{"id":41617,"date":"2023-08-05T09:54:34","date_gmt":"2023-08-05T09:54:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=41617"},"modified":"2023-08-05T09:54:34","modified_gmt":"2023-08-05T09:54:34","slug":"pavese-e-nietzsche-al-di-la-del-bene-e-del-male-di-pierfranco-bruni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=41617","title":{"rendered":"Pavese e Nietzsche. Al di l\u00e0 del  bene e del male&#8230; di  Pierfranco Bruni"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/images.jpeg-12.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-41618\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/images.jpeg-12.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/images.jpeg-12.jpg 259w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/images.jpeg-12-150x112.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/><\/a><\/p>\n<div dir=\"auto\">Pavese e Nietzsche. Al di l\u00e0 del\u00a0 bene e del male&#8230;<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Pierfranco Bruni<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<p>Sussiste un problema di fondo legato a Cesare Pavese che la critica strutturalista, marxista e ideologica non ha mai compreso e, quindi, superato. Pavese, dopo D\u2019Annunzio, \u00e8 senza dubbio il pi\u00f9 originale scrittore del Novecento. Un dato di fatto e non la personale visione di uno scrittore che vuole creare una comparazione tra la propria scrittura e quella di Pavese.<br dir=\"auto\" \/>L\u2019innovazione in letteratura \u00e8 stata portata da Pavese. Un rinnovamento che consiste nel ragionare oltre le ideologie. Un\u2019indole che per uno scrittore che inizia a produrre tra il \u201834\u00a0 e il \u201935, in pieno clima fascista, rappresenta un grosso problema, un vero e proprio tab\u00f9 che diventa un totem all\u2019interno di una scuola di pensiero che era quella di Bobbio, del suo docente di Lettere classiche e della famiglia ebraica Ginzburg.<br dir=\"auto\" \/>La scrittura di Pavese, soprattutto in \u201cLavorare stanca\u201d, rompe con gli steccati imposti da un clima ermetico imperante, proponendo una letteratura coraggiosissima. Una letteratura-saggio dalla scrittura non scorrevole, recuperando la lezione cardarelliana. Cardarelli era un autore che aveva scritto l\u2019inno alle camicie nere. Dopo il \u201945\u00a0 uno scrittore come Pavese non poteva stare bene ad una scuola di pensiero che nasceva da Bobbio, dal senso della contraddizione vera e propria e dall\u2019incoerenza. Si sono, quindi, venuti a creare i presupposti per annientare la figura di Pavese. Uno tra i primi scrittori ad aver tentato di farlo \u00e8 stato Moravia con la sua dichiarazione ufficiale nella quale sottolineava la costante tristezza di Pavese, il suo carattere pesante e il fatto che non avesse compreso nulla della vita.<br dir=\"auto\" \/>Niente di pi\u00f9 falso.<br dir=\"auto\" \/>Pavese non era affatto triste, n\u00e9 tantomeno depresso. Basti leggere le sue lettere a Federica (collega all\u2019Einaudi) per rendersi conto di quanta ironia vivesse in lui. Esistono lettere scritte da Natalia Ginzburg, Pavese e molti altri indirizzate a Federica, la quale manteneva i contatti tra le varie filiali della casa editrice a Roma, Milano e Torino. Lettere dalle quale emerge l\u2019importante ruolo ricoperto da Pavese che non si risparmia nel fornire indicazioni, giocando con quella peculiare ironia, mai tragica, che contraddistingue i \u201cgrandi spiriti liberi\u201d. Una persona libera, alto pi\u00f9 di quattro spanne rispetto agli altri.<br dir=\"auto\" \/>Ad aver introdotto la vera antropologia in letteratura \u00e8 stato proprio Pavese. Quando scrisse i suoi saggi sul \u201cselvaggio\u201d, nessuno aveva ancora intuito il legame tra letteratura, mito e senso del primitivo. Pavese proviene da studi vichiani, legati alla cultura di Eliade, un filosofo totalmente sconosciuto ai suoi tempi. Lottando contro De Martino, Pavese fece pubblicare nella \u201ccollana viola\u201d non solo Eliade, ma anche Malinowski e diversi altri personaggi malvisti all\u2019antropologia italiana. Pavese riusciva sempre a vedere oltre la barricata italiana, proponendo una letteratura che interagiva con l\u2019antropologia e un\u2019antropologia che interagiva con la letteratura.