{"id":37204,"date":"2023-05-15T17:23:02","date_gmt":"2023-05-15T17:23:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=37204"},"modified":"2023-05-15T17:23:02","modified_gmt":"2023-05-15T17:23:02","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-2385","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=37204","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/ghjk-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-37033\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/ghjk-1.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"119\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/ghjk-1.jpg 244w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/ghjk-1-150x73.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Comunicato Stampa<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Romeo Castellucci debutta al Teatro di San Carlo <\/strong><\/p>\n<p><strong>con la versione scenica del Requiem di Mozart<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dirige Rapha\u00ebl Pichon<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dal 16 al 20 maggio 2023<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Debutta al <strong>Teatro di San Carlo<\/strong> <strong>domani<\/strong> <strong>marted\u00ec 16 maggio 2023 alle ore 20<\/strong> il <strong><em>Requiem<\/em><\/strong> di <strong>Wolfgang Amadeus Mozart <\/strong>nella originale versione scenica firmata per regia, scene, costumi e luci da <strong>Romeo Castellucci<\/strong>, per la prima volta al Lirico di Napoli.<\/p>\n<p><em>\u201cDato che la\u00a0<\/em><em>morte, a ben guardare, \u00e8 la vera meta\u00a0della\u00a0nostra vita, gi\u00e0 da un paio di anni sono in buoni rapporti con questa vera, ottima amica dell&#8217;uomo, cos\u00ec che la sua immagine non solo non ha per me pi\u00f9 niente di terribile, ma anzi molto di tranquillizzante e consolante!\u201d<\/em><\/p>\n<p>Queste riflessioni di Mozart sulla vita e la morte (in una celebre lettera al padre del 1787) sono state il punto di partenza per l\u2019interpretazione che <strong>Romeo Castellucci<\/strong> ha dato dell\u2019emblematico e incompleto <em>Requiem<\/em> del compositore.<\/p>\n<p>Espressione della paura esistenziale dell\u2019umanit\u00e0 davanti alla mortalit\u00e0, questo requiem ci pone davanti alla fugacit\u00e0 della natura e della cultura, dell\u2019umanit\u00e0 e dell\u2019individuo. <em>\u201cDovremmo percepire e celebrare la fine come l\u2019altra faccia di una festa, dove le danze continuano. Questa <\/em>Missa pro defunctis <em>viene cos\u00ec trasposta e il suo significato cambiato.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Grazie alla visione teatrale di Castellucci e alla drammaturgia musicale di <strong>Rapha\u00ebl<\/strong> <strong>Pichon<\/strong>, che integra l&#8217;opera con altri brani religiosi di Mozart, questo Requiem diventa la celebrazione ultima della vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo spettacolo \u00e8 una coproduzione internazionale nata dalla collaborazione tra il Festival International d\u02bcArt Lyrique d\u02bcAix-en-Provence assieme a La Monnaie\/De Munt, l\u2019Adelaide Festival, il Theter Basel, il Wiener Festwochen e il Palau des Arts Reina Sofia di Valencia e sar\u00e0 in scena al Massimo napoletano per quattro recite fino al 20 maggio.<\/p>\n<p>La direzione d\u2019Orchestra \u00e8 affidata <strong>Rapha\u00ebl<\/strong><strong> Pichon<\/strong> alla guida anche del Coro ospite dell\u2019<strong>ensemble Pygmalion<\/strong>, di cui \u00e8 fondatore.