{"id":3857,"date":"2018-05-11T11:11:22","date_gmt":"2018-05-11T11:11:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=3857"},"modified":"2018-05-11T11:11:22","modified_gmt":"2018-05-11T11:11:22","slug":"aldo-moro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=3857","title":{"rendered":"Aldo Moro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Aldo-Moro.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3858\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Aldo-Moro.png\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"792\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Aldo-Moro.png 1280w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Aldo-Moro-300x186.png 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Aldo-Moro-768x475.png 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Aldo-Moro-1024x634.png 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Aldo-Moro-624x386.png 624w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>L\u2019AQUILA, RICORDANDO ALDO MORO<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Il 9 maggio 2018, a quaranta anni dalla morte del grande statista ucciso dalle Brigate Rosse<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\">di <b>Luigi Fiammata<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Si \u00e8 svolto il 9 maggio scorso a <b>L\u2019Aquila<\/b>, organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio, un Convegno commemorativo con le di <b>Paolo Mieli<\/b>, giornalista, dei professori universitari aquilani <b>Fabrizio Marinelli<\/b> e <b>Fabrizio Politi<\/b>, di <b>Claudio Martelli<\/b>, politico socialista di primissimo piano. Ha concluso il Convegno il prof. <b>Paolo Ridola<\/b>, preside della Facolt\u00e0 di Giurisprudenza della Universit\u00e0 \u201cLa Sapienza\u201d di Roma. Mi permetto di svolgere qualche riflessione, a margine di quel che ho ascoltato. E spero d\u2019essere perdonato, se sar\u00f2 lungo nel racconto, ma la materia lo richiede.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il Convegno \u00e8 stato introdotto da <b>Paolo Mieli<\/b>. Il suo \u00e8 stato un intervento molto diretto, mirato a fissare alcuni punti fermi, a suo parere. In primo luogo egli ha tenuto a dire che la vicenda di <b>Aldo Moro<\/b> \u00e8 stata oggetto di cinque processi, spintisi ciascuno al grado della Cassazione, e di quattro Commissioni Parlamentari d\u2019Inchiesta. La sua opinione, nonostante le risultanze della Commissione d\u2019Inchiesta parlamentare chiusasi con la scorsa legislatura che pongono numerosi interrogativi aperti, \u00e8 che la verit\u00e0 sul \u201ccaso Moro\u201d si conosca tutta. E che non ci siano oscure trame che non si siano volute scoprire. La verit\u00e0, sostiene <b>Paolo Mieli<\/b>, \u00e8 che chi ha rapito e ucciso Moro, aveva una matrice comunista e nasceva dentro le idee del \u201968. L\u2019Italia, secondo Mieli, nel corso del sequestro Moro, si divise tra \u201cfronte della fermezza\u201d, che negava ogni rapporto possibile con le Brigate Rosse, e un fronte della \u201ctrattativa\u201d, il quale sosteneva possibile che un gesto di clemenza verso una brigatista detenuta senza fatti di sangue a suo carico, malata e incinta, avrebbe consentito la liberazione di Aldo Moro.<\/p>\n<p align=\"justify\">Chi Moro pi\u00f9 aveva contribuito a far avvicinare, il Partito Comunista Italiano e la Democrazia Cristiana, furono coloro, sostiene Mieli, che pi\u00f9 furono inflessibili. E Mieli cita un passo dalle lettere di <b>Aldo Moro<\/b> dalla sua prigionia: \u201cricevo come premio dai comunisti, una condanna a morte\u201d. Sostiene Mieli, sia falsa la ricostruzione storica, secondo la quale Aldo Moro venne rapito ed ucciso per la sua volont\u00e0 di unione tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista; e, tranne coloro che sostennero la possibilit\u00e0 di una trattativa (Socialisti, Radicali, Lotta Continua), in realt\u00e0, tutti volevano la morte di Aldo Moro, poich\u00e9, come sosteneva lo scrittore <b>Enzo Forcella<\/b>, \u201csarebbe stato pi\u00f9 semplice occuparsi di Moro da morto, che non da sopravvissuto al rapimento e alla prigionia\u201d. Un\u2019intera classe politica si era perduta allora, ritiene <b>Paolo Mieli<\/b>; i capi politici della DC, del PCI, del PRI, non furono capaci di far politica, rendendo scoperta una debolezza di sistema, simile a quella odierna.