{"id":3929,"date":"2018-05-21T08:57:33","date_gmt":"2018-05-21T08:57:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=3929"},"modified":"2018-05-21T08:57:33","modified_gmt":"2018-05-21T08:57:33","slug":"la-metafisica-dei-terremoti-di-giuseppe-lalli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=3929","title":{"rendered":"LA METAFISICA DEI TERREMOTI &#8211; di Giuseppe Lalli"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Libro-di-Umberto-Dante.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3930\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Libro-di-Umberto-Dante.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"1531\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Libro-di-Umberto-Dante.jpg 1000w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Libro-di-Umberto-Dante-196x300.jpg 196w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Libro-di-Umberto-Dante-768x1176.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Libro-di-Umberto-Dante-669x1024.jpg 669w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Libro-di-Umberto-Dante-624x955.jpg 624w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/via-cascina.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3931\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/via-cascina.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"646\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/via-cascina.jpg 696w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/via-cascina-300x278.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/via-cascina-624x579.jpg 624w\" sizes=\"(max-width: 696px) 100vw, 696px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\"><b>LA METAFISICA DEI TERREMOTI<\/b><\/p>\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\"><b>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<wbr \/>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/b><b>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\" align=\"center\">di\u00a0<b>Giuseppe Lalli<\/b><\/p>\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\">\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\">\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\">L\u2019AQUILA &#8211; Nel panorama piuttosto affollato della letteratura fiorita nel dopo terremoto dell&#8217;Aquila del 6 aprile 2009, un piccolo libro, uscito qualche mese fa per i tipi della casa editrice Carabba, merita una particolare attenzione. S&#8217;intitola \u201c<i>Via Cascina 20\u201d\u00a0<\/i>e\u00a0porta la<i>\u00a0<\/i>firma di\u00a0<b>Umberto Dante<\/b>, gi\u00e0 docente di Storia Moderna e Contemporanea all&#8217;Universit\u00e0 dell&#8217;Aquila, romano di nascita, giunto nella maturit\u00e0, dopo un lungo peregrinare, nel capoluogo abruzzese, a cui si sente sinceramente legato. Accademico sviato nella letteratura, \u00e8 autore di molte opere storiografiche, l&#8217;ultima delle quali, \u201c<i>Le bandiere e i canti<\/i>\u201d, pubblicata non molto tempo fa, \u00e8 un&#8217;accurata ed affascinante ricerca di ampio respiro tra la politica, la letteratura e il costume dell&#8217;Italia moderna, in pagine dove assai spesso la vena poetica si fonde mirabilmente con il rigore storiografico. Il sisma lo ha colto nella sua abitazione aquilana, in quella via Casc\u00ecna 20 che d\u00e0 il titolo al libro.<\/p>\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\">\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\">Il piccolo scritto di Dante ha il pregio di essere un vero e proprio diario esistenziale. Vi si ravvisa, inoltre, un orizzonte metafisico che accompagna tutta la cronaca di quella drammatica notte del 6 aprile di nove anni fa, e che si impone all&#8217;attenzione del lettore come la chiave di lettura, se non unica, certo la pi\u00f9 profonda. Le tracce metafisiche di cui\u00a0<b>Umberto Dante<\/b>\u00a0dissemina le pagine del suo racconto quasi a voler fissare dei paletti lungo il cammino, appaiono a tratti come la riattivazione di un filo spezzato. Nel tempo racchiuso da poche ore si consumano destini e ricordi di una vita. Viene da pensare all&#8217;Ulisse di<b>Joyce<\/b>, se non addirittura all&#8217;Ulisse di\u00a0<b>Omero<\/b>;<b>\u00a0<\/b>ma in quest&#8217;ultima similitudine, a differenza dell&#8217;antico eroe greco, a guidare l&#8217;autore non \u00e8 tanto il desiderio di tornare alla patria (la sua Itaca, la casa, \u00e8 stata distrutta dal sisma), quanto il bisogno di dare un senso al quel suo notturno peregrinare.