<\/p>\n<p>Nel cast vocale <strong>Giulia <\/strong><strong>Semenzato<\/strong> (soprano), <strong>Sara Mingardo<\/strong> (mezzosoprano), <strong>Julian Pr\u00e9gardien<\/strong> (tenore), <strong>Nahuel Di Pierro<\/strong> (basso) e <strong>C\u00e9sar Badault<\/strong> (voce bianca).<\/p>\n<p>In scena anche il <strong>Balletto del Teatro di San Carlo<\/strong> diretto da Clotilde Vayer. La coreografia \u00e8 di <strong>Evelin Facchini<\/strong> mentre la costume designer \u00e8 <strong>Silvia Costa. <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Romeo Castellucci<\/strong> nasce a Cesena nel 1960. Studia Pittura e Scenografia all\u2019Accademia delle Belle Arti a Bologna. Nel 1981 con Claudia Castellucci e Chiara Guidi fonda la Soc\u00ecetas Raffaello Sanzio. Ha diretto numerose produzioni di cui \u00e8 anche autore, direttore, responsabile di scene e costumi. Dal 2011 inizia a lavorare a progetti individuali, indipendenti dalla Soc\u00ecetas Raffaello Sanzio. Le sue produzioni vengono messe in scena dai pi\u00f9 importanti teatri, i suoi ultimi lavori includono: <em>Sul concetto di volto nel figlio di Dio<\/em> (2011), <em>The Four Seasons Restaurant <\/em>(2012), <em>Le Sacre du Printemps<\/em> di Igor Stravinsky (2014). <em>Parsifal<\/em> di Richard Wagner (2011) al Theatre de la Monnaie. Nel 2022 Romeo Castellucci con <em>Resurrection<\/em> (di Gustav Mahler) ha aperto il Festival Aix En Provence. Nel 2005 \u00e8 stato direttore della sezione teatrale alla Biennale di Venezia. Ha ricevuto vari premi e onorificenze, tra cui: nel 1996, il Premio Europa Nuova Realt\u00e0 Teatrale. Nel 2002, \u00e8 stato nominato Chevalier des Arts et des Lettres dal Ministro della cultura francese. Nel 2013, alla Biennale di Venezia riceve il Leone d\u2019Oro alla carriera.<\/p>\n<p><strong>Rapha\u00ebl Pichon<\/strong> \u00e8 nato nel 1984 e ha iniziato la sua formazione musicale studiando violino, pianoforte e canto, formandosi nei vari conservatori parigini (CNSMDP &amp; CRR). Da giovane cantante professionista, viene chiamato a esibirsi sotto la direzione di personalit\u00e0 come Jordi Savall, e Cris de Paris di Geoffroy Jourdain, con il quale si accosta alla musica contemporanea. Nel 2006 ha fondato l&#8217;ensemble Pygmalion, coro e orchestra su strumenti d&#8217;epoca, che si \u00e8 distinto rapidamente per la singolarit\u00e0 dei progetti. A fianco del suo ensemble, Rapha\u00ebl Pichon si esibisce in particolare alla Philharmonie di Parigi, al Castello di Versailles, alla Konzerthaus di Vienna, alla Philharmonie di Colonia, al Palau de la Musica Catalana di Barcellona, al French May di Hong-Kong e ancora al Beijing Music Festival. Sulla scena lirica Rapha\u00ebl Pichon dirige differenti produzioni all&#8217;Op\u00e9ra Comique di Parigi, al Festival lyrique d\u2019Aix-en-Provence, al Teatro Bolshoi di Mosca, all&#8217;Op\u00e9ra National di Bordeaux. Collabora con registi quali Katie Mitchell, Romeo Castellucci, Michel Fau, Pierre Audi, Aur\u00e9lien Bory e Jetske Mijnssen. Invitato al Festival d\u2019Aix-en-Provence nel 2018 per dirigere\u00a0<em>Il flauto magico\u00a0<\/em>messo in scena da Simon McBurney, torna per una creazione scenica del\u00a0<em>Requiem<\/em>\u00a0di Mozart allestito da Romeo Castellucci. Rapha\u00ebl Pichon \u00e8 Chevalier dans l\u2019ordre des Arts &amp; des Lettres.