{"id":41340,"date":"2023-07-30T01:11:31","date_gmt":"2023-07-30T01:11:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=41340"},"modified":"2023-07-30T01:11:31","modified_gmt":"2023-07-30T01:11:31","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-2619","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=41340","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/a3e520a2-f592-4b4c-bf01-ae00f7e88b72-2.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-41341\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/a3e520a2-f592-4b4c-bf01-ae00f7e88b72-2-300x79.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"79\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/a3e520a2-f592-4b4c-bf01-ae00f7e88b72-2-300x79.png 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/a3e520a2-f592-4b4c-bf01-ae00f7e88b72-2-150x39.png 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/a3e520a2-f592-4b4c-bf01-ae00f7e88b72-2.png 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Comunicato stampa, Palermo 28.7.2023<\/p>\n<p><strong>Presentata\u00a0 la nuova stagione di opere, balletti e concerti del Teatro Massimo di Palermo<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ad inaugurarla il 22 novembre <em>I Capuleti e i Montecchi <\/em>di Vincenzo Bellini\u00a0 con la direzione di Omer Meir Wellber e la regia di Idan Cohen<\/strong><\/p>\n<p><strong>Otto opere, tredici concerti e tre balletti ispirati a personaggi fiabeschi<\/strong><\/p>\n<p>Il presidente della Fondazione Teatro Massimo e sindaco di Palermo, <strong>Roberto Lagalla<\/strong>, e il sovrintendente e direttore artistico<strong> Marco Betta <\/strong>con il direttore musicale<strong> Omer Meir Wellber<\/strong> e il direttore del Corpo di ballo <strong>Jean-S\u00e9bastien Colau<\/strong>, hanno presentato il programma della stagione 2023-2024. La stagione di opere e balletti<strong> sar\u00e0 inaugurata il 22 novembre<\/strong>, quella di concerti gi\u00e0 il <strong>15 novembre<\/strong>.<\/p>\n<p>Una stagione all\u2019insegna di <strong>due grandi storie d\u2019amore e morte<\/strong>, <strong>strettamente legate l\u2019una all\u2019altra<\/strong>: <em>Romeo e Giulietta<\/em> e <em>Tristano e Isotta<\/em>. Due storie che affondano le radici nel Medioevo ma che sono ancora oggi attualissime; due vicende di conflitto tra le scelte degli individui e le pressioni della societ\u00e0 e che si concludono con la morte degli amanti; due compositori legati alla Sicilia e l\u2019uno all\u2019altro, perch\u00e9 <strong>Wagner<\/strong>, pur disprezzando l\u2019opera italiana, profess\u00f2 sempre grande ammirazione per l\u2019autore di <em>Norma<\/em>. Amore e morte che caratterizzano anche <strong><em>Turandot<\/em><\/strong> e <strong><em>Madama<\/em><\/strong><em> <strong>Butterfly<\/strong><\/em>, le due opere scelte per rendere omaggio a <strong>Giacomo<\/strong> <strong>Puccini<\/strong> nell\u2019anno del centenario della morte, e <strong><em>Rigoletto<\/em><\/strong> di <strong>Giuseppe Verdi<\/strong> che torna con la regia di John Turturro e un cast di grandissimi interpreti. Intorno a questi titoli, un variegato mosaico che spazia dall\u2019America alla Francia, con titoli poco noti che tornano a Palermo dopo mezzo secolo: \u00e8 il caso di <strong><em>Elisabetta regina d\u2019Inghilterra<\/em><\/strong><em>, <\/em>opera seria di <strong>Rossini<\/strong> di cui fu protagonista nel 1971 Leyla Gencer, pietra miliare della Rossini Renaissance, e de <strong><em>Les p\u00eacheurs de perles<\/em><\/strong> (assenti dal 1966), mentre non era mai stato eseguito <strong><em>Lady, be good <\/em><\/strong>di <strong>George Gershwin<\/strong>. Completano la stagione ben tre titoli di balletto, tutti ispirati a personaggi fiabeschi (<strong><em>Biancaneve<\/em><\/strong>, la <strong><em>Cenerentola<\/em><\/strong> di Prokofiev, un nuovo <strong><em>Peter Pan<\/em><\/strong>).<\/p>\n<p>Ad inaugurare il programma il <strong>22 novembre 2023 <\/strong>sar\u00e0 il nuovo e visionario allestimento de <strong><em>I Capuleti e i Montecchi<\/em><\/strong> di<strong> Vincenzo Bellini<\/strong>, diretto da<strong> Omer Meir Wellber <\/strong>con la regia del coreografo e regista israeliano <strong>Idan Cohen <\/strong>che impegner\u00e0 l\u2019<strong>Orchestra<\/strong>, il <strong>Coro <\/strong>e il <strong>Corpo di ballo <\/strong>del Teatro. \u00ab\u00c8 un connubio di musica e danza reso possibile dalla direzione musicale di Omer Meir Wellber\u201d, dice il regista. \u201cHo immaginato di ambientare l\u2019opera in un museo tassidermico distopico disegnato magistralmente dalle scene di <strong>Riccardo Massironi <\/strong>e dai costumi di <strong>Edoardo Russo<\/strong>. Durante lo svolgimento dell\u2019opera il museo, con le sue teche e le sue immagini riflesse, subisce un&#8217;affascinante trasformazione. La sabbia che scorre nelle grandi clessidre che occupano la scena infrange il vetro e invade il palcoscenico. Quanto accade serve non solo a offrire una metafora del modo in cui interagiamo con la natura e la cultura, ma anche ad analizzare la manipolazione dei giovani amanti in una societ\u00e0 che idealizza e feticizza la giovinezza, e in particolare il corpo delle donne\u201d. La coppia dei protagonisti, Romeo e Giulietta, come previsto da Bellini \u00e8 affidata a due voci femminili, con Romeo <em>en travesti<\/em>. <strong>Cohen<\/strong>, sposando e accentuando le indicazioni della partitura, fa dei due personaggi di <em>Romeo<\/em> e <em>Giulietta<\/em> due