{"id":4505,"date":"2018-08-08T20:50:03","date_gmt":"2018-08-08T20:50:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=4505"},"modified":"2018-08-08T20:50:03","modified_gmt":"2018-08-08T20:50:03","slug":"il-13-agosto-a-navelli-la-presentazione-del-libro-di-antonio-galeota-quelli-che-hanno-dato-storia-del-meridione-dal-1860-a-oggi-verdone-editore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=4505","title":{"rendered":"IL 13 AGOSTO, A NAVELLI, LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI ANTONIO GALEOTA &#8211; \u201cQuelli che hanno dato \u2013 Storia del Meridione dal 1860 a oggi\u201d, Verdone Editore"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-4505 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=4506'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/cover-Quelli-che-hanno-dato-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">9 agosto 2018<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>IL 13 AGOSTO, A NAVELLI, LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI ANTONIO GALEOTA<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"center\">\u201c<span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Quelli che hanno dato \u2013 Storia del Meridione dal 1860 a oggi\u201d, Verdone Editore<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">L\u2019AQUILA \u2013 Luned\u00ec <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>13 agosto<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, alle ore 18, presso il Municipio di Navelli, verr\u00e0 presentato il volume <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>\u201c<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><i><b>Quelli che hanno dato \u2013 Storia del Meridione dal 1860 a oggi<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>\u201d<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> di <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Antonio Galeota<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, Verdone Editore. La presentazione del volume, dopo gli interventi di saluto del Sindaco di Navelli, <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Paolo Federico<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, e del Presidente della Pro Loco <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Giuseppe Giampietri<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, che hanno patrocinato la pubblicazione dell\u2019opera, prevede gli interventi dello studioso di storia locale <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Giuseppe Lalli<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, dello scrittore <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Goffredo Palmerini<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, del giornalista e moderatore <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Erminio Cavalli<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, e dell\u2019autore <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Antonio Galeota<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">Il libro, un interessante saggio storico sul nostro Meridione dall\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia ai giorni nostri &#8211; con significativi focus sull\u2019Emigrazione italiana, sul Brigantaggio e sulla storia di Navelli -, reca la Presentazione di <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Walter Capezzali<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, Presidente della Deputazione Abruzzese di Storia Patria, la Prefazione di <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Goffredo Palmerini<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, l\u2019Introduzione dell\u2019autore, la Postfazione di <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Giorgio Spezzaferri<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> e un contributo di <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Giustino Parisse<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> in quarta di copertina. Qui di seguito si riporta la Prefazione al volume, che d\u00e0 un quadro analitico degli argomenti e la cornice temporale dell\u2019opera, un libro di cui si consiglia la lettura sia per l\u2019interesse che per la scorrevolezza della scrittura.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">*** <\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>PREFAZIONE<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"right\"><span style=\"color: #000000;\">\u201c<span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><i>Da Navelli partirono in tanti, s\u00ec che in ogni famiglia c\u2019era almeno un emigrante. <\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"right\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><i>Tra i primi, nel 1871 part\u00ec Loreto Comitis, nato a Navelli ma di stirpe sulmonese, lattoniere.