{"id":38896,"date":"2023-06-14T19:48:45","date_gmt":"2023-06-14T19:48:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=38896"},"modified":"2023-06-14T19:48:45","modified_gmt":"2023-06-14T19:48:45","slug":"giorgio-albertazzi-un-centenario-da-ricordare-nella-storia-della-cultura-di-pierfranco-bruni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=38896","title":{"rendered":"Giorgio Albertazzi. Un centenario da ricordare nella storia della cultura di  Pierfranco Bruni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/download.jpeg-5.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-38897\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/download.jpeg-5.jpg\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"266\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/download.jpeg-5.jpg 190w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/download.jpeg-5-107x150.jpg 107w\" sizes=\"(max-width: 190px) 100vw, 190px\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"gE iv gt\">\n<table class=\"cf gJ\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr class=\"acZ xD\">\n<td colspan=\"3\">\n<table class=\"cf adz\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td class=\"ady\">\n<div id=\":5k\" class=\"ajy\" tabindex=\"0\" role=\"button\" aria-haspopup=\"true\" data-tooltip=\"Mostrar detalles\" aria-label=\"Mostrar detalles\"><img decoding=\"async\" class=\"ajz\" src=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/images\/cleardot.gif\" alt=\"\" \/><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div class=\"\">\n<div id=\":5j\" tabindex=\"-1\"><\/div>\n<div id=\":58\" class=\"ii gt\">\n<div id=\":57\" class=\"a3s aiL \">\n<div dir=\"auto\">\n<div dir=\"auto\">Giorgio Albertazzi. Un centenario da ricordare nella storia della cultura<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Pierfranco Bruni<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<p>Teatro e vita. Non solo un pirandelliano modello di affrontare l&#8217;esistente. Un assurdo tra Shakespeare e Ionesco nello scavo dei labirinti che hanno recitato la grecit\u00e0 profonda dentro la latinit\u00e0.<br dir=\"auto\" \/>Giorgio \u200bAlbertazzi. Un centenario da ricordare.\u00a0 Un maestro che trasform\u00f2 l\u2019ironia in bellezza. Quante condivisioni e quante passeggiate nelle notti di Roma tra discussioni, pensieri e libri.<br dir=\"auto\" \/>\u201cLa\u00a0 felicit\u00e0 \u00e8 vivere e io sono per la vita\u201d. Usava ripetere spesso Giorgio Albertazzi. Un pirandelliano amletico che sulle scene diventava uomo senza maschere perch\u00e9 il teatro non pu\u00f2 avere maschere. In teatro bisogna essere se stessi.<br dir=\"auto\" \/>Tra la Grecia e i vari Orienti che ha vissuto.Quando un attore e un uomo, un uomo e un attore, come Giorgio Albertazzi si assenta dalla vita terrena, la sua vacanza crea una voragine. La crea nella vita di chi lo ha conosciuto, gli \u00e8 stato amico, gli \u00e8 stato vicino in alcune parentesi di vita, ci sono state concordanze culturali e letterarie che hanno accomunato i nostri percorsi e i nostri interessi (penso alle \u201cMemorie di Adriano\u201d del quale discutemmo, decenni fa in un convegno: Grisi, Albertazzi ed io). <br dir=\"auto\" \/>L\u2019ultima volta che ci siamo incontrati \u00e8 stata alla registrazione di una trasmissione di Gigi Marzullo per Rai Uno. L\u2019incontro che si stabil\u00ec e che fu nodale avvenne anche a Taranto quando port\u00f2 sulla scena proprio \u201cMemorie di Adriano\u201d della Yourcenar in occasione dell\u2019unico originale Magna Grecia Festival, da me voluto, e lui apr\u00ec con il suo straordinario monologo con quella sua tonaca bianca.<br dir=\"auto\" \/>Era nato il 20 agosto del 1923 a Fiesole. Cento anni fa, appunto. Il suo bianco e nero nella prima stagione della televisione lo rese protagonista di storie e di letterature che restano incisi come arcani nella vita di generazioni. Lo aveva conosciuto anche mio padre (giovane della classe 1920, ma uniti da un uguale sentiero ideologico, passando da casa mia, in Calabria insieme a Grisi) e ne aveva una grande stima.