{"id":43364,"date":"2023-09-14T00:02:27","date_gmt":"2023-09-14T00:02:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=43364"},"modified":"2023-09-14T00:02:27","modified_gmt":"2023-09-14T00:02:27","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-2729","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=43364","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ghjk-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-43356\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ghjk-1.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"119\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ghjk-1.jpg 244w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ghjk-1-150x73.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Comunicato Stampa<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dan Ettinger dirige la \u201cRomantica\u201d di Bruckner<\/strong><\/p>\n<p><strong>Domani, gioved\u00ec 14 settembre alle ore 19 <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dan Ettinger<\/strong> torna sul podio dell\u2019<strong>Orchestra del Teatro di San Carlo<\/strong> domani <strong>gioved\u00ec 14 settembre alle ore 19<\/strong> per il primo concerto sinfonico dopo la pausa estiva. L\u2019appuntamento, in cartellone per la Stagione di Concerti 22\/23 del Massimo napoletano, vede in locandina la<em> Sinfonia\u00a0n. 4 in mi bemolle maggiore \u00abRomantica\u00bb<\/em> di <strong>Anton Bruckner<\/strong>, definita \u201cromantica\u201d dallo stesso autore per i rimandi alla poesia tedesca di Tieck e Novalis e alla musica di Franz Schubert.<\/p>\n<p>L\u2019opera fu rappresentata per la prima volta a Vienna il 20 febbraio 1881 sotto la direzione di Karl Richter ed \u00e8 considerata il primo vero successo di Bruckner.<\/p>\n<p>Composta nel 1874 e revisionata pi\u00f9 volte \u00e8,\u00a0 insieme alla Settima e all\u2019Ottava, uno dei pi\u00f9 celebri lavori del compositore austriaco, in cui l\u2019autore esprime la propria\u00a0 personale visione della natura e una \u00a0silenziosa e solitaria contemplazione del mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dan Ettinger \u00e8 considerato come uno dei direttori pi\u00f9 ricercati della sua generazione a livello internazionale. \u00c8 direttore musicale dell&#8217;Opera di Israele e direttore musicale dell&#8217;Orchestra Filarmonica di Stoccarda. Da gennaio 2023 \u00e8 Direttore Musicale del Teatro San Carlo di Napoli. \u00a0Si esibisce regolarmente nei pi\u00f9 importanti teatri d\u2019opera al mondo, come\u00a0 Metropolitan di New York, Covent Garden di Londra, l\u2019Op\u00e9ra National de Paris, Opernhaus di Zurigo, Wiener Staatsoper e Bayerische Statsooper oltre che al \u00a0Festival di Salisburgo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Guida all\u2019ascolto<\/em><\/p>\n<p><em>A cura di Alessandro Zignani<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Di Mondi lontanissimi<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La Sinfonia n. 3 di Bruckner, diretta dall\u2019autore con i Wiener Philarmoniker, fu uno dei disastri pi\u00f9 rimarchevoli nell\u2019intera storia dell\u2019orchestra. Alla fine del concerto, in sala rimanevano dieci persone, tra le quali spiccavano Hugo Wolf e Gustav Mahler. Di fronte al loro tentativo di consolare il compositore, costui \u201clasciatemi perdere \u2013 sbott\u00f2 \u2013 Non vedete? di me, non ne vogliono sapere\u201d. Bruckner insegnava Armonia e Contrappunto nel Conservatorio della capitale asburgica. Vi si era diplomato da privatista, dopo quasi quarant\u2019anni passati tra le scuole elementari di paesini nella remota provincia ed abbazie fuori dal tempo, come quella di Sankt Florian, dove la musica stava ancora repressa in penitenziali pratiche barocche. Maestro elementare per met\u00e0 della sua vita, come suo padre, l\u2019incontro con la musica di Wagner lo aveva convinto a farsi sinfonista. Quindi, ormai in quell\u2019et\u00e0 quando i compositori diventano maestri, si fece allievo, per corrispondenza, del grande contrappuntista Simon Sechter. Infine si present\u00f2, le scarpe spaiate, la parlata segnata dal dialetto paesano, di fronte a quella commissione il cui presidente, alla fine, comment\u00f2 \u201cdoveva essere<\/p>\n<p>lui, a esaminare noi\u201d. Vienna era una citt\u00e0 antiwagneriana. La Terza di Bruckner era dedicata a Wagner. Del \u201cdramma musicale\u201d caro al vate della \u201cmusica dell\u2019avvenire\u201d, a Bruckner, non importava. Leggeva il Tristano e Isotta su di una partitura dalla quale erano state cancellate le parole. Alla \u201cprima\u201d della Valchiria, nella scena finale, chiese al vicino di posto che mai avesse fatto di male, quella