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Guida all\u2019ascolto<\/em><\/p>\n<p><em>A cura di Giacomo Fornari<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Mozart: Un Requiem tra fede e mistero<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il Requiem KV 626 di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) occupa un posto di rilievo nel repertorio sacro internazionale. Questa posizione particolare si deve a diversi fattori. Da una parte \u2013 come \u00e8 noto \u2013 la composizione rest\u00f2 incompiuta, in quanto la morte sorprese il Maestro. Dall\u2019altra parte, anche le oscure circostanze della scomparsa danno un una patina di mistero (oggi in parte risolto). Ma anche la scelta dell\u2019organico di riferimento cos\u00ec come l\u2019economia della composizione donano a questa partitura tratti unici.<\/p>\n<p>Contrariamente a quanto molti erroneamente sostengono, Wolfgang Amadeus Mozart fu una persona credente ed assai interessata alla religione. Basta leggere alcuni passi dal suo carteggio per poterne prendere atto.<\/p>\n<p>In una lettera al padre del 7 marzo 1778, egli estern\u00f2 alcuni pensieri di intima natura religiosa: \u00abIo spero in Dio. Io lo prego per ci\u00f2 che credo che possa essere utile per me e per tutti in ogni momento. Signore sia fatta la Tua volont\u00e0 come in cielo cos\u00ec in terra. Noi esseri umani crediamo che ci succedano cose brutte, ma alla fine tutto si trasforma in bene. Dio alla fine sa sempre come devono andare le cose\u00bb. Tutt\u2019altro che fatalista, questo pensiero mette a nudo l\u2019intima credenza di Mozart. Sempre a questo proposito \u2013 qualche anno pi\u00f9 tardi \u2013 il compositore salisburghese fece affermazioni ancora pi\u00f9 significative: \u00abDevo pensare che possiedo un\u2019anima immortale \u2013 e non solo lo penso, ma lo credo anche; altrimenti che differenza ci sarebbe tra l\u2019uomo e la bestia?\u00bb<\/p>\n<p>Qualche tempo dopo, il maestro salisburghese torn\u00f2 sul punto esplicitando il suo pensiero sulla morte, intesa nel senso cattolico, non di fine, ma di inizio di un nuovo percorso e intesa, soprattutto, come valore sincretico: \u00abPoich\u00e9 la morte (a ben guardare) \u00e8 l\u2019ultimo, vero fine della nostra vita, da un paio di anni di mi sono tanto familiarizzato con questa migliore amica dell\u2019uomo, che la sua immagina non ha pi\u00f9 nulla di terrificante, ma semmai rappresenta qualcosa di tranquillizzante e consolatorio! E ringrazio il mio Dio, di avermi concesso la fortuna e l\u2019opportunit\u00e0 di riconoscere il lei la chiave della nostra vera felicit\u00e0\u00bb. Si tratta di frasi toccanti e profonde che \u2013 prese dal Fedone di Moses Mendelssohn \u2013 non erano state concepite per mere ragioni di circostanza, dal momento che egli le aveva inviate al padre morente e provato dalla malattia.<\/p>\n<p>Un altro aspetto che aiuta a capire la gravit\u00e0 e l\u2019impegno profuso nel Requiem da Mozart \u00e8 anche il pensiero ossessivo che qualcuno lo volesse togliere di mezzo, avendo addirittura calcolato il momento della sua morte. Stando alla moglie Constanze, il compositore aveva citato addirittura il nome del veleno utilizzato: \u00abacqua tofana\u00bb, una mistura di acqua ed arsenico che, se assunta regolarmente, porta alla morte in poche settimane senza lasciare tracce. Mozart era veramente convinto di ci\u00f2 ed era altres\u00ec persuaso di scrivere questo Requiem per se stesso. Il grande equivoco \u2013 che gli cost\u00f2 un malessere profondo \u2013 si deve alla curiosa commissione della partitura.