donne che si amano e \u201cche rappresentano diversi punti di vista della femminilit\u00e0, attraverso una moltitudine di prospettive e obiettivi culturali\u201d. Ad interpretarle sono il mezzosoprano russo <strong>Maria Kataeva<\/strong> (<em>Romeo)<\/em> al debutto nel ruolo, che si alterna con <strong>Anna Pennisi<\/strong>, giovane artista siciliana che invece ha gi\u00e0 una buona esperienza internazionale come <em>Romeo<\/em>; debutta come <em>Giulietta<\/em> anche <strong>Marina Monz\u00f3<\/strong><em>,<\/em> di ritorno a Palermo dopo <em>Don Pasquale<\/em>, che si alterna nelle repliche con <strong>Francesca Pia Vitale<\/strong>, fresca vincitrice del Concorso internazionale \u201cToti Dal Monte\u201d proprio per il ruolo di Giulietta; il rivale <em>Tebaldo<\/em> \u00e8 <strong>Ioan Hotea<\/strong>, anche lui di ritorno a Palermo dopo il successo in <em>Don Pasquale<\/em>, in alternanza con <strong>Mert S\u00fcng\u00fc<\/strong>, tenore turco che sar\u00e0 protagonista anche del concerto di inaugurazione della stagione concertistica insieme a Omer Meir Wellber; <em>Capellio <\/em>\u00e8 interpretato da <strong>Marco Spotti<\/strong>; <em>Lorenzo <\/em>\u00e8 <strong>Gabriele Sagona<\/strong>. Le scene sono di <strong>Riccardo Massironi<\/strong>, i costumi di <strong>Edoardo Russo<\/strong>, il costumista che insieme a Carlo Poggioli ha firmato i sontuosi costumi della serie Netflix su <em>Il Gattopardo<\/em> girata in questi mesi in Sicilia. Le luci sono disegnate dal light designer <strong>Bambi<\/strong>. <strong>Orchestra<\/strong>, <strong>Coro<\/strong> e <strong>Corpo di ballo <\/strong>del Teatro Massimo. Direttore del Corpo di ballo <strong>Jean-S\u00e9bastien Colau<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cQuella presentata oggi dal Teatro Massimo \u00e8 una nuova, grande stagione all\u2019insegna dello spettacolo e dei racconti rimasti nella storia dell\u2019Opera \u2013 dice il <strong>Sindaco<\/strong> <strong>di Palermo<\/strong> e <strong>Presidente <\/strong>del <strong>Consiglio di Indirizzo<\/strong> della Fondazione, <strong>Roberto Lagalla<\/strong> &#8211; L\u2019auspicio \u00e8 che la\u00a0 nuova stagione prosegua sulla scia del riconosciuto successo di quella precedente. L\u2019apprezzamento degli ultimi mesi da parte del pubblico, e per questo ringrazio l\u2019impegno del sovrintendente Marco Betta e di tutte le maestranze, ci conferma quanto bene abbia fatto questa amministrazione comunale nel puntare i suoi sforzi sul rilancio del Teatro e delle sue risorse umane, facendo del Massimo una realt\u00e0 con i conti in ordine e sempre pi\u00f9 in rapporto con la citt\u00e0. L\u2019ulteriore obiettivo \u00e8 quello di ampliare questo rapporto tra la citt\u00e0 e il suo Teatro. Esempi come quello avvenuto a Danisinni alcune settimane fa dimostrano quanto possa essere importante e formativo fare in modo che siano il Teatro e la bellezza dell\u2019arte e della cultura ad andare nei quartieri della citt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa nuova stagione del Teatro Massimo \u00e8 un grande viaggio che si confronta e si interroga sul presente attraverso le visioni, i sogni e le emozioni dei grandi capolavori dell\u2019opera, della danza e della musica orchestrale \u2013 aggiunge il sovrintendente e direttore artistico <strong>Marco Betta<\/strong>. In questo cammino non mancheremo di celebrare la figura di Giacomo Puccini a cento anni dalla scomparsa. Siamo usciti dalla crisi grazie al Presidente, Sindaco Prof. Roberto Lagalla, che ha attivato percorsi virtuosi\u00a0 importanti per la ripresa della vita dell\u2019Istituzione, e grazie all\u2019impegno e alla passione di tutti i lavoratori del Teatro. Ringrazio il Comune di Palermo, la Citt\u00e0 Metropolitana, il Ministero della Cultura e la Regione Siciliana che hanno garantito il loro impegno e il loro sostegno e ringrazio gli Sponsor privati. La nuova stagione del Teatro Massimo cerca di interpretare le sfide di un presente sempre pi\u00f9 complesso: lavoriamo come in una forma di rampicante a una stagione parallela di teatro sociale, per la citt\u00e0, nella citt\u00e0, cercando di costruire un teatro che abbracci il territorio, perch\u00e9 l\u2019arte, il teatro, la danza, la musica sono un respiro dell\u2019anima\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSono molto felice e onorato di presentare la nuova stagione del Teatro Massimo di Palermo \u2013 dice <strong>il direttore musicale Omer Meir Wellber <\/strong>\u2013. Abbiamo cercato di creare una stagione di grande energia, collegando il programma sinfonico alle opere e ai balletti, e inaugurando con un capolavoro \u201csiciliano\u201d come <strong><em>I Capuleti e i Montecchi <\/em><\/strong>di Bellini. Una produzione molto originale con la regia del coreografo Idan Cohen che coinvolger\u00e0 anche il Corpo di ballo su cui il Teatro sta facendo negli ultimi anni un grande investimento. Sar\u00e0 una stagione molto creativa segnata da grandi estremi, proprio come nella vicenda dei <em>Capuleti e Montecchi<\/em>. Con la stagione sinfonica facciamo un grande salto in avanti rispetto alla qualit\u00e0 dei direttori e dei programmi che richiederanno un grande impegno all\u2019orchestra. Una delle proposte pi\u00f9 importanti della stagione \u00e8 certamente \u201c<strong><em>Tristano e Isotta<\/em><\/strong>\u201d di Wagner, un\u2019opera molto difficile e complicata che richiede un grande impegno a ogni teatro al mondo, e cos\u00ec sar\u00e0 anche per noi. Ma \u00e8 anche uno dei momenti pi\u00f9 importanti nella storia della musica. E sono veramente felice perch\u00e9 a cantare Isotta a Palermo sar\u00e0 l\u2019interprete pi\u00f9 importante di questo ruolo nella storia dell\u2019opera degli ultimi trent\u2019anni, <strong>Nina Stemme<\/strong>, che canter\u00e0 da noi la sua ultima <em>Isotta<\/em>, prima di abbandonare il ruolo. Sono certo che sar\u00e0 un momento molto emozionante ma anche una grande occasione di richiamo per i turisti internazionali\u201d.