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il contributo dei professori <b>Marinelli<\/b> e <b>Politi<\/b> si sono centrati sulla figura umana di <b>Aldo Moro<\/b>, sulla sua formazione politica, tesa alla realizzazione di equilibri politici sempre pi\u00f9 avanzati; sulla sua considerazione della centralit\u00e0 del Parlamento, nell\u2019ordinamento dello Stato, quale luogo della rappresentanza politica, e quindi del dialogo tra ispirazioni politiche diverse. Sugli interventi di Aldo Moro, nella fase della Costituente, per una Scuola Pubblica al servizio di tutti. Sulla sua costante preoccupazione contro ogni forma di autoritarismo, per questo congiunta ad una azione continua affinch\u00e9 masse sempre maggiori di persone fossero integrate nello Stato, sfuggendo alle seduzioni autoritarie; sulla sua centratura sui valori della Persona, della sua libert\u00e0 e della responsabilit\u00e0. Sulla sua tensione ad aderire alla realt\u00e0, interpretando con intelligenza gli avvenimenti, e confrontandosi sempre con quanto emergeva nel Paese.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Claudio Martelli<\/b> ha esordito, nel suo intervento, dichiarandosi completamente d\u2019accordo con le tesi espresse da <b>Paolo Mieli<\/b>, distanziandosi da ogni ipotesi complottistica, anche relativamente alle stragi di mafia del \u201992-\u201993. Ci sono troppe verit\u00e0, sostiene Claudio Martelli. Dovrebbero essere noti gli esecutori materiali delle stragi, ma, mentre si ricercano presunti mandanti oscuri e presunte trattative Stato-mafia, in realt\u00e0, neanche gli esecutori sono noti, visto che la Magistratura si \u00e8 lasciata ingannare, in particolare nel caso dell\u2019assassinio del giudice Borsellino e della sua scorta, visto che per quella strage sono state condannate persone, autoaccusatesi, che invece non erano colpevoli. Forse, ritiene Martelli, non \u00e8 stato del tutto chiarito, nel caso Moro, quali furono le interferenze esterne all\u2019Italia, ed interne, sulla vicenda, capaci di inquinare o sabotare le indagini, in particolare da parte della Loggia massonica P2. Ma non debbono dimenticarsi le verit\u00e0 acclarate e, in particolare, come mai proprio nel caso di Aldo Moro si scelse di non effettuare alcuna trattativa, quando invece, soprattutto successivamente a quell\u2019episodio, si \u00e8 trattato sempre, anche con forze del terrorismo islamista, per semplici persone o giornalisti; per ogni ostaggio, compreso Ciro Cirillo, per il quale ci si rivolse addirittura alla camorra, perch\u00e9 ne mediasse con le Brigate Rosse, la liberazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Si disse, all\u2019epoca, che la trattativa era resa impossibile anche da vincoli di alleanza esterni all\u2019Italia; ma, secondo <b>Claudio Martelli<\/b>, questo \u00e8 solo indice di un comportamento costante della politica italiana, quando vuole scaricare le proprie responsabilit\u00e0. Come avviene con l\u2019Europa oggi, e non si comprende, per quali motivi i cittadini tedeschi dovrebbero accollarsi il Debito Pubblico italiano, cui invece dovrebbe essere nostra responsabilit\u00e0 far fronte. La volont\u00e0 a non trattare la liberazione dell\u2019ostaggio Moro, fu, per Claudio Martelli, l\u2019atto iniziale dell\u2019antipolitica oggi trionfante. Considerare la politica, contemporaneamente, come massima responsabile della situazione ed inetta a porvi rimedio, \u00e8 la premessa per avviare una nuova forma della politica, una forma autoritaria. Non pi\u00f9 capace di mescolare, \u00e9lites e popolo. Da quel momento storico, ricorda Martelli, tutta l\u2019area dell\u2019Autonomia Operaia e dei gruppuscoli extraparlamentari, venne assimilata al terrorismo. Non era Moro, ricostruisce Martelli, a volere il cosiddetto \u201cCompromesso Storico\u201d, con il PCI; era questa invece una strategia del solo <b>Enrico Berlinguer<\/b>. Era l\u2019inizio, allora, di una crisi di sistema. Che oggi dispiega pienamente i suoi effetti. E cui non pare esservi argine.