<\/p>\n<p>Constanze Mozart raccont\u00f2 infatti che la messa da morto gli era stata richiesta in modo anonimo, cio\u00e8 senza che il committente si mostrasse di persona, ma parlando esclusivamente attraverso emissari. Anche questo mistero fu chiarito qualche lustro dopo. Ad ordinare la partitura, pagando peraltro anticipi generosi, era stato il conte Franz Walsegg zu Stuppach di Vienna che aveva la non simpatica abitudine di ordinare musica in modo anonimo per poi fregiarsi di esserne l\u2019autore dinanzi ad una ristrettissima cerchia di amici. La cosa, ovviamente, nel caso del Requiem mozartiano non fu possibile, cos\u00ec come non fu possibile pensare ad un\u2019esecuzione in tempi rapidi, visto che, nonostante le numerose annotazioni, la partitura era ancora mutila.<\/p>\n<p>Constanze Mozart, provata da una situazione finanziaria disastrosa, cerc\u00f2 diverse vie per far terminare l\u2019incompiuto Requiem dietro la promessa di una grande somma di danaro, ma senza grandi successi. Dopo alcuni tentativi, l\u2019unica via era rivolgersi al meno dotato, ma sicuramente al pi\u00f9 vicino allievo del marito: Franz Xaver S\u00fc\u00dfmayr. E cos\u00ec fu. La versione di Joseph Leopold Eybler, iniziata ed interrotta per eccesso di modestia, venne \u2018congelata\u2019 e, dopo aver scartato anche quella di Gottfried Van Swieten, la vedova si butt\u00f2 su quella di S\u00fc\u00dfmayr che aveva il vantaggio della completezza, rendendo possibile un\u2019esecuzione pubblica della partitura.<\/p>\n<p>Circa l\u2019autenticit\u00e0 di questa ultima versione, tanto vituperata e discussa negli anni, c\u2019\u00e8 un documento interessante della cognata di Mozart, Sophie Haibel che, nell\u2019aprile 1825, racconta gli ultimi momenti di vita del compositore salisburghese a Vienna:<\/p>\n<p>Mozart non aveva ancora perso i sensi e mi disse: \u201cBene, cara Sophie, che sia rimasta. Questa notte deve rimanere qui, Mi deve guardare mentre muoio\u201d. Cercai di farmi forza distogliendolo dal pensiero, ma egli mi contraddisse in ogni argomento dicendo: \u201cSento gi\u00e0 il sapore della morte sulla lingua\u201d. Il sig. S\u00fc\u00dfmayr era sul letto dove giaceva sulle coperte il celebre Requiem e Mozart gli spiegava la sua opinione su come esso fosse da terminare. Successivamente diede a sua moglie l\u2019incarico di tenere la morte segreta.<\/p>\n<p>La testimonianza sembra artefatta e fatta proprio apposta per dare ragione in tutto e per tutto alla vedova del compositore. Per diversi motivi, per\u00f2, questo documento \u00e8 autentico e degno di attenzione. Stando alla testimonianza sembrerebbe infatti che Mozart sia riuscito a fornire indicazioni utili e dettagliate per terminare la composizione secondo il suo volere. Questo fatto \u00e8 rilevante e spiega in qualche modo la forma musicale di un Requiem che nasce come composizione ciclica terminando sullo stesso soggetto musicale con cui inizia (\u00abIntroitus\/Kyrie\u00bb, \u00abLux aeterna\/Cum Sanctis tuis\u00bb). Questo aspetto, che pu\u00f2 sembrare un fattore marginale, assume invece un significato importante se si pensa che Mozart \u2013 come gi\u00e0 detto \u2013 era convinto di scrivere questa partitura per se stesso, rendendo la composizione un esempio di musica autobiografica. In questo senso, la scelta di optare per una forma ciclica tradisce quell\u2019idea teologica profondamente mozartiana dell\u2019\u00abanima immortale\u00bb. Terminare una composizione come la si inizia significa dare una circolarit\u00e0 atta a rappresentare il simbolo della vita eterna.