{"id":36548,"date":"2023-04-28T01:09:16","date_gmt":"2023-04-28T01:09:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=36548"},"modified":"2023-04-28T01:09:16","modified_gmt":"2023-04-28T01:09:16","slug":"cosa-resta-dei-morti-ammazzati-dopo-il-25-aprile-il-caso-di-luisa-ferida-e-osvaldo-valenti-di-pierfranco-bruni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=36548","title":{"rendered":"Cosa resta dei morti ammazzati dopo il 25 aprile? Il caso di Luisa Ferida e Osvaldo Valenti  di Pierfranco Bruni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/20220729_153125.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-36549\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/20220729_153125.jpg\" alt=\"\" width=\"2896\" height=\"2896\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/20220729_153125.jpg 2896w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/20220729_153125-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/20220729_153125-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/20220729_153125-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/20220729_153125-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 2896px) 100vw, 2896px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"gE iv gt\">\n<table class=\"cf gJ\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr class=\"acZ xD\">\n<td colspan=\"3\">\n<table class=\"cf adz\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td class=\"ady\">\n<div id=\":5s\" class=\"ajy\" tabindex=\"0\" role=\"button\" aria-haspopup=\"true\" data-tooltip=\"Mostrar detalles\" aria-label=\"Mostrar detalles\"><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div class=\"\">\n<div id=\":5r\" tabindex=\"-1\"><\/div>\n<div id=\":5g\" class=\"ii gt\">\n<div id=\":5f\" class=\"a3s aiL \">\n<div dir=\"auto\">Cosa resta dei morti ammazzati dopo il 25 aprile? Il caso di Luisa Ferida e Osvaldo Valenti <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>di Pierfranco Bruni\u00a0<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Cosa resta dei morti ammazzati dopo il 25 aprile del 1945? Bisognerebbe domandarselo, chiedersi perch\u00e9 sono morti, domandarsi chi ha voluto queste morti a guerra finita. Una riflessione potrebbe bastare? Le democrazie se si considerano tali dovrebbero essere democratiche altrimenti che senso ha il concetto culturale, politico e giuridico di democrazia? E come \u00e8 possibile intrecciare il concetto di libert\u00e0 con la visione stessa di democrazia? Vorrei ricordare due personaggi sui quali ho dedicato un mio libro raccontando il loro amore, il loro destino, la loro uccisione e ci\u00f2 che hanno rappresentato nel cinema moderno degli anni 1930\/1940. <br dir=\"auto\" \/>Mi riferisco a Luisa Ferida e Osvaldo Valenti uccisi a Milano il 30 aprile del 1945. Sappiamo quasi tutto ma perch\u00e9 non si ha il coraggio di ricordarli ufficialmente? Ma prima di entrare in tale questione (cfr. \u00abLuisa portava in una mano una scarpetta di lana\u00bb, Tabula Fati) voglio contestualizzare il loro ruolo, di Luisa e Osvaldo, \u00e8 giusto entrare tra le pagine del cinema dal Ventennio sino alla loro uccisione. Cosa \u00e8 stata la pagina e ha rappresentato il cinema?<br dir=\"auto\" \/>Il cinematografo negli anni del Ventennio non \u00e8 soltanto una forma di \u201cpropaganda\u201d. Si sgombri questa idea se si vuole entrare in quei parametri critici che misurano il linguaggio, le forme, gli attori nei personaggi e la scena. Il film \u00e8 una espressione di comunicazione in cui l\u2019estetica \u00e8 caratterizzante e formativa.<br dir=\"auto\" \/>Dal cinema dei telefoni bianchi al cinema che lascia la completa interpretazione agli amori neri. Tra il cinema degli amori neri ci sono i percorsi del cinema sviluppatosi sulla Laguna, dove il cinema romano si era trasferito, tra il 1943 e il 1945. Luisa Ferida e Osvaldo Valenti sono stati due straordinari protagonisti.<br dir=\"auto\" \/>Luisa Ferida e Osvaldo Valenti si erano incontrati sul set di \u201cUn\u2019avventura di Salvator Rosa\u201d del 1939 per la regia di Alessandro Blasetti. Film nella storia del cinema degli anni che annunciano le innovazioni cinematografiche degli anni Quaranta. Far\u00e0 scuola nella scenografia e nei campi lunghi e corti. Una ribalta importante.