{"id":42224,"date":"2023-08-26T09:48:52","date_gmt":"2023-08-26T09:48:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=42224"},"modified":"2023-08-26T09:48:52","modified_gmt":"2023-08-26T09:48:52","slug":"nella-notte-tra-il-26-e-27-agosto-del-1950-cesare-pavese-si-uccideva-in-una-stanza-di-albergo-di-torino-di-pierfranco-bruni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=42224","title":{"rendered":"Nella notte tra il 26 e 27 agosto del 1950 Cesare Pavese si uccideva in una stanza di Albergo di Torino di Pierfranco Bruni"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/descarga-2-1.jpeg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-42225\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/descarga-2-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/descarga-2-1.jpeg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/descarga-2-1-150x84.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div dir=\"auto\"><strong><em>Nella notte tra il 26 e 27 agosto del 1950 Cesare Pavese si uccideva in una stanza di Albergo di Torino<\/em><\/strong><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/strong><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<p>Ci fu il silenzio in quella notte assordante di una vuota citt\u00e0 che respirava la solitudine di un fine agosto. 1950. 26\/27 agosto. Cesare sciolse le bustine di sonnifero in un bicchiere. Aggiunse l&#8217;acqua. Attese di scendere nel gorgo muto. La dolce morte che si annunci\u00f2 soltanto il giorno dopo. Albergo Roma. Torino.<\/p>\n<div dir=\"auto\">Quel rito che divenne mito del vivere e del rinascere degli dei da Leuc\u00f2 greca che dialog\u00f2 nelle notti bianche dostoevskijane tocc\u00f2 il Vico dell&#8217;uomo antropologico.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Cesare (Pavese) non chiese di restare nella tristezza. Cerc\u00f2. Non sapeva forse che non occorre cercare come insegn\u00f2 Maria Zambrano. O forse lo sapeva bene. Ecco perch\u00e9 cerc\u00f2. Non trov\u00f2. Forse sapeva di non trovare in quella notte torinese. Scese nella solitudine che abita il limite e smette di stanziare nel nostos.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Cos\u00ec infarcito di mito, di grecit\u00e0 conosciuta, oltre le letture, tra le sponde del greco mar di Brancaleone, in cui le donne portavano le anfore in testa e il vento cantava Ibico negli echi e nei passi della rugiada sulla battigia. Il tempo non cancella. Il tempo resuscita istanti di cuore chiamati ricordi.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Scrisse fino a qualche giorno prima. Scrisse per non scrivere pi\u00f9 quel mestiere di vivere che \u00e8 stato un vivere scrivendo. Si impadron\u00ec di Nietzsche fino a tradurlo nelle viscere del bene e del male e si immagin\u00f2 un Zarathustra tra le rive di Siddartha. Si impadron\u00ec di Junger tanto da recuperarlo in un mediterraneo del sogno e della follia comparandolo al Vico della scienza oltre il barocco.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Sottoline\u00f2 il senso della tradizione fino a diventare un impolitico come il suo Thomas Mann che fece della montagna un incantesimo. Non ebbe timore di nulla. Non si considerava un maestro. Era un maestro nel linguaggio delle memorie delle civilt\u00e0 tanto da raccogliere le testimonianze di Mircea Eliade in una visione in cui il labirinto non ha nulla del caos perch\u00e9 il suo Ulisse ha bisogno del focolare domestico. Il paese. Un&#8217;isola che ha radici e profezia. La sua Itaca nel destino del religioso sentire la morte dentro la vita.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Si ferm\u00f2 con Circe e con Calipso e non accett\u00f2, come Odisseo, l&#8217;immortalit\u00e0. Pavese non \u00e8 soltanto lo scrittore delle Langhe. \u00c8 il poeta che visse con gli dei nella Parola e seppe tessere quella ragnatela che dal suo esilio in Calabria cre\u00f2 e intrecci\u00f2 l&#8217;insieme dei mari del sud e un fuoco grande con Bianca Garufi recitando la terra e la morte e e quegli occhi che avranno la morte.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Confess\u00f2 costantemente la sua sapientia partendo dalla caverna platoniana, rifugio dalla modernit\u00e0, sino ad Alessandro Manzoni tanto che ebbe modo di scrivere nel suo Diario in data 15 maggio 1944: \u00ab&#8230; il primo romanzo riuscito -I Promessi Sposi- \u00e8 la maturit\u00e0 di un grande lirico. Ci\u00f2 deve aver lasciato tracce nel nostro ideale narrativo\u00bb. Il senso tragico di Manzoni lo coinvolse proprio in una definizione lirica.<\/div>\n<div dir=\"auto\">La Tradizione come rappresentazione non del reale, bens\u00ec della coerenza di una memoria non storica. Sublime. Estetica. Inquieta nel dipanamento del nostos che raccolse nei nostoi del suo pellegrinaggio umano e non cantos greco in piena scena patica. Si suicid\u00f2 per dissolvenza di estremi e di involontario ordine. Se avesse navigato disordinatamente anche in quella sera di agosto del 1950 non avrebbe cercato e non trovato. Sarebbe rimasto in una attesa oltre la religiosit\u00e0 soltanto, perch\u00e9 i suoi passi verso la cristianit\u00e0 erano in punto di arrivo.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Non si uccise per Costance o per tutte le donne e gli amori vissuti e persi. Era gi\u00e0 distante. Molto pi\u00f9 vicina era ritornata ad essere Bianca. Per non scrivere pi\u00f9. O per scrivere altro oltre la notte. Un chiaro di bosco in cui albeggiava l&#8217;aurora. A giocare di metafore non \u00e8 facile. Ma Cesare nell&#8217;anima coltivava la metafisica al di l\u00e0 del bene e del male e dentro i crepuscoli degli dei.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Nella notte tra il 26 e 27 agosto del 1950 Cesare Pavese si uccideva in una stanza di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,10],"tags":[],"class_list":["post-42224","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42224","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=42224"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42224\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=42224"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=42224"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=42224"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}