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019inaugurazione la stagione, prosegue, <strong>dal 15 al 23 dicembre 2023<\/strong>, con il <strong>Corpo di ballo <\/strong>della Fondazione e con una nuova creazione, <strong><em>Biancaneve<\/em><\/strong>, danzata sulle note del celebre Concerto n. 2 e della <em>Rapsodia su un tema di Paganini <\/em>di <strong>Rachmaninoff<\/strong>, rendendo cos\u00ec omaggio al grande compositore in occasione dei 150 anni dalla nascita. Le coreografie originali sono firmate dal direttore del Corpo di Ballo <strong>Jean-S\u00e9bastien Colau<\/strong> e da <strong>Vincenzo Veneruso<\/strong> che rinnovano il loro sodalizio dopo il successo de <em>Lo Schiaccianoci<\/em> della scorsa stagione. <strong><em>Biancaneve<\/em><\/strong> \u00e8 un balletto classico, narrativo, che ripercorre e in parte riscrive la fiaba dei Fratelli Grimm, <em>Biancaneve e i sette nani, <\/em>sostituendo il personaggio idealizzato del principe azzurro con il pi\u00f9 terreno cacciatore, che invece di strappare il cuore di Biancaneve, come ordinato dalla matrigna, lo conquista e ne \u00e8 ricambiato. Sul podio <strong>Danila Grassi<\/strong>, che torna a dirigere l\u2019Orchestra del Teatro Massimo per un balletto dopo <em>Zorba il greco<\/em>. Le scenografie, costruite nei laboratori del Teatro Massimo sono di <strong>Apolonia Polona Loborec<\/strong>; i costumi\u00a0 di <strong>C\u00e9cile Flamand<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cConcluderemo in settembre la stagione 2022\/23 con un balletto \u201c<em>Anna<\/em>\u201d legato al\u00a0 tema drammatico della violenza sulle donne \u2013 dice <strong>Jean-S\u00e9bastien Colau, direttore del Corpo di ballo del Teatro Massimo \u2013 <\/strong>e forse \u00e8 per questo che ho voluto voltare pagina e proporre per la stagione 23-24 drammaturgie pi\u00f9 positive e sognanti, legate al mondo delle fiabe. Ho scelto tre balletti che impegneranno i Tersicorei con tecniche di danza diverse: <strong><em>Biancaneve<\/em><\/strong><em>, <\/em>la coreografia che firmo insieme a Vincenzo Veneruso, sar\u00e0 un balletto classico piuttosto tradizionale, \u00ab punte e tut\u00f9 \u00bb, con l\u2019immancabile intervento comico dei sette piccoli minatori; <strong><em>Cendrillon<\/em><\/strong> del coreografo Thierry Malandain, \u00e8 un balletto contemporaneo estremamente poetico, danzato dalle pi\u00f9 grandi compagnie al mondo con un successo straordinario; e per l\u2019ultima coreografia, <strong><em>Peter Pan<\/em><\/strong>, ho chiesto a due giovani talentuosi coreografi, Sasha Riva e Simone Repele, di creare per noi un balletto contemporaneo molto vicino al Teatro-danza. Una stagione di fiabe per sognare insieme al pubblico\u201d.<\/p>\n<h5>Dal 20 al 28 gennaio 2024 la stagione prosegue con <em>Rigoletto <\/em>di Giuseppe Verdi,<\/h5>\n<p>nell\u2019allestimento\u00a0 che nel 2018 ha segnato il debutto sulla scena lirica dell\u2019attore e regista italoamericano <strong>John Turturro<\/strong>, realizzato dal Teatro Massimo in coproduzione con il Teatro Regio di Torino, l\u2019Op\u00e9ra Royal de Wallonie-Li\u00e8ge e la Shaanxi Opera House. Un allestimento che subito prima della pandemia ha girato il mondo e che ora torna al Teatro Massimo seguito da <strong>Cecilia Ligorio<\/strong>, giovane e affermata regista che aveva lavorato con Turturro cinque anni fa. Il podio dell\u2019Orchestra del Teatro Massimo vede il ritorno del Maestro <strong>Daniel Oren<\/strong>, beniamino del pubblico palermitano e protagonista di spicco della scena lirica internazionale. Il cast, che \u00e8 in parte quello originale di interpreti scelti e apprezzati da Turturro, conta nel ruolo del titolo su una star come il baritono <strong>Amartuvshin Enkhbat<\/strong>, nato in Mongolia e apprezzato per l\u2019impeccabile pronuncia italiana; gi\u00e0 indimenticabile interprete del buffone di Mantova nel 2018, Enkhbat torna a Palermo dove \u00e8 stato anche un acclamato <em>Tonio<\/em> in <em>Pagliacci<\/em>, e si alterna nelle repliche con <strong>Marco Caria<\/strong>. Mentre il <em>Duca di Mantova <\/em>\u00e8 interpretato dai tenori <strong>Ivan Ayon<\/strong> <strong>Rivas<\/strong>, che gi\u00e0 giovanissimo aveva fatto parte del cast palermitano e vincitore del Premio Abbiati 2022, e <strong>Ioan Hotea<\/strong>; <em>Gilda <\/em>\u00e8 <strong>Giuliana Gianfaldoni<\/strong>\u00a0 che torna a Palermo dopo il successo di <em>Don Pasquale<\/em> e nelle repliche \u00e8 <strong>Caterina Sala<\/strong>. Negli altri ruoli<strong> Agostina Smimmero<\/strong> (<em>Giovanna)<\/em>; <strong>Alexei Kulagin<\/strong> (<em>Sparafucile)<\/em>; <strong>Valeria Girardello<\/strong> (<em>Maddalena); <\/em><strong>Massimiliano Chiarolla<\/strong> (<em>Borsa)<\/em>; <strong>Alessio Verna<\/strong> (<em>Marullo)<\/em>; <strong>Italo Proferisce<\/strong> (<em>Ceprano)<\/em>; <strong>Nicol\u00f2 Ceriani<\/strong> (Monterone<em>)<\/em>; <strong>Emanuela Sgarlata<\/strong> (<em>Contessa di Ceprano\/Paggio)<\/em>. Le scene, di accuratezza cinematografica e che si muovono tra gli splendori della corte e le nebbie padane, sono di <strong>Francesco Frigeri<\/strong>, i costumi sontuosi sono firmati da <strong>Marco<\/strong> <strong>Piemontese<\/strong>, le luci da <strong>Alessandro Carletti<\/strong>. <strong>Coro<\/strong>, <strong>Corpo di ballo<\/strong> e <strong>Orchestra<\/strong> del Teatro Massimo di Palermo.