{"id":37634,"date":"2023-05-24T23:54:08","date_gmt":"2023-05-24T23:54:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=37634"},"modified":"2023-05-24T23:54:08","modified_gmt":"2023-05-24T23:54:08","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-2410","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=37634","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/ghjk-4.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-37542\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/ghjk-4.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"119\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/ghjk-4.jpg 244w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/ghjk-4-150x73.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Comunicato Stampa<\/strong><\/p>\n<p><strong>OPER(A)MARE<br \/>\n<em>cori da opere e canzoni napoletane di ambientazione marina<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Maria Agresta e il Coro del Teatro di San Carlo diretti da Jos\u00e9 Luis Basso<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Domani, mercoled\u00ec 24 maggio alle ore 19.00<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il Teatro di San Carlo presenta <strong>Oper(A)mare<\/strong>, speciale concerto in programma domani <strong>mercoled\u00ec 24 maggio alle ore 19<\/strong> al <strong>Lirico di Napoli<\/strong> con la partecipazione del celebre soprano <strong>Maria Agresta<\/strong> e del <strong>Coro del Massimo napoletano<\/strong> diretti da <strong>Jos\u00e9 Luis Basso<\/strong> e accompagnati al pianoforte da <strong>Vincenzo Caruso<\/strong>.<\/p>\n<p>In programma cori da opere e canzoni napoletane di ambientazione marina. Oper(A)mare \u00e8 un concerto che celebra l&#8217;importanza del mare nella storia e nell&#8217;identit\u00e0 di Napoli e del Teatro di San Carlo, situato nel cuore della citt\u00e0 e circondato dalla bellezza del Golfo.<\/p>\n<p>Saranno eseguiti brani dedicati al mare da opere come <em>I due Foscari<\/em> di Verdi, <em>Les contes d\u2019Hofmann<\/em> di Offenbach e pezzi vocali da camera di Rossini, alternati a melodie e canzoni popolari napoletane, come <em>\u00a0La Procidana<\/em>, \u00a0canto tradizionale dell\u2019isola di Procida nell\u2019 arrangiamento per coro e pianoforte di Vincenzo Caruso; <em>Marechiare<\/em>, di Francesco Paolo Tosti su testo di Salvatore di Giacomo nell\u2019elaborazione per coro e pianoforte di Giuseppe Polese; <em>\u2018O paese d\u2019o sole, <\/em>testo di Libero Bovio e musica di Vincenzo D\u2019Annibale; e ancora <em>Torna a Surriento<\/em>, musica di Ernesto De Curtis e testo di Gianbattista De Curtis; a brani come <em>Barcarola<\/em>, tratto da <em>I due Foscari<\/em> di Giuseppe Verdi, e <em>A Vucchella<\/em> musicata da Francesco Paolo Tosti su testo di Gabriele D\u2019Annunzio. Il programma era stato presentato come omaggio all\u2019isola di Procida Capitale Culturale Italiana.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Guida all\u2019ascolto<\/em><\/p>\n<p><em>A cura di Dinko Fabris<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>IL MARE NELL\u2019OPERA E NELLA CANZONE NAPOLETANA<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 1809 fu rappresentata al Teatro dei Fiorentini di Napoli, allora specializzato in farse e commedie musicali, il \u201cdramma per musica\u201d intitolato <em>La Procidana<\/em> il cui libretto era scritto dallo specialista Giuseppe Palomba con la musica di Giuseppe Latilla. Non si conosce nulla su questo compositore, probabilmente un discendente del compositore barese Gaetano Latilla, molto famoso ancora intorno al 1770, ma soprattutto non \u00e8 sopravvissuta la partitura di quest\u2019unica opera in musica dedicata all\u2019isola di Procida. Abbiamo invece il libretto stampato per l\u2019occasione, che presenta sette personaggi, di cui alcuni parlano in lingua napoletana, secondo un antico uso del Teatro dei Fiorentini. Angelica, \u201cdonzella procidana\u201d \u00e8 destinata in sposa a Don