<\/p>\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\">\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\">Chi conosce bene il capoluogo abruzzese riconoscer\u00e0 subito l&#8217;itinerario descritto nelle poche pagine del racconto. Lo scenario del percorso \u00e8 tutto interno al vecchio centro storico dell&#8217;Aquila. Dalla sua casa in via Cascina, Dante si reca alla vicina Piazza Palazzo, sede storica del municipio, poi di nuovo casa, poi ancora a Piazza Palazzo&#8230;Piazza Duomo, chiesa delle Anime Sante&#8230;ma non riesce ad andare, stranamente, dove aveva deciso di recarsi fin dall&#8217;inizio, in quella \u201cCasa dello Studente\u201d di cui ha sentito parlare dalle persone che ha incontrato appena uscito di casa nei\u00a0\u00a0termini di una probabile tragedia, e che nomina esprimendo la speranza che gli studenti, quella sera di domenica delle Palme, non siano tornati. Percorre Corso Federico II, ma ad un certo punto, gi\u00e0 vicino alla meta, invece di proseguire per Via XX Settembre e raggiungere la vicina Casa dello Studente, si sposta a Piazza della Prefettura. Poi prosegue e si ferma a Piazzale Paoli, all&#8217;inizio di Via XX Settembre, scambiando per la Casa dello Studente un palazzo ridotto a un metro di altezza.<\/p>\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\">Viene alla mente quell&#8217;episodio dell&#8217;Orlando Furioso di\u00a0<b>Ludovico Ariosto<\/b>\u00a0in cui il\u00a0<b>mago Atlante<\/b>\u00a0intrappola nei castelli incantati\u00a0<b>Ruggiero<\/b>\u00a0ed altri paladini. Ritorna ancora a casa, confessando di non sapere nemmeno lui perch\u00e9. Torna allora lungo il Corso e apprende della morte di\u00a0<b>Lucilla<\/b>,<b>\u00a0<\/b>una donna<b>\u00a0<\/b>conosciuta a motivo del suo lavoro editoriale, e ammirata da Umberto soprattutto per la sua statura morale. Lucilla abitava vicino alla villa comunale, in una strada adiacente a Viale di Collemaggio, in uno di quei posti dove quella notte l&#8217;Angelo della Morte ha colpito pi\u00f9 duramente. E&#8217; da questo momento in poi che Umberto ha l&#8217;impressione di vedere il Male che agisce con una sua consapevolezza, il demiurgo<b>\u00a0<\/b>malvagio che si sceglie le sue vittime tra le persone buone. Gli pare di riconoscerlo anche in un cane che viene salvato insieme alla madre e alla nonna. Le persone che incontra non mancano di informarlo del numero dei morti che continua crescere. Poco dopo apprende la tragedia del suo amico giornalista\u00a0<b>Giustino Parisse<\/b>.<\/p>\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\">\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\">E torna qui il tema, questa volta prepotentemente, di un Mostro che abbia scelto con cura le sue vittime, cio\u00e8 tra le persone migliori che egli abbia conosciuto. La stessa Prefettura che ospita la Protezione Civile gli ricorda la Pequod, il vascello affondato da Moby Dick nel celebre romanzo di\u00a0<b>Herman Melville<\/b>. Come non scorgere, in questa cronaca notturna, insieme ad un diario esistenziale, un orizzonte metafisico, o comunque un&#8230; \u201cmeta\u201d&#8230;, un \u201coltre\u201d ?<\/p>\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\">\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\">Ci\u00f2 che a prima vista emerge prepotentemente dai pensieri confidati dall&#8217;autore \u00e8 un qualcosa che fa pensare all&#8217;antica dottrina gnostica, sia pure di una\u00a0<i>gnosi\u00a0<\/i>che non ha ancora identificato l&#8217;oggetto della sua conoscenza, ma che ha comunque a che fare con il destino dell&#8217;uomo. Ci sono, nel racconto, molti motivi di questa antica eresia cristiana che non si \u00e8 mai spenta. Questo mondo, che \u00e8 dominato dal male, secondo il pensiero gnostico non \u00e8 opera di Dio, ma di un demiurgo malvagio, un Dio del Male che appare<b>\u00a0<\/b>vincitore. Il Male tiene in scacco il Bene. Questo concetto\u00a0<b>Umberto Dante<\/b>\u00a0lo esprime chiaramente e ripetutamente: \u201cPerch\u00e9 proprio Lucilla? All&#8217;Aquila una persona pi\u00f9 buona non esiste&#8230;; perch\u00e9 Giustino Parisse?\u201d, alla cui casa, qualche tempo prima, dice di aver visto in scena &#8211; scrive con espressione densa di significato &#8211; \u201cla bellezza della bont\u00e0\u201d &#8230; Tuttavia gli viene di pensare che se il Male esiste e ne facciamo in continuazione esperienza, deve esistere pure un modo di pensare e di agire che va nella direzione opposta a quella del Male.<\/p>\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\">\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\">Nelle prime pagine, riferendosi ad un incontro con il Presidente della Regione Abruzzo, si lascia persino scappare, tra l&#8217;ironia e la confessione intima, la seguente frase: \u201cSe sentissi Dio lo pregherei anche pi\u00f9 intensamente di quanto lo prega D&#8217;Alfonso, rischiando anch&#8217;io di farmi male al gomito per via della postura\u201d. Altra idea ricorrente presso gli gnostici \u00e8 quella di essere stati gettati nel mondo, idea che sar\u00e0 ripresa da quel moderno gnostico che \u00e8 stato\u00a0<b>Jean Paul Sartre<\/b>, che ha parlato addirittura di \u201coscenit\u00e0 di essere proiettati nella scena del mondo\u201d. Sono, in fondo, le stesse domande che quella notte si fa l&#8217; \u201cIo\u201d spaesato dell&#8217;autore del racconto.