{"id":39062,"date":"2023-06-20T01:09:47","date_gmt":"2023-06-20T01:09:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=39062"},"modified":"2023-06-20T01:09:47","modified_gmt":"2023-06-20T01:09:47","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-2484","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=39062","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ghjk-3.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-39041\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ghjk-3.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"119\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ghjk-3.jpg 244w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ghjk-3-150x73.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Comunicato Stampa<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tornano i concerti di Musica da Camera, <\/strong><\/p>\n<p><strong>in programma musiche di Mozart e Schumann<\/strong><\/p>\n<p><strong>Domenica 18 giugno ore 18<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I professori d\u2019Orchestra del Teatro di San Carlo tornano ad esibirsi per la stagione di Musica da Camera <strong>domenica 18 giugno alle ore 18<\/strong>.<\/p>\n<p>Protagonista la formazione composta da<strong> Erika Gyarfas\u00a0<\/strong>e<strong>\u00a0Flavia Salerno<\/strong> ai Violini, <strong>Giuseppe Navelli <\/strong>alla Viola, <strong>Lorenzo Ceriani <\/strong>al Violoncello e <strong>Alexandra Brucher<\/strong> al pianoforte.<\/p>\n<p>In scaletta il<em> Quartetto<\/em>\u00a0n. 1 in sol minore per pianoforte e archi, K 478 di <strong>Wolfgang Amadeus Mozart <\/strong>composto nel 1785, in cui il genio di Salisburgo, fondendo il quartetto d\u2019archi con lo strumento concertante, aveva creato qualcosa di nuovo, una sorta di concerto per pianoforte e archi in miniatura, che avrebbe poi aperto la strada ad un repertorio molto fortunato nel secolo successivo.<\/p>\n<p>A seguire il <em>Quintetto<\/em>\u00a0in mi bemolle maggiore per Archi e Pianoforte, op. 44 di <strong>Robert Schumann<\/strong>, scritto nel 1842 fu dedicato naturalmente alla moglie Clara, ma ebbe come primo esecutore al pianoforte, in una riunione privata del dicembre successivo, l\u2019amico Mendelssohn. Realizzato sotto l\u2019influenza dello studio dello stesso repertorio composto da Mozart e Beethoven, questo Quintetto divenne il primo capolavoro per questa formazione del romanticismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>GUIDA ALL\u2019ASCOLTO<\/strong><\/p>\n<p><strong>A cura di Dinko Fabris<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ultimo decennio di vita di Wolfgang Amadeus Mozart, trascorso a Vienna dal 1781, fu contrassegnato da illusioni ed entusiasmi per un successo che non arrivava, e da una febbrile attivit\u00e0 lavorativa in tutti i campi per compensare la cronica mancanza di danaro. I compositori avevano imparato a procurarsi entrate economiche utili pubblicando musica strumentale che veniva acquistata da dilettanti ansiosi di accedere alle novit\u00e0 del momento. Vi era naturalmente un livello diverso a seconda della fascia di pubblico che si voleva accontentare e qualche editore osava proporre musica anche difficile, confortato dalle vendite. Fu questa l\u2019origine del Quartetto K 478, commissionato dal celebre editore Hoffmeister di Vienna, che doveva essere il primo di tre composizioni di Mozart per l\u2019inusuale formazione che univa il pianoforte agli archi. Tuttavia dopo la pubblicazione del primo Quartetto nel 1785 l\u2019editore annull\u00f2 il suo impegno perch\u00e9 il brano risult\u00f2 troppo insolito e difficile per gli acquirenti consueti (il suo secondo e ultimo Quartetto con pianoforte, che intanto il compositore aveva gi\u00e0 terminato, fu pubblicato nel 1786 da un altro editore, Artaria). In effetti Mozart, fondendo il quartetto d\u2019archi con lo strumento concertante, aveva davvero creato qualcosa di nuovo, addirittura di \u201crivoluzionario\u201d secondo alcuni: una sorta di concerto per pianoforte e archi in miniatura, che avrebbe poi aperto la strada ad un repertorio molto fortunato nel secolo successivo, ma che risultava sicuramente troppo complesso per le normali formazioni di amatori per le loro esecuzioni domestiche. La tonalit\u00e0 scelta, non a caso, \u00e8 il Sol minore, usata da Mozart per composizioni che gli stavano particolarmente a cuore, mentre non esistono altre composizioni cameristiche con pianoforte in tonalit\u00e0 minore. Se guardiamo poi alla struttura dei singoli movimenti del Quartetto, scopriamo gi\u00e0 nel primo tempo, <em>Allegro<\/em>, un contrasto drammatico, quasi operistico, tra il primo e secondo tema: l\u2019accordo imperioso all\u2019unisono con cui si apre \u00e8 quasi un presagio del \u201cdestino\u201d beethoveniano e non a caso il secondo tema arriva tardi e in maniera irregolare e confusa, concludendosi poi con una lunga coda che riprende l\u2019inizio. L\u2019<em>Andante<\/em> successivo, in tempo ternario nella tonalit\u00e0 di Si bemolle, \u00e8 sognante e allo stesso tempo complesso nel dialogo tra l\u2019elegante disegno del pianoforte e la struttura accordale degli altri strumenti. Il terzo e ultimo tempo, un <em>Finale<\/em> in Sol maggiore, ha la struttura tipica del Rond\u00f2 brillante e solare, anche se contiene un passaggio in minore che riecheggia le atmosfere cupe e drammatiche del primo tempo. Bench\u00e9 il pianoforte si presenti come un solista in concerto, stupisce la raffinatezza e il gioco del dialogo con gli altre tre strumenti a corda, assolutamente paritario per difficolt\u00e0 e valore artistico.