{"id":38380,"date":"2023-06-11T01:02:12","date_gmt":"2023-06-11T01:02:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=38380"},"modified":"2023-06-11T01:02:12","modified_gmt":"2023-06-11T01:02:12","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-2459","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=38380","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ghjk-2.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-38381\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ghjk-2.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"119\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ghjk-2.jpg 244w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ghjk-2-150x73.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Comunicato Stampa<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Karel Mark Chichon col chitarrista Gallardo del Rey<\/strong><\/p>\n<p><strong>in concerto al Teatro di San Carlo sabato 10 giugno ore 19<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Prosegue la Stagione sinfonica del Teatro di San Carlo con un nuovo appuntamento in programma <strong>sabato 10 giugno alle ore 19<\/strong>.<\/p>\n<p>Per l\u2019occasione l\u2019<strong>Orchestra del Massimo napoletano <\/strong>sar\u00e0 diretta da <strong>Karel Mark Chichon. Solista nella prima parte sar\u00e0 il celebre virtuoso di chitarra spagnolo Jos\u00e9 Mar\u00eda Gallardo del Rey, per la prima volta al San Carlo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La locandina della serata prevede l\u2019esecuzione di <\/strong>Quattro<strong>\u00a0<em>Pasodobles\u00a0<\/em><\/strong>con arrangiamento di Karel Mark Chichon, del <strong>\u00a0<em>Concierto de Aranjuez<\/em> <\/strong>per chitarra e orchestra di<strong> Joaquin Rodrigo, <em>Pr\u00e9lude \u00e0 l\u02bcapr\u00e8s-midi d\u02bcun faun<\/em>e, L. 87<\/strong> di <strong>Claude Debussy<\/strong> e in chiusura <em><strong>L\u02bcuccello di fuoco<\/strong><\/em> di <strong>Igor Stravinskij <\/strong>(versione del 1919).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Classe 1971<strong> Karel Mark Chchon<\/strong> \u00e8 originario di Gibilterra e si \u00e8 formato alla Royal Academy of Music di Londra. \u00c8 stato nominato Direttore Principale e Direttore Artistico dell&#8217;Orquesta Filarm\u00f3nica de Gran Canaria e si esibisce regolarmente in sale da concerto come la Berlin Philharmonie, Musikverein Vienna, Konzerthaus Vienna, Concertgebouw Amsterdam, Royal Festival Hall London, Th\u00e9\u00e2tre des Champs-\u00c9lys\u00e9es Paris, Munich Philharmonie, Laeiszhalle Hamburg, Alter Oper Frankfurt, Great Hall of the Moscow Conservatory, Auditorio Nacional de Musica Madrid and Seoul Arts Center South Korea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sin <\/strong>dal suo debutto a Siviglia all&#8217;et\u00e0 di otto anni, <strong>Jose Maria<\/strong> <strong>Gallardo del Rey<\/strong> ha ottenuto il plauso di pubblico e critica sia come solista che come compositore. Da artista maturo con una profonda conoscenza di tutti gli aspetti della chitarra, arricchita anche dalla sua esperienza nel flamenco, \u00e8 diventato per direttori e musicisti un autorevole punto di riferimento per questo strumento musicale oltre che solista molto richiesto dalle orchestre di tutto il mondo. Ha collaborato con direttori come Sir Neville Marriner, Philippe Entremont, Rafael Fr\u00fcbeck de Burgos, Ros Marb\u00e1, Garcia Asensio, Josep Pons, Jos\u00e9 Ram\u00f3n Encinar, Leo Brouwer e Karel Mark Chich\u00f3n e con orchestre come la Royal Philharmonic Orchestra, l\u2019Orchestra RAI, Hong Kong Philharmonic, Ton Halle de Zurich, London Philharmonic Orchestra.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Guida all\u2019ascolto<\/em><\/p>\n<p><em>A cura di Ettore Scandolera<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>PARIGI CROCEVIA DI AUTORI DALLA SPAGNA ALLA RUSSIA<\/strong><\/p>\n<p>Sono presentate questa sera quattro composizioni nate tra fine Ottocento e i primi decenni del Novecento, quando Parigi era un vero crocevia per artisti e musicisti di tutto il mondo. In particolare, il ballo e le atmosfere iberiche furono di gran moda nella capitale francese, accanto alle proposte delle pi\u00f9 estreme avanguardie artistiche, rappresentate bene dal circolo intorno ai <em>Ballets Russes<\/em> di Diaghilev cui appartenne Igor Stravinskij. Offriremo un percorso di guida all\u2019ascolto di queste composizioni che possiamo considerare accomunate da questa ambientazione parigina.