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il professor <b>Ridola<\/b> ha concluso il Convegno puntando i riflettori sull\u2019apporto essenziale di <b>Aldo Moro<\/b> nella scrittura della <b>Costituzione<\/b> della Repubblica Italiana, in particolare sull\u2019articolazione generale del testo e sull\u2019Articolo 2. E sui costanti assilli, nel suo lavoro politico ed intellettuale: l\u2019insistenza sull\u2019uomo e sulla persona; sulla funzione sociale dello Stato, e addirittura, sulla funzione sociale dei Diritti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Immagino, ora, di poter esprimere, a margine del Convegno del 9 maggio scorso, sommessamente qualche mia considerazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">A quaranta anni di distanza dalla tragica fine della vicenda umana e politica di <b>Aldo Moro<\/b>, credo possa dirsi, con tutta franchezza, che essa resta totalmente aperta. Nella sua analisi storica. Nel giudizio politico su quella temperie. E, per certi versi, persino nel suo concreto svolgersi criminale, come adombra in modo assai inquietante, la Relazione conclusiva della Commissione d\u2019Inchiesta Parlamentare della scorsa Legislatura. D\u2019altra parte, anche <b>Ferdinando Sacco<\/b> e <b>Bartolomeo Vanzetti<\/b> sono stati processati, riconosciuti colpevoli e assassinati sulla sedia elettrica senza che con questo si possa dire che la verit\u00e0 processuale corrisponda con quella storica. La morte di Aldo Moro, pu\u00f2 essere letta in una chiave odierna, come hanno fatto <b>Martelli<\/b> e <b>Mieli<\/b>, per regolare vecchi conti politici del passato; tra socialisti e comunisti italiani, e tra PCI e aree extraparlamentari, spesso governate da giovani d\u2019estrazione borghese, per i quali il PCI era il primo nemico da abbattere. Non mi sento in grado, in questa sede, di affrontare una discussione sulla questione fondamentale della necessit\u00e0 di una Trattativa, per la liberazione dell\u2019ostaggio Aldo Moro, o sul rifiuto di essa, in nome della responsabilit\u00e0 a non fornire alcuna legittimazione politica alle Brigate Rosse, non avallando l\u2019idea che in Italia fosse in corso una Guerra Civile, in cui i contendenti avessero pari dignit\u00e0. Voglio limitarmi a guardare alcune delle conseguenze reali, di quegli accadimenti.<\/p>\n<p align=\"justify\">La vicenda di Aldo Moro spiega, secondo <b>Claudio Martelli<\/b> e <b>Paolo Mieli<\/b>, ma anche secondo <b>Rino Formica<\/b> che lo sostiene in un\u2019intervista a \u201cL\u2019Espresso\u201d, sia pure non nei termini ascoltati nel Convegno, il trionfo odierno di forze politiche populiste, la cui origine, \u00e8 tutta da ricercarsi nel rifiuto ad assumere una responsabilit\u00e0 politica, trattando per liberare l\u2019ostaggio, da parte del Partito Comunista Italiano, in modo particolare, nel cui grembo, erano pure germogliate le Brigate Rosse. La storia degli ultimi quaranta anni, diviene quindi la storia di un fallimento. Quello della ipotesi di condurre al governo del Paese le sue classi subordinate, tradite da gruppi dirigenti, prima incapaci di rispondere politicamente alla sfida lanciata dalle Brigate Rosse, e poi travolti dall\u2019emergere della semplificazione populista di fronte alla crisi globale, ai fenomeni migratori, alle nuove sfide del progresso tecnologico.