caspero Annettapuorto, pilota di navi e interprete di pi\u00f9 lingue, ma negato per entrambi i mestieri (questo ruolo era interpretato da carlo casaccia, esponente di un clan famigliare di cantanti buffi per quasi un secolo a Napoli). La ragazza \u00e8 per\u00f2 amata dal suo tutore, il Dottor Amfibio Scorticoni, un \u201cmedico sciocco\u201d, promesso sposo della sua governante Silvietta, mentre anche Don caspero ha un\u2019amante segreta, Isabella, che \u00e8 destinata in sposa ad un capitano di vascello, il capitan Gerundio. L\u2019ultimo personaggio, calibrasso, sembra anticipare l\u2019<em>Elisir d\u2019amore<\/em> donizettiano perch\u00e9 \u00e8 presentato come un \u201cciarlatano, che in Procida si finge barone\u201d), ed anche lui \u00e8 innamorato di Angelica. Davvero irresistibili sono le gags di Don caspero quando tenta di parlare le lingue straniere, esattamente come succede, in un\u2019epoca pi\u00f9 vicina, nelle indimenticabili scene di Tot\u00f2 e Peppino a Milano. Come nella migliore tradizione di commedia, tutto si risolve nel finale dove le coppie giuste si sposano: Angelica e il pilota, il dottore con la governante e Isabella col capitano di vascello, mentre il ciarlatano, scoperto, \u00e8 messo in prigione, e il coro finale canta<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ogni lingua, sempre in festa,<\/p>\n<p>per un giorno, e settimana,<\/p>\n<p>dell\u2019allegra Procidana<\/p>\n<p>il bel genio narrer\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il programma di questo concerto, nato come omaggio a Procida Capitale Culturale italiana del 2022, non poteva che essere ispirato dal mare e dall\u2019idea di popolo di marinai che da sempre caratterizza l\u2019isola, ancor pi\u00f9 delle altre splendide sorelle nel Golfo, ossia Ischia e Capri. Non per caso all\u2019isola \u00e8 rimasta legata una delle melodie tradizionali pi\u00f9 amate dal popolo napoletano, intitolata come l\u2019opera di Palomba e Latilla, <em>La Procidana<\/em>. La versione che ne aveva fatto mezzo secolo fa la Nuova Compagnia di Canto Popolare sotto la guida di Roberto De Simone, e poi resa immortale soprattutto nella versione della cantante nativa di Procida Concetta Barra col figlio Peppe, era attribuita ad un ipotetico secolo XVII, sulle parole:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oh quant&#8217;\u00e8 bella l&#8217;aria de lu mare,<br \/>\nnu&#8217; me ne dice core de partire.<br \/>\nCe sta &#8216;na figlia de &#8216;nu marenaro,<br \/>\ntanto ch&#8217;\u00e8 bella che me fa murire.<br \/>\n&#8216;Nu juorno me nce voglio arresecare,<br \/>\n&#8216;ncoppa &#8216;a la casa soia voglio saglire.<br \/>\nTanto la voglio astregnere e vasare,<br \/>\na&#8217;nz\u00ec che dice: \u201cAmmore, lassem&#8217;ire\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma non sono soltanto i canti popolari a esaltare \u201cl\u2019aria de lu mare\u201d. Innumerevoli sono le opere in musica, non solo italiane, che presentano situazioni marine, come si comprende leggendo il bel libro di Salvatore Mazzarella <em>Mare immenso ci separa<\/em> (Palermo, Sellerio, 2002) che analizza il rapporto tra il melodramma e il mare attraverso centinaia di libretti d\u2019opera. Per simboleggiare questo legame, vitale per un Teatro lirico di una capitale mediterranea come Napoli, il coro del San carlo presenta proprio all\u2019inizio di questo concerto la celebre \u201cbarcarola\u201d dall\u2019opera di Giuseppe Verdi <em>I due Foscari,<\/em> ambientato nella citt\u00e0 pi\u00f9 acquatica d\u2019Italia, Venezia, alla met\u00e0 del Quattrocento. Un\u2019altra <em>barcarolle<\/em> \u00e8 tratta pi\u00f9 avanti dalla spumeggiante opera di Charles Offenbach <em>Les contes d\u2019Hoffmann<\/em>, mentre del trionfatore dell\u2019opera di primo Ottocento Gioachino Rossini, che era stato per sette anni direttore del Teatro di San Carlo prima di trasferirsi in Francia, dopo il l\u2019evocativo brano corale <em>I Gondolieri <\/em>(dai tardi <em>Pech\u00e9es de viellesse<\/em>) viene eseguita <em>La danza, <\/em>una composizione cameristica\u00a0 tratta dalla raccolta <em>Les<\/em> <em>Soir\u00e9es musicales<\/em>(1830-35), una scatenata \u201ctarantella napoletana\u201d sulle parole del marchese Pepoli che hanno pi\u00f9 tardi ispirato la celebre canzone popolare \u201c<em>C\u2019\u00e8 la luna ,mezzo mare<\/em>\u201d:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gi\u00e0 la luna \u00e8 in mezzo al mare,<br \/>\nmamma mia, si salter\u00e0!