<br dir=\"auto\" \/>Soltanto di recente ci si \u00e8 resi conto che l\u2019antropologia e la letteratura, l\u2019antropologia e la poesia potevano comunicare tra di loro. Pavese aveva evidenziato questo aspetto gi\u00e0 nel 1940. La Calabria per lui ha rappresentato un vero e proprio laboratorio in cui il senso del primitivo diventa fondamentale. Concia \u00e8 un personaggio simbolo che ritroviamo anche in altri suoi romanzi e che viene metaforizzato dalla figura di Bianca.<br dir=\"auto\" \/>Concia \u00e8 l\u2019ultimo vero personaggio che inventa, ovvero la Santa de \u201cLa luna e i fal\u00f2\u201d la cui morte segna i termini di una cultura primitiva. Il suo corpo privo di vita viene dato alle fiamme. Rimarr\u00e0 solo il fal\u00f2 e la cenere illuminata dalla luna. Il romanzo si chiude con questa immagine antropologicamente vissuta che rimanda a quella Concia che gorgheggiava e non parlava nel primo romanzo \u201cIl carcere\u201d. Un personaggio che ritorna nell\u2019immaginario individuale di Pavese. Uno scrittore che non concepisce l\u2019immaginario collettivo, bens\u00ec solo quello individuale, rompendo gli steccati con il marxismo in pieno clima fascista. Un atteggiamento che non gli verr\u00e0 mai perdonato, nonostante la sua successiva iscrizione al Partito Comunista e la sua collaborazione giornalistica con l\u2019Unit\u00e0. Come spiegher\u00e0 in una lettera scritta a Federica, tutti coloro che lavoravano alla Einaudi dovevano avere la tessera del Partito Comunista. Dettagli che non si conoscono o che si desidera nascondere. Ma Pavese \u00e8 colui che ha tradotto Nietzsche, offrendo una traduzione innovativa di \u201cAldil\u00e0 del bene e del male\u201d e di \u201cCos\u00ec parl\u00f2 Zarathustra\u201d. Se non si riesce a capire il senso del Pavese personaggio e scrittore emblematico, dopo D\u2019Annunzio, \u00e8 difficile comprendere la letteratura. Pavese non amava l\u2019ideologia e i gruppi. Amava vivere solo. Un nuovo Ovidio, libero da corti e cortigiani. Alla nipote, quando gli chiese di aiutarlo a scrivere una tesina su Carducci, rispose che era meglio che andasse a fare una passeggiata nei campi, piuttosto che studiare Carducci, in un\u2019epoca in cui era considerato un Vate.<br dir=\"auto\" \/>Pavese era malvisto in ambito cattolico e marxista. Due realt\u00e0 che hanno contribuito a distruggerne l\u2019immagine di intellettuale colto, superiore agli altri, creando il mito di\u00a0 Italo Calvino che oggi viene considerato un Maestro. Pavese lo aveva soprannominato \u201clo scoiattolo\u201d, perch\u00e9 rubava e poi scappava. Sar\u00e0 proprio Italo Calvino a diventare tutore dell\u2019Einaudi dopo la sua scomparsa. Pavese si rifiut\u00f2 di pubblicare il libro di Primo Levi \u201cSe questo \u00e8 un uomo\u201d all\u2019interno della collana di narrativa, poich\u00e9 lo riteneva un libro di cronaca, mettendosi cos\u00ec contro alcuni poteri forti (mondo ebraico, cattolico e marxista) che hanno cercato di azzerarlo, soprattutto in ambito scolastico. Primo Levi \u00e8 considerato dal mondo ebraico il grande scrittore universale, ma il vero scrittore dell\u2019originalit\u00e0 resta Pavese. Si pensi a \u201cDialoghi con Leuc\u00f2\u201d nel quale riconsidera il mito greco alla base di tutto. La grecit\u00e0, il rapporto con il Mediterraneo che diventa fondamentale. Elementi che scopre in Calabria insieme alla concezione del mare vissuta come \u201cquarta parete\u201d. Una visione emblematica che Alvaro non vede e non riesce a recepire, continuando a rimanere lo scrittore di \u201cGente in Aspromonte\u201d, pur non essendolo. Ma l\u2019ideologia imperante lo considera tale. Quella stessa ideologia che giudica Pavese per \u201cLavorare stanca\u201d ignorando grandi capolavori tra cui \u201cFeria d\u2019agosto\u201d, il primo testo di antropologia della cultura moderna. Una ideologia che ha falsificato non solo la storia e il vero significato di uno scrittore come Pavese, ma soprattutto l\u2019intero percorso della letteratura italiana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Pavese e Nietzsche. 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