<\/p>\n<p><strong>L\u2019omaggio a Puccini<\/strong>, nel centenario della morte, riporta <strong>dal 16 al 24 febbraio 2024<\/strong> sul palcoscenico del Teatro Massimo <strong><em>Madama Butterfly<\/em><\/strong>, nell\u2019allestimento realizzato qualche anno fa con il <em>Macerata Opera Festival<\/em>. La regia \u00e8 di <strong>Nicola Berloffa <\/strong>che si discosta dalla drammaturgia pucciniana trasferendo l\u2019opera nel secondo dopoguerra in un Paese sottomesso all\u2019occupazione degli americani e facendo emergere il divario e lo scontro tra culture molto lontane. Grandi interpreti nel cast, a cominciare dai due protagonisti, con il soprano <strong>Maria Agresta<\/strong> nel ruolo di <em>Cio-cio-san<\/em> e <strong>Valeria Sepe<\/strong> nel cast alternativo, a <em>Pinkerton <\/em>interpretato dal tenore americano <strong>Jonathan Tetelman<\/strong> e in replica da\u00a0 <strong>Ivan Magr\u00ec<\/strong>; nel ruolo del console <em>Sharpless<\/em> due giovani baritoni emergenti, <strong>Simon Mechli\u0144ski<\/strong>\u00a0 e <strong>Lodovico Filippo Ravizza<\/strong>; con loro <em>Goro<\/em> \u00e8 <strong>Didier Pieri<\/strong>; <em>Zio Bonzo<\/em> \u00e8 <strong>Nicol\u00f2 Ceriani<\/strong>; <em>Suzuki<\/em> \u00e8 interpretata da <strong>Silvia Beltrami<\/strong> e dalla palermitana<\/p>\n<p><strong>Irene Savignano<\/strong>, che di recente ha debuttato come <em>Amneris<\/em> all\u2019Opera di Roma; <em>Yamadori <\/em>\u00e8 <strong>Italo Proferisce<\/strong><em>. <\/em>Le scene sono di <strong>Fabio Cherstich<\/strong> che ambienta l\u2019azione in un teatro giapponese affollato da <em>marines <\/em>che si contendono le <em>geishe<\/em> pi\u00f9 belle, mentre i costumi sono di <strong>Valeria Donata Bettella<\/strong> e le luci di <strong>Valerio Tiberi<\/strong>. <strong>Coro<\/strong> e <strong>Orchestra<\/strong> <strong>del Teatro Massimo<\/strong> di Palermo.<\/p>\n<p><strong>Dal 16 al 24 marzo 2024 <\/strong>torna in scena il <strong>Corpo di ballo <\/strong>del Teatro con una rilettura contemporanea di un grande classico del repertorio, <strong><em>\u201cCenerentola\u201d<\/em><\/strong><em>, <\/em>con le musiche di <strong>Sergej Prokofiev<\/strong>, nella pluripremiata versione coreografica di <strong>Thierry Malandain<\/strong>, tra i pi\u00f9 interessanti coreografi contemporanei, apprezzato per il suo stile contemporaneo-neoclassico. La sua versione di <em>Cenerentola<\/em> \u00e8 fedele allo spartito di Prokofiev e fa respirare tutta la magia della fiaba di Charles Perrault ma con un approccio originale al tema del riscatto della fanciulla sola e sfortunata. Abbandonate le vesti grigie di cenere, la nuova Cenerentola si trasformer\u00e0 in una moderna <em>\u00e9toile<\/em> della danza dopo avere affrontato un percorso pieno di paure, dubbi, ed emarginazione che alla fine le regaler\u00e0 amore, gioia e rivincita. \u201cAttraverso la storia di Cenerentola, attraverso le sue sofferenze, le sue emozioni, le sue speranze si scrive qualcosa di universale \u2013 dice il coreografo \u2013. \u00c8\u00a0 per dimenticare l\u2019umanit\u00e0 che sanguina, l\u2019ignoranza e la stupidit\u00e0 umana, insomma per tentare di sublimare l\u2019ordinario, che ho coreografato Cenerentola\u201d. Direzione musicale di <strong>Mojca Lavren\u010di\u010d<\/strong>, che torna al Teatro Massimo dopo aver diretto <em>Le Corsaire<\/em>. <strong>Corpo di ballo<\/strong> e <strong>Orchestra<\/strong> del Teatro Massimo di Palermo e allestimento dell\u2019Op\u00e9ra<\/p>\n<p>Royal de Versailles \/ Ch\u00e2teau de Versailles, Orquesta Sinf\u00f3nica de Euskadi, Th\u00e9\u00e2tre National de<\/p>\n<p>Chaillot, Op\u00e9ra de Reims, Teatro Victoria Eugenia \u2013 San Sebasti\u00e1n, Estate Teatrale Veronese,<\/p>\n<p>Lugano in Scena, Teatro Mayor de Bogot\u00e1, Artevent \u2013 Regione Veneto, Teatros del Canal \u2013 Madrid, Th\u00e9\u00e2tre Olympia d\u2019Arcachon, Espace J\u00e9liote \u2013 Sc\u00e8ne Conventionn\u00e9e CCPO d\u2019Oloron Sainte-Marie, Malandain Ballet Biarritz. Scene e costumi di <strong>Jorge Gallardo<\/strong>. Luci di <strong>Christian Grossad<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Dal 14 al 21 aprile 2024 <\/strong>l\u2019atteso ritorno di un\u2019opera, <strong><em>Les p\u00eacheurs de perles, <\/em><\/strong>che era stata eseguita molto di frequente al Teatro Massimo tra gli anni Quaranta e Sessanta ma che riemerge ora da un lungo silenzio. Scritta da <strong>Georges Bizet<\/strong> nel 1863, su libretto di Michel Carr\u00e9 e Eug\u00e8ne Cormon, l\u2019opera lirica in tre atti viene presentata nell\u2019allestimento dell\u2019<strong>Op\u00e9ra National du Capitole de Toulouse <\/strong>con regia e coreografia di <strong>Thomas Lebrun<\/strong> e con la direzione di <strong>Gabriele Ferro<\/strong>. La vicenda si svolge sull\u2019isola di Ceylon: il triangolo amoroso \u00e8 complicato in questo caso dalla forte amicizia che lega i due uomini, il tenore <em>Nadir<\/em> e il baritono <em>Zurga<\/em>, entrambi innamorati della