di chi mi chiede il pane,<\/p>\n<p align=\"justify\">per l&#8217;amico malato che sa di non guarire<\/p>\n<p align=\"justify\">e per il moribondo che non vuol morire :<\/p>\n<p align=\"justify\">Io ti prego Maria&#8230;<\/p>\n<p align=\"justify\">Per gli occhi senza luce, le mani senza dita,<\/p>\n<p align=\"justify\">per tutte le speranze che muoiono deluse,<\/p>\n<p align=\"justify\">per chi soffre perch\u00e9 non sa pregare,<\/p>\n<p align=\"justify\">per l&#8217;offerta del giusto lasciata sull&#8217;altare,<\/p>\n<p align=\"justify\">e per chi ti bestemmia e per chi non sa amare :<\/p>\n<p align=\"justify\">Io ti prego Maria&#8230;<\/p>\n<p align=\"justify\">Per chi mi sembra ricco, per chi mi sembra felice,<\/p>\n<p align=\"justify\">per chi soffre e sorride, che soffre e maledice,<\/p>\n<p align=\"justify\">per tutte le disgrazie che non posso contare,<\/p>\n<p align=\"justify\">per l&#8217;uccello ferito e il sasso che uccide,<\/p>\n<p align=\"justify\">per l&#8217;erba che ha sete e la pioggia che cade :<\/p>\n<p align=\"justify\">Io ti prego Maria&#8230;<\/p>\n<p align=\"justify\">Per quello che non credo, per quello che non spero,<\/p>\n<p align=\"justify\">per il grande mistero che avvolge questa vita,<\/p>\n<p align=\"justify\">per il male che ho fatto e non so perdonare<\/p>\n<p align=\"justify\">per il bene che aspetto, per quel che non so dare,<\/p>\n<p align=\"justify\">per tutti i miei fratelli che non riesco ad amare :<\/p>\n<p align=\"justify\">Io ti prego Maria&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; L&#8217;ALTRA FACCIA DEL DOLORE ( una storia d&#8217;altri tempi&#8230;) La storia che sto per raccontare \u00e8 degna di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,10],"tags":[],"class_list":["post-3553","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3553","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3553"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3553\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3553"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3553"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3553"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}