{"id":3747,"date":"2018-04-27T13:21:34","date_gmt":"2018-04-27T13:21:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=3747"},"modified":"2018-04-27T13:21:34","modified_gmt":"2018-04-27T13:21:34","slug":"emilio-pensuti-speranza-un-aviere-aquilano-alla-grande-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=3747","title":{"rendered":"Emilio Pensuti-Speranza, un aviere aquilano alla Grande Guerra"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>EMILIO PENSUTI SPERANZA: UN AVIERE AQUILANO ALLA GRANDE GUERRA<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">di <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Enrico Cavalli *<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Fra le acquisizioni storiografiche recenti in merito alla partecipazione dell\u2019Italia alla Prima Guerra mondiale, emerge quella di un <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Abruzzo <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">che insieme al <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Molise<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> fornisce alla Patria il pi\u00f9 alto numero di giovani di leva (93%) e, conseguentemente, dal 23 maggio 1915 all\u201911 novembre 1918, in proporzione alla popolazione di una macroregione di oltre un milione di abitanti, fra i pi\u00f9 elevati numeri di caduti e feriti. Questo dato di enorme mobilitazione da parte di un\u2019area amministrativa della nazione ritenuta marginale (non partecipa alle celebrazioni del 50\u2019Unitario a Torino), pur col dovuto rispetto ai molisani separatisi dal 1963, calata in dimensione abruzzese, o meglio aquilana, discendeva dal portato delle radiose giornate di maggio 1915 e relativo patrocinio dannunziano. Sul piano regionale, esse videro una prevalenza dei fautori dell\u2019ingresso italiano in guerra sui neutralisti e pacifisti, sia socialisti che cattolici, privi per\u00f2, quest&#8217;ultimi, di importanti esponenti di riferimento, periti a causa del sisma marsicano del gennaio 1915.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Aquila<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, capoluogo di una provincia che era seconda sul piano nazionale per estensione, e capitale degli Abruzzi per un glorioso passato storico, fu il fulcro di un interventismo a matrice studentesca ed intrecciato al militarismo, sui crinali del moderno agonismo. Agirono i fermenti giovanilistici critici verso quel notabilato liberale fedele alla Triplice Alleanza anche rappresentato dal paganichese <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Edoardo Scarfoglio<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, fondatore del napoletano <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Il Mattino<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> nel 1892. C&#8217;\u00e8 da notare che, quegli animi tardo adolescenziali avevano fatto le prove generali in senso ultranazionalistico dal volontarismo per la guerra in <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Libia<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> del 1911-13, vieppi\u00f9 dalla circostanza che il processo ai responsabili della famosa settimana rossa del giugno 1914 &#8211; a scarso un mese, si badi, dalla scintilla di <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Sarajevo<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> &#8211; si tenesse alla Corte di Assise aquilana, ove comparve, poi assolto, un <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Pietro Nenni<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">. Gi\u00e0 la testata <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Il Tiratore Abruzzese<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> del 15 ottobre 1914, ad imitazione dei poligoni di Messina, Parma, Torino, Milano, apr\u00ec i suoi corsi di istruzione balistica, presso l&#8217;ex orto di Santa Maria Maddalena, ai giovani del capoluogo non solo maschi, ad \u00abevitare il rischio di trovarsi la Patria, senza difesa dinanzi alla mobilitazione generale\u00bb. Le adesioni del gentil sesso a questa schietta pratica maschile si ebbero sul finire del conflitto, e particolare prova di destrezza nel fucile di precisione la diede la giovanissima <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Augusta De Paolis<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, rampolla del tenente colonnello Salvatore, l\u2019ispettore regio del poligono, intitolato al condottiero aquilano Antonuccio Camponeschi, vincitore nel 1424 su Braccio da Montone che aveva posto Aquila sotto assedio.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sulla idea fallace di un breve tuonare del cannone in Europa, il centro storico del capoluogo, pavesato dai tricolori monarchici e cartelli per la quarta guerra di indipendenza, \u00e8 luogo di adunate dei giovanissimi, pronti ad arruolarsi nonostante al di sotto dell\u2019et\u00e0 di leva: \u00e8 il caso di Nino Palmeri, Carlo Perrone, Carlo Passacantando, Pasquale De Rosa caduto nell\u2019inverno 1916, in combattimento all\u2019Ortigara. Alle cartoline precetto, rispondono, saldate dai vincoli parentali, le soggettivit\u00e0 pi\u00f9 in vista della citt\u00e0 capoluogo e circondario: i fratelli Ugo e Gustavo Marinucci, Dante, Umberto, Vittorio Troiani, Serafino, Beniamino De Marchis costui dal 1917 al 1920, l\u2019erede della presidenza di Vincenzo Gentile alla Deputazione provinciale, Giuseppe Chiarizia il padre del Carlo mobile politicamente, Carlo e Tito Perrone, Giuseppe