<br \/>\nL\u2019ora \u00e8 bella per danzare,<br \/>\nchi \u00e8 in amor non mancher\u00e0.<\/p>\n<p>Presto in danza a tondo, a tondo,<br \/>\ndonne mie venite qua,<br \/>\nun garzon bello e giocondo<br \/>\na ciascuna toccher\u00e0,<br \/>\nfinch\u00e8 in ciel brilla una stella<br \/>\ne la luna splender\u00e0.<br \/>\nIl pi\u00f9 bel con la pi\u00f9 bella<br \/>\ntutta notte danzer\u00e0.<\/p>\n<p>Mamma mia, mamma mia,<br \/>\ngi\u00e0 la luna \u00e8 in mezzo al mare,<br \/>\nmamma mia, mamma mia,<br \/>\nmamma mia, si salter\u00e0.<\/p>\n<p>Salta, salta, gira, gira,<br \/>\nogni coppia a cerchio va,<br \/>\ngi\u00e0 s\u2019avanza, si ritira<br \/>\ne all\u2019assalto torner\u00e0.<br \/>\nGi\u00e0 s\u2019avanza, si ritira<br \/>\ne all\u2019assalto torner\u00e0!<\/p>\n<p>Serra, serra, colla bionda,<br \/>\ncolla bruna v\u00e0 qu\u00e0 e l\u00e0<br \/>\ncolla rossa v\u00e0 a seconda,<br \/>\ncolla smorta fermo sta.<br \/>\nViva il ballo a tondo a tondo,<br \/>\nsono un Re, sono un Pasci\u00e0,<br \/>\n\u00e8 il pi\u00f9 bel piacer del mondo<br \/>\nla pi\u00f9 cara volutt\u00e0.<\/p>\n<p>Mamma mia, mamma mia,<br \/>\ngi\u00e0 la luna \u00e8 in mezzo al mare,<br \/>\nmamma mia, mamma mia,<br \/>\nmamma mia, si salter\u00e0.<\/p>\n<p>Il maggior spazio in questa selezione, e non poteva essere diversamente, \u00e8 dedicato allo straordinario repertorio della canzone popolare, dagli anonimi pi\u00f9 antichi alle canzoni d\u2019autore che si sparsero in tutto il mondo, sempre attraverso la lente del mare: <em>\u201cA Marechiaro\u201d, \u201cMichelemm\u00e0\u201d, \u201c\u2018O paese d\u2019o sole\u201d <\/em>e tante altre, cui l\u2019esecuzione corale assegna un particolare afflato comunitario, l\u2019immagine di un\u2019intera societ\u00e0 unita dal canto. Questo avveniva con le sfrenate esecuzioni di tarantelle a mare, riprodotte in centinaia di quadri celebri a cominciare da quelli tardo settecenteschi di Peter Fabris. Ogni canzone napoletana ha la sua storia e non potremmo raccontare in poco spazio quelle di tutto questo intenso programma. Ne scegliamo due particolarmente suggestive, che ci riportano alla dimensione fiabesca del mare e hanno in comune la presenza del grande poeta e archivista napoletano Salvatore Di Giacomo. \u201c<em>Michelemm\u00e0<\/em>\u201d fu a lungo creduta una creazione originale del secolo XVII del pittore-poeta napoletano Salvator Rosa, e fu addirittura creato un falso spartito barocco con quel nome illustre, venduto al collezionista musicofilo inglese Charles Burney durante il suo viaggio a Napoli. Un secolo e mezzo dopo Di Giacomo ripresent\u00f2 l\u2019ipotesi della paternit\u00e0 di Salvator Rosa (che riteneva credibile per il riferimento nel testo ai \u201cturchi\u201d che in quell\u2019epoca terrorizzavano con le loro incursioni le popolazioni del golfo di Napoli), ma nel frattempo era stata pubblicata gi\u00e0 nel 1824 una versione di <em>Michelemm\u00e0 <\/em>\u201cCanzone di Pescatore composta da Guglielmo Cottrau\u201d, all\u2019interno di un\u2019ampia raccolta di \u201cCanzoni Napoletane\u201d intitolata <em>Passatempi musicali<\/em>, raccolte e arrangiate da Cottrau che ne era anche l\u2019editore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 nata &#8216;mmiez&#8217;\u00f4 mare<br \/>\nMichelemm\u00e0, Michelemm\u00e0<br \/>\nOje &#8216;na scarola<\/p>\n<p>Li turche se nce vanno<br \/>\nA reposare.<\/p>\n<p>Chi pe&#8217; la cimma e chi<br \/>\nMichelemm\u00e0, Michelemm\u00e0<br \/>\nPe&#8217; lo streppone.