{"id":3589,"date":"2018-04-11T12:52:13","date_gmt":"2018-04-11T12:52:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=3589"},"modified":"2018-04-11T12:52:13","modified_gmt":"2018-04-11T12:52:13","slug":"uno-chef-domenico-santacroce-di-mario-setta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=3589","title":{"rendered":"Uno chef, Domenico Santacroce &#8211; di Mario Setta"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/cover-Vita-opere-e-buonasorte-di-Domenico-Santacroce-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3590\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/cover-Vita-opere-e-buonasorte-di-Domenico-Santacroce-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"1539\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/cover-Vita-opere-e-buonasorte-di-Domenico-Santacroce-1.jpg 1000w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/cover-Vita-opere-e-buonasorte-di-Domenico-Santacroce-1-195x300.jpg 195w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/cover-Vita-opere-e-buonasorte-di-Domenico-Santacroce-1-768x1182.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/cover-Vita-opere-e-buonasorte-di-Domenico-Santacroce-1-665x1024.jpg 665w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/cover-Vita-opere-e-buonasorte-di-Domenico-Santacroce-1-624x960.jpg 624w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"center\"><b>UNO CHEF: DOMENICO SANTACROCE<\/b><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"center\">di <b>Mario Setta <\/b><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">SULMONA &#8211; C\u2019\u00e8 chi \u00e8 capace &#8211; ma \u00e8 una rarit\u00e0 &#8211; di raccontare la vita di un altro, di un uomo qualsiasi, facendola propria. Come volesse accaparrarsela. Una immedesimazione profonda, senza mai trascendere nell\u2019irriverenza. Un io-tu naturale, spontaneo, creativo. \u00c8 quanto realizzato da <b>Antonio De Panfilis<\/b> pubblicando il libro \u201c<i>Vita, opere e buona sorte di Domenico Santacroce<\/i>\u201d (Tabula Fati 2018).<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Un lavoro che sembra fatto in tandem, autore e protagonista, mantenendo le legittime distanze. Uniti dalla comune dimensione umana. Lavoro diverso, riflessioni comuni. Per questo il sottotitolo del libro sembra chiarire il significato di un\u2019opera che vuole ricalcare le orme del romanzo di formazione, il <i>bildung<\/i> tedesco: ascesa-ascesi-ascensione. Infiniti passaggi nei quali pensieri e riflessioni si affinano e si integrano. Una dualit\u00e0 che diventa <i>modus vivendi<\/i>, filosofia comune. Due vite professionalmente distanti e diverse, due anime all\u2019unisono. Questo \u00e8 quanto risulta dal libro di De Panfilis.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">La biografia, puntuale e rigorosa, di uno chef: <b>Domenico Santacroce<\/b>. Dai primi anni come studente all\u2019Istituto Alberghiero di Roccaraso ad oggi, da giovanissimo cuoco a imprenditore alberghiero. Una vita complessa, che ha coinvolto il personaggio nei due aspetti fondamentali: operosit\u00e0 e sensibilit\u00e0, esteriorit\u00e0 e interiorit\u00e0. La biografia di Santacroce non \u00e8 solo la biografia di uno chef, ma quella di un uomo capace di realizzarsi affrontando e superando ogni difficolt\u00e0, ogni dramma. Col cervello e la tenacia da abruzzese.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Il debutto da apprendista-chef nell\u2019alto Nord-Europa, la <b>Scozia<\/b>, al Gleaneagles Hotel. Un Hotel per G8 e per attori di fama come Peter O\u2019 Toole o pugili come Henri Cooper. Dalla Scozia a <b>Londra<\/b>, all\u2019Hotel Europe, divenuto poi Hotel Marriot. Un passaggio quasi naturale tanto che Domenico affiner\u00e0 la sua arte culinaria. E poi, lasciato il freddo Nord, ritorno a casa, in Abruzzo. All\u2019Hotel \u201cCostanza\u201d di <b>Sulmona<\/b>, Santacroce mette in atto le sue capacit\u00e0 di cuoco e comincia ad elaborare la sua azione imprenditrice. Il \u201cCostanza Park Hotel\u201d diventa per Santacroce il banco di prova della sua arte e della sua intelligenza di imprenditore. Normalmente, per ogni individuo, c\u2019\u00e8 sempre il momento <i>clou<\/i> o crocevia, la situazione che richiede intuito e determinazione per trovare la giusta soluzione. Da questa situazione ingarbugliata, Domenico sceglie la libert\u00e0 di agire in proprio. Nasce l\u2019imprenditore, dando inizio ai lavori per la costruzione dell\u2019albergo-ristorante \u201cMeeting\u201d, alla periferia di Sulmona.