poveretta, visto che la mettevano sul rogo. Di Wagner, gli interessava il suo riprendere tecniche barocche che erano il suo codice genetico di musicista. Quel suo costruire partiture sempre protese a<\/p>\n<p>trascendere il tempo, cercando scie di luce che rendessero, lo scandire la materia ottusa dell\u2019esistere, un\u2019illusione. Il sospendere le modulazioni, quasi la musica fosse un continuo improvvisare: disciplina nella quale Bruckner, organista, era autorit\u00e0 suprema. Bruckner cominci\u00f2 a comporre sinfonie a quarant\u2019anni, dopo una pratica nella musica sacra dedicata alla gloria del Creatore, che la sua musica rendeva speculare alla Sua Creazione. L\u2019eternit\u00e0 fu, da subito, l\u2019argomento del suo dire. La vita degli esseri transeunti: i suoni del mondo, le danze, le canzoni, i richiami delle fanfare, mulinavano, nelle sue sinfonie, fino a trascendere nel mistero della rivelazione. Vienna era, a quei tempi, dominata dal critico Eduard Hanslick. Odiava Wagner. Amava solo Brahms. Credeva che il rendere la musica un racconto, un \u201cromanzo\u201d, inquinandola con descrizioni del mondo reale, fosse un attentato alla sua purezza. La profanazione dei suoni, il loro connubio con la parola, propugnato da Wagner, era, per lui, anatema. Inscrisse Bruckner tra i profeti della musica \u201cdescrittiva\u201d, e per lui fu la fine. La Sinfonia n. 4 \u201cRomantica\u201d di Bruckner abbonda di didascalie descrittive. Si va Dall\u2019alba\u201d fuori dalle mura turrite di un castello, e lo sciamare di cavalieri bardati verso la battaglia, delle prime battute, alla \u201ccanzone\u201d del menestrello nel secondo movimento; fino al culmine della \u201ccaccia selvaggia\u201d seguita dal ricovero tra le fronde, e la danza conviviale, evocate nello Scherzo. Sono interpolazioni di benintenzionati allievi, echi di un gusto oleografico dal quale Bruckner sperava redenzione al collasso della Terza. Era una concessione ai tempi. Per comprendere Bruckner, bisogna immaginare che Bach si sia intrattenuto, nei Campi Elisi, con Beethoven e Schubert, imparando dal primo che ogni partitura \u00e8 una lotta col caos, e dal disincarnato Franz, che nel canto degli umili c\u2019\u00e8 la scintilla del divino. Le nove sinfonie che accolse nel suo lascito, dopo una partitura \u201cdi studio\u201d ed una che defin\u00ec \u201cannullata\u201d, sono tutte estensioni della stessa utopia: per dirla con William Blake, \u201cvedere il mondo in un granello di sabbia, e l\u2019eternit\u00e0 in un\u2019ora\u201d. Revision\u00f2 fino alla fine ogni partitura per connetterla in un asse progressivo i cui bracci sono due grandi gruppi: le Sinfonie nn. 1-4 e le nn. 6-9, con la Quinta a fare da centro focale, sole che mai tramonta. In questo disperato combattere i limiti della materia, si consum\u00f2 fino a lasciare incompiuto il Finale della Nona, nel quale doveva culminare questa stratificazione geologica di derivazioni. Nessuna musica \u00e8 pi\u00f9 pura, astratta, fondata su forma e struttura, che quella di Bruckner. La Quarta, \u00e8 il riflesso delle prime tre: il suo campo gravitazionale. Il richiamo del corno, nelle prime battute, viene sviluppato nel tema lirico del secondo movimento,<\/p>\n<p>per poi dar corpo, per derive ritmiche, alla fanfara dello Scherzo, e ritornare, per moto inverso, all\u2019inizio del Finale. Bruckner era ossessionato dalle strutture ternarie: la Trinit\u00e0 teologica. Martire delle simmetrie, reagiva ad ogni infrazione, nel mondo reale, verso questa sua geometria dell\u2019assoluto, con attacchi di panico. Per qualche tempo, il sanatorio di Bad Kreuzen, con le sue cure idroterapiche, lo ebbe tra i suoi pazienti: i testimoni di come l\u2019uomo non possa sopportare troppa bellezza. Nelle sue sinfonie, il principio dialettico della forma-sonata \u2013 dove un tema ritmico, emblema della natura matrigna, si oppone a un canto che esprime il dolore dell\u2019uomo di fronte al destino \u2013 viene moltiplicato lungo tre sezioni. Nella prima il tempo, nemico della vita, celebra il suo trionfo; nella seconda, la vita degli esseri viventi pulsa in un\u2019ingenuit\u00e0 tenera, per quanto \u00e8 cieca; infine, il \u201ctema all\u2019unisono\u201d trasporta il tutto in cieli dove ogni contrasto diventa illusione. Il primo movimento della Quarta evoca, nella sua seconda sezione, il verso della cinciallegra. Gli uccelli, in Bruckner, sono le voci dei morti, prima che l\u2019eternit\u00e0 li faccia liberi dal tempo. Mahler sosteneva che Bruckner fosse l\u2019unico compositore capace di riemergere alla gioia, dopo le tenebre. Nelle ultime battute del movimento iniziale, il richiamo aurorale dell\u2019incipit diventa il