\u201d<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">Potrebbe essere questo, almeno per me e per il taglio che intendo dare alla Prefazione di questo bel lavoro di <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Antonio Galeota<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, l\u2019incipit del libro <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">\u201c<\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><i>Quelli che hanno dato \u2013 Storia del Meridione dal 1860 a oggi<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">\u201d<\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">. Ho infatti riflettuto molto prima di scrivere queste annotazioni, dopo aver letto e ripassato pi\u00f9 volte il testo del volume. Che, anche in ragione delle conversazioni e gli approfondimenti con l\u2019Autore, notavo s\u2019andava man mano arricchendo di nuovi spunti ed integrazioni. Insomma, un lavoro in progressione che partendo dalla piccola storia di <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Navelli<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, stupendo centro dell\u2019omonimo acrocoro che produce il migliore zafferano del mondo, allarga poi la visuale alla Grande Storia dell\u2019Italia, dall\u2019Unit\u00e0 fino ai giorni nostri. Compreso un focus appassionato sul Mezzogiorno, sugli attuali malanni del Paese ma anche sulle sue straordinarie opportunit\u00e0, proprio partendo dalla soluzione della secolare questione meridionale. Una storia locale, quella di Navelli appunto, che dimostra quanto sia vero che la Grande Storia altro non sia che il mosaico completo delle piccole storie, capaci talvolta di dare inattese risposte, pi\u00f9 late, proprio seguendo l\u2019analisi dei dettagli, delle fonti orali oltre che dei documenti, degli aneddoti e delle tradizioni, di quel complesso di elementi morali e materiali, insomma, che costituiscono la cifra d\u2019un luogo, di una comunit\u00e0 e del suo retaggio culturale. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">Dunque, anche questo interessante lavoro di <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Antonio Galeota<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> si configura &#8211; nella sua ricca articolazione tra fatti storici locali e vicende nazionali &#8211; come un significativo esempio di concezione della \u201cnuova storia\u201d, della quale <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Jacques Le Goff<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, \u00e8 stato uno degli esponenti di punta. Ovvero una Storia che non abbia come fondamenta solo le fonti documentarie, ma anche quelle orali, le tradizioni, la memoria collettiva. Insomma, etnostoria ed antropologia storica diventano elementi importanti di sviluppo della scienza storica. Come l\u2019analisi linguistica, demografica, economica, culturale. Come lo studio dei luoghi della memoria collettiva: archivi, musei e biblioteche, insieme a monumenti, cimiteri e architetture urbane. Ma anche altri elementi \u201csimbolici\u201d &#8211; commemorazioni, pellegrinaggi, ricorrenze e tradizioni popolari &#8211; e \u201cfunzionali\u201d, quali le autobiografie, i manuali, le storie delle associazioni. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">L\u2019Autore, a mio parere, propone un\u2019opera di forte interesse. Un lavoro che conferma, qualora ce ne fosse bisogno, il valore della \u201cstoria locale\u201d come elemento essenziale della grande Storia. Questa, come altre opere di storici locali, sono infatti preziose tessere d\u2019un mosaico che ricostruiscono con rara efficacia la memoria collettiva d\u2019una comunit\u00e0, quella di Navelli ma non solo, nell\u2019ultimo secolo e oltre. La societ\u00e0 attuale \u00e8 troppo distratta da occupazioni effimere, domina sempre pi\u00f9 frequentemente il pensiero volatile, mentre sempre meno c\u2019\u00e8 chi si sofferma, con spirito critico, a riflettere sulle vicende vissute dalla comunit\u00e0 di cui \u00e8 parte, affrontando la fatica dell\u2019analisi e della ricerca per definirne il contesto e lasciarne poi traccia duratura per le generazioni che seguiranno. Per paradosso, in un tempo dominato dai mezzi d\u2019informazione di massa, si rischia davvero di smarrire la memoria d\u2019una comunit\u00e0, di perderne il senso della storia. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">Ora questo non potr\u00e0 pi\u00f9 accadere, per <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Navelli<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> e per la sua comunit\u00e0, grazie al pregevole lavoro di ricerca condotto da <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Antonio Galeota<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">. Almeno per l\u2019arco del secolo e mezzo precedente all\u2019attualit\u00e0, l\u2019Autore illustra con ampiezza di riferimenti le vicende che hanno interessato la comunit\u00e0 navellese, ne descrive situazioni economiche e sociali, annota fatti grandi e piccoli che hanno interessato personaggi e famiglie del luogo. Con una feconda capacit\u00e0 narrativa l\u2019Autore offre al lettore una densa cornucopia di personaggi e di biografie, da <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Pasquale Papaoli<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> in gi\u00f9, in grado di rendere stimolante e piacevole la lettura dei fatti che racconta e del relativo contesto storico. Quasi a dar ragione a <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Karl Popper<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, quando asseriva che \u201c<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><i>In realt\u00e0 non c\u2019\u00e8 nessuna storia dell\u2019umanit\u00e0. C\u2019\u00e8 soltanto un numero illimitato di storie, che riguardano tutti i possibili aspetti della vita umana<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">Piccola storia locale, dunque, come componente della grande Storia nazionale. Qui l\u2019aggancio all\u2019inizio di questa mia nota, al valore di questo volume. Perch\u00e9 l\u2019Autore, peraltro, va oltre la piccola storia di <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Navelli<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, gi\u00e0 di per s\u00e9 preziosa. La contestualizza nelle vicende e nei fenomeni nazionali, partendo dal 1860. Dell\u2019inizio dello Stato unitario