{"id":4330,"date":"2018-07-18T09:19:20","date_gmt":"2018-07-18T09:19:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=4330"},"modified":"2018-07-18T09:19:20","modified_gmt":"2018-07-18T09:19:20","slug":"la-corsa-del-cappello-articolo-di-enrico-cavalli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=4330","title":{"rendered":"La Corsa del Cappello &#8211; articolo di Enrico Cavalli"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"western\"><b>LA ANTICA \u201cCORSA DEL CAPPELLO\u201d DI PAGANICA<\/b><\/p>\n<p class=\"western\"><b> di Enrico Cavalli<\/b><\/p>\n<p class=\"western\">L&#8217;attivit\u00e0 ludica nel territorio aquilano in et\u00e0 antica non pu\u00f2 prescindere dalle specifiche usanze del periodo italico-romano.<\/p>\n<p class=\"western\">In ambito amiternino e tardo vestino, gli svaghi nei riti agresti che si svolgevano entro le mura dei castelli che fondarono la citt\u00e0 dell&#8217;Aquila rimontano al periodo successivo all\u2019editto di Teodosio del 390 d.C.<\/p>\n<p class=\"western\">Le tradizioni ludico-motorie risalenti alla conurbazione della \u201cmagnifica cittade\u201d saranno rappresentative di un vitalismo che va ben oltre la fase di decadenza, dovuta a fattori politici e naturali, dei secoli XIV e XV.<\/p>\n<p class=\"western\">Ci si riferisce alle istruzioni contenute negli Statuti delle arti municipali circa le gare campestri, lottatorie ed equestri ( famose quelle nella valle subecquana per i pali celebrativi di papa <b>CelestinoV<\/b> e <b>San Bernardino Da Siena<\/b> ), nonch\u00e9 agli stessi divieti in vicinanza dei luoghi religiosi del gioco della \u201cpalla grossa\u201d , i cui clamorosi interpreti furono il principe Colonna e il vicer\u00e9 napoletano De Cardona.<\/p>\n<p class=\"western\">La scalata del Gran Sasso del 1573 da parte di<b> Francesco De Marchi<\/b>, ingegnere militare al servizio di <b>Margherita d&#8217;Austria<\/b>, e la codificazione degli esercizi ginnici da parte dell&#8217;aquilano Tuccaro, preludono ad una vicenda sportiva che nel Comitatus Aquilanus sarebbe stata antesignana<i> extra<\/i> <i>Abruzzi<\/i>.<\/p>\n<p class=\"western\">Finiti gli echi delle parate e delle dispute fra cavalieri in omaggio della reggenza di Margherita D\u2019Austria, gli esercizi ludici avrebbe avuto delle espressioni per nulla riconducibili alla sfera psicofisica: si pensi alla degradante corrida nella piazza Maggiore e del Duomo, imposta dai dominatori ispanici, nonch\u00e9 alla pi\u00f9 accettabile ed ultima delle fantasmagorie dell\u2019artigiano Bedeschini &#8211; quelle di macchinari che scendevano dalla porta del Castello &#8211; per rievocare le quattrocentesche evoluzioni equestri.<\/p>\n<p class=\"western\">Si ha la impressione che i giochi, nel\u2019600, siano occasione per parate ad uso e consumo dei gestori del potere. Basti l&#8217;esempio delle feste per il genetliaco dell\u2019imperatore <b>Filippo II<\/b>, che, celebrate fra il febbraio e marzo 1658, in pieno carnevale ed a piazza San Francesco, videro il mastro di campo, <b>Girolamo Di Luna<\/b>, cavaliere di San Giacomo e governatore di piazza, dirimere le dispute fra quattro squadriglie a spada composte di otto uomini ed otto donne a cavallo, ma solo dopo un estenuante lento sfilare di tutti i bardati e blasonati partecipanti alla gara. Si tratt\u00f2 effettivamente di manifestazioni censurabili, a cui assistette, a voler riportare le cronache del tempo,un pubblico poco numeroso.<\/p>\n<p class=\"western\">Il fiscalismo imperiale da un lato, il banditismo, i sismi, le pestilenze dall\u00bbaltro, limitavano, insomma, le stravaganze seicentesche dei giochi nel contesto aquilano ; e mentre i ceti privilegiati si svagano assistendo alle teatrali tenzoni degli accademismi arcadici, i ceti popolari recuperavano le arti equestri &#8211; come succedeva alle fiere di Arischia e Montereale \u2013 e le gare podistiche, come l\u2019originale corsa del cappello a Paganica.<\/p>\n<p class=\"western\">Capoluogo di riconoscibili Ville di spiccata piccata fisionomia religiosa in et\u00e0 romana ed imperiale, Paganica si accreditava a piazza che nella Vallata dell\u2019Aterno era, per ordine di importanza socioeconomica, seconda solo all&#8217;Aquila.