<\/p>\n<p><strong>Quattro <em>Pasodobles\u00a0 <\/em>(nell\u2019arrangiamento di Karel Mark Chichon)<\/strong><\/p>\n<p>Nel percorso storico della cultura di tradizione spagnola la danza ha rappresentato un elemento artistico di assoluto rilievo; dal <em>Flamenco<\/em> alla <em>Jota<\/em> sino al <em>Pasodoble<\/em> i cui primi esempi sono risalenti agli inizi del XX secolo. A differenza di quanto accaduto per le altre danze di tradizione, i ballerini costituiscono nel <em>Pasodoble<\/em> una costruzione avvenuta a posteriori rispetto alla musica che consisteva originariamente in un tappeto sonoro nato con lo scopo di accompagnare l\u2019entrata delle quadriglie all\u2019inizio della corrida con una musica potente, ritmica e coinvolgente. Furono i salotti parigini degli anni \u201920 del secolo scorso ad esportare nel resto d\u2019Europa questa danza ed a fare del <em>Pasodoble<\/em> uno dei balli da sala ancora oggi pi\u00f9 diffusi ed apprezzati in tutto il mondo mantenendo immutate quelle sfumature di passione, teatralit\u00e0 e incisivit\u00e0 ritmica che sin dalle sue origini l\u2019hanno contraddistinto. Nel 1904 Santiago Lope (1871-1906) compose <em>Gerona<\/em>, un\u2019opera dal carattere ritmico e melodicamente travolgente che preludi\u00f2 ad una importante commissione avvenuta l\u2019anno seguente consistente nello scrivere un <em>Pasodoble<\/em> in onore di un famoso torero per una corrida che si sarebbe svolta il 29 luglio di quello stesso anno in Plaza de Toros a Valencia. Lope compose per l\u2019occasione quattro <em>Pasodobles<\/em>, ognuno dei quali dedicati ai quattro toreros che presero parte a quella manifestazione. Tra le opere nate per l\u2019occasione spicca <em>Gallito<\/em>, scritto per Jos\u00e8 G\u00f3mez Ortega, storicamente considerato il torero pi\u00f9 famoso di sempre. Di carattere differente, profondamente nostalgico e con una splendida melodia articolata in chiave minore \u00e8 il <em>Pasodoble<\/em> <em>Suspiros de Espana<\/em> di Antonio \u00c1lvarez Alonso (1867-1903) in cui emergono i sospiri di una Spagna lontana, nostalgica e remota. A concludere il ciclo dei quattro presentati per il concerto odierno sar\u00e0 <em>El gato mont\u00e8s, <\/em>danza direttamente estrapolata dall\u2019opera in tre atti dall\u2019identico titolo di Manuel Pennella Moreno (1880-1939).<\/p>\n<p><strong>Il <em>Concierto de Aranjuez<\/em> di Joaquin Rodrigo <\/strong><\/p>\n<p>Il <em>Concierto de Aranjuez<\/em>\u00a0\u00e8 senza alcun dubbio il pi\u00f9 celebre Concerto per chitarra e orchestra ed una delle pagine pi\u00f9 conosciute della storia della musica del Novecento. Fu composto da Joaquin Rodrigo (1901-1999) a Parigi nel 1939, in un\u2019atmosfera sociale ancora tesa per le ultime vicissitudini della guerra civile spagnola e per l\u2019imminente scoppio della Seconda guerra mondiale ed eseguito per la prima volta l\u2019anno seguente a Barcellona il 9 novembre del 1940. L\u2019autore dedic\u00f2 questo lavoro a Regino Sainz de la Maza escludendo dal catalogo dei dedicatari, quasi inaspettatamente, il celebre interprete di Linares Andr\u00e8s Segovia che non esegu\u00ec mai questa opera; prefer\u00ec suonare la <em>Fantasia para un Gentilhombre<\/em> a lui espressamente dedicata dallo stesso compositore nel 1954. Il Concerto \u2013 scritto ispirandosi ai giardini del palazzo Reale di Aranjuez, residenza primaverile del Re Filippo II \u2013 \u00e8 suddiviso classicamente in tre tempi: <em>Allegro con spirito<\/em>, <em>Adagio<\/em>, <em>Allegro gentile<\/em>. Il primo movimento, di grande spessore virtuosistico, dopo un\u2019introduzione ricca di accordi in <em>rasgueados<\/em> affidata al solista, presenta un carattere