egli propone una lettura attenta, non agiografica, delle vicende, soffermandosi su fatti rimossi dalla memoria nazionale e persino dai libri di storia. Come il caso, avvenuto nell\u2019agosto 1861, del massacro di migliaia di cittadini inermi a <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Pontelandolfo<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> e <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Casalduni<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, con sevizie saccheggi e stupri, da parte dei Bersaglieri al comando del <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>colonnello Negri<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, poi premiato con Medaglia d\u2019oro al valore, che ordin\u00f2 l\u2019assalto e la carneficina dei \u201cbriganti\u201d in quei due paesi del beneventano. Solo nel 2011, nel 150\u00b0 anniversario dell\u2019Unit\u00e0, l\u2019Italia ha riconosciuto le sue responsabilit\u00e0 per quegli orribili fatti, portando con <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Giuliano Amato<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> le scuse del Presidente della Repubblica. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">L\u2019Autore d\u00e0 ampio conto del fenomeno del <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>brigantaggio<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, nell\u2019analisi sociale che lo gener\u00f2, con una lettura critica non sempre facilmente rinvenibile, specie riguardo la spietatezza della repressione che l\u2019esercito e i tribunali militari condussero grazie alle norme di giustizia sommaria approvate dal Parlamento su proposta del deputato aquilano <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Giovanni Pica<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">. Interessante quanto viene narrato sui briganti che operarono tra Popoli e Navelli. Al brigantaggio fece da <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><i>pendant <\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">l\u2019<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>emigrazione<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">. Le gravi condizioni economiche e sociali del meridione d\u2019Italia, seguite alla nascita dello Stato unitario e alla sua <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">politica fiscale, oltre al<\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">l\u2019accaparramento delle terre pubbliche da parte delle classi dominanti, sottratte ai ceti popolari, e il depotenziamento fino alla scomparsa delle numerose iniziative industriali create dai Borbone,<\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">determinarono l\u2019altro fenomeno nazionale dell\u2019emigrazione di massa verso il nord e sud America. Due capitoli <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Galeota<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> dedica all\u2019emigrazione, trattandone gli aspetti essenziali con particolare accuratezza, anche riguardo la nuova emigrazione di quest\u2019ultimo periodo, che vede espatriare ogni anno 90 mila italiani, sopra tutto giovani. Intento assai commendevole, se si pensa che quel processo di rimozione della memoria, presente il larga parte della classe dirigente, confina ai margini della nostra storia nazionale un fenomeno cos\u00ec cospicuo per il Paese (30 milioni di emigrati in un secolo, diventati ora 80 milioni di oriundi nel mondo, dunque un\u2019altra Italia ben pi\u00f9 grande). <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">Anche sotto tale aspetto il volume \u00e8 davvero apprezzabile, perch\u00e9 contribuisce ad alimentare interesse e a diffondere la conoscenza della storia nostra emigrazione. Oggi di questa storia si conosce &#8211; ma neanche poi tanto approfonditamente &#8211; la parte gloriosa: i successi e il prestigio che gli italiani delle generazioni successive alla prima emigrazione hanno conquistato in tutti i campi nel corso di questa vera e propria epopea. Molto meno si conosce la parte dolorosa. L<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">\u2019esercito di braccia che part\u00ec dall\u2019Italia verso le terre d\u2019emigrazione, infatti, si trov\u00f2 a dover affrontare inimmaginabili e drammatiche vicende umane, a lottare ogni giorno contro sospetti e pregiudizi, a subire spesso angherie d\u2019ogni sorta, a doversi confrontare in competizioni durissime con sistemi sociali sconosciuti e condizioni di lavoro altrettanto precarie. Basti appena ricordare a mo\u2019 d\u2019esempio le tragedie nelle miniere degli <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Stati Uniti<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, che stroncarono la vita a migliaia di persone, moltissimi italiani tra loro: a <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Winter Quarters<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> nello Utah (1900), a <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Fraterville<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> in Tennessee (1902), ad <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Hanna<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> nel Wyoming (1903), ad <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Harwick<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> in Pennsylvania (1904), a <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Monongah<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> in West Virginia (1907) &#8211; la pi\u00f9 tragica -, a <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Cherry<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> in