<\/p>\n<p align=\"justify\">E\u2019 una lettura molto partigiana, quella proposta. E senza contraddittorio. Esattamente come accade nel pieno di una battaglia per l\u2019egemonia culturale. In cui chi si senta vincitore, dentro un percorso storico, riscrive i passaggi fondamentali che conducono all\u2019oggi, ad uso e consumo della propria visione del mondo. Perch\u00e9 producano nuovi e coerenti effetti. Aiutata la lettura, in questo caso, anche dall\u2019assordante mutismo di chi potrebbe produrre un\u2019altra visione dei fatti, anche alla luce della propria concreta esperienza storica ed ideale. Ma, nel campo occupato una volta dal Partito Comunista Italiano, e da autorevolissime figure intellettuali, oggi non vi \u00e8 pi\u00f9 nessuno. E non parlo tanto di ideologia o di schieramento. Quanto proprio di presenza politica, di ispirazione ideale e morale. Neppure su un piano culturale, salvo pochissime eccezioni, vi \u00e8 pi\u00f9 qualcuno che abbia la tempra per aprire seri dibattiti storici o sull\u2019attualit\u00e0, all\u2019altezza della sfida che taluni relatori del Convegno, nel deserto, hanno posto. Un po\u2019 perch\u00e9 quell\u2019esperienza storica non \u00e8 stata davvero in grado di rileggere se stessa, alla luce degli accadimenti dopo il 1989, e un po\u2019 perch\u00e9 chi si \u00e8 voluto autonominare erede di quelle esperienze, non ne aveva n\u00e9 lo spessore intellettuale e morale, e, col tempo, ne ha perduto anche ogni credibilit\u00e0 politica.<\/p>\n<p align=\"justify\">Io frequentavo la terza media, nel 1978. I ragazzini di tredici e quattordici anni, allora, parlavano abitualmente di politica. Ne avevano esperienza diretta, persino nella periferica <b>Lecce<\/b>, dove allora vivevo. Mi colp\u00ec moltissimo, il giorno dopo il rapimento di <b>Aldo Moro<\/b>, leggere, sul muro di un palazzo posto dinanzi all\u2019ingresso principale della mia scuola, una grande scritta realizzata con la vernice nera: \u201c<i><b>Moro: chi semina vento, raccoglie tempesta<\/b><\/i>\u201d. Era firmata \u201cFronte della Giovent\u00f9\u201d, l\u2019organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano, di chiara e non rinnegata ispirazione fascista, all\u2019epoca. <b>Lecce<\/b> esprimeva a quel tempo percentuali di voto per il MSI ben oltre il 10% e Almirante, Segretario del MSI, spesso figurava come Capolista nelle elezioni. Quella scritta, non era casuale. Mi colp\u00ec perch\u00e9, nella mia logica elementare, non riuscivo a comprendere come mai un\u2019organizzazione di Destra attaccasse un politico, oggetto di un atto criminale compiuto da estrema Sinistra. Avrebbe dovuto, sempre secondo la mia logica elementare, invece attaccare la Sinistra, per quel che stava accadendo. Non la vittima di quegli accadimenti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nel 1964, quando <b>Moro<\/b>, per la prima volta Presidente del Consiglio dei Ministri, per la prima volta nella storia della Repubblica italiana inizi\u00f2, esplicitamente, un percorso di coinvolgimento del Partito Socialista Italiano nel governo del Paese, il cosiddetto Centrosinistra, ambienti militari fascisti e reazionari, forse addirittura con il coinvolgimento del Presidente della Repubblica Segni, contrario a quell\u2019ipotesi politica, ordirono il cosiddetto \u201cPiano Solo\u201d, che prevedeva di instaurare un regime autoritario nel nostro Paese, partendo innanzitutto dal rapimento, e internamento, di una serie di personalit\u00e0 politiche, sindacali e della societ\u00e0 civile. E\u2019 lunga la storia dell\u2019avversione, anche criminale ed illegale, della Destra del nostro Paese all\u2019ingresso della Sinistra nelle stanze del Governo. Ed \u00e8 lungo il conto che la Destra voleva presentare ad Aldo Moro.