vivace e ritmico, dal sapore fortemente ispanico, differente dalla profonda cantabilit\u00e0 che di l\u00ec a poco giunger\u00e0 nel secondo tempo, l\u2019<em>Adagio<\/em>, in cui vive una malinconia sublime, espressa dal tema principale con una semplicit\u00e0 mozartiana che riesce a colpire il cuore dell\u2019ascoltatore pi\u00f9 sensibile attraverso un dialogo tra solista ed orchestra che rende giustizia all\u2019 impeccabile strumentazione messa in atto da Rodrigo: \u00e8 alquanto raro riscontrare nel repertorio delle sei corde un Concerto che riesca ad equilibrare il timbro della chitarra con il peso di un\u2019intera orchestra. L\u2019ultimo tempo, l\u2019<em>Allegro<\/em> <em>gentile<\/em>, fu descritto dallo stesso autore come la traduzione in musica di un ballo cortigiano in cui i tempi ternari e binari si intrecciavano costantemente nell\u2019articolazione del movimento sino al raggiungimento della corona conclusiva.<\/p>\n<p><strong>Il <em>Pr\u00e9lude \u00e0 l\u2019apr\u00e8s-midi d\u2019un faune<\/em> di Claude Debussy (L.87) <\/strong><\/p>\n<p>A cavaliere tra il 1892 e il 1894 un Claude Debussy (1862-1918) appena trentenne compose il <em>Pr\u00e9lude \u00e0 l\u2019apr\u00e8s-midi d\u2019un faune,<\/em> concepito per ampio organico e ispirato dall\u2019<em>Apr\u00e8s-midi d\u2019un faune<\/em>, egloga del poeta simbolista St\u00e9phane Mallarm\u00e9, il cui obiettivo finale era racchiuso nella volont\u00e0 di accompagnare la lettura del testo con un brano musicale che riuscisse, non solo nelle intenzioni, ad anticipare il clima espressivo del componimento letterario. Alla prima esecuzione, avvenuta privatamente a casa Debussy nella primavera del 1893 dinanzi alla presenza del poeta Mallarm\u00e9, ne segu\u00ec una seconda, ufficiale, presso la Salle d\u2019Harcourt, il 22 dicembre 1894, con un pubblico che rimase fortemente entusiasta tanto da richiedere un bis in deroga ai regolamenti dell\u2019istituzione concertistica. Era l\u2019inizio di quel successo che in poco tempo avrebbe sparso nella Parigi di <em>fin de si\u00e8cle<\/em> la <em>debussyste<\/em> una sorta di morbo incurabile che portava la musica del compositore francese sulla bocca di tutti, nel bene e nel male. L\u2019arte da lui presentata aveva donato agli ascoltatori una novit\u00e0 assoluta, vale a dire una trascrizione musicale di quell\u2019estetica di parole tutte velate e nascoste, con cui Mallarm\u00e9 stava plasmando l\u2019identit\u00e0 della cultura francese di fine Ottocento oramai consapevole dell\u2019inesorabile fallimento del Positivismo: la ricerca scientifica, per quanto coronata da sfolgoranti successi non poteva certamente giungere ad illuminare gli interrogativi pi\u00f9 profondi dell\u2019uomo ed a dare un senso alla vita e alla morte.\u00a0 Con il <em>Pr\u00e9lude \u00e0 l\u2019apr\u00e8s-midi d\u2019un faune<\/em> Debussy coron\u00f2 una mediazione assoluta tra le istanze espressioniste respirate in ambito artistico e la sensibilit\u00e0 simbolista nata in campo letterario merito anche e soprattutto del suono, che sia singolo, isolato o raggruppato in grandi agglomerati, era divenuto ormai il punto focale della sua attenzione: un suono che dal silenzio nasce ed al silenzio ritorna. Un suono di cui deliberare con cura tutte le molteplici vibrazioni in un flusso temporale sgretolato e senza confini come la sua musica.<\/p>\n<p><strong><em>L\u2019uccello di fuoco<\/em><\/strong><strong> di Igor Stravinskij<\/strong><\/p>\n<p>La Parigi del primo Novecento, patria dell\u2019espressionismo e del simbolismo, rappresentava per i musicisti ed artisti emergenti un luogo di grande fermento culturale, ricco di nuove idee e stimoli, ideale per inaugurare una nuova carriera sotto i riflettori. Dopo aver studiato nella nativa Pietroburgo con Rimskij-Korsakov, Igor Stravinskij (1882-1971) raggiunse la capitale francese nel 1909 dando inizio a quel periodo della sua carriera definito a posteriori dalla critica come \u201crusso\u201d poich\u00e9 in esso l\u2019autore ripens\u00f2 in maniera profondamente personale la musica del folklore della sua nazione. A