<\/p>\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\">\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\">Volendo per\u00f2 entrare nel cuore del tema che Umberto Dante pone, non si pu\u00f2 non ravvisare nel libro ci\u00f2 che l&#8217;autore forse non osa confessare a se stesso e che avr\u00e0 sfiorato la sua mente mentre accarezzava i ricordi di quella terribile nottata, e cio\u00e8 che la vera dicotomia che sottende quella di\u00a0<b>Bene-Male<\/b>, pi\u00f9 coerente con quell&#8217;orizzonte che intravede (quell \u201coltre\u201d, quel \u201cmeta\u201d) sia in realt\u00e0 la scelta di fronte a un bivio, la scelta, che pu\u00f2 assumere il valore di una scommessa, tra\u00a0<b>l&#8217;assurdo e il mistero,\u00a0<\/b>tra l&#8217;assurdo di un male senza senso, pi\u00f9 inaccettabile del male stesso, e il mistero di un senso che non vediamo ma che ci pare a volte di intuire.<\/p>\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\">\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\">Umberto Dante conclude il suo scritto riportando la pi\u00f9 filosofica delle poesie di\u00a0<b>Giacomo Leopardi<\/b>, che al poeta di Recanati fu suggerita dall&#8217;eruzione del Vesuvio, \u201c<i>La ginestra<\/i>\u201d; ma nel trascriverla si ferma al punto in cui l&#8217;autore ironizza sulle \u201c<i>magnifiche sorti e progressive<\/i>\u201d che s&#8217;infrangono sulla forza sterminatrice della natura. Subito dopo Leopardi se la prende con il \u201c<i>secol superbo e sciocco<\/i>\u201d, il romantico e ottimistico Ottocento, e invita a volgersi indietro, al secolo del razionalismo, il secolo in cui\u00a0<b>Voltaire<\/b>, di fronte al terribile terremoto di Lisbona, irride, giustamente, a\u00a0<b>Leibniz<\/b>\u00a0e alla sua teoria del migliore dei mondi possibili, ma non sa poi dar conto, con il suo razionalismo, della terribile realt\u00e0 del male. La filosofia esistenziale di Voltaire \u00e8 racchiusa nelle parole finali del<b>\u00a0<\/b>Candide &#8211;\u00a0<i>Coltiviamo il nostro orto, meglio dimenticare lavorando<\/i>\u00a0-, parole che suonano molto bene, non prive di un certo slancio lirico, ma dal contenuto filosofico assai modesto.<\/p>\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\">\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\">A me pare, in termini di pensiero, che il vero bivio filosofico della modernit\u00e0 \u00e8 tra\u00a0<b>David Hume<\/b>, con il suo scetticismo che non teme smentite ma che preclude la strada ad ogni risposta di senso e \u00e8 destinato ad avvolgere tutti i pensieri deboli di questa nostra et\u00e0, e\u00a0<b>Blaise<\/b>\u00a0<b>Pascal<\/b>, il filosofo della scommessa esistenziale, il pensatore che, optando per la trascendenza, tiene in piedi un orizzonte di ricerca e di speranza.<\/p>\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\">\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\">I terremoti come quello dell&#8217;Aquila, insieme all&#8217;esigenza di una ricostruzione fisica e del tessuto sociale, ripropongono forse come nessun altra sciagura collettiva, una forte domanda di senso. Ce lo ricorda assai bene\u00a0<b>Umberto Dante<\/b>\u00a0con questo suo libretto, \u201c<i>Via<\/i>\u00a0<i>Casc\u00ecna 20\u201d<\/i>, che mostra di concepire la ricerca metafisica come sfida permanente al solipsismo sempre incombente nelle nostre vite, oltre che come credibile alternativa alle utopie politiche e sociali, che forse in altra et\u00e0 egli stesso ha coltivato.<\/p>\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\">\n<p class=\"m_4758546495388100623gmail-Standard\">La metafisica, dunque, come sfida di libert\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; LA METAFISICA DEI TERREMOTI \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 di\u00a0Giuseppe Lalli L\u2019AQUILA &#8211; Nel panorama piuttosto affollato della letteratura fiorita nel dopo terremoto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-3929","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3929","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3929"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3929\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3929"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3929"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3929"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}