<\/p>\n<p>Sotto il profilo compositivo vi sono altri aspetti di natura teologica in cui Mozart ci svela una grande profondit\u00e0. Il \u00abKyrie\u00bb, infatti, termina con un arcaismo, un accordo \u2018vuoto\u2019 (senza mediante) il cui esito \u00e8 sibillino. Come hanno fatto notare diversi studiosi, sembra che il compositore salisburghese voglia mandare un messaggio al mondo e, soprattutto, il suo dubbio che gli uomini possano essere realmente perdonati nel giorno del giudizio universale, a cui si rif\u00e0 sovente il testo del Requiem. La scelta dell\u2019accordo \u2018vuoto\u2019 \u2013 cio\u00e8 di un accordo senza modo n\u00e9 maggiore n\u00e9 minore \u2013 dona non solo una coltre di arcaicit\u00e0, ma dall\u2019altro lato lascia una certa inquietudine nell\u2019ascoltatore imponendogli, quindi, una riflessione teologica di non secondario livello.<\/p>\n<p>Senza dubbio molto pi\u00f9 elaborato, \u00abRecordare\u00bb \u00e8 da intendere come uno dei brani pi\u00f9 significativi dell\u2019intera letteratura sacra internazionale. Il ricorso ad un doppio canone perpetuo imitativo si spiega con il simbolo liturgico trattato in questi versetti. Qui, infatti, si allude ad una morte che vuole essere solo \u00abpro tempore\u00bb, cio\u00e8 fino al giorno del giudizio universale. Se Dio si ricorder\u00e0 dei defunti anch\u2019essi potranno entrare nel regno celeste. L\u2019utilizzo del canone perpetuo \u00e8 per Mozart un riferimento preciso alla memoria di Dio che egli si augura infinita. Ancora una volta il compositore salisburghese non omette di esprimere il suo pensiero sull\u2019eternit\u00e0 dell\u2019anima cos\u00ec ben resa in termini musicali.<\/p>\n<p>Guardando all\u2019orchestrazione particolarmente leggera, il linguaggio del Requiem assume ulteriore peculiarit\u00e0. Si tratta di una scelta che, ancora una volta, assume caratteri simbolici molto importanti. Mozart, infatti, non si discosta molto dall\u2019orchestrazione impiegata nell\u2019aria \u00abO Isis und Osiris\u00bb cantata da Sarastro \u2013 il grande sacerdote \u2013 nel Flauto magico. La presenza del corno di bassetto \u2013 strumento definito massonico per eccellenza \u2013 \u00e8 significativa. Nel Requiem, infatti, si trovano diverse tracce (vere e proprie citazioni, orchestrazione allusiva, atmosfere sonore e tonali) di musica massonica, una realt\u00e0 ideologica che Mozart coniugava e non contrapponeva alla chiesa Cattolica. Parlando della morte a proprio padre intendendola come \u00abchiave della nostra suprema felicit\u00e0\u00bb \u2013 come si \u00e8 visto sopra \u2013 Mozart intendeva proprio questo. Forse per questa ragione il \u00abDies Irae\u00bb e il \u00abConfutatis\u00bb non hanno in s\u00e9 quegli aspetti tragicamente drammatici come avviene nella tradizione della messa da morto europea, ma si pongono come brani in cui il \u00abvoca, voca me cum benedictis\u00bb ha una valenza salvifica al di l\u00e0 di ogni confine razziale, politico, religioso o ideologico.<\/p>\n<p>Il Requiem di Mozart pertanto possiede un valore sincretico e pu\u00f2 essere fatto proprio anche da persone che non siano esclusivamente di fede cristiana, ma credano pi\u00f9 semplicemente in quello che la Rivoluzione francese chiamava \u00abEssere supremo\u00bb in sostituzione di \u00abDio\u00bb. Questa variet\u00e0 di concetti teologici trova riscontro nell\u2019altrettanta ricchezza di forme di riferimento della partitura. Partitura che, peraltro, si rif\u00e0 chiaramente ad alcuni passaggi di Georg Friedrich H\u00e4ndel, Florian Gassmann (da cui \u00e8 preso il celebre tema dell\u2019introito), Michael Haydn e altri compositori ancora a cui Mozart si \u00e8 ispirato per concepire questo capolavoro, la cui presenza nel repertorio si assesta al 2 gennaio 1793 quando la composizione, in forma non ancora definitiva, venne eseguita a beneficio della vedova Mozart a cura di Gottfried van Swieten, bibliotecario