giustificare ulteriormente questa denominazione fu la sua stessa produzione di quegli anni destinata ai Balletti Russi che Diaghilev allestiva nel capoluogo francese. \u00c8 dall\u2019interno di questa produzione che nasce <em>l\u2019Uccello di Fuoco<\/em>, eseguito per la prima volta all\u2019Opera di Parigi il 25 giugno del 1910, che reca in s\u00e9 la sintesi di tutte le esperienze compositive degli anni precedenti dell\u2019autore, orientato ormai alla realizzazione di un nuovo stile russo nel tentativo di superare quell\u2019impressionismo musicale oramai considerato figlio di un remoto passato. Il linguaggio musicale di questa partitura (la seconda <em>suite<\/em> del 1919, la pi\u00f9 diffusa ed anche quella scelta per il concerto odierno), oltre a recare importanti ritocchi all\u2019orchestrazione, \u00e8 fortemente incentrato nella realizzazione di un mondo sonoro totalmente inedito, basato quasi sempre su scale modali, anche desunte dal folklore russo e non pi\u00f9 tonali, su una vivacit\u00e0 ritmica i cui accenti si dissociano nettamente dalla scansione metrica e dalle durate,\u00a0 costruito su una struttura a blocchi contrapposti che non lascia spazio all\u2019elaborazione tematica o ad uno sviluppo tradizionale. Ispirata ad una fiaba russa, la storia vede lo scontro tra due elementi antitetici: un mago immortale di nome Kasej, simbolo del male, e l\u2019Uccello di fuoco, in rappresentanza della forza assoluta del bene.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Teatro di San Carlo<\/strong><br \/>\nsabato 10 giugno 2023, ore 19:00<\/p>\n<p><strong>KAREL MARK CHICHON<\/strong><\/p>\n<p>Direttore | |\u00a0<strong>Karel Mark Chichon<br \/>\n<\/strong>Chitarra |\u00a0<strong>Jos\u00e9 Mar\u00eda Gallardo del Rey<\/strong><em>\u266d<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Programma<\/p>\n<p>Quattro\u00a0<em>Pasodobles\u00a0<\/em>con arrangiamento di Karel Mark Chichon:<br \/>\n<strong>Santiago Lope<\/strong>,\u00a0<em>Gallito<\/em><br \/>\n<strong>Antonio \u00c1lvarez<\/strong>,\u00a0<em>Suspiros de Espa\u00f1a<\/em><br \/>\n<strong>Santiago Lope<\/strong>,\u00a0<em>Gerona<\/em><br \/>\n<strong>Manuel Penella<\/strong>,\u00a0<em>El gato mont\u00e9s<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Joaqu\u00edn Rodrigo<\/strong><br \/>\n<em>Concierto de Aranjuez<\/em>\u00a0per chitarra e orchestra<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Claude Debussy<\/strong><br \/>\n<em>Pr\u00e9lude \u00e0 l\u02bcapr\u00e8s-midi d\u02bcun faun<\/em>e, L. 87<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Igor Stravinskij<\/strong><br \/>\n<em>L\u02bcuccello di fuoco<\/em>, seconda\u00a0<em>suite<\/em>\u00a0(versione del 1919)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u266d<\/em><em>\u00a0<\/em><em>debutto al Teatro San Carlo<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Orchestra del Teatro di San Carlo<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Con gentile preghiera di pubblicazione e\/o diffusione <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Rossana Russo<\/strong>,<\/p>\n<p>Responsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa<\/p>\n<p><a href=\"mailto:r.russo@teatrosancarlo.it\">r.russo@teatrosancarlo.it<\/a><\/p>\n<p>cell 3357431980<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giulia Romito<\/strong>,<\/p>\n<p>Comunicazione e Stampa <a href=\"mailto:g.romito@teatrosancarlo.it\">g.romito@teatrosancarlo.it<\/a> 0817972301<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/jose-maria-gallardo-del-rey-parque-4.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-38382\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/jose-maria-gallardo-del-rey-parque-4.jpg\" alt=\"\" width=\"5224\" height=\"3483\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/jose-maria-gallardo-del-rey-parque-4.jpg 5224w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/jose-maria-gallardo-del-rey-parque-4-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/jose-maria-gallardo-del-rey-parque-4-768x512.jpg 768w, 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