<br dir=\"auto\" \/>Tutto il percorso mitico dal 1949 in poi \u00e8 stato nella sua storia teatrale ma anche nel suo vissuto. Il mito come senso tragico e la tragedia come un Cervantes che conosce il palcoscenico, ma sa molto bene cosa si pu\u00f2 nascondere dietro la ribalta e dietro ogni scena. Fu un uomo di teatro nella vita e nel teatro e non dimentic\u00f2 mai di essere un uomo vissuto, ma che sempre si meravigliava sino a raccontarci la letteratura contemporanea.<br dir=\"auto\" \/>Dal cinema alla televisione al teatro. Un personaggi che sapeva raccontare il destino e l\u2019avventura. Un istrione il cui inquieto scorrere della vita era il sorriso.<br dir=\"auto\" \/>\u201cIl sorriso \u00e8 il saper cogliere anche il dolore\u201d, mi disse parlando della morte di Francesco Grisi nel 1999.<br dir=\"auto\" \/>Amici noi tre in quelle passeggiate notturne di una Roma sfavillante di colori in tramonto. Non smetteva di viversi e di regalarci la sua ironia.\u00a0 Da uno degli ultimi film risalente al 2011 \u201cC\u2019\u00e8 chi dice no\u201d a \u201cDelitto e castigo\u201d, il bianco e il nero,\u00a0 in televisione del 1954.<br dir=\"auto\" \/>Il fatto \u00e8 che parlare di Giorgio Albertazzi \u00e8 parlare di una letteratura che intreccia i destini con le allegorie. Il destino di Adriano \u00e8 il destino della solitudine e della gloria nei popoli e nell\u2019uomo. Dante, Petrarca, Leopardi, Neruda, Eliot, Eluard, Pasternak, San Francesco (I Fioretti) e Amleto letti, interpretati, recitati. E poi Garcia Lorca.<br dir=\"auto\" \/>L\u2019uomo Albertazzi \u00e8 l\u2019uomo di una coerenza letteraria e di una fede culturale attraverso la quale la cultura e la sua formazione sono rimaste nella sua tradizione. Nella sua coerenza ci sono anche i suoi libri. E c\u2019\u00e8 l\u2019amicizia con un filosofo come Manlio Sgalambro.<br dir=\"auto\" \/>A venti anni aderisce alla Repubblica di Sal\u00f2. Ricopre un incarico importante dal punto di vista militare. \u00c8 tenente nella 3^ Compagnia della famosa \u201cLegione Tagliamento\u201d che giungeva dalla scuola di Lucca. Nel 1945, con la sconfitta definitiva del fascismo repubblichino. al quale aveva aderito con forte convinzione, viene arrestato e accusato di essere stato il comandante di un plotone di esecuzione. Accusato di collaborazionismo. Resta in carcere\u00a0 fino al 1947 e liberato perch\u00e9 viene firmata e applicata la Amnistia Togliatti. Un uomo che non ha mai rinnegato e che ha visto nella sua giovinezza quella primavera che cercava anche mio padre. Un uomo dalla formazione forte e che non \u00e8 mai traslocato sui carri dei vincitori. Coerenza, nobilt\u00e0 di idee, dignit\u00e0, lealt\u00e0.<br dir=\"auto\" \/>Il pi\u00f9 grande attore che \u00e8 riuscito a portare, interamente, sulla scena quella letteratura che per molti \u00e8 solo lettura e per Giorgio \u00e8 stata vita. Ha sempre creduto in quella frase che spesso citava: \u201cCi sono pochi modi nella propria esistenza di sfiorare l\u2019eternit\u00e0, uno \u00e8 il sogno\u201d.<br dir=\"auto\" \/>Nel sogno ha creduto sino agli ultimi giorni. Nella fantasia e in quel sorriso che non era maschera ma profonda ironia. Quanti discorsi nelle vie di Roma.\u00a0 Resta molto problematica quella sua frase che fece discutere: \u201cAveva ragione Benito Mussolini quando diceva che gli italiani sono ingovernabili. Sono impossibili, perch\u00e9 sono individualisti, ma poi nemmeno tanto, perch\u00e9 hanno bisogno di un complice e , aggiungerei, anche di un padre. Sono fantasiosi, ma nello stesso tempo sono completamente indisciplinati\u201d. Si discusse a lungo, e la sua pazienza e le sue pause avevano delle verit\u00e0 mai taciute.<br dir=\"auto\" \/>Con molto coraggio aveva detto che una canzone di Vasco Rossi, in certi momenti della vita, vale quando una poesia di Leopardi. Un\u2019intelligenza che soltanto gli uomini liberi possiedono. Un grande maestro, un grande amico, un personaggio unico al di l\u00e0 dello specchio e delle maschere.