{"id":41286,"date":"2023-07-28T21:09:58","date_gmt":"2023-07-28T21:09:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=41286"},"modified":"2023-07-28T21:09:58","modified_gmt":"2023-07-28T21:09:58","slug":"castrun-laurentum-un-castello-per-raccontare-un-paese-tra-storia-e-memoria-di-pierfranco-bruni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=41286","title":{"rendered":"Castrun Laurentum. Un castello per raccontare un paese tra storia e memoria di  Pierfranco Bruni"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-41286 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=41287'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG-20230728-WA0000-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=41288'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG-20230728-WA0001-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"adM\" dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Castrun Laurentum. Un castello per raccontare un paese tra storia e memoria<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Pierfranco Bruni<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><br dir=\"auto\" \/>Parto da un presupposto di riferimento. La storia si fa con i documenti e non perch\u00e9 mi \u00e8 stato tramandato oralmente, ma perch\u00e9 \u00e8 la scientificit\u00e0 che crea modelli di certezza storiografica. San Lorenzo era stato un centro con presenza greca e romana anche se il termine (o l\u2019etimologia del casale) di Castrum Laurentum ha una netta derivazione romana (\u201cantonina\u201d da Antonino Pio), il cui feudo intorno al 1200 assume il nome di Sancti Laurenti. Un territorio che ha subito non solo conflitti di natura bellica (a cominciare dalla temperie romana) ma \u00e8 stato anche afflitto da devastazioni telluriche). Il terremoto allontan\u00f2 le popolazioni dai territori che erano stati colpiti in modo grave.<\/p>\n<div dir=\"auto\"><br dir=\"auto\" \/>Infatti, tra il 1453 e il 1456 si verific\u00f2 una situazione di spopolamento non solo del paese in questione ma di quasi tutto il territorio. Ci furono ripetuti terremoti in tutta la Calabria proprio tra il 1446 e il 1456. Quelli pi\u00f9 disastrosi si verificarono il 1451, il 1453 e il 1456. Il casale di San Lorenzo venne completamente spopolato come altri casali viciniori. In tali circostanze, in relazione alla fuga degli Albanesi dallo loro terra oppressa e occupata dall\u2019invasore turco e dopo l\u2019immediata morte dell\u2019eroe Giorgio Castriota Skanderbeg [1], in questi territori trovarono ospitalit\u00e0 proprio i profughi albanesi, i quali vi crearono delle vere e proprie comunit\u00e0 portandovi il loro rito, la loro tradizione, la loro storia.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Furono i feudatari locali ad ospitare gli Albanesi. Il Regno di Napoli accolse tra il 1469 e il 1481 queste ondate migratorie che provenivano dalla vicina Albania. A San Lorenzo del Vallo si form\u00f2 uno dei nuclei pi\u00f9 consistenti. San Lorenzo, che conservava ancora nella sua tradizione dei luoghi e dei nomi comuni alla cultura greca, divenne una comunit\u00e0, a tutti gli effetti, albanese. Gli Albanesi vi si stanziarono intorno al 1479 ripopolando cos\u00ec il casale e rimasero a San Lorenzo sino al 1517. Dal 1517 in poi gli Albanesi cominciarono a dividersi distribuendosi nel contesto territoriale formando le comunit\u00e0 esistenti tuttora.<\/p>\n<div dir=\"auto\"><br dir=\"auto\" \/>Crearono il loro agglomerato abitativo nella zona Sud del casale e qui circoscrissero un\u2019area da adibire a cimitero. La zona interessata era intorno ai quattro punti di Via dei Greci, di Via Apollo, di Via Fischia e di Via Pipana. Le due ultime vie corrispondono, tra l\u2019altro, a due sorgenti d\u2019acqua. Quattro punti, lo si nota molto bene, che hanno una derivazione etimologica greca. D\u2019altronde il termine Fischia \u00e8 derivato dal greco Physca e richiama una citt\u00e0 della Macedonia mentre il termine Pipana viene dal verbo pepino che equivale, in greco, a \u201cfar cuocere\u201d.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>San Lorenzo fu uno di quei paesi ripopolato dagli Albanesi. Gli Albanesi, giunti in Italia o meglio nell\u2019allora Regno di Napoli non solo fondarono nuovi ceppi comunitari ma, (in molte occasioni dovute a situazioni di immigrazione \u2013 emigrazione e a circostanze storiche e geografiche) si trovarono nella situazione di ripopolare casali e centri che avevano rappresentato gi\u00e0 dei riferimenti territoriali nelle epoche precedenti. Il caso, appunto, di San Lorenzo del Vallo. Identit\u00e0 illiriche vivono sul tessuto non solo storico ma antropologico di San Lorenzo del Vallo.<br dir=\"auto\" \/>Un tessuto che ha assorbito diverse culture. Gli Albanesi si portarono dietro una profonda religiosit\u00e0. San Lorenzo in quel tempo era gi\u00e0 sede del Convento dei Frati Riformati e questo fu una garanzia anche culturale per gli Albanesi che credevano fortemente ai valori della Chiesa. \u00c8 proprio in quell\u2019area geografica (nei pressi dove sorgeva il Convento) che gli Albanesi si stanziarono. Indubbiamente, i feudi ecclesiastici rappresentavano per gli Albanesi un punto di riferimento.