e Vincenzo Di Nanna, Amilcare e Manlio Santilli; in chiave sparsa, in possesso di titoli di studio classici e tecnici i vari Giuseppe Federici, Adelchi Serena, Oreste Cimoroni, Michele Centofanti, Raffaele Biordi, Guido Petroni e Silvio Masciocchi, Giuseppe Urbani; infine, con lunga esperienza da militi, Francesco Giuliani, <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Francesco Rossi<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> e <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Andrea Bafile<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Le correnti nazionalistiche sopravvenivano a quelle del pacifismo cattolico e socialista, rappresentate, quest&#8217;ultime, rispettivamente, dai giovani cronisti Giuseppe Berti De Marinis e Gaetano Sollecchia, dell\u2019arcidiocesana <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>La Torre<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">; Francesco Donatelli e Giuseppe Scimia fondatori assieme ad Emidio Lopardi e Cesare Falli dell\u2019organo dei lavoratori abruzzesi <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>L\u2019Avvenire<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, giornale che presto accantonava l\u2019antibellicismo, in nome della esistenza di una nazione in armi, senza distinzioni ideologiche e sottoscrizioni per gli irredentisti alla Guglielmo Oberdan. La contestualizzazione bellica aveva mobilitato in chiave localistica gli animi delle giovani generazioni in traduzione agonistica; e suscitavano fascinazione le cosiddette macchine volanti inventate dopo tanti sforzi umani nel 1903 dai fratelli americani Wright. L\u2019aviazione era stata annessa solo di recente al vocabolario sportivo, a dispetto della lettura dominante che la voleva ascrivere a finalit\u00e0 turistiche e progressivamente di guerra. Infatti, la flotta militare aerea dell\u2019Italia era, fra le potenze dell\u2019Intesa, al secondo posto, dietro l\u2019Impero zarista, anche per la notevole domanda di aspiranti alle disfide nei cieli.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La passione per il volo fu coltivata dallo studente <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Emilio Pensuti-Speranza<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, aquilano di adozione perch\u00e9 nato in <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Perugia<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> nel 1891 dall\u2019ispettore delle Regie finanze Andrea e Marianna Speranza. All\u2019et\u00e0 di due anni, per la scomparsa prematura del padre, si trasfer\u00ec alla casa materna ad <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Aquila degli Abruzzi<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, ove fu sotto l\u2019egida del patrigno <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Carlo Patrignani<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, fiduciario militare, pioniere dello sport, ma pi\u00f9 noto perch\u00e9, da allievo di <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Teofilo Patini<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, fu restauratore del foyer al Teatro comunale e della famosa bottega dei dolciari Nurzia. Emilio, cos\u00ec frequent\u00f2 le scuole e stabilmente fino al 1907, dando ben presto prova di avere attitudine per le arti meccaniche, conducendo, come narrano le cronache giornalistiche, una delle pionieristiche automobili per le vie di una citt\u00e0 con cui mantenne rapporti in prosieguo di sua vita. Doti non comuni di perizia doveva possedere questo ardimentoso \u201cfiglio aquilano\u201d, che dopo la specializzazione all\u2019officine Falck di Sesto San Giovanni ed Asteria di Torino, consegu\u00ec il brevetto da pilota, e nel 1912 si costru\u00ec un monoplano \u201cFriuli\u201d. Nel frattempo, fin\u00ec alle dipendenze di una delle aziende emergenti nel gotha italico dell\u2019aviazione, quale la <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Caproni<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, fondata nel 1909 da Giambattista e Federico, emuli dei Wright ed irredentisti trentini, a Vizzola sul Ticino, in un terreno concesso dal Corpo di Armata di Milano, che in sequenza fu la sede strategica di distaccamenti del Genio Militare, Battaglione Aviatori e Scuola Aviatori. Tale stazione, denominata di Malpensa nel 1910, dall\u2019alto graduato <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Giovanni Cordero di Montezemolo<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, fu teatro del primo volo su CAI-1 dell\u2019ingegnere <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Gianni<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b> Caproni<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, nonch\u00e9 di manovre d\u2019appoggio alle forze terrestri in Monferrato in preparazione della campagna libica.