<br dir=\"auto\" \/>Quando la letteratura recita la vita si fa destino. E quando la vita \u00e8 destino la letteratura scava non solo tra le parole.<br dir=\"auto\" \/>Io l\u2019ho vissuto, nelle passeggiate romane, negli studi televisivi della Rai, negli incontri con Francesco Grisi come un grande viaggio nella vita e nel racconto.<br dir=\"auto\" \/>\u201cNon dimenticare di raccontare sempre te stesso. Quando non ti trovi, fermati. Arriver\u00e0 la parola giusta che ti permetter\u00e0 di raccontarti\u201d, Giorgio mi telefon\u00f2 dopo la morte di mio padre. Io rilessi quel suo libro \u201cUn perdente di successo\u201d del 1988, che presentammo in quegli anni a Roma. Ma aveva gi\u00e0 pubblicato nel 1976: \u201cUomo e sottosuolo\u201d, un titolo in cui le metafore sono pieghe di vita. Nel 1973: \u201cPilato sempre\u201d e nel 1953: \u201cLa nave dei liberti\u201d.<br dir=\"auto\" \/>Dobbiamo sempre considerarci uomini e mai dei: mi disse parlandomi di Shakespeare. Il mio amico un grande maestro. \u00c8 morto il 28 maggio del 2016\u00a0 a Roccastrada,\u00a0 tra il vento de \u201cIl mercante di Venezia\u201d. Quanti fatti ci sarebbero da raccontare. Tutta una vita. Tutta una storia tra cinema e teatro. Una lunga discussione improntammo su un poeta e un intellettuale francese ucciso per collaborazionismo nel 1945: Robert Brasilach.<br dir=\"auto\" \/>Dopo aver letto e riletto alcuni suoi testi dopo l\u2019uscita del mio libro proprio su Brasillach (mi pare che fosse il 1988, a Caserta) disse una frase che rimase celebre:\u201cLa vecchiaia \u00e8 pi\u00f9 corporea della giovinezza, ti costringe a fare i conti con il tuo corpo, che reclama le sue esigenze. Quando sei giovane non ti accorgi di averlo, ti obbedisce. Ma poi arriva il momento che ti dice \u2018no, questo non lo puoi fare perch\u00e9 sei vecchio\u2019.\u201d. S\u00ec il nostro discorso era Brasillach, ma dentro questa frase c\u2019era il mistero della vita e del tempo. Quel mistero e quel concetto di tempo che recit\u00f2 con la Yourcenar. E l\u2019Adriano che incarnava l\u2019Occidente nella lezione dei Mediterranei. La poesia come la grande immagine che supera l\u2019immaginario.<br dir=\"auto\" \/>Ma anche l\u2019uomo di coraggio e coerente sino a dichiarare, con la sua corazza di maestro, in una intervista a chi gli chiedeva del massacro di Piazzale Loreto, con Mussolini e Claretta Petacci appesi per i piedi: \u201cPiazzale Loreto fu solo macelleria messicana. Niente altro. Fu uno schifo, per chi l\u2019ha voluto e chi l\u2019ha portato a termine quel disegno. Ma non poteva essere evitato, non nel senso politico del termine, ma perch\u00e9 l\u2019uomo \u00e8 quella cosa l\u00ec. Il peggiore degli animali. E quello che accadde a piazzale Loreto mi ripugna, mi angoscia e mi fa rabbrividire ancora il ricordo. Peser\u00e0 come una macchia indelebile. E tutti gli altri piazzali Loreto che abbiamo dimenticato e che ci sono ancora oggi, in mondo apparente- mente lontani come la Siria, la Libia, l\u2019Iraq\u201d.<br dir=\"auto\" \/>L\u2019uomo, il maestro, la poesia. Tra i nostri incontri tra una discussione, uno spettacolo, un libro. Insieme discutemmo anche di Giuseppe Berto dove entrambi eravamo parti integranti di un comitato per ricordare il Berto di \u201cAnonimo veneziano\u201d. Il sentire del dubbio \u00e8 nel dubbio della verit\u00e0. Ma il Teatro ha una profonda venatura filosofica e questa \u00e8 data dal pensiero. Ogni viaggio scenico \u00e8 un immaginario in Albertazzi. Questo immaginario \u00e8 nel recita della forma e del pensiero e ci\u00f2 si vive nella poetica dell&#8217;essere dentro la quale il teatro di Albertazzi \u00e8 vissuto.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorgio Albertazzi. Un centenario da ricordare nella storia della cultura Pierfranco Bruni Teatro e vita. 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