<\/p>\n<p class=\"western\">A partire da 1650, a Paganica, alle celebrazioni dell\u2019Assunta, si inscenavano svaghi popolari imperniati sul Palio lottatorio che richiamavano genti da tutto il Circondario, e che prevedevano come premio al vincitore un drappo di pregio fornito dalla bottega dei Cattani. A fare da contorno a questo vero e proprio clou, la corsa dei sacchi, a giudizio di studi del secolo scorso, sostituita nel tempo dalla corsa degli asini, simile a quella vigente in Navelli, e, quella dei ragazzi, o, appunto, del cappello.<\/p>\n<p class=\"western\">Si trattava di espressione di folclore di una realt\u00e0, quella paganichese, a met\u00e0 fra l\u2019agricoltura e la montagna, ed in grado di specializzarsi in artigianato di vaglia, come quello dei copricapi, che caratterizzavano la moda non solo dei notabili dell&#8217;epoca. ( Si ricordi il manzoniano<b> <\/b>Renzo<b> <\/b>Tramaglino, \u201c in gran gala, con penne di vario colore al cappello\u2026\u201d , Promessi Sposi, cap. II).<\/p>\n<p class=\"western\">La corsa del cappello inizialmente vedeva i giovani con la \u201ccamicia\u201d (fuori dei calzoni, retta dal cinturino e contrassegnata da colori biancorossi, biancazzurro, giallobl\u00f9, verdeviola, a seconda che si riferisse, rispettivamente, ai quattro rioni trecenteschi di Colle, Piazza maggiore, Pietralata, Scarazze-Sant\u2019Antonio) sfidarsi lungo un tragitto di tre chilometri: dal convento dei Frati Minori fino alla chiesa di Sant\u2019Antonio Abate, laddove i primi due baldi atleti che avessero toccato la \u201cCroce de Monterone\u201d avrebbero conquistato l&#8217;ambito trofeo-copricapo. La gara avrebbe poco alla volta superato nel gradimento locale tutte le altre gare della grande kermesse,<\/p>\n<p class=\"western\">La gara podistica toccava luoghi e simboli pregnanti per la storia paganichese e non solo. I quattro borghi fortificati erano stati presi da <b>Braccio Da Montone<\/b> nel 1424, e trasformati dal Gattamelata, il luogotenente del capitano di ventura umbro, a teste di ponte, per l\u2019assedio agli Aquilani, i quali, nelle epidemie seicentesche, ripararono nel comune avente per stemma il Moro \u201ccon la rosa\u201d ; mentre il convento dei Frati Minori fu teatro di scontro fra gli armati del casato Nannicelli e gli imperiali, estrema propaggine della sollevaziona napoletana di Masaniello del 1648. Altro simbolo toccato dalla corsa il crocifisso a <b>Sant\u2019Antonio Abate<\/b>, significativo della devozione paganichese e frutto della loro raffinata arte dei metalli.<\/p>\n<p class=\"western\">E&#8217; probabile che nel\u2019700 la corsa abbia subito la modificazione in staffetta, con i concorrenti delle quattro squadre che si passavano come testimone il cappello. Ne derivavano fra i contendenti sfide rese vivaci dal sentimento di appartenenza al borgo natio ed a cui negli anni successivi furono invitate le altre ville del composito comune paganichese.<\/p>\n<p class=\"western\">L\u2019atmosfera ludica costituiva un\u2019occasione di socializzazione nei quarti urbani e rurali di tutto l\u2019Aquilano, e talora era motivo di turbativa dell&#8217;ordine pubblico. Erano altres\u00ec occasione di eternare nella coscienza collettiva fatti e personaggi collegabili a questo o quel genere di giochi, che si trattasse della <i>bazzica<\/i>, di matrice laziale, o <i>ju zir\u00e8<\/i> , come ad Assergi, versioni differenti.<\/p>\n<p class=\"western\">Nella transizione dall\u2019era borbonica a quella unitaria, si palesavano minori condizionamenti alla partecipazione e all&#8217;allestimento dei momenti di svago popolare. L\u2019etica del tempo libero ( il <i>leisure time <\/i>britannico ), forse ricevette qui il suo battesimo, non esclusivamente negli strati della borghesia.<\/p>\n<p class=\"western\">Anche nell&#8217;Aquilano, dunque, il dinamismo dello sport avrebbe impresso il suo segno innovatore nel costume, non disgiunto dal richiamo alla tradizione agonistica, come dimostra la stessa, dianzi descritta, paganichese corsa del cappello.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; LA ANTICA \u201cCORSA DEL CAPPELLO\u201d DI PAGANICA di Enrico Cavalli L&#8217;attivit\u00e0 ludica nel territorio aquilano in et\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,10],"tags":[],"class_list":["post-4330","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4330","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4330"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4330\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4330"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4330"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4330"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}