sacerdotessa <em>Le\u00efla<\/em> ma decisi a rinunciare a lei. Di grande impatto scenico (prevede una tempesta e un incendio), l\u2019opera coinvolge <strong>Coro<\/strong>, <strong>Corpo di ballo<\/strong> e <strong>Orchestra<\/strong> del Teatro Massimo. Il fiabesco allestimento di <strong>Thomas Lebrun<\/strong>, con le scene di <strong>Antoine Fontaine<\/strong>, i costumi di <strong>David Belugou<\/strong> e le luci di <strong>Patrick M\u00e9e\u00fcs<\/strong> immerge lo spettatore in un mondo incantato, con notti stellate, palme e divinit\u00e0 indiane che rispondono alle ipnotiche melodie di Bizet. Nel cast il tenore <strong>Dmitri Korchak<\/strong> nel ruolo di <em>Nadir<\/em>, che torna a Palermo dopo il successo ottenuto con <em>Pollione<\/em> nella stagione 2022-23; la parte, che richiede una dolcezza di timbro e un controllo dei fiati eccezionali, trova in lui un interprete ideale dopo i grandi nomi del passato. Accanto a Korchak la <em>Le\u00efla <\/em>del soprano palermitano <strong>Federica Guida<\/strong>, che ritorna dopo il successo come <em>Musetta<\/em> nella <em>Boh\u00e8me <\/em>dell\u2019anno scorso, il baritono <strong>Davide Luciano<\/strong>, altro giovane cantante in costante ascesa, come <em>Zurga<\/em>, e il basso <strong>Ugo Guagliardo<\/strong> come <em>Nourabad<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Dal 19 al 31 maggio 2024 <\/strong>il direttore musicale <strong>Omer Meir Wellber<\/strong> torna sul podio dell\u2019Orchestra per dirigere il nuovo allestimento del Teatro Massimo di<strong> <em>Tristan und Isolde<\/em><\/strong> di <strong>Richard Wagner<\/strong>. La regia \u00e8 di <strong>Daniele Menghini<\/strong>; le scene di <strong>Davide Signorini<\/strong>, i costumi di <strong>Nika Campisi<\/strong>, le luci di <strong>Gianni Bertoli<\/strong>, la drammaturgia di <strong>Davide Carnevali<\/strong>, drammaturgia dell\u2019immagine di <strong>Martin Verdross<\/strong>. L\u2019opera di Wagner torna a Palermo dopo oltre 40 anni: l\u2019ultima recita era stata infatti nel 1982 al Politeama, mentre sulla scena del Teatro Massimo bisogna risalire addirittura al 1960. I due titoli diretti quest\u2019anno da Omer Meir Wellber sono strettamente legati l\u2019uno all\u2019altro: Wagner infatti fu profondamente impressionato dall\u2019interpretazione di Romeo data da Wilhelmine Schr\u00f6der-Devrient, cantante che fu poi la prima interprete di <em>Senta<\/em> ne <em>L\u2019olandese volante <\/em>e di <em>Venere<\/em> in <em>Tannh\u00e4user<\/em>. Questo filo tra l\u2019amore infelice di <em>Romeo<\/em> e <em>Giulietta<\/em> e quello di <em>Tristano<\/em> e <em>Isotta<\/em> viene di nuovo teso a Palermo con questo nuovo, visionario allestimento di <strong>Daniele Menghini<\/strong> che \u00e8 stato assistente di Robert Wilson, Davide Livermore, Graham Vick e per la stagione 2023 ha firmato il nuovo allestimento di <em>Carmen <\/em>del Macerata Opera Festival. Il cast vede nella coppia protagonista due eccezionali interpreti wagneriani, il tenore <strong>Stephen Gould<\/strong> e il soprano svedese <strong>Nina Stemme<\/strong>, cui nelle repliche si alternano il tenore <strong>Samuel Sakker<\/strong> (<em>Tristan<\/em>) e il soprano <strong>Allison Oakes <\/strong>(<em>Isolde<\/em>). Il cast \u00e8 completato da un\u2019altra voce eccellente del canto wagneriano e verdiano, <strong>Violeta Urmana<\/strong>, nel ruolo di <em>Brang\u00e4ne<\/em>, affidata a <strong>Irene Roberts<\/strong> per il cast alternativo, e dal <em>Re Marke<\/em> di <strong>Dmitry Beloselskiy<\/strong>, altro interprete di altissimo livello, cui si affianca <strong>Maxim Kuzmin-Karavaev<\/strong>, e dal <em>Kurwenal<\/em> di <strong>Andrei Bondarenko<\/strong>.<\/p>\n<p>Con <strong><em>Lady, be good<\/em><\/strong>, di <strong>George Gershwin<\/strong>, in scena <strong>dal 18 al 25 giugno 2024<\/strong>, si chiude la prima parte della stagione. Il musical di enorme successo internazionale, arriva al Teatro Massimo nell\u2019allestimento del <strong>Teatro della Zarzuela<\/strong> di Madrid, con la regia dello spagnolo <strong>Emilio Sagi<\/strong>, le scene di <strong>Daniel Bianco<\/strong>, i costumi di <strong>Jes\u00fas Ruiz<\/strong> e le coreografie di <strong>Nuria Castej\u00f3n <\/strong>che saranno interpretate dal <strong>Corpo di ballo del Teatro Massimo<\/strong><em>.<\/em> <strong><em>Lady, be good<\/em><\/strong>, debutt\u00f2 nei \u201cruggenti anni 20\u201d al Liberty Theater di Brodway e fu il primo clamoroso successo di\u00a0 <strong>George<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gershwin <\/strong>che ne compose le musiche insieme al fratello <strong>Ira<\/strong>, autore dei testi delle canzoni come <em>Fascinating Rhythm, The man I love<\/em> che diventarono presto il cavallo di battaglia di celebri cantanti, ma anche grazie all\u2019interpretazione di due straordinari interpreti come Fred Astaire e la sorella Adele. Il musical arriva al Teatro Massimo dopo aver girato il mondo, con un cast di specialisti ai quali si affiancheranno <strong>Orchestra<\/strong>, <strong>Coro<\/strong> e <strong>Corpo di ballo<\/strong> del Teatro. Sul podio <strong>Timothy Brock<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019omaggio pucciniano si conclude <strong>dal 21 al 29 settembre<\/strong> con otto recite di <strong><em>Turandot<\/em><\/strong>, in un <strong>nuovo allestimento<\/strong> del Teatro Massimo con la regia di <strong>Alessandro Talevi<\/strong>, che