<\/p>\n<p>Biato a chi la vence<br \/>\nMichelemm\u00e0, Michelemm\u00e0<br \/>\nCo &#8216;sta figliola.<\/p>\n<p>&#8216;Sta figliola ch&#8217;\u00e8 figlia<br \/>\nMichelemm\u00e0, Michelemm\u00e0<br \/>\nOje de notaro<\/p>\n<p>E &#8216;mpietto porta &#8216;na<br \/>\nMichelemm\u00e0, Michelemm\u00e0<br \/>\nStella diana.<\/p>\n<p>Pe&#8217; f\u00e0 mor\u00ec ll&#8217;amante<br \/>\nMichelemm\u00e0, Michelemm\u00e0<br \/>\nA duje a duje<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Marechiaro<\/em> \u00e8 invece il nome di un borgo di pescatori in posizione strategica sul litorale napoletano, che \u00e8 diventato proverbiale proprio grazie alla canzone dallo stesso titolo, musicata dallo specialista di romanze da camera Francesco Paolo Tosti su un testo di Salvatore Di Giacomo. Questi avrebbe trovato l\u2019ispirazione per la sua lirica osservando una piccola \u201cfenestella\u201d con un garofano sul davanzale, ma solo con molta insistenza il compositore era poi riuscito a ottenere il testo dal poeta. Divenne una delle pi\u00f9 commoventi e conosciute canzoni d\u2019amore di tutti i tempi:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quanno sp\u00f3nta la luna a Marechiare,<br \/>\npure li pisce nce fanno a ll\u2019ammore\u2026<br \/>\nSe rev\u00f2tano ll\u2019onne de lu mare:<br \/>\npe\u2019 la pri\u00e9zza c\u00e1gnano culore\u2026<\/p>\n<p>A Marechiare ce sta na fenesta:<br \/>\nla passiona mia ce tuzzul\u00e9a\u2026<br \/>\nNu garofano addora \u2018int\u2019a na testa,<br \/>\npassa ll\u2019acqua pe\u2019 sotto e murmul\u00e9a\u2026<\/p>\n<p>Chi dice ca li stelle s\u00f3\u2019 lucente,<br \/>\nnun sape st\u2019uocchie ca tu tiene \u2018nfronte!<br \/>\nSti ddoje stelle li ssaccio i\u2019 sulamente:<br \/>\ndint\u2019a lu core ne tengo li pp\u00f3nte\u2026<\/p>\n<p>Sc\u00e9tate, Carul\u00ed\u2019, ca ll\u2019aria \u00e8 doce\u2026<br \/>\nquanno maje tantu tiempo aggi\u2019aspettato?!<br \/>\nP\u2019accumpagn\u00e1 li suone cu la voce,<br \/>\nstasera na chitarra aggio purtato\u2026<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>\/ Concerto<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>24 maggio 2023<\/p>\n<p><strong>OPER(A)MARE<\/strong><strong><br \/>\n<em>cori da opere e canzoni napoletane di ambientazione marina<\/em><\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<p>Direttore |\u00a0<strong>Jos\u00e9 Luis Basso<br \/>\n<\/strong>Soprano |<strong>\u00a0Maria Agresta<br \/>\n<\/strong>Pianoforte |<strong>\u00a0Vincenzo Caruso<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Programma<\/p>\n<p><em>Barcarola<br \/>\n<\/em>dall\u2019opera<em>\u00a0I due Foscari,\u00a0<\/em>musica di Giuseppe Verdi, testo di Francesco Maria Piave (1842)<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cAlla fiera di Mastr\u2019Andrea\u00bb<\/em><\/p>\n<p>canzone tradizionale, elaborazione di Gaetano Panariello<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u201c&#8217;A Vucchella\u201d<\/em><\/p>\n<p>canzone napoletana, musica di Francesco Paolo Tosti, testo di Gabriele D\u2019Annunzio, elaborazione per coro e pianoforte di Giuseppe Polese (1907)<\/p>\n<p>Soprano: Maria Agresta<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201cMarechiare\u201d<\/em><\/p>\n<p>canzone napoletana di Francesco Paolo Tosti, testo di Salvatore Di Giacomo, elaborazione per coro e pianoforte di Giuseppe Polese (1886)<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Entr&#8217;acte et Barcarolle<\/em><\/p>\n<p>dall\u2019opera<em>\u00a0Les contes d\u2019Hoffmann,\u00a0<\/em>musica di Jacques Offenbach, testo di Jules Barbier (1881)<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cLa Procidana\u201d<\/em><\/p>\n<p>canto tradizionale dell&#8217;isola di Procida, arrangiamento per coro e pianoforte di Vincenzo Caruso<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cMichelemm\u00e0\u201d<\/em><\/p>\n<p>canzone napoletana tradizionale, arrangiamento per coro e pianoforte di Vincenzo