di Corte a Vienna, grande mecenate del salisburghese e curatore testamentario<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\/Opera<\/p>\n<p>Dal 16 al 20 Maggio 2023<\/p>\n<p><strong>Wolfgang Amadeus Mozart<\/strong><\/p>\n<p><strong>REQUIEM<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Direttore |\u00a0<strong>Rapha\u00ebl Pichon\u00a0<\/strong>\u266d<\/p>\n<p>Regia, Scene, Costumi e Luci |\u00a0<strong>Romeo Castellucci\u00a0<\/strong>\u266d<\/p>\n<p>Associate Director and Costume Designer |\u00a0<strong>Silvia Costa<\/strong>\u266d<\/p>\n<p>Dramaturg |\u00a0<strong>Piersandra di Matteo<\/strong><\/p>\n<p>Coreografia |\u00a0<strong>Evelin Facchini<\/strong>\u266d<\/p>\n<p>Collaboratore luci |\u00a0<strong>Marco Giusti<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Interpreti<\/p>\n<p>Soprano |\u00a0<strong>Giulia Semenzato<\/strong><\/p>\n<p>Mezzosoprano |\u00a0<strong>Sara Mingardo<\/strong>\u266d<\/p>\n<p>Tenore |\u00a0<strong>Julian Pr\u00e9gardien<\/strong>\u266d<\/p>\n<p>Basso |\u00a0<strong>Nahuel Di Pierro<\/strong>\u266d<\/p>\n<p>Voce bianca |\u00a0<strong>C\u00e9sar Badault<sup>*<\/sup><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ensemble Pygmalion<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Orchestra e Balletto del Teatro di San Carlo<\/strong><\/p>\n<p>Direttore del Balletto |<strong>\u00a0Clotilde Vayer<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>\u266d<\/em>\u00a0<em>debutto al Teatro di San Carlo<br \/>\n* solista del M\u00fcnchner Knabenchor<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Produzione del Festival International d\u2019Art Lyrique d\u2019Aix-en-Provence in coproduzione con La Monnaie \/ De Munt, Adelaide Festival, Theater Basel, Wiener Festwochen e Palau de las Arts Reina Sofia di Valencia<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Teatro di San Carlo<br \/>\n<\/strong>marted\u00ec 16 maggio 2023, ore 20:00<\/p>\n<p>mercoled\u00ec 17 maggio 2023, ore 18:00<\/p>\n<p>venerd\u00ec 19 maggio 2023, ore 20:00<\/p>\n<p>sabato 20 maggio 2023, ore 19:00<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Responsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa<\/p>\n<p><a href=\"mailto:r.russo@teatrosancarlo.it\">r.russo@teatrosancarlo.it<\/a><\/p>\n<p>cell 3357431980<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giulia Romito<\/strong>,<\/p>\n<p>Comunicazione e Stampa <a href=\"mailto:g.romito@teatrosancarlo.it\">g.romito@teatrosancarlo.it<\/a> 0817972301<\/p>\n<figure id=\"attachment_37205\" aria-describedby=\"caption-attachment-37205\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Requiem_Romeo-Castellucci_ph.Luciano-Romano-8521.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-37205\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Requiem_Romeo-Castellucci_ph.Luciano-Romano-8521-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Requiem_Romeo-Castellucci_ph.Luciano-Romano-8521-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Requiem_Romeo-Castellucci_ph.Luciano-Romano-8521-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Requiem_Romeo-Castellucci_ph.Luciano-Romano-8521-1024x683.jpg 1024w, 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\/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-37208\" class=\"wp-caption-text\">Wolfgang Amadeus Mozart<br \/>REQUIEM<\/p>\n<p><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comunicato Stampa \u00a0 Romeo Castellucci debutta al Teatro di San Carlo con la versione scenica del Requiem di Mozart Dirige 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