aveva gi\u00e0 presentato a Palermo la sua regia di <em>Roberto Devereux<\/em>, e con scene e costumi di <strong>Anna Bonomelli <\/strong>e luci di <strong>Marco Giusti<\/strong>. Sul podio un altro direttore che ha diretto spesso le formazioni del Teatro Massimo, <strong>Carlo Goldstein<\/strong>. Il cast vede il ritorno del soprano <strong>Ewa P\u0142onka<\/strong>, che dalla principessa Abigaille di <em>Nabucco <\/em>passa a un altro ruolo impegnativo come <em>Turandot<\/em>; accanto a lei un\u2019altra Ewa polacca, <strong>Ewa Vesin<\/strong>. Il principe <em>Calaf<\/em> sar\u00e0 affidato in alternanza a due dei pi\u00f9 affermati interpreti del ruolo, <strong>Yusif Eyvazov<\/strong>, tenore la cui risonanza internazionale \u00e8 ormai a livello dei pi\u00f9 grandi interpreti, e <strong>Martin Muehle<\/strong>, il cui ultimo impegno al Teatro Massimo \u00e8 stato per <em>Pagliacci <\/em>nel 2019. Come <em>Li\u00f9<\/em> vi saranno <strong>Juliana Grigoryan<\/strong>, che \u00e8 tra i soprani pi\u00f9 ricercati del momento dopo la vittoria al Concorso Operalia 2022 e che prossimamente debutter\u00e0 al Metropolitan di New York proprio in questo ruolo, e la palermitana <strong>Jessica Nuccio<\/strong>, che torna in un nuovo ruolo pucciniano dopo la <em>Boh\u00e8me <\/em>dell\u2019anno scorso. Debuttano come <em>Timur<\/em> due tra le pi\u00f9 belle giovani voci di basso: <strong>Giorgi Manoshvili<\/strong>, che al Teatro Massimo ha trionfato come Gremin in <em>Evgenij Onegin <\/em>pochi mesi fa, e <strong>Adolfo Corrado<\/strong>, che ha appena vinto il concorso BBC Cardiff Singer of the World. Completano il cast <strong>Alessio Arduini<\/strong> (<em>Ping<\/em>), <strong>Matteo Mezzaro <\/strong>(<em>Pong <\/em>e <em>Principe di Persia<\/em>), <strong>Blagoj Nacoski <\/strong>(<em>Pang)<\/em>, <strong>Luciano Roberti <\/strong>(<em>Mandarino).<\/em><\/p>\n<p>Due recite, il<strong> 5 <\/strong>e<strong> 6 ottobre<\/strong>, per una nuova creazione per il <strong>Corpo di ballo del Teatro Massimo <\/strong>su coreografia di <strong>Sasha Riva<\/strong> e <strong>Simone Repele<\/strong>, coreografi formatisi entrambi all\u2019Accademia del Balletto di Amburgo, dove hanno approfondito il repertorio di John Neumeier. Le musiche eseguite dall\u2019<strong>Orchestra<\/strong> del <strong>Teatro Massimo<\/strong> per accompagnare la storia di <strong>Peter Pan <\/strong>sono quelle di <strong>Felix Mendelssohn<\/strong>, in particolare tratte dal <em>Sogno di una notte di mezza estate<\/em>: le atmosfere incantate delle fate shakespeariane accompagneranno quindi le danze dei mille personaggi usciti dalla fantasia di James Barrie: Peter, Wendy, Michele, i pirati, i bambini perduti, \u201ce tutti quelli che non hanno avuto la possibilit\u00e0 di diventare grandi\u201d, a cui i coreografi dedicano lo spettacolo. Scene e costumi sono sempre di <strong>Sasha Riva<\/strong> e <strong>Simone Repele<\/strong>, luci di <strong>Alessandro Caso<\/strong>. Sul podio <strong>Keren Kagarlitsky<\/strong>.<\/p>\n<p>Conclusione di stagione infine il <strong>22 ottobre <\/strong>(con sei recite, fino al 29 ottobre) per l\u2019opera che nel 1971 aveva inaugurato la stagione del Teatro Massimo con un evento epocale, che aveva svolto un ruolo fondamentale nella Rossini Renaissance: <strong><em>Elisabetta, Regina d\u2019Inghilterra <\/em><\/strong>di <strong>Gioachino Rossini,<\/strong> opera drammatica e storica che per le tinte presagisce gi\u00e0 le opere Tudor di Donizetti. L\u2019allestimento, con la regia di <strong>Davide Livermore<\/strong>, \u00e8 stato realizzato in coproduzione con il <em>Rossini Opera Festival <\/em>di Pesaro, dove \u00e8 gi\u00e0 andato in scena con grande successo, e vede la vicenda dell\u2019amore contrastato di <em>Elisabetta I<\/em> per il <em>conte di Leicester<\/em>, a sua volta innamorato di <em>Matilde<\/em> ma timoroso di offendere la regina, e delle trame del <em>duca di Norfolc<\/em>, viene spostata in un\u2019ambientazione anni Cinquanta che riprende ambienti e costumi del regno di Elisabetta II, con le scene di <strong>Gi\u00f2 Forma<\/strong>, i costumi di <strong>Gianluca Falaschi<\/strong>, le luci di <strong>Nicolas Bovey<\/strong> e il videodesign di <strong>D-Wok<\/strong>. Sotto la direzione di A<strong>ntonino Fogliani<\/strong>, a <strong>Orchestra<\/strong> e <strong>Coro<\/strong> <strong>del Teatro Massimo<\/strong> si affiancher\u00e0 un cast di grandi interpreti rossiniani, a cominciare dalla protagonista. Nel ruolo di Elisabetta debutta infatti <strong>Nino Machaidze<\/strong>, che ritorna a Palermo dopo esservi stata a gennaio commovente interprete di Violetta in <em>Traviata<\/em>, alternandosi con la giapponese <strong>Aya Wakizono<\/strong>; il tenore <strong>Enea Scala<\/strong>, che aveva gi\u00e0 affrontato il drammatico ruolo di <em>Norfolc<\/em>, far\u00e0 invece il suo debutto come <em>Leicester<\/em>, mentre sar\u00e0 <strong>Ruzil Gatin<\/strong> a interpretare il suo antagonista. Nel ruolo di <em>Matilde<\/em> si alterneranno <strong>Salome Jicia<\/strong> e <strong>Veronica Marini<\/strong>, giovane interprete anche lei al debutto; infine vi saranno <strong>Martina Myskohlid <\/strong>nel ruolo <em>en travesti <\/em>di <em>Enrico<\/em> e <strong>Francesco Lucii <\/strong>come <em>Guglielmo<\/em>.