\u00a0 Lui aveva una importante esperienza nella recitazione. Lei pronta ad apprendere e a diventare una diva. Lui era Osvaldo Valenti. Lei Luisa Ferida. Una carriera consolidata. Una carriera da formare e consolidare. Ma Luisa con questo film \u00e8 gi\u00e0 una diva. Il cinema e la vita. Gli estremi tra la finzione e la realt\u00e0. Una tragica realt\u00e0 che ha coinvolto anche la macchina da presa e alcuni protagonisti del grande schermo.<br dir=\"auto\" \/>Una storia d\u2019amore negli anni terribili tra il 1943 e il 1945. Luisa venne uccisa insieme ad Osvaldo Valenti, il suo amore, nella notte del 30 aprile 1945. Erano due attori molto famosi che avevano dato volto al cinema della fine degli anni Trenta sino al 1944.\u00a0 Protagonisti di film importanti e famosi che hanno cambiato anche la struttura del cinema degli anni precedenti, quello dei telefoni bianchi, e che hanno consolidato nella filmografia contemporanea il ruolo del personaggio come chiave per comprendere i vari campi usati nella cinematografia. C\u2019\u00e8 da dire che quando il\u00a0copione non bastava pi\u00f9 era l\u2019attore, sotto la guida dei maestri della regia, che creava il personaggio. Un\u2019esperienza fondamentale e fondante senza la quale non avremmo avuto i cosiddetti campi e spazi cinematografici. Un passaggio dalla malinconia dai telefoni bianchi al tragico degli amori neri.<br dir=\"auto\" \/>Luisa Ferida, pseudonimo di Luisa Manfrini Farnet era nata a Castel San Pietro Terme il 18 marzo del 1914.\u00a0 Tra i suoi film pi\u00f9 famosi vanno ricordati\u00a0 \u201cFreccia d\u2019oro\u201d del 1935 con il quale inizia sostanzialmente il suo viaggio nel cinema, \u201cRe burlone\u201d sempre dello stesso anno, \u201cLo smemorato\u201d del 1936 (il 1936 sar\u00e0 un anno molto impegnativo dal punto di vista cinematografico, infatti usciranno diverse pellicole come\u00a0 \u201cL\u2019ambasciatore\u201d, \u201cAmazzoni bianche\u201d), \u201cI fratelli Castiglioni\u201d del 1937,\u201dI due barbieri\u201d sempre del 1937, \u201cTutta la vita in una notte\u201d del 1938. Altri film usciranno nel 1938.<br dir=\"auto\" \/>Sono appuntamenti significativi che lasceranno un segno indelebile sia nella chiave interpretava del cinema moderno, per quel tempo, sia nella critica che si svilupper\u00e0 sugli organi di informazione quotidiani che quelli specialistici. Le testate dei quotidiani svilupparono un intendo e articolato dibattito che port\u00f2 a coinvolgere la cultura nella sua complessit\u00e0. La letteratura, dopo Pirandello e D\u2019Annunzio, entrer\u00e0 nella scena imperante della macchina da presa.<br dir=\"auto\" \/>La presenza di Luisa Ferida sulla scena cinematografica sar\u00e0 costante.\u00a0 Al 1939 appartengono \u201cAnimali pazzi\u201d, \u201cUn\u2019avventura di Salvator Rosa\u201d per la regia di Alessandro Blasetti. Del 1940 \u00e8 \u201cIl segreto di Villa Paradiso\u201d. Mentre al 1941 appartiene \u201cNozze di sangue\u201d e\u00a0 \u201cLa corona di ferro\u201d. Il 1942 \u00e8 impegnata, tra gli altri film,\u00a0 con \u201cLa cena delle beffe\u201d, \u201cFari nella nebbia\u201d, \u201cL\u2019ultimo addio\u201d, \u201cLa bella addormentata\u201d, \u201cFedora\u201d, \u201cGelosia\u201d. L\u2019anno successivo sar\u00e0 protagonista in \u201cIl figlio del corsaro rosso\u201d, in \u201cGrazia\u201d, \u201cHarlem\u201d e \u201cTristi amori\u201d.\u00a0 1944 \u00e8 l\u2019anno de \u201cLa locandiera\u201d, per la regia di Luigi Chiarini. Il 1945 lavora a \u201cFatto di cronaca\u201d. Film che la vedranno accanto ad Osvaldo Valenti, come i precedenti, e costruiranno punti di riferimenti dal telefoni bianchi agli amori neri.