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sotto gli elogi dei comandanti della Malpensa, capitano Gustavo Moreno e tenente Oronzo Andriani, nell\u2019ottobre 1914, <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Pensuti-Speranza<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, da provetto collaudatore di apparecchi Caproni sfornati dalle fabbriche Breda ed a motori Fiat ed Isotta Fraschini, test\u00f2 con successo il triplano militare, reputato dal generale e regio ispettore <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Maurizio Moris <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">un progetto tecnicamente sbagliato e che, invece, sarebbe stato il pi\u00f9 piccolo aereo della Grande Guerra, passato alla storia come il Breda-Pensuti o Caproni-Pensuti, in entrambi le versioni dalla tipologia ricognitoria e struttura lignea di carlinga, pronto, per\u00f2, al 1918. Alle cronache nazionali Pensuti-Speranza assurse quando dalla sabauda <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>La<\/i><\/span><\/span> <span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Stampa Sportiva, <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">nel febbraio 1915, fu esaltato quale <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>recordman<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> italiano di volo ad oltre cinquemila metri su prototipo del triplano Caproni. Le sue gesta acrobatiche mandavano in visibilio le folle di astanti; ed effettivamente le evoluzioni aeree erano assai di moda e sfruttabili pubblicitariamente ed anche a sfondo benefico. Di molto suscit\u00f2 interesse Pensuti-Speranza fra i personaggi in vista della nazione, da <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Guglielmo Marconi<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> che lo consider\u00f2 esempio mirabile del connubio fra l\u2019aeroplano e l\u2019uomo, ai ministri Scialoja e Corsi. La sua fama sconfin\u00f2 Oltreoceano, tanto che vollero conoscerlo il capo dell\u2019US Air Force, colonnello Bolling e, fino a dovergli la vita, le stesse personalit\u00e0 della missione americana, che da Milano si dirigevano al fronte bellico.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019uomo che si librava nell\u2019aria fu un punto di forza della terza Arma dell\u2019esercito italiano, che lo chiam\u00f2 ad affiancare i tenenti colonnelli <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Gustavo Moreno<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> ed <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Arturo Ferrarin <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">alla scuola di istruzione per seicento allievi ufficiali italiani e piloti inglesi ed americani. In questa alacre attivit\u00e0 addestrativa, rientr\u00f2 il principiante romagnolo di Lugo, <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Francesco Baracca<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, non ancora l\u2019asso rampante e temibile dai cannoni e mitragliatrici delle trincee ed apparecchi Viatik asburgici. Il tenente <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Pensuti-Speranza<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, il 3 ottobre 1917, fu assieme a <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Carlo Matricardi<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> a bordo del Caproni 450 hp, la punta di spicco dei trentasei omonimi aerei, che su strategia di <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Gabriele D\u2019Annunzio<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, dovevano incentivare i raid italiani in corso da mesi sul munito porto di <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Pola<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">. Il Vate, che per queste imprese istriane otterr\u00e0 il grado di maresciallo e perci\u00f2 coniando il fatidico \u201cEia eia alal\u00e0\u201d a viatico del suo volo famoso su <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Vienna <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">dell\u2019agosto 1918, riponeva grande fiducia nell\u2019<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>ante litteram <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">soldato azzurro aquilano, che nonostante lo spegnimento delle luci di bordo e tre motori in decelerazione, fra l\u2019imperversare delle granate nemiche, pur lontano dallo stormo italico, mentre Matricardi cercava di riparare i danni, prosegu\u00ec a girare sopra la base di Pola, per distrarre la difesa nemica ed agevolare in area il ritorno dei Caproni, sicch\u00e9, abbassatosi col velivolo pericolosamente, lo risollev\u00f2 salpando sicuro verso l\u2019amica costa dell\u2019Adriatico.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Giova ricordare che un altro aquilano si ritaglier\u00e0 una parte nelle incursioni dei velivoli Caproni a guida D\u2019Annunzio. In veste di osservatore per la beffa ordita agli austriaci, alle <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Bocche del Cattaro<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> del 4 e 5 ottobre, troviamo un ufficiale esperto uscito dall\u2019Accademia Navale di Livorno, <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Andrea Bafile<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, ferito gravemente nel frangente e ivi impegnato, perch\u00e9, pur se uomo di mare, fu proprio lui l\u2019installatore della bussola nella plancia di comando degli aerei, onde permetterne di rintracciare le rotte giuste nei lunghi tragitti. Non possiamo escludere rapporti di conoscenza fra <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Pensuti-Speranza<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> e la futura \u201cnostrana\u201d Medaglia d\u2019oro al valor militare, perch\u00e9 il tenente di vascello nativo di <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Monticchio <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">cadr\u00e0 da eroe, sul Basso Piave, il 10 marzo 1918. Dopo la disfatta di <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Caporetto<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> del 24 ottobre 1917, di cui venne reputato unico responsabile il generale <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Luigi Cadorna <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8211;<\/span><\/span><b> <\/b><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">che ebbe modo di studiare le tattiche di fanteria al tempo del suo comando del battaglione \u201cPistoia\u201d ad Aquila, dal 1900 al 1904 &#8211; come \u00e8 noto, l\u2019esercito italiano resistette grazie alla linea del Piave, per poi lanciare la controffensiva vincente sulle residue truppe austro-ungariche.