<\/p>\n<h5>I\u00a0 CONCERTI<\/h5>\n<p>La stagione concertistica si apre il <strong>15 novembre 2023<\/strong> con <strong>Giuf\u00e0 &#8211; Storie che viaggiano nel tempo<\/strong>, un concerto che vede il direttore musicale del Teatro <strong>Omer Meir Wellber<\/strong> e il tenore turco <strong>Mert S\u00fcng\u00fc <\/strong>impegnati insieme in un programma che spazia da <strong>H\u00e4ndel<\/strong> e <strong>Gluck<\/strong> a <strong>Verdi<\/strong>, abbracciando brani della tradizione turca, sefardita, siciliana: protagonista \u00e8 il personaggio di Giuf\u00e0, lo sciocco delle favole siciliane che avrebbe origini turche o nella tradizione ispano-giudaica. Al tempo stesso ingenuo e astuto, Giuf\u00e0 diverte e fa riflettere con le sue verit\u00e0 enunciate in modo candido e inopportuno.<\/p>\n<p>Primo appuntamento con l\u2019Orchestra il <strong>30 novembre 2023<\/strong> con l\u2019<strong>Omaggio a Maria Callas <\/strong>con l\u2019Orchestra del Teatro Massimo diretta da <strong>Alessandro Cadario<\/strong>. Il soprano greco <strong>Myrt\u00f2 Papatanasiu<\/strong> far\u00e0 rivivere le grandi arie di Verdi, Donizetti, Bellini e Puccini di cui Maria Callas \u00e8 stata interprete indimenticabile, in occasione del centenario della nascita della grandissima cantante. Realizzato in collaborazione con la <strong>Comunit\u00e0 Ellenica Trinacria<\/strong>, il concerto sar\u00e0 in coincidenza con <strong>una mostra<\/strong>, sempre dedicata alla Callas, con opere dell\u2019artista <strong>Nikos Floros<\/strong>.<\/p>\n<p>Il <strong>3 dicembre 2023<\/strong> il direttore tedesco<strong> Hartmut Haenchen <\/strong>ritorna a guidare l\u2019Orchestra del Teatro Massimo in un programma che crea un arco che va dal primo classicismo maturo fino a Brahms, il patrimonio ricchissimo di un genere che tocca la maturit\u00e0 con le ultime sinfonie di Mozart e che poi non cessa di evolvere e crescere, fino appunto a Brahms, per poi proseguire su nuove strade con Mahler: e non a caso Haenchen era stato a Palermo gi\u00e0 nel 2018 proprio per dirigere la Quinta di Mahler.<\/p>\n<p>Un altro ritorno \u00e8 quello di <strong>Ben Glassberg<\/strong>, gi\u00e0 sul podio dell\u2019Orchestra del Teatro Massimo a novembre dell\u2019anno scorso. Il <strong>31 dicembre<\/strong> e il <strong>primo gennaio<\/strong> il giovane direttore inglese, direttore musicale dell\u2019Op\u00e9ra di Rouen, diriger\u00e0 Orchestra e Coro del Teatro Massimo per concludere e aprire l\u2019anno in modo effervescente con il <strong>Concerto di San Silvestro<\/strong> e il <strong>Concerto di Capodanno<\/strong>, con uno stesso programma ripetuto nelle due date con musiche di <strong>Leonard Bernstein<\/strong>, <strong>William Walton<\/strong>, <strong>Jerry Bock<\/strong>, <strong>Richard Rodgers<\/strong> e <strong>Stephen Sondheim<\/strong>, il grande autore di musical scomparso nel 2021. Con lui il soprano <strong>Lisa Habermann<\/strong> e il tenore <strong>Oliver Liebl<\/strong>.<\/p>\n<p>Il <strong>3 febbraio 2024<\/strong> il concerto diretto da <strong>Umberto Clerici<\/strong>, attualmente direttore principale della Queensland Symphony Orchestra in Australia, si riallaccia appunto al concerto diretto a novembre 2022 da Ben Glassberg: il programma dedica infatti una larga parte al repertorio del primo Novecento francese, con i <em>Nocturnes<\/em> di <strong>Claude Debussy<\/strong>, trittico sinfonico per orchestra e coro femminile, e la <em>Valse <\/em>di <strong>Maurice Ravel<\/strong>, mentre la prima parte del concerto sar\u00e0 dedicata a <strong>Sergej\u00a0 Prokofiev<\/strong> con il <em>Concerto per violino n. 2<\/em> dove il solista sar\u00e0 <strong>Silviu Dima<\/strong>, spalla dell\u2019Orchestra del Teatro Massimo, attivo con successo come solista e con il Trio Siciliano, e la composizione giovanile <em>Due cori op. 7<\/em>, sempre per coro femminile e orchestra.<\/p>\n<p>Un grande nome internazionale come <strong>Ingo Metzmacher<\/strong> giunge finalmente al Teatro Massimo il <strong>2 marzo 2024<\/strong> per dirigere la Terza Sinfonia di Gustav Mahler, con il Coro femminile, il Coro di voci bianche e l\u2019Orchestra del Teatro Massimo, contralto solista sar\u00e0 <strong>Sara Mingardo<\/strong>. Composta tra il 1895 e il 1896 ed eseguita solo nel 1902, la Terza di Mahler si ricollega alla Seconda, detta \u201cResurrezione\u201d, per l\u2019atmosfera generale e soprattutto per la scelta di fare intervenire le voci.<\/p>\n<p>Il <strong>30 marzo 2024<\/strong> il direttore onorario del Teatro Massimo <strong>Gabriele Ferro <\/strong>diriger\u00e0 un grande capolavoro sacro di <strong>Gioachino Rossini<\/strong>, lo <em>Stabat Mater<\/em>, con l\u2019Orchestra e il Coro del Teatro Massimo e un quartetto di solisti che sono tra i pi\u00f9 apprezzati interpreti rossiniani e belcantisti di oggi: il soprano <strong>Carolina L\u00f3pez Moreno<\/strong>, il mezzosoprano <strong>Vasilisa Berzhanskaya<\/strong>, il tenore <strong>Francesco Demuro<\/strong> e il basso <strong>Luca Tittoto<\/strong>.<\/p>\n<p>Prosegue la collaborazione della Fondazione con istituzioni ed enti del territorio: il <strong>20 aprile<\/strong>, grazie alla collaborazione con il Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo, la stagione ospiter\u00e0 il concerto dell\u2019<strong>Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori<\/strong>, mentre il <strong>25 maggio<\/strong> la formazione ospite sar\u00e0 <strong>l\u2019Orchestra Jazz Siciliana \u2013 The Brass Group<\/strong>, storica istituzione palemitana con la quale da anni procede un intenso rapporto di scambio che ha visto realizzare anche concerti insieme con l\u2019Orchestra del Teatro Massimo. Il concerto del 25 maggio sar\u00e0 diretto da <strong>Domenico Riina<\/strong>.