<\/p>\n<p>Quasi sessant\u2019anni pi\u00f9 tardi, agli inizi di ottobre 1842, Robert Schumann si avventur\u00f2 per la prima volta nella composizione di un quartetto con l\u2019aggiunta di un pianoforte, intitolandolo <em>Quintetto<\/em> e poche settimane pi\u00f9 tardi complet\u00f2 invece un vero <em>Quartetto con pianoforte<\/em>, la stessa formazione di Mozart che abbiamo appena descritta, che sarebbe diventata la sua op. 47. Il <em>Quintetto<\/em> op.44 era dedicato, naturalmente, a sua moglie Clara, ma ebbe come primo esecutore al pianoforte, in una riunione privata del dicembre successivo, l\u2019amico Mendelssohn. Quest\u2019opera si aggiungeva alla serie dei tre <em>Quartetti d\u2019archi op. 41<\/em> che aveva gi\u00e0 realizzato nello stesso anno, sotto l\u2019influenza dello studio dello stesso repertorio composto da Mozart e Beethoven, e divenne il primo capolavoro per questa formazione del romanticismo. Non a caso un anno dopo la sua composizione, durante una esecuzione per amici in casa del padre di Clara, Wagner che era presente volle scrivere a Schumann una lettera di elogi, sottolineando la comune visione dello scopo della musica: \u201cla bellezza\u201d. Tuttavia n\u00e9 Wagner e neppure Liszt capirono sul momento il <em>Finale<\/em>, considerandolo troppo contrappuntistico. Il <em>Quintetto<\/em> si compone di quattro movimenti, quasi tutti nella tonalit\u00e0 di impianto Mi bemolle maggiore (il secondo \u00e8 nella relativa Do minore), che costituiscono davvero un momento cardine della musica da camera ottocentesca. Si inizia con un <em>Allegro brillante<\/em> in tempo binario, con i classici due temi contrastanti, il primo scandito con accordi imperiosi e assertivi, il secondo meditativo e sognante, dove tra molte altre cose Schumann ha l\u2019occasione per citare la <em>Passione secondo Giovanni<\/em> di Bach da poco ascoltata a Lipsia. Il secondo tempo (<em>In modo di una marcia<\/em>) \u00e8 una vera \u201cmarcia funebre\u201d, come nella <em>Terza Sinfonia<\/em> di Beethoven, costruita come un Lied lento con ripresa del tema. Segue uno <em>Scherzo<\/em> \u201cmolto vivace\u201d, di solare dinamismo, che contiene ben due Trii (uno in Sol bemolle maggiore l\u2019altro in La bemolle minore), come lo stesso Schumann aveva voluto fare nelle sue prime sinfonie. Il quarto e ultimo tempo, <em>Finale<\/em>, ha l\u2019indicazione \u201cAllegro non troppo\u201d ed \u00e8 contraddistinto come si \u00e8 detto dalla sua possente e densa struttura contrappuntistica, che contraddice la forma consueta del Rond\u00f2 di sonata. La pluralit\u00e0 di idee tematiche e la straordinaria variet\u00e0 della modulazione costituiscono conferme della raggiunta maturit\u00e0 di Schumann come compositore tra i grandi del suo secolo. Basta considerare nella parte conclusiva l\u2019inserimento di ben due sezioni in fugato introdotte dal pianoforte, mentre la coda riecheggia il primo tema di apertura del <em>Quintetto<\/em>, coronando una struttura ciclica complessa e di grande efficacia, che consacra l\u2019op.47 tra i monumenti della musica da camera di tutti i tempi.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Musica da Camera<\/p>\n<p><strong>Teatro di San Carlo <\/strong><\/p>\n<p>domenica 18 giugno 2023, ore 18:00<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>MOZART\u00a0\/ SCHUMANN<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Violini |\u00a0<strong>Erika Gyarfas\u00a0<\/strong>\u266e\u266e,<strong>\u00a0Flavia Salerno<\/strong>\u266e\u266e<\/p>\n<p>Viola |\u00a0<strong>Giuseppe Navelli\u00a0<\/strong>\u266e\u266e<\/p>\n<p>Violoncello |\u00a0<strong>Lorenzo Ceriani\u00a0<\/strong>\u266e\u266e<\/p>\n<p>Pianoforte |\u00a0<strong>Alexandra Brucher<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>\u266e\u266e<\/em><em>\u00a0<\/em><em>Professori d<\/em><em>\u2019<\/em><em>Orchestra del Teatro di San Carlo<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Programma<\/p>\n<p><strong>Wolfgang Amadeus Mozart,\u00a0<\/strong><em>Quartetto<\/em>\u00a0n. 1 in sol minore per pianoforte e archi, K 478<\/p>\n<p><strong>Robert Schumann<\/strong>,\u00a0<em>Quintetto<\/em>\u00a0in Mi bemolle maggiore per Archi e Pianoforte, op. 44<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Con gentile preghiera di pubblicazione e\/o diffusione <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Rossana Russo<\/strong>,<\/p>\n<p>Responsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa<\/p>\n<p><a href=\"mailto:r.russo@teatrosancarlo.it\">r.russo@teatrosancarlo.it<\/a><\/p>\n<p>cell 3357431980<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giulia Romito<\/strong>,<\/p>\n<p>Comunicazione e Stampa<\/p>\n<p><a href=\"mailto:g.romito@teatrosancarlo.it\">g.romito@teatrosancarlo.it<\/a> 0817972301<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comunicato Stampa Tornano i concerti di Musica da Camera, in programma musiche di Mozart e Schumann Domenica 18 giugno ore [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-39062","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39062","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=39062"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39062\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=39062"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=39062"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=39062"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}