\u00a0<br dir=\"auto\" \/>Film che, al di l\u00e0 del contesto storico, che restano nella bibliografia del cinema che rinnova e innova. Il tipo di recitazione \u00e8 da teatro. Il film fa teatto. Come sino a tutto il periodo della fine degli anni Quaranta. Luisa, clara, Doris, Osvaldo, Gino, Amedeo, per citarne soltanto pochissimi, vanno oltre il contesto in cui operarono. \u201cAvventura di Salvator Rosa\u201d o \u201cLa cena delle beffe\u201d o \u201cLa locandiera\u201d, prima versione, sono \u201cpezzi\u201d d\u2019arte realizzati con strumenti prima maniera che registi e attori hanno rappresentato con competenza e forza creatrice imponente. Si pensi ad uno dei film che ha dettato un modello di fare cinema: \u201cLuciano Serra pilota\u201d. Sono oltre ogni ideologia perch\u00e9 \u00e8 la fenomenologia artistica che ha il sopravvento.<br dir=\"auto\" \/>Luisa. Un\u2019attrice all\u2019interno di un tempo tragico e tragico fu il suo amore con Valenti.\u00a0 Credo che vada riletto la temperie cinematografica di quegli anni partendo proprio da Luisa Ferida e Osvaldo Valenti insieme ad Amedeo Nazzari, Clara Calamai, Doris Durante, Gino Cervi e tanti altri attori che hanno lasciato un segno indelebile. Molti di questi attori parteciperanno al cinema neorealista guidato da registi che chioseranno quel tempo drammatico.\u00a0Quando il cinema aveva l\u2019eleganza dei telefoni bianchi e le voci recitavano, raccontando l\u2019istante del tempo, le storie delle vite puntualizzavano i segni e il senso dei personaggi negli occhi profondi che erano voci nell\u2019intensit\u00e0 dello sguardo. Da qui \u00e8 nato il cinema degli anni cinquanta la maestria dei registi che hanno tracciato quello che sar\u00e0 la nuova pellicola e le immagini indelebili che hanno fatto sognare. Un cinema che passa attraverso gli amori neri.<br dir=\"auto\" \/>Sulla tragedia di Luisa e di Osvaldo il regista Marco Tullio Giordana ha realizzato un commovente film dal titolo \u201cSanguepazzo\u201d. Su di loro il regista dir\u00e0: \u201cValenti\u00a0e la\u00a0Ferida\u00a0erano stati tra i protagonisti del \u201ccinema dei telefoni bianchi\u201d che il fascismo aveva tanto sostenuto. Ma in quelle pellicole rassicuranti e perbeniste avevano sempre recitato la parte dei cattivi, turbando l\u2019Italietta piccolo\u2010borghese con personaggi che avevano eco anche nella spregiudicatezza della loro vita privata\u201d. Il film usc\u00ec\u00a0nel 2008 con l\u2019interpretazione di Monica Bellucci, drammatica e splendida nella sua Luisa, Luca Zingaretti, identificazione magistrale nel suo Osvaldo. Insieme a loro Alessandro Boni,\u00a0 Maurizio Donadoni ed altri con la sceneggiatura di\u00a0Leone Colonna,\u00a0Marco Tullio Giordana,\u00a0Enzo Ungari. Ho raccontato tutto ci\u00f2, come ho gi\u00e0 sottolineato, in \u201cLuisa portava in una mano una scarpetta di lana\u201d per i tipi di Tabula Fati. Le vita dentro l\u2019arte della vita stessa ma anche nella visione della finzione. Il film \u00e8 s\u00ec una recita,\u00a0 ma anche una vita dentro le immagini, anzi dentro la pellicola. Una memoria che raccoglie avventure e le storie restano destino. Luisa Ferida e Osvaldo Valenti vennero uccisi in Via Poliziano a Milano. Per quale motivo? Perch\u00e9 erano fascisti? Ma se il Fascismo era gi\u00e0 crollato e la guerra era finita e la liberazione era gi\u00e0 avvenuta come considerare queste morti? Una resa dei conti? Ci sarebbe bisogno non solo di ricordare ma di ascoltare altro in un tempo di \u00abdemocrazia\u00bb. O no?<\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<div dir=\"auto\">\n<h6 id=\":4y\" class=\"hP\" tabindex=\"-1\" data-thread-perm-id=\"thread-f:1759747074767908635\" data-legacy-thread-id=\"186be0a41612ef1b\"><strong><em>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione.<\/em><\/strong><\/h6>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Cosa resta dei morti ammazzati dopo il 25 aprile? Il caso di Luisa Ferida e Osvaldo Valenti di Pierfranco [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,35],"tags":[],"class_list":["post-36548","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36548","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=36548"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36548\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=36548"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=36548"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=36548"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}