<\/p>\n<p>Uno dei concerti romantici per violino pi\u00f9 amati, quello di <strong>Felix Mendelssohn<\/strong>, e la Settima Sinfonia di <strong>Anton Bruckner<\/strong> saranno le composizioni eseguite il <strong>28 aprile 2024<\/strong> per il concerto dell\u2019Orchestra del Teatro Massimo diretta da<strong> Omer Meir Wellber<\/strong>. Il solista per il concerto di Mendelssohn sar\u00e0 il giovane violinista Daniel Lozakovich, nato a Stoccolma da padre bielorusso e madre kirghisa, che a soli 22 anni vanta gi\u00e0 un impressionante elenco di concerti con i pi\u00f9 importanti direttori nelle sale pi\u00f9 prestigiose.<\/p>\n<p>La collaborazione tra la <strong>Massimo Youth Orchestra<\/strong> e la <strong>JuniOrchestra<\/strong> dell\u2019Accademia di Santa Cecilia di Roma, iniziata nell\u2019estate 2023 con i due concerti nella Sala Grande del Teatro Massimo e al Teatro di Verdura e che avr\u00e0 poi un secondo momento a gennaio a Roma, procede il <strong>28 maggio 2024 <\/strong>con un concerto della<strong> Massimo Youth Orchestra <\/strong>diretta da <strong>Simone Genuini<\/strong>, direttore della <strong>JuniOrchestra di Santa Cecilia<\/strong>. In programma musiche di Ludwig van Beethoven.<\/p>\n<p>Ultimo concerto prima dell\u2019estate sar\u00e0 quello con Orchestra e Coro del Teatro Massimo sotto la direzione di <strong>Gabriele Ferro<\/strong>, il <strong>7 giugno 2024<\/strong>. In programma due Ottave, la celebre <em>Sinfonia n. 8 in si minore \u00abIncompiuta\u00bb<\/em> di <strong>Franz Schubert<\/strong> e la <em>Sinfonia n. 8 in Fa maggiore op. 93<\/em> di <strong>Ludwig van Beethoven<\/strong>, a incorniciare il <em>Nachtlied<\/em> per coro e orchestra op. 108 di <strong>Robert Schumann<\/strong>, opera di raro ascolto che affronta il tema del passaggio dalla vita alla morte; con questa pagina prosegue il cammino di riscoperta delle opere pi\u00f9 assorte di Schumann, che Gabriele Ferro aveva iniziato qualche anno fa proponendo <em>Das Paradies und die Peri<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Ultimo concerto<\/strong> di stagione il <strong>3 novembre 2024 <\/strong>con <strong>Fabio Biondi<\/strong>, violinista e direttore palermitano che con il suo ensemble \u201c<strong>Europa Galante<\/strong>\u201d \u00e8 tra i pi\u00f9 importanti interpreti di musica barocca. Con l\u2019Orchestra del Teatro Massimo eseguir\u00e0 invece tre sinfonie di <strong>Wolfgang Amadeus Mozart<\/strong>, la n. 39 in Mi bemolle maggiore, la n. 40 in sol minore e la n. 41 \u201cJupiter\u201d in Do maggiore.<\/p>\n<h5>L\u2019IMMAGINE COORDINATA<\/h5>\n<p>Si rinnova anche quest\u2019anno la collaborazione con la <strong>Fondazione Palazzo Butera<\/strong>\u00a0 per l\u2019<strong>immagine grafica coordinata <\/strong>del <strong>progetto di comunicazione 2023-2024<\/strong> che \u00e8 stata affidata all\u2019artista inglese <strong>David Tremlett<\/strong>. \u201cLa serie dei trenta disegni che \u00e8 stata scelta come base per l\u2019immagine della stagione 23-24 \u00e8 stata pensata apposta per Palermo \u2013 dice <strong>Claudio Gulli, direttore di Palazzo Butera<\/strong> &#8211; sono infatti i disegni preparatori ai controsoffitti di Palazzo Piraino, il palazzo a fianco di Palazzo Butera, che diventer\u00e0 il Centro Studi della Fondazione Palazzo Butera. Saranno realizzati dall\u2019artista inglese quando i lavori di restauro saranno completati, nel 2024. \u00c8 quindi un\u2019anteprima che permette alla citt\u00e0 di vedere come un artista che ha al suo attivo pi\u00f9 di cinquant\u2019anni di esperienze internazionali pu\u00f2 aggiungere un ulteriore tassello, dopo i <em>wall drawings <\/em>di Palazzo Butera. Il dialogo con il Teatro Massimo \u00e8 infatti sempre un\u2019occasione per ragionare su un futuro della citt\u00e0 sempre pi\u00f9 innovativo e aperto alle sperimentazioni\u201d.<\/p>\n<p>La <strong>campagna abbonamenti<\/strong> della Stagione 2023-2024 di opere, balletti e concerti prender\u00e0 il via l\u2019<strong>8 settembre<\/strong>.<\/p>\n<p>Ufficio Stampa<\/p>\n<p>Fondazione Teatro Massimo<\/p>\n<p><strong>Giovannella Brancato <\/strong>+39 3408334979 stampa@teatromassimo.it<\/p>\n<p>foto<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Amartuvshin-Enkhbat_Rigoletto-\u252c\u00ae-rosellina_garbo-2018-GRG7329.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-41342\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Amartuvshin-Enkhbat_Rigoletto-\u252c\u00ae-rosellina_garbo-2018-GRG7329-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" 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class=\"alignnone size-medium wp-image-41343\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Cenerentola_Malandain_Teatro-Massimo-Palermo-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Cenerentola_Malandain_Teatro-Massimo-Palermo-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Cenerentola_Malandain_Teatro-Massimo-Palermo-768x509.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Cenerentola_Malandain_Teatro-Massimo-Palermo-1024x679.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Cenerentola_Malandain_Teatro-Massimo-Palermo-150x99.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Cenerentola_Malandain_Teatro-Massimo-Palermo.jpg 1219w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> <a 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