{"id":4063,"date":"2018-06-03T10:45:28","date_gmt":"2018-06-03T10:45:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=4063"},"modified":"2018-06-03T10:45:28","modified_gmt":"2018-06-03T10:45:28","slug":"un-anno-a-rovere-1943-1944","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=4063","title":{"rendered":"\u201cUN ANNO A ROVERE (1943 \u2013 1944)\u201d"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/copertina.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4064\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/copertina.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"731\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/copertina.jpg 500w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/copertina-205x300.jpg 205w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Rovere-LAquila.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4065\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Rovere-LAquila.jpg\" alt=\"\" width=\"884\" height=\"262\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Rovere-LAquila.jpg 884w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Rovere-LAquila-300x89.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Rovere-LAquila-768x228.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Rovere-LAquila-624x185.jpg 624w\" sizes=\"(max-width: 884px) 100vw, 884px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"center\">\u201cUN ANNO A ROVERE<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"center\">(1943 \u2013 1944)\u201d<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">\u00c8 il titolo del libro di ricordi della famiglia Camiz: Paolo (5 anni), Elena e Vito, i genitori. Rovere \u00e8 una frazione del comune di Rocca di Mezzo, provincia dell\u2019Aquila. L\u2019autore principale, Paolo, ha ora 80 anni, ex docente universitario di Fisica teorica, ha deciso di raccontare, attraverso i suoi temi di allora, i suoi disegni, le sue canzoni, i ricordi dei genitori, quel periodo della guerra trascorso in Abruzzo.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Un bambino di cinque anni che sapeva gi\u00e0 leggere e scrivere, alla scuola dei suoi genitori. Padre ingegnere, un po\u2019 anche poliglotta, madre intelligente e culturalmente apertissima. Un trio familiare cos\u00ec affiatato che affronta gravissime difficolt\u00e0, senza mai prostrarsi. Ebrei, ma con alto senso della propria dignit\u00e0 umana.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Il libro non vuole essere uno dei tanti che hanno speso fiumi d\u2019inchiostro per raccontare le vicende degli ebrei perseguitati e finiti nei campi di sterminio. Consapevoli della loro situazione familiare critica non si arrendono, ma si adattano a tutte le condizioni di disagio materiale e psicologico. Nella frazione di Rovere, dove arrivano subito dopo l\u20198 settembre, trovano accoglienza e amicizia sincera. Lui \u00e8 l\u2019ingegnere. Il personaggio pi\u00f9 qualificato del paese, capace di difendere i contadini perfino parlando con i tedeschi nella loro stessa lingua.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">La narrazione procede con innumerevoli inserti di temi scritti dal piccolo Paolo. Anche lui un genietto, capace di apprendere il dialetto e di scriverlo, di stabilire amicizie profonde e significative con tutti, coetanei e donne anziane. Ne esce la descrizione della piccola frazione nei suoi aspetti pi\u00f9 caratteristici, dal luogo con le case e le stalle alla gente semplice e gentile.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">La madre, Elena, afferma: \u201cLa mia teoria era che non bisognava far vedere che si aveva paura, che ci si doveva mostrare il pi\u00f9 disinvolti possibile e che, se si riusciva a stabilire un rapporto umano c\u2019era qualche speranza di farla franca\u201d.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Infatti, in un freddo e piovoso pomeriggio di novembre, un tedesco spalanca la porta ed entra. Elena lo accoglie chiedendogli se desidera un tazza di caff\u00e8. Ringrazia e chiede: \u201cMa lei conosce il tedesco?\u201d, dal momento che Elena aveva cercato di rispondere un po\u2019 in tedesco. Subito dopo entrano nella cucina anche il marito e il figlio. Vito, il marito, che conosce bene il tedesco parla a lungo con l\u2019ospite che dichiara di essere sergente, ma anche professore di filosofia e appassionato di musica.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Nasce quindi un rapporto intenso e amichevole, anche per il fatto che Vito conosce la musica e suona il violino. Uno strumento col quale pi\u00f9 volte Vito riesce a rallegrare i tedeschi e a renderseli amici.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Anche a Rovere, pur essendo una frazione sull\u2019altipiano delle Rocche, passano le truppe della Wermacht e i prigionieri di guerra alleati fuggiti dai campi di concentramento e si verificavano episodi di tedeschi che si spacciavano per prigionieri fuggiaschi, mentre ricercavano famiglie di italiani che li avevano accolti per distruggerne poi le abitazioni.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Passano cos\u00ec i nove mesi della guerra in Abruzzo, con la fame che si cercava di lenire dividendo il pane che non c\u2019era e con la forza d\u2019animo di non cedere mai allo scoraggiamento e all\u2019umiliazione. Nel mese di luglio del 1944, la famiglia Camiz ha la possibilit\u00e0 di tornare a Roma e di riprendere una nuova vita: non pi\u00f9 quella di tentare in tutti i modi di emigrare nelle nazioni europee o sudamericane per evitare di essere arrestati dai nazisti e spediti nei forni crematori, ma la vita di tutti gli uomini degni di questo nome.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">(Mario Setta)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u201cUN ANNO A ROVERE (1943 \u2013 1944)\u201d \u00c8 il titolo del libro di ricordi della famiglia Camiz: Paolo (5 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-4063","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4063","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4063"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4063\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4063"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4063"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4063"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}