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il rapimento di Moro, nei fatti se non anche nelle intenzioni, colpiva una politica. E questa politica era segnata dall\u2019ansia di tenere dentro i confini della democrazia le varie ispirazioni ideali del Paese, che avevano contribuito a scrivere la Costituzione della Repubblica. Quell\u2019ansia si legava all\u2019ansia del Segretario del Partito Comunista Italiano, che, all\u2019indomani del sanguinoso Golpe militare realizzato in <b>Cile<\/b> da Pinochet, nel 1973, apr\u00ec una profonda riflessione teorica sulla necessit\u00e0 del dialogo tra le principali correnti ideali della politica italiana, quella d\u2019ispirazione cattolica e quella d\u2019ispirazione comunista, convinto che quella fosse la strada per rendere compiuta la democrazia, in un Paese che non poteva, e forse non doveva, essere governato solo col 51% dei voti. Questioni teoriche, e politiche, di altissimo spessore, trascinate poi nella quotidianit\u00e0 della lotta politica e della banalizzazione esorcizzante, in vuote formulette di alleanze e conflitti elettorali, pi\u00f9 o meno possibili o impossibili. Perch\u00e9 quei politici, <b>Moro<\/b> e <b>Berlinguer<\/b>, forse senza essere capaci di esplicitarlo compiutamente, erano consapevoli della fragilit\u00e0 storica dello Stato italiano. E loro era l\u2019ansia di agire contro questa condizione. Non \u00e8 l\u2019Italia, ad essere fragile, la sua identit\u00e0 nazionale o culturale. Ma la sua costruzione statuale. Esposta. Allora, come oggi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non \u00e8 un caso, io credo, che ad essere uccisi, dalla criminalit\u00e0 organizzata, o dal terrorismo, siano stati, nel tempo, prevalentemente \u201cUomini di Stato\u201d. Uomini cio\u00e8 che hanno posto s\u00e9 stessi e la propria opera, a servizio della Costituzione e delle Leggi. Perch\u00e9 \u00e8 interesse di ben delineati poteri che lo Stato sia fragile, governato da uomini ricattabili. E io credo si possa dire, ad onore dei fatti, ma con grande dolore, che la violenza politica, in Italia, ha preso la mira benissimo, ed ha ottenuto i risultati che si prefiggeva. La morte di <b>Aldo Moro<\/b> ha cancellato definitivamente, dall\u2019agenda politica italiana, la possibilit\u00e0 che vi fosse una azione politica qualsivoglia capace di condurre il PCI, libero finalmente dalle proprie ambiguit\u00e0, dentro il possibile governo del Paese. Chi liquidi questa questione, esprimendo facili ed affrettati giudizi ex post, o riconfermando antichi livori, in realt\u00e0 elude una questione di fondo, questa s\u00ec, all\u2019origine delle soluzioni semplificatrici e pericolosamente autoritarie e populiste dell\u2019oggi. La questione cio\u00e8 se sia possibile, in Italia, che la politica svolga anche una funzione pedagogica, capace di educare alla Democrazia, al libero e consapevole e pacifico confronto e conflitto, tutti i cittadini, e non solo una parte di essi, lasciando magari indietro le aree pi\u00f9 emarginate e deboli. Conferendo, attraverso la partecipazione democratica, pari dignit\u00e0 alle diverse prospettive di governo. A tutte le prospettive, anche quelle che si propongono di rimettere in discussione storici equilibri di potere.<\/p>\n<p align=\"justify\">A me pare che gli interventi \u201cpolitici\u201d al Convegno, abbiano invece delineato, sia pure per cenni e rimandi, una prospettiva che derubrichi l\u2019esperienza politica di Moro, ma anche e soprattutto del PCI, ad un tentativo episodico, e sin dalla sua nascita fallimentare, di redimere le classi subalterne del Paese conducendole alla dignit\u00e0 del Governo. Tali classi subalterne, oggi affascinate dalla semplificazione offerta loro dalle piattaforme informatiche, su cui esprimere pareri superficiali ed insultanti su tutto, che veicolano i contenuti di una proposta politica populista, saranno inevitabilmente ricondotte a ragione, dalle Leggi bronzee del Mercato, che le obbligher\u00e0 a pagare il prezzo dei vecchi errori di chi ha allargato le possibilit\u00e0 materiali, migliorato le condizioni concrete, fatto balenare l\u2019aspirazione ad una vita ricca di possibilit\u00e0 e diritti. Certo, le contraddizioni del peculiare \u201cStato Sociale\u201d italiano sono enormi e andrebbero aggredite, in nome di una pi\u00f9 stringente idea di Eguaglianza e di Giustizia Sociale, oltre che di un fondamentale rigore nei bilanci. Ma quel che viene adombrata \u00e8 la caduta rovinosa e, finalmente, il governo di quelli che sapranno stare nel modo giusto dentro un mondo di capitali globalizzati ed essi s\u00ec, liberi.