{"id":41917,"date":"2023-08-15T15:29:16","date_gmt":"2023-08-15T15:29:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=41917"},"modified":"2023-08-15T15:29:16","modified_gmt":"2023-08-15T15:29:16","slug":"lucia-di-lammermoor","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=41917","title":{"rendered":"Lucia di Lammermoor"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-41917 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=41918'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/5JTlaXdT-150x150.jpeg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=41919'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/16M0ombdGQ-150x150.jpeg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=41920'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Lucia-2-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<div><strong>LUCIA di LAMMERMOOR<\/strong><br \/>\n\u00abLucia di Lammermoor and\u00f2, e permetti che amichevolmente mi vergogni e ti dica la verit\u00e0. Ha piaciuto e piaciuto assai. Per molte volte fui chiamato fuori e ben molte anche i cantanti. Ogni pezzo fu ascoltato con religioso silenzio e da spontanei evviva festeggiato.\u00bb<br \/>\nCos\u00ec il compositore Gaetano Donizetti scriveva al suo editore Giovanni Ricordi dopo la prima esibizione di Lucia di Lammermoor, rappresentata con grande successo al RealTeatro di San Carlo di Napoli il 26 settembre 1835.<br \/>\nRitenuta la pi\u00f9 famosa tra le opere serie di Donizetti, \u2018Lucia\u2019 fu musicata su libretto di Salvatore Cammarano (la cui ultima opera \u00e8 il Trovatore di Verdi), tratto da The Bride of Lammermoor di Walter Scott (1819).<br \/>\nLa struggente cabaletta finale \u2018Tu che a Dio spiegasti l&#8217;ali\u2019 \u00e8 considerata uno dei pi\u00f9 bei pezzi d&#8217;opera tenorili, senza nulla togliere al duetto nel finale della prima parte, al vibrante sestetto \u2018Chi mi frena in tal momento?\u2019 e alla celebre \u2018scena della pazzia\u2019 di Lucia.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La trama \u00e8 nota. Durante una battuta di caccia Lord Enrico Ashton viene informato da Normanno (armigero della casata Ravenswood) che la sorella (Lucia di Lammermoor) \u00e8 innamorata di Edgardo di Ravenswood, la cui famiglia \u00e8 da sempre sua rivale.<br \/>\nEdgardo \u00e8 costretto a partire per difendere la Scozia ma prima di farlo, scambia gli anelli con Lucia in pegno di amore eterno. Enrico &#8211; che lo odia &#8211; approfitta della sua partenza per far credere alla sorella (in accordo con Normanno e Raimondo, educatore e confidente di Lucia) che Edgardo ha un nuovo amore. La costringe cos\u00ec a sposare Lord Arturo Bucklaw, uomo ricco e potente, il cui patrimonio risollever\u00e0 le sorti degli Ashton.<br \/>\nDurante le nozze irrompe Edgardo che &#8211; credendo di esser stato tradito &#8211; maledice l&#8217;amata e calpesta l&#8217;anello che gli aveva regalato (Chi mi frena in tal momento).<br \/>\nPresso la torre di Wolferag Enrico lo sfida a duello fissato per l\u2019alba del giorno dopo.<br \/>\nLucia perde completamente il senno e durante la prima notte di nozze, uccide il marito, morendo poi consumata dalla follia e dall\u2019amore perduto.<br \/>\nSaputa la notizia, Edgardo &#8211; che non pu\u00f2 vivere senza di lei- si trafigge con un pugnale (Tu che a Dio spiegasti l&#8217;ali).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u2018Lucia\u2019 ha debuttato ieri 12 agosto nell\u2019ambito del Macerata Opera Festival (MOF) presso lo Sferisterio cittadino (imponente anfiteatro inaugurato nel 1829, grazie all\u2019iniziativa dei \u2018Cento Consorti\u2019, gruppo di privati benestanti del luogo).<br \/>\nIl capolavoro di Donizetti (assente da ben venti anni) ha fin da subito catturato il pubblico e non poteva essere altrimenti: struggenti le sue melodie e degni della massima attenzione i virtuosismi del bel canto (protagonista in testa) cui si sono aggiunte le atmosfere gotiche e la ricostruzione (attraverso la tecnica del videomapping sul pavimento e sul muro del teatro) di castelli e scogliere scozzesi.