{"id":3806,"date":"2018-05-05T10:30:54","date_gmt":"2018-05-05T10:30:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=3806"},"modified":"2018-05-05T10:30:54","modified_gmt":"2018-05-05T10:30:54","slug":"lunedi-7-maggio-lincontro-tra-una-famiglia-sulmonese-ed-i-parenti-di-un-ex-prigioniero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=3806","title":{"rendered":"LUNEDI 7 MAGGIO L\u2019INCONTRO TRA UNA FAMIGLIA SULMONESE ED I PARENTI DI UN EX-PRIGIONIERO"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-3806 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=3809'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Campo-78-Fonte-dAmore-di-Sulmona-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=3810'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Sulmona-campo78-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"center\">L\u2019INCONTRO TRA UNA FAMIGLIA SULMONESE<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"center\">ED I PARENTI DI UN EX-PRIGIONIERO<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Un altro caso, l\u2019ennesimo, viene ad aggiungersi alle centinaia che in questi anni hanno caratterizzato la storia degli ex prigionieri del Campo di concentramento di Fonte d\u2019Amore. Il numero 78. Un campo che rinserrava oltre tremila prigionieri alleati, durante la seconda guerra mondiale. E che dopo l\u20198 settembre 1943 vide migliaia di prigionieri in fuga, risalendo il Morrone o trovando ospitalit\u00e0 tra le famiglie sulmonesi e dei paesi vicini<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Molti i casi di familiari di ex prigionieri che tornano a Sulmona per ritrovare, conoscere e ringraziare quelle persone e famiglie che accolsero e aiutarono i loro cari.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Qualche anno fa <span style=\"color: #1d2129;\">tre figlie di Samuel Redden Webster, prigioniero fuggiasco dal Campo 78, sono arrivate dagli Stati Uniti a Sulmona per rintracciare quelli che aiutarono il loro padre.<br \/>\nDall\u2019elenco dell\u2019ASC (Allied Screening Commission) riportato nel libro \u201cIl Quarantatr\u00e8\u201d di\u00a0A. M. Scalzitti \u00e8 stata subito individuata la famiglia De Capite Mancini Teodoro a Pacentro (via Madonna di Loreto) che aveva accolto e ospitato Samuel.\u00a0 Luned\u00ec 13 ottobre 2014 alle ore 16, l\u2019incontro a Pacentro tra le sorelle Webster e i familiari di Teodoro. Lacrime di emozione e di gioia. Raffaele, figlio di Teodoro, ha raccontato e accompagnato le tre sorelle al campo dove lui, ragazzo quattordicenne, incontr\u00f2 la prima volta il loro pap\u00e0, portandolo poi a casa dove fu ospitato per una quarantina di giorni. Ai primi di novembre del 1943, insieme ad un gruppo di ex prigionieri, partiti dal fondovalle di Pacentro, Samuel affronta il sentiero della libert\u00e0 andando a raggiungere gli Alleati. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Un altro caso \u00e8 quello del nipote di <i>Umbert O&#8217; Perry<\/i>, arrivato da San Diego, negli Stati Uniti, che ritrov\u00f2 la storia di suo nonno nascosto per nove mesi presso la famiglia Del Monte, in via Pola. La testimonianza di Maria Vincenza Del Monte \u00e8 riportata nel libro \u201cE si divisero il pane che non c\u2019era\u201d.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Oggi l\u2019ennesimo caso. Quello di Maurice Bartholomew, classe 1915, soldato della Royal Tank Regiment. C<span style=\"color: #222222;\"><span lang=\"bs-BA\">atturato in Nord Africa il 2 aprile 1941 giunge come prigioniero al Campo 78 di Sulmona.\u00a0 Fugge nel settembre del 1943 e\u00a0 resta per un periodo di tempo a Sulmona nella cantina dell&#8217;abitazione della famiglia Petrilli Salvatore, in via Panfilo Serafini, come risulta dall&#8217;elenco dell&#8217;Allied Sctreening Commission, riportato nel \u00a0libro <\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span lang=\"bs-BA\"><i>Il Quarantatr\u00e8. L&#8217;invasione tedesca in Italia<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span lang=\"bs-BA\">. Nel 1974 Maurice Bartholomew ritorn\u00f2 a Sulmona con l&#8217;associazione\u00a0\u201fThe Sulmona Reunion\u201d\u00a0assieme ad altri ex prigionieri, un centinaio circa, per commemorare il ricordo della loro presenza nel campo 78. In quell&#8217;occasione Bartholomew e gli altri prigionieri incontrarono alcune famiglie presso le quali avevano trovato ospitalit\u00e0 in tempo di guerra. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span lang=\"bs-BA\">Luned\u00ec 7 maggio 2018 arriver\u00e0 a Sulmona Teresa Clowes-Bartholomew, nipote di Maurice Bartholomew, assieme al marito e ai suoi due figli, per incontrare Maria Petrilli, figlia di Salvatore. L&#8217;incontro avr\u00e0 luogo anche nel Campo 78 alle ore 10, per conoscere lo stile di vita che si viveva e per ricordare quel <\/span><span lang=\"bs-BA\"><i>the Sulmona&#8217;s spirit <\/i><\/span><span lang=\"bs-BA\">che li caratterizzava. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span lang=\"bs-BA\">Mario Salzano <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span lang=\"bs-BA\">Mario Setta <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #222222;\"><span lang=\"bs-BA\"><i>. <\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; L\u2019INCONTRO TRA UNA FAMIGLIA SULMONESE ED I PARENTI DI UN EX-PRIGIONIERO Un altro caso, l\u2019ennesimo, viene ad aggiungersi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2,10],"tags":[],"class_list":["post-3806","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-informacion","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3806","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3806"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3806\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3806"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3806"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3806"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}