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel marzo del 1918, la rivista <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Nel Cielo, <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">a proposito della<\/span><\/span><i> <\/i><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">guerra aerea offensiva, asseriva con insistenza doversi porre in atto mediante l&#8217;utilizzo di grossi plurimotori dall\u2019elevata potenza. L\u2019esteso impiego degli aeroplani Caproni a supporto degli assalti delle truppe italiane nelle trincee imperiali dal 1915 al\u201916 aveva dato popolarit\u00e0 tra i fanti a questo nome, usato dagli ignari combattenti di terra per indicare, per antonomasia, l\u2019<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Aeroplano<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, che destava ammirazione anche nei fronti esteri, da quelli dell\u2019Albania a quelli della Francia. L\u2019<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>aeroplano<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> per definizione, nei modelli Ca.1, Ca.2, Ca.3, presentava le seguenti caratteristiche: a trave di coda e carlinga trimotore dai 100 a 450 hp con velocit\u00e0 massima di 140 km\/h ed autonomia di 4 h, ovvero, un motore centrale ad elica posteriore e motori laterali ad elica anteriore; struttura resistente in legno, rivestimento in tela o compensato, le ali in tela, di circa 22 metri; equipaggio di 2 piloti; infine, pi\u00f9 un mitragliatore ed eventualmente un osservatore.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Perplessit\u00e0 manifest\u00f2 D\u2019Annunzio sulla presenza di rischi nella conduzione del Caproni in versione Fiat 200 hp, in particolare, perch\u00e9 si incorreva nel pericolo dei ritorni di fiamma al carburatore, derivando tale difetto nel sistema dei motori, dalle esigenze di politica industriale. Con la guerra volgente a favore delle sorti della Patria italiana, il 15 aprile 1918, al suo tremilasettantesimo decollo per un\u2019attivit\u00e0 di collaudo e successiva ricognizione aerea, <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Pensut<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">i-<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Speranza<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, \u201cil pi\u00f9 geniale e prestigioso pilota dei Caproni\u201d, a duemilaottocento metri sopra Vizzola sul Ticino, scorgendo una fiamma al motore centrale, evidentemente dovuta alle ragioni suaccennate da D\u2019Annunzio, si gett\u00f2 in picchiata per atterrare velocemente, ma per questo il compagno di volo, il tenente <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Mario Galassini<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, pur lasciato il proprio seggiolino, non riusc\u00ec a recuperare l\u2019estintore in dotazione e spegnere il divampante incendio a bordo. Pensuti-Speranza, in preda ad ustioni pesantissime, risultava ancora in grado di governare il triplano distante tre metri dalla terra, quando una nuova fiammata invest\u00ec l\u2019apparecchio, che perse il carrello e si capovolse sfasciandosi appena toccata la superficie. Dai rottami incandescenti riusc\u00ec ad uscire il prode Galassini, incredibilmente salvo e pronto a liberare dalla carlinga in fumo il suo compagno di volo, che ormai imprigionato al posto di pilotaggio, ivi periva, quasi due mesi prima di <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Francesco Baracca<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Il Corriere della Sera<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> del 20 maggio 1918 lo elevava a pi\u00f9 abile pilota della nazione in armi, perch\u00e9 coi galloni di capitano precipitato ventottenne. <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>D\u2019Annunzio <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">gli riconobbe i tratti del \u201cpilota nato con le ali\u201d su <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>La Stampa Sportiva<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> del 1918. Encomi solenni gli furono tributati dalle gerarchie militari, tipo il tenente colonnello Carlo Cavalla, l\u2019amico personale di questo virtuoso dell\u2019aria. Il periodico <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>L\u2019Aquila\u201d <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">del 20 e 26 maggio 1918 dedic\u00f2 articoli, a firma di <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Giuseppe Urbani<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, alla memoria del \u201cfiglio purissimo di Aquila nostra\u201d , le cui spoglie vennero onorate in cattedrale dei SS. Patroni con rito officiato dal canonico Francesco Silveri, alla presenza dei parenti pi\u00f9 prossimi, <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Francesco<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> e <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Nicolina Speranza, <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">di una folla fervida e delle massime autorit\u00e0 civili e militari locali. <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Pensuti-Speranza<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> ricevette un \u201cmedaglione\u201d, dovizioso di particolari intimi, a cura del fratello minore Mario ed edito a Milano, nel 1919; l\u2019inserimento nella rivista <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Ali d\u2019Italia<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> a fine 1919, fra gli eletti ed i nomi che pi\u00f9 hanno contribuito per le sorti italiche; la lapide commemorativa a <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Somma Lombarda<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> nella piazza Vittorio Veneto, nel 1919. Alla <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Cascina Malpensa<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> fu idealmente compreso in una stele agli \u201ceroi del cielo\u201d, astante il principe <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Umberto di Savoia<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, scolpita dall&#8217;artista Paiti e con epigrafe di D&#8217;Annunzio appostavi nel 1926: \u201cMaestro d\u2019ali sommo\/che qui eroe d\u2019ogni giorno\/tramutando la sapienza in ardire\/consegnava al volo certo\/ l\u2019opera dei costruttori ansiosi\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Alla memoria del suo grande pilota-collaudatore dedic\u00f2 il campo di volo a Taliedo la Caproni, che, congegnato un velivolo, ne basava la produzione sui test proprio di <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Pensuti-Speranza<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, e che avrebbe dovuto dare il benestare ad un nuovo prototipo in forza alla Regia aeronautica, fino al 1923. A parere degli osservatori anche internazionali, non sarebbe stato pi\u00f9 lo stesso il <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>know how<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> tecnologico-operativo della Caproni, inglobata nella omologa Isotta Fraschini all\u2019atto del riordino dell&#8217;industria di settore, condotto durante il fascismo dal ministro <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Italo Balbo<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, il trasvolatore da Roma a <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>New York<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> nel \u201932, che poi avrebbe dato assenso alla formazione di velivoli leggeri \u201cPensuti-Speranza\u201d, che sarebbero stati impiegati nella guerra d\u2019Abissinia. Per tornare al clima del primo dopo guerra, l\u2019agenda di celebrazioni nel capoluogo abruzzese non contempl\u00f2 il sacrificio di questo aviere, aquilano a tutti gli effetti, e questo oblio spiega la mancanza di onorificenze ufficiali alla sua memoria.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ad <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Aquila<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, alle figure senz\u2019altro fulgide di <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Francesco Rossi<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Andrea Bafile<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Pasquale De Rosa<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, furono confinate le suggestioni di massa, oltre la Seconda Guerra mondiale, intitolandosi dalla cittadinanza in sequenza: la caserma Alpini, il Liceo scientifico (n.b., doveva essere dedicato a Guglielmo Marconi, nel 1936), la sede del 13\u00b0 Reggimento Artiglieria. Pensuti-Speranza aveva dato la stura ad un discorso aviatorio in ambito aquilano, come dal brevetto, apparso nel 1916 sui fogli locali, di un velivolo a propulsione \u201cAquila\u201d in base al disegno dell\u2019ingegnere francese <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Eduard Borgo<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, da prodursi finanziato dal napoletano di stanza al 13\u2019\u2019artiglieria Occhetto, alla officina di Odoardo Frasca. Senza contare le velleit\u00e0 di una scuola di volo al plesso di avviamento militare alla Villa Comunale, raccordata al campo aviatorio di Piazza d\u2019Armi. La parabola di <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Pensuti-Speranza<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> pot\u00e9 essere richiamabile a livello municipale, se a capo della Caproni sedette l\u2019aquilano ed ex combattente <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Carlo Perrone<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, che con il proprietario della flottiglia lombarda, il dottor Gianni, vennero a dirigere il Centro nazionale di studi minerari, voluto ad <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Aquila<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> da <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Adelchi Serena<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> nel 1936, per fare del capoluogo abruzzese \u2013 sia detto per inciso &#8211; il t<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>hink tank<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> della politica autarchica. Nella concezione programmatica del Grande Comune nel 1927, che previde ridotti infrastrutturali, probabilmente, i due succitati esperti di settore, scartata la piana di Preturo-Coppito, suggerirono di un campo aereo a Pizzone di Bagno,<\/span><\/span><b> <\/b><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">inquadrabile alla IV zona militare di Bari, secondo l\u2019accordo progressivo fra <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Italo Balbo<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> ed <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Adelchi Serena<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> nel 1933-35.