Illinois (1909), a <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Dawson<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> nel New Mexico (1913), ad <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Eccles<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> nel West Virginia (1914), solo per citare quelle con il maggior numero di vittime. Dei morti molti erano adolescenti e ragazzi di pochi anni, sepolti nelle viscere della terra. E come non citare la tragedia nella miniera di carbone di Bois du Cazier, a <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Marcinelle<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> (Belgio), dove l\u20198 agosto 1956 persero la vita 262 minatori, 136 erano italiani, di cui ben 60 abruzzesi. A queste tragedie andrebbero aggiunte quelle nell\u2019oceano, i naufragi di piroscafi e bastimenti, talvolta autentiche carrette del mare cariche di emigrati nelle loro stive, partiti dai porti di <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Genova<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Napoli<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Trieste<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Palermo<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> per le Americhe, e inabissati con migliaia dei morti. <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Sirio<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Utopia<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Arandora Star<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Principessa Mafalda<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, nomi di navi che subito evocano alcune immani tragedie in mare.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">Da qualche anno, finalmente, studiosi e scrittori stanno illuminando con i loro lavori la <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Grande Emigrazione italiana<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, favorendo efficacemente la conoscenza del fenomeno migratorio verso lettori e opinione pubblica. Taluni di questi importanti autori Galeota cita opportunamente in questo suo libro. Sono opere, le loro, che segnalano a costo di quali enormi sacrifici i nostri emigrati abbiano conseguito conquiste civili, economiche e sociali nei paesi d\u2019emigrazione. Di quali terribili pregiudizi essi siano stati vittime, perfino nella \u201ccivilissima\u201d Svizzera, dove verso gli emigrati italiani \u00e8 stato tenuto persino qualche referendum dagli evidenti contorni xenofobi. Ma non dobbiamo neanche tacere che un atteggiamento simile ha interessato pure nostri connazionali delle citt\u00e0 industriali del nord Italia a danno degli emigrati meridionali. Al riguardo Galeota non fa sconti di sorta e il tema del pregiudizio xenofobo trova icastica espressione nella davvero meritoria trattazione dell\u2019eccidio per linciaggio di 11 emigrati \u201csiciliani\u201d a <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>New Orleans<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, nel 1891. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">L\u2019Autore ripercorre giorno per giorno i gravi fatti che sfociarono nel linciaggio dei nostri connazionali, dieci di essi siciliani e l\u2019undicesimo di <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Navelli<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">. Appunto quel <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Loreto Comitis<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, lattoniere, emigrato nel 1871 alla volta di <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>New York<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> e da l\u00ec in <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Louisiana<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">. Una vicenda terribile che, sulla scorta d\u2019un libro di <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Richard Gambino<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> &#8211; \u201c<\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><i>Vendetta<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">\u201d, pubblicato nel 1978 da Sperling &amp; Kupfer -, <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Galeota<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> riferisce puntualmente, mettendo bene in luce ogni aspetto della vicenda seguita all\u2019assassinio del capo della Polizia di <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>New Orleans<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">. Di quel fatto di sangue, avvenuto il 16 ottobre 1890, furono subdolamente accusati 19 nostri connazionali. Finito il processo con l\u2019assoluzione di sei imputati dall\u2019accusa dell\u2019omicidio, il 14 marzo 1891 la folla, istigata da caporioni, mosse verso il carcere provvedendo al linciaggio in cui persero la vita 11 italiani. Con un\u2019evidente responsabilit\u00e0 delle autorit\u00e0 che, pur a conoscenza del progetto delittuoso e nonostante le sollecitazioni del <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Console d\u2019Italia<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> a proteggere i nostri connazionali, non fecero nulla per impedire l\u2019eccidio. Non vi erano prove di colpevolezza nei confronti degli accusati, come dimostr\u00f2 la sentenza, ma furono tuttavia trattenuti nel carcere della Contea \u201cper tutelare la loro sicurezza\u201d. E proprio l\u00e0 migliaia di persone, aizzate anche dalla stampa locale, andarono ad operare il linciaggio. Galeota del fatto analizza le cause, tra le quali ebbero sicuramente rilievo il pregiudizio e l\u2019odio xenofobo verso i nostri emigrati, troppo in gamba per essere stati capaci in Louisiana di trasformare terreni in orti fertilissimi, ma sopra tutto per aver saputo conquistare il mercato e la distribuzione della frutta nel porto di <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>New Orleans<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, soppiantando l\u2019imprenditoria yankee. Anche questo un fatto della storia della nostra emigrazione totalmente negletto, sconosciuto, che ora anche attraverso questo volume pu\u00f2 tornare all\u2019attenzione dei lettori.