<br \/>\nIl regista Jean-Louis Grinda (gi\u00e0 direttore dell\u2019Op\u00e9ra Royal de Wallonie di Liegi e dell\u2019Opera di Monte Carlo) ha deciso di rappresentare la cosiddetta \u2018scena della torre\u2019 (soppressa in molti allestimenti) e accompagnare la celebre \u2018scena della pazzia\u2019 (Il dolce suono &#8211; Ardon gl&#8217;incensi) con la glassarmonica (detta anche \u2018armonica a bicchieri\u2019), strumento di rara esecuzione che Donizetti aveva previsto in partitura per caratterizzare timbricamente la perdita della ragione della protagonista e che spesso viene invece sostituito dal flauto. A suonare la glassarmonica \u00e8 il tedesco Sascha Reckert uno dei pochissimi interpreti oggi in attivit\u00e0.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>L\u2019opera \u00e8 realizzata in coproduzione con le Chor\u00e9gies d\u2019Orange, festival assai simile a quello maceratese che si \u00e8 svolto (19 giugno-24 luglio 2023) nella localit\u00e0 francese celebre per il maestoso teatro romano. Nel cast figurano interpreti di fama internazionale come Ruth Iniesta (Lucia), Dmitry Korchak (Edgardo) e Davide Luciano (Enrico), Mirco Palazzo (Raimondo), oltre a Paolo Antognetti (Arturo), Natalia Gavrilan (Alisa) e Gianluca Sorrentino (Normanno).<br \/>\nNel golfo mistico siede l\u2019Orchestra Filarmonica Marchigiana (FORM), il Coro Lirico \u2018Vincenzo Bellini\u2019 (fondato ad Ancona nel 1887 e diretto da Martino Faggiani) e il complesso bandistico \u2018Salvadei\u2019 di Macerata (in attivit\u00e0 dal 1930).<br \/>\nLa direzione musicale \u00e8 affidata allo spagnolo Jordi Bern\u00e0cer (dal 2015 direttore dell\u2019Opera di San Francisco).<br \/>\nFirmano le scene Rudy Sabounghi, i costumi Jorge Jara, il video design \u00c9tienne Guiol e Malo Lacroix, il progetto luci Laurent Castaingt (repliche il 14, 17 e 19 agosto).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Prima che andasse in scena \u2018Lucia\u2019, Donizetti (all\u2019epoca 38enne) aveva composto in diciassette anni di attivit\u00e0, ben quarantatr\u00e8 opere, tra cui \u2018Enrico di Borgogna\u2019 (1818) opera \u2018semiseria\u2019, secondo una minuziosa classificazione di allora poich\u00e9 includeva un personaggio comico, cos\u00ec come (per la stessa ragione) era stata classificata tale \u2018Torquato Tasso\u2019 (1833), malgrado la morte di Eleonora d\u2019Este e i deliri del protagonista.<br \/>\nAveva composto altres\u00ec una delle opere buffe per eccellenza, \u2018L\u2019Elisir d\u2019amore\u2019 (1832) e una farsa come \u2018Le convenienze e inconvenienze teatrali\u2019 .<br \/>\n\u2018Lucia di Lammermoor\u2019 non fu il suo primo grande successo nel genere \u2018serio\u2019, dato che gi\u00e0 \u2018Anna Bolena\u2019 (1830) e \u2018Lucrezia Borgia\u2019 (1833) erano state opere vincenti. Quest\u2019ultima, anzi, fu assiduamente rappresentata fino all\u2019inizio del nostro secolo, anche se \u2018Lucia\u2019 rientra nel repertorio teatrale pi\u00f9 consueto.<br \/>\nDonizetti mor\u00ec 51enne a Bergamo, sua citt\u00e0 natale, \u2018in stato di demenza\u2019 (come venne scritto) dopo aver composto settanta opere. Per un singolare destino aveva descritto pi\u00f9 volte la pazzia, iniziando dalla protagonista di \u2018Emilia di Liverpool\u2019 (1824) e continuando con i deliri di Murena ne \u2018L\u2019esule di Roma\u2019 (1828) e di Torquato Tasso nell\u2019opera omonima, per giungere a quelli di Linda di Chamounix (1842).<br \/>\nLucia \u00e8 stata associata da molti critici ad \u2018Anna Karenina\u2019 di Lev Tolstoj che viene comunemente citato con Flaubert come uno degli scrittori che vi fecero riferimento.. In realt\u00e0 Tolstoj non cit\u00f2 mai l&#8217;opera n\u00e9 Donizetti, limitandosi a richiamare solo genericamente un&#8217;opera, una scena di pazzia e una cavatina. La nomin\u00f2, invece, espressamente nel capitolo V d nel racconto \u2018Al&#8217;b\u00e8rt\u2019 (1858) in cui fa dire al protagonista che anche nella musica \u2018nuova\u2019 (ovviamente per il tempo) ci sono \u2018straordinarie bellezze\u2019 come \u2018La sonnambula\u2019 di Bellini, il finale di Lucia e Chopin. In \u2018Anna Karenina\u2019 Tolstoj fece invece apparire Adelina Patti, \u2018la Patti\u2019, che fu nota per la sua Lucia, ma anche per la Sonnambula.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Paola Cecchini<\/div>\n<div class=\"yj6qo\"><\/div>\n<div class=\"adL\"><\/div>\n<div class=\"adL\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LUCIA di LAMMERMOOR \u00abLucia di Lammermoor and\u00f2, e permetti che amichevolmente mi vergogni e ti dica la verit\u00e0. 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