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nelle more di queste progettualit\u00e0, tanto che <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Carlo Perrone<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> sostenne un aeroporto a <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Rieti<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> concorrenziale a quello di <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Pescara<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, l\u00ec realizzato per le esigenze della Grande Guerra, si pens\u00f2 a rafforzare l\u2019atterraggio di fortuna a Piazza d\u2019Armi per la tratta commerciale Roma-Aquila-Pescara. La buona riuscita di questa installazione indusse l\u2019amministrazione podestarile ad un aeroporto dal profilo turistico, in base alle fibrillazioni della Esposizione Universale di Roma del 1942. Giocoforza, il discorso aviatorio nel capoluogo abruzzese, riprese allo scoppio della Seconda Guerra mondiale, ipotizzandosi per lo scalo di Bagno, hangar e velivoli di addestramento per gli allievi dell\u2019arma azzurra e poi occupanti tedeschi: tutto rest\u00f2 sulla carta e di queste piste, tuttavia, troppo esposte alle correnti di aria, poco o nulla si curarono gli stessi Alleati. Dopo il 1945, <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>L\u2019Aquila<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, in cerca di approcci ai grandi sistemi di comunicazione, sottese all\u2019aeroporto di <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Preturo<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, pi\u00f9 recentemente, in funzione della \u201cRegione dei Parchi\u201d, di supposte \u201cUniversit\u00e0 del Volo\u201d e per la Protezione Civile (intitolato all\u2019ing. <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Giuliana Tamburrano<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, perita il 6 aprile 2009), senza che ci fossero degli agganci ideali alla memoria di un personaggio, in grado di fungere da richiamo alla pi\u00f9 prestigiosa industria di settore ed in chiave di una generale identit\u00e0 cittadina, ovvero, ad un pilota di valore come <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Speranza-Pensuti<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, da ascrivere al grande contributo aquilano per la \u201cquarta guerra d\u2019Indipendenza\u201d. Se dal 1915 al\u201918 le sorti militari italiane molto debbono alla incidenza strategica, soprattutto dopo la rotta di Caporetto, della flottiglia area, quest&#8217;ultima, in valori di efficienza \u00e8 dipesa dall\u2019opera di collaudo dei velivoli svolta da <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Emilio Pensuti Speranza<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">A conclusione di questa modesta ricostruzione, mi sia concesso dire che del personaggio, nei testi di storia contemporanea locale, non si \u00e8 mai rinvenuta traccia (<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>absit iniuria verbis<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">!). Forse la causa del dimenticatoio \u00e8 da rinvenire in uno di quei meandri in cui si dipana la ricerca storica (che in quanto scientifica, per l\u2019appunto, non ha mai fine, come affermava il filosofo <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Karl Popper <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">nel 1976); o nella circostanza della sua nascita \u201cforestiera\u201d, cio\u00e8 perugina. Ma in questo caso varrebbe di aggiungere che il nostro eroe mantenne importanti legami con la citt\u00e0 d\u2019origine (dove vissero per diversi anni i suoi familiari diretti), a ribadire quanto riportato sopra, e, che, di converso, analoghi discorsi di esclusione storiografica potrebbero farsi per altre personalit\u00e0 non aquilane e che sono state invece reputate meritevoli, e, sia chiaro giustissimamente, di massima considerazione civica: la medesima che dovrebbe riconoscersi, minimante, a questa figura, con tutte le disquisizioni su di un\u2019epoca cruciale, ma a tutti gli effetti aquilana.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">*<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Storico<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; EMILIO PENSUTI SPERANZA: UN AVIERE AQUILANO ALLA GRANDE GUERRA di Enrico Cavalli * Fra le acquisizioni storiografiche recenti in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2,10],"tags":[],"class_list":["post-3747","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-informacion","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3747","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3747"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3747\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3747"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3747"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3747"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}