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Nella pienezza della laboriosit\u00e0 creativa, sorge l\u2019imprevisto nella vita personale di Domenico. Un male ritenuto allora incurabile. Si capisce quindi la lacerazione interiore del personaggio, che affronta con immediatezza e con la massima calma la situazione del suo stato fisico. Niente scoraggiamento. Solo silenzio e riflessione. La soluzione del problema arriva dalle mani di un famoso chirurgo, <b>Ermanno Leo<\/b>, le cui parole dopo l\u2019intervento restano scritte come pietre da museo archeologico nella vita di Domenico: \u201cHo incontrato Domenico Santacroce tanti anni fa, perch\u00e9 \u00e8 stato un mio paziente. Ma dopo la degenza, le cure, ho avuto modo di scoprire la sua unicit\u00e0\u201d. Forse la parola \u201cunicit\u00e0\u201d usata dal professore, andrebbe integrata e perfezionata dall\u2019esistenza di un <i>unicum<\/i> tra marito e moglie, Domenico e Antonella. Perch\u00e9 Antonella, la moglie, rappresenta e completa la testa e il cuore, la mano e il cervello di Domenico.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Superata la fase critica della salute, Santacroce riprende la sua attivit\u00e0 imprenditoriale come e meglio di prima. Con maggiore forza di volont\u00e0 e un entusiasmo che lo rende felice e orgoglioso del pericolo trascorso. Da qui le nuove conquiste: la realizzazione del \u201cMeeting\u201d e l\u2019acquisizione dell\u2019albergo \u201cOvidius\u201d. Una imprenditoria da occhio clinico e una visione al futuro dello sviluppo turistico della Valle Peligna. A livello strettamente culinario, Santacroce s\u2019incammina sulla scia dei grandi chef italiani, come <b>Zeffirino<\/b> o abruzzesi, come <b>Nicola Pavia<\/b>, <b>Domenico Pacifico Stanziani<\/b> o i grandi a livello europeo come <b>Escoffier<\/b>. D\u2019altronde la filosofia gastronomica abruzzese \u00e8 sempre stata un ritorno alle origini, sintetizzata da <b>Carlo Petrini<\/b> nei tre aggettivi \u201cBuono-Pulito-Giusto\u201d dello Slow-Food e nella cosiddetta \u201cCucina-Verit\u00e0\u201d dei cuochi abruzzesi di <b>Villa Santa Maria<\/b>.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">L\u2019arte culinaria di <b>Domenico<\/b> <b>Santacroce<\/b> ha avuto il suo banco di prova col pranzo per <b>Papa Benedetto XVI<\/b>, Joseph Ratzinger, in visita a <b>Sulmona<\/b> il 4 luglio 2010. Un menu tipicamente abruzzese-peligno: \u201cantipasto, risotto fiori di zucca e oro di Navelli, pappardelle Ovidius, filetto di manzo in crosta, patate ed erbette di campo, bocconotto e pan dell\u2019orso, vini abruzzesi\u201d.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Il libro di <b>Antonio De Panfilis<\/b> si conclude con una serie di ricette, preparazione ed elenco degli ingredienti. Inoltre si avvale di interventi scritti da vari intellettuali: in quarta di copertina l\u2019interessante recensione di <b>Nicola Gardini<\/b>, famoso latinista, quindi una postfazione dello scrittore <b>Giovanni D\u2019Alessandro<\/b>. All\u2019esordio, la presentazione di <b>Vittorio Sgarbi<\/b>, noto critico d\u2019arte, e l\u2019introduzione di <b>Goffredo Palmerini<\/b>, tra i maggiori esperti di emigrazione e di cultura italiana all\u2019estero, che ne offre una panoramica precisa e avvincente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; UNO CHEF: DOMENICO SANTACROCE di Mario Setta SULMONA &#8211; C\u2019\u00e8 chi \u00e8 capace &#8211; ma \u00e8 una rarit\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2,10],"tags":[],"class_list":["post-3589","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-informacion","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3589","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3589"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3589\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3589"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3589"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3589"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}