portale verso un mondo senza gravit\u00e0. Il secondo movimento \u00e8 una Romanza: un canto antico. Com\u2019\u00e8 tipico in Bruckner, il tema si fa, poi, un\u2019eco della memoria; qualcosa che richiama paesaggi perduti. Nella sezione centrale, i \u201cpizzicati\u201d degli archi descrivono un faticoso sospirare la lirica spontaneit\u00e0, ingenua per troppa sapienza, di Schubert. Nella Coda, tutto trapassa nel silenzio del mito. Bruckner era un panteista. Credeva che Dio fosse nella luce, le fronde, le acque, i riflessi del mondo creato. Lo Scherzo festeggia la simbiosi tra uomo e natura. \u00c8 una musica scenografica, dove i timbri orchestrali evocano distanze e prospettive in progressiva dissolvenza. Nel Trio emerge il Bruckner esegeta del L\u00e4ndler, quella danza popolare che celebra le stagioni e la loro ricorrenza. La citt\u00e0 degli uomini \u00e8 fatta di riti, condivisione di un tempo rituale, che li protegge dal caos dell\u2019infinito. Nel Finale, l\u2019incedere del destino, finora reso leggenda, emerge nel suo oscuro pulsare. Il richiamo del corno che apre la sinfonia<\/p>\n<p>viene sommerso dall\u2019infuriare dell\u2019orchestra, sigillo del caos. Nella sezione centrale, Bruckner introduce un Corale dove variazioni dei temi precedenti si sovrappongono, a evocare la geometria ordinatrice del logos divino. Sempre, il Corale, in lui, \u00e8 la soglia su mondi lontanissimi. Nella magnifica Coda assistiamo ad uno dei momenti pi\u00f9 splendidi della tecnica per fasce timbriche che allude, in Bruckner, alla trascendenza. Gli archi sono la fatica del tempo; i legni, le voci che chiamano alla redenzione; gli ottoni, gli appelli di creature angeliche. Infine, il tema del corno con cui si apre la sinfonia suggella l\u2019intera forma in un esito che \u00e8 anche principio, eterno rinnovellarsi di ci\u00f2 che a noi appare momentaneo. La musica, in Bruckner, \u00e8 la curvatura ciclica del destino: l\u2019ordine che la fede in un senso immanente oltre il visibile, sa imprimere all\u2019esistere. Per Bruckner, il rivelarlo, era lo scopo dell\u2019erigere le sue colossali cattedrali sonore.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro di San Carlo<\/strong><br \/>\ngioved\u00ec 14 settembre 2023, ore 19:00<\/p>\n<p><strong>DAN ETTINGER<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Direttore |\u00a0<strong>Dan Ettinger<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Programma<\/p>\n<p><strong>Anton Bruckner<br \/>\n<\/strong><em>Sinfonia<\/em>\u00a0n. 4 in mi bemolle maggiore \u00abRomantica\u00bb<\/p>\n<p><strong><br \/>\nOrchestra del Teatro di San Carlo<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Ettinger_Dovgan_ph.L.Romano-2023-2083.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-43366\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Ettinger_Dovgan_ph.L.Romano-2023-2083.jpg\" alt=\"\" width=\"5151\" height=\"3436\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Ettinger_Dovgan_ph.L.Romano-2023-2083.jpg 5151w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Ettinger_Dovgan_ph.L.Romano-2023-2083-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Ettinger_Dovgan_ph.L.Romano-2023-2083-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Ettinger_Dovgan_ph.L.Romano-2023-2083-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Ettinger_Dovgan_ph.L.Romano-2023-2083-150x100.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 5151px) 100vw, 5151px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Con gentile preghiera di pubblicazione e\/o diffusione <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Rossana Russo<\/strong>,<\/p>\n<p>Responsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa<\/p>\n<p><a href=\"mailto:r.russo@teatrosancarlo.it\">r.russo@teatrosancarlo.it<\/a><\/p>\n<p>cell 3357431980<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giulia Romito<\/strong>,<\/p>\n<p>Comunicazione e Stampa <a href=\"mailto:g.romito@teatrosancarlo.it\">g.romito@teatrosancarlo.it<\/a> 0817972301<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comunicato Stampa \u00a0 Dan Ettinger dirige la \u201cRomantica\u201d di Bruckner Domani, gioved\u00ec 14 settembre alle ore 19 \u00a0 \u00a0 Dan [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-43364","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43364","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=43364"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43364\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=43364"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=43364"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=43364"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}