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>San Lorenzo con la presenza degli Albanesi ebbe il rito greco. E lo mantenne sino al 1610. Fino a questa data il rito greco veniva praticato per alcune famiglie albanesi in San Lorenzo e veniva celebrata una messa dal sacerdote Nicola Nemojanni che proveniva da Spezzano Albanese. Dopo la chiesa dedicata a San Nicola, San Lorenzo ebbe la Chiesa di S. Maria delle Grazie, sita nelle strette vicinanze del Castello, di rito latino dovuta alla venuta del Beato Umile. Comunque, il rito greco, in San Lorenzo, non ebbe ripercussioni e dopo il 1610 il discorso si chiuse.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Uno spaccato storico di notevole importanza sia sul piano di una geografia fisica sia nell\u2019articolato antropologico.<br dir=\"auto\" \/>Intorno a questi anni San Lorenzo raggiunse una popolazione complessiva di 2000 abitanti. I nuclei familiari ammantavano a 362. Mentre nel 1543 San Lorenzo, secondo il Regio Numeratore, era una delle comunit\u00e0 albanesi pi\u00f9 popolata nonostante l\u2019avanzata emigrazione. I nuclei familiari erano, comunque, passati a 71. Nel censimento del 1543 sono gi\u00e0 presenti le colonie albanesi distribuite nel territorio, manca per\u00f2 Spezzano Albanese, la quale avr\u00e0 i natali negli anni successivi.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>C\u2019\u00e8 da sottolineare che tra il 1479 e il 1521 (anno che segna la vera emigrazione degli Albanesi da San Lorenzo) venne eretta &#8211; non si hanno, comunque, notizie storiche certe \u2013 nel casale, una chiesa in nome di San Nicola. Un Santo che ha derivazioni che provengono dalla Penisola dei Balcani. In tale contesto nasce anche la nobilt\u00e0 dei Gaudinieri, (proveniente da Acri dove tuttora esiste il Palazzo Gaudinieri oltre che a Spezzano Albanese) e dei Guaglianone prima.<br dir=\"auto\" \/>Il 1521 \u00e8, dunque, l\u2019anno decisivo per il lento abbandono degli Albanesi dal casale di San Lorenzo. Ma la vera emigrazione (che fu un trasferimento) si ebbe intorno al 1564.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Cosa avvenne in realt\u00e0? Nel 1532 Carlo V, dopo la caduta feudale della famiglia Caraffa alla quale era intestato il feudo di San Lorenzo, offr\u00ec l\u2019investitura a Ferrante Alarcon della Valle Siciliana. Isabella, che era la figlia di Ferrante Alarcon, spos\u00f2 Pietro Gonzales de Mendoza. Il primo figlio, frutto di questo matrimonio, mor\u00ec prematuramente. Il secondogenito prese il nome , per salvare l\u2019investitura, dello scomparso, ovvero: Pietro Antonio Alarcon della Valle Mendoza con l\u2019aggiunta di Ferrante. Da qui il casato Alarcon della Valle Mendoza e la relativa aggiunta a San Lorenzo del termine della Valle e poi del Vallo. L\u2019Alarcon punt\u00f2 a popolare il suo feudo in Lucania imponendo agli Albanesi di San Lorenzo di trasferirsi a Palazzo San Gervasio.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Gli Albanesi, rimasti ancora a San Lorenzo, non accettarono questa impostazione. Infatti, non si allontanarono, disubbidendo cos\u00ec all\u2019ordine dell\u2019Alarcon. Si trasferirono, invece, nei pressi dell\u2019attuale Santuario della Madonna delle Grazie in Spezzano Albanese, allora territorio di Terranova da Sibari. Questa comunit\u00e0 albanese sorse, chiaramente, successivamente a queste vicende, ovvero dopo il 1564. Comunque, non tutti i nuclei familiari lasciarono San Lorenzo. Alcuni nuclei rimasero e costituirono la nobilt\u00e0 del paese.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Allontanati, gli Albanesi, nonostante la presenza di alcune famiglie i cui cognomi sono ancora presenti, San Lorenzo conobbe una fase difficile e nuovamente si popol\u00f2, tanto che nel 1571 contava appena 50 nuclei familiari e si cre\u00f2 una situazione di grande precariet\u00e0 che dur\u00f2 nel corso degli anni. Il rito, la tradizione e la lingua degli Albanesi furono completamente abbandonati ma resta nell\u2019immaginario di una popolazione e di una civilt\u00e0 il senso delle radici e di una matrice che non facilmente pu\u00f2 essere dimenticata.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><br dir=\"auto\" \/>San Lorenzo del Vallo fu un paese ripopolato dagli Albanesi e furono proprio gli Albanesi a dare al paese stesso una nuova anima e un nuovo assetto comunitario, in un contesto storico che segn\u00f2 tutta la realt\u00e0 geografica e culturale del Meridione.<br dir=\"auto\" \/>Questa anima albanese \u00e8 una testimonianza che resta come un tracciato indelebile nella coscienza di un paese e nella spiritualit\u00e0 di una popolazione.<br dir=\"auto\" \/>L\u2019eredit\u00e0 albanese che ebbe segni tangibili sino al XVII secolo \u00e8 un processo nel quale l\u2019intreccio tra identit\u00e0, storia, appartenenza e territorio costituisce una chiave di lettura fondamentale.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>San Lorenzo \u00e8 stata albanese: una di quelle comunit\u00e0 vitali, le cui impronte non sono solo un fatto etico ma anche profondamente culturale.<br dir=\"auto\" \/>Ed \u00e8 qui che il legame tra territorio e \u201cabitato\u201d ha una sua specularit\u00e0 storica, che ben sa guardare e ascoltare gli elementi di una antropologia del vissuto.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Castrun Laurentum. 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