<\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> Infine. La morte di <b>Aldo Moro<\/b>, segna in realt\u00e0, a me pare, l\u2019inizio di un ulteriore processo cui non sono estranee responsabilit\u00e0 individuali e politiche pesantissime. Anche di quella politica che si richiama, e si richiamava, ad ideali di Sinistra. Segna l\u2019inizio della fine della partecipazione dei cittadini alla vita politica del Paese, attraverso i corpi intermedi della Societ\u00e0, Partiti e Sindacati in primo luogo. Cui non si riconosce pi\u00f9 un ruolo di promozione individuale e collettiva. Si tratta di un processo che si dispiegher\u00e0 innanzi tutto, a partire dal forsennato attacco del neoliberismo globale alla mediazione sociale: l\u2019uomo, e la donna, devono essere soli dinanzi al Mercato. E che, in Italia, conoscer\u00e0 gli accenti durissimi di una folle idea giustizialista che accomuna nella esecrazione morale il semplice iscritto ad un Partito ad un suo dirigente, magari corrotto o colluso, fino a cancellare l\u2019idea stessa della forma-Partito dal diritto di cittadinanza politico. Quella idea di Partito che i Costituenti, tra cui Aldo Moro, avevano posto invece alla base della possibilit\u00e0 di emancipazione delle classi subalterne del Paese, attraverso la partecipazione alla vita democratica.<\/p>\n<p align=\"justify\">Quanto al Sindacato, la compagine che si appresta a guidare il Paese si incaricher\u00e0 di delinearne l\u2019espulsione finale e definitiva dall\u2019orizzonte degli italiani. Dopo i colpi pesantissimi ricevuti dai precedenti governi d\u2019ogni colore politico. Del resto, \u00e8 da sempre \u201cvox populi\u201d che la colpa sia sempre e tutta del Sindacato, che stavolta non trover\u00e0 nessuno a difenderlo. Mi fanno rabbia, quei dirigenti sindacali (minuscolo), che pensano si possa ancora discutere che ancora vi siano spazi politici, che ancora si affannano in congressi totalmente autoreferenziali, avendo purgato da s\u00e9 ogni contraddizione della realt\u00e0, ignorando il dolore vero della precariet\u00e0 generalizzata, la periferizzazione coatta della vita nelle citt\u00e0. La solitudine delle persone, di fronte ad immense contraddizioni e problemi reali. Gli immensi potenziali conflitti, anche violenti, tra chi si sente sommerso e chi, erroneamente, pensa d\u2019essersi salvato.<\/p>\n<p align=\"justify\">Insomma, una volta archiviata la ricca esperienza storica, ed ideale, delle correnti di ispirazione cattolica e comunista italiana, nel nostro Paese, sar\u00e0 finalmente possibile rivedere la Costituzione della Repubblica Italiana in modo da sancire, anche formalmente, la preminenza del comando sulla Partecipazione. E sar\u00e0 finalmente possibile dare il potere che spetta loro, a quelli che da tempo sono i sacerdoti del Libero Mercato finanziario globalizzato. E le classi dirigenti italiane, quelle vere, quelle che governano la vita delle citt\u00e0 da sempre, potranno finalmente dire che \u201ctutto deve cambiare, perch\u00e9 tutto resti come prima\u201d. Ma davvero, per\u00f2.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019AQUILA, RICORDANDO ALDO MORO Il 9 maggio 2018, a quaranta anni dalla morte del grande statista ucciso dalle Brigate Rosse [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,10],"tags":[],"class_list":["post-3857","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3857","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3857"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3857\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3857"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3857"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3857"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}