Caruso<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cCanto delle lavandaie del Vomero\u201d<\/em><\/p>\n<p>canzone napoletana tradizionale, arrangiamento per coro e pianoforte di Vincenzo Caruso<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>I Gondolieri \u201cQuartettino\u201d<\/em><\/p>\n<p>musica di Gioachino Rossini<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u201c&#8217;O paese d&#8217; &#8216;o sole\u201d<\/em><\/p>\n<p>musica di Vincenzo D\u2019Annibale, testo di Libero Bovio (1925)<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cTorna a Surriento\u201d<\/em><\/p>\n<p>musica di Ernesto De Curtis, testo di Gianbattista De Curtis, arrangiamento per coro e pianoforte di Vincenzo Caruso (1894)<\/p>\n<p>Soprano: Maria Agresta<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La Danza \u201ccanzoncina\u201d<\/em><\/p>\n<p>musica di Gioachino Rossini, testo di Carlo Pepoli, elaborazione per coro e pianoforte di Giuseppe Polese (1835)<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cMandulinata a Napule\u201d<\/em><\/p>\n<p>musica di Ernesto Tagliaferri, testo di Ernesto Murolo, arrangiamento per coro di Claudio Riffero (1921)<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u201c&#8217;O surdato \u2018nnammurato\u201d<\/em><\/p>\n<p>musica di Enrico Cannio, testo di Aniello Califano, arrangiamento per coro di Claudio Riffero (1915)<\/p>\n<p>Soprano: Maria Agresta<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201cI&#8217; te vurria vas\u00e0\u201d<\/em><\/p>\n<p>musica di Eduardo Di Capua, testo Vincenzo Russo, trascrizione per coro di Claudio Luongo (1900)<\/p>\n<p>Soprano: Maria Agresta<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Tarantella Napoletana, dall\u2019opera buffa Piedigrotta<\/em><\/p>\n<p>musica di Luigi Ricci, testo di Marco D\u2019Arienzo, arrangiamento per coro e pianoforte di Vincenzo Caruso (1852)<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u201c&#8217;O sole mio\u201d<\/em><\/p>\n<p>musica di Eduardo Di Capua e Alfredo Mazzucchi, testo di Giovanni Capurro, arrangiamento per coro e pianoforte Vincenzo Caruso (1898)<\/p>\n<p>Soprano: Maria Agresta<\/p>\n<p><em>\u201cFunicul\u00ec funicul\u00e0\u201d<\/em><\/p>\n<p>musica di Luigi Denza, testo di Giuseppe Turco, arrangiamento per coro di Claudio Riffero (1890)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><br \/>\nCoro del Teatro di San Carlo<\/strong><\/p>\n<p>Maestro del Coro |\u00a0<strong>Jos\u00e9 Luis Basso<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u202f<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Rossana Russo<\/strong>,<\/p>\n<p>Responsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa<\/p>\n<p><a href=\"mailto:r.russo@teatrosancarlo.it\">r.russo@teatrosancarlo.it<\/a><\/p>\n<p>cell 3357431980<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giulia Romito<\/strong>,<\/p>\n<p>Comunicazione e Stampa <a href=\"mailto:g.romito@teatrosancarlo.it\">g.romito@teatrosancarlo.it<\/a> 0817972301<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1I5A4556-Elisa-Rinaldi-credits.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-37635\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1I5A4556-Elisa-Rinaldi-credits-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"488\" height=\"732\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1I5A4556-Elisa-Rinaldi-credits-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1I5A4556-Elisa-Rinaldi-credits-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1I5A4556-Elisa-Rinaldi-credits-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1I5A4556-Elisa-Rinaldi-credits-100x150.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 488px) 100vw, 488px\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Jose-Luis-Basso-6097-copia.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-37636\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Jose-Luis-Basso-6097-copia-237x300.jpg\" alt=\"\" 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