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">Giova qui richiamare come l\u2019Autore, attraverso ricerche nell\u2019archivio comunale di <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Navelli<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, con grande merito abbia chiarito l\u2019origine e raccontato per intero la vicenda giudiziaria di <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Loreto Comitis<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, cinquantenne quando fu assassinato. Egli non era stato ancora sottoposto a giudizio, come conferm\u00f2 la <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Corte di New Orleans<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> in una relazione inviata al Ministro degli Esteri italiano qualche giorno dopo il linciaggio. Ma dei dettagli di questa storia tragica \u00e8 opportuno far rinvio alla lettura del volume, sicuramente avvincente, anche per l\u2019esposizione di altri casi di linciaggio dei nostri emigrati, in <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Francia<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Australia<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> e in <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Alabama<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> (Usa). Pagine dolorose della nostra emigrazione, che vanno assolutamente conosciute. Lungo, difficile e impegnativo \u00e8 stato infatti il percorso dei nostri emigrati per affrancarsi dal pregiudizio e conquistare considerazione e stima, per affermarsi in ogni settore di attivit\u00e0 nei Paesi d\u2019accoglienza, al cui sviluppo hanno fortemente contribuito. Nondimeno essi hanno conquistato sul campo, in condizioni assai difficili, ragguardevoli risultati grazie alla loro laboriosit\u00e0, all\u2019ingegno e all\u2019intraprendenza creativa, come pure alla correttezza dei loro comportamenti &#8211; nella stragrande maggioranza dei casi &#8211; tanto da guadagnarsi il rispetto grazie a testimonianze di vita esemplari. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">Hanno cos\u00ec reso un ulteriore servizio all\u2019Italia, persino pi\u00f9 importante d\u2019aver contribuito con le proprie rimesse alla sua ricostruzione e al suo progresso, nell\u2019aver dimostrato in ogni angolo del mondo quali siano le qualit\u00e0 e le doti della gente italiana, in Paesi dove la considerazione verso l\u2019Italia talvolta \u00e8 misurata pi\u00f9 sui nostri difetti in Patria che non sulle nostre virt\u00f9. Non \u00e8 un mistero che in Italia le nostre abitudini risentano di antichi vizi e si stenti ancora ad affermare uno Stato con autentiche pari opportunit\u00e0 per tutti, nei diritti ma anche nei doveri, dove leggi e regole dell\u2019organizzazione sociale presiedano rigorosamente al comportamento individuale come pure nella coscienza diffusa di tutti i cittadini. Quando questo non avviene &#8211; e talvolta cattivi esempi vengono proprio dalla classe dirigente &#8211; di noi all\u2019estero invale un concetto non certo edificante e con severit\u00e0 siamo giudicati come l\u2019Italietta, piuttosto che il grande e moderno Paese che potremmo essere con comportamenti pi\u00f9 virtuosi, ammirato per la nostra cultura e per le nostre bellezze. Queste criticit\u00e0 non riguardano i nostri connazionali all\u2019estero, perch\u00e9 con il loro comportamento offrono dell\u2019Italia un\u2019immagine seria ed affidabile, dimostrandosi i nostri migliori ambasciatori nel mondo. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">E tuttavia in Italia, nella mentalit\u00e0 di larga parte della classe dirigente, persistono stereotipi e paternalismi verso gli italiani nel mondo, rivelando un grave deficit di conoscenza del fenomeno migratorio, tanto da limitare le opportunit\u00e0 di valorizzarlo come preziosa realt\u00e0 sulla quale investire. Per chi abbia un minimo d\u2019interesse e d\u2019umilt\u00e0, l\u2019avvicinarsi alle nostre comunit\u00e0 all\u2019estero consente di scoprire un patrimonio inimmaginabile di risorse umane, professionali ed imprenditoriali, cos\u00ec ben inserite in quelle societ\u00e0, che porta ai nostri connazionali, e quindi all\u2019Italia, una messe di riconoscimenti e di prestigio, conquistati in decenni d\u2019impegno, talvolta contro supponenze e pregiudizi. Oggi gli italiani all\u2019estero sono considerati per il loro valore umano, sociale, creativo ed intellettuale. Hanno raggiunto risultati di rilievo in ogni campo di attivit\u00e0 e nei ruoli di responsabilit\u00e0 assunti nei Paesi in cui vivono. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">Le generazioni seguite alla prima emigrazione esprimono attualmente una schiera di personalit\u00e0 emergenti in ogni settore della vita sociale e civile, dall\u2019imprenditoria alle professioni, dall\u2019economia alle universit\u00e0, dalla ricerca alla politica, persino nei Parlamenti, nei Governi e nelle massime espressioni degli Stati, come dimostra la recente elezione di <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Mauricio Macri<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, d\u2019origini calabresi, alla presidenza dell\u2019<\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Argentina<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">. O al vertice della Chiesa cattolica, come il figlio d\u2019emigrati piemontesi diventato <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Papa Francesco<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">. Per gli Abruzzesi \u00e8 persino pi\u00f9 evidente. Riscattando le condizioni di dignitosa povert\u00e0 che furono alla base della loro emigrazione in ogni angolo del mondo, lasciando sperduti paesi sulle montagne grame o i villaggi delle pianure ancora soggiogate dal latifondo, gli Abruzzesi si sono guadagnati dovunque rispetto e considerazione, specie nell\u2019ultimo mezzo secolo. Una constatazione che riempie di legittimo orgoglio. Basti solo rilevare come figli della nostra emigrazione sono diventati ministri in Canada o Speaker del Congresso degli Stati Uniti. O come <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Elio Di Rupo<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, figlio d\u2019un emigrato abruzzese minatore in Belgio, sia diventato Primo Ministro di quel Paese. Di questa storia dobbiamo assolutamente avere memoria. L\u2019Italia e le sue nuove generazioni dovranno conoscerla, tenerne conto. Perch\u00e9 \u201c<\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><i>il futuro appartiene a chi ha la memoria pi\u00f9 lunga<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">\u201d, diceva <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Friedrich Nietzsche<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">La <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Memoria<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, dunque. L\u2019epopea dell\u2019emigrazione italiana, infatti, oltre ai valori sociali e culturali che incarna, \u00e8 anche un patrimonio ingente di solidariet\u00e0 e d\u2019umanit\u00e0, oggi pi\u00f9 che mai necessario per poter comprendere i drammi del nostro tempo, la grande migrazione che approda sulle nostre coste e bussa alle porte dell\u2019Europa. E l\u2019Italia non pu\u00f2 fare a meno della Memoria delle sue migrazioni, interne e verso altri continenti, se vuole essere all\u2019altezza delle sfide di questo secolo, nell\u2019accogliere quell\u2019umanit\u00e0 che mentre fugge da guerre, fame e persecuzioni cerca nel continente culla della civilt\u00e0 il proprio avvenire. Perch\u00e9 di fronte a eventi epocali come quelli che stiamo vivendo possa germogliare un nuovo umanesimo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">L\u2019Autore chiude infine il volume con un capitolo dedicato al <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Mezzogiorno<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">. L\u2019analisi dei mali italiani \u00e8 impietosa, per il senso etico kantiano che la contraddistingue. Una critica a tutto campo sui privilegi di vecchie e nuove caste. La vera zavorra dell\u2019Italia nel diventare una democrazia evoluta, un Paese davvero moderno ed europeo dove il culto della civilt\u00e0 sociale si coniuga dapprima nell\u2019esercizio rigoroso dei propri doveri e poi dei diritti. Ma <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Antonio Galeota<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> non solo denuncia. Offre anche spunti di soluzione ai problemi, mostrando quella sensibilit\u00e0 politica e quella competenza amministrativa che lo hanno fatto distinguere come amministratore, funzionario pubblico e Sindaco. Della questione meridionale, trattata a conclusione del volume, dell\u2019Autore s\u2019avverte la dimestichezza culturale, la conoscenza di quel ricco filone di sensibilit\u00e0 che attinge alle intuizioni di <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Gaetano Salvemini<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> e <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Giustino Fortunato<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">, ma anche pi\u00f9 recenti di <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Pasquale Saraceno<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> e <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Paolo Sylos Labini<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">. In definitiva, di quella sana cultura del riformismo italiano che nella soluzione della secolare questione meridionale individua la svolta dello sviluppo del Paese, puntando sulle straordinarie potenzialit\u00e0 del Meridione: in campo turistico, culturale, ambientale, agricolo ed enogastronomico, nella ricerca scientifica, nell\u2019innovazione, nell\u2019alta formazione e nella valorizzazione dell\u2019eccezionale giacimento artistico ed architettonico che questa porzione d\u2019Italia detiene. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\">Un\u2019ultima considerazione. L\u2019Autore rifugge dagli equilibrismi dialettici. La trattazione trasuda estrema franchezza di giudizio, a merito di chi non ha timore d\u2019assumere posizioni nette, in un\u2019etica delle responsabilit\u00e0 talvolta sconosciuta dalla nostra politica. E che <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Antonio Galeota<\/b><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"> sia un \u201cpolitico\u201d &#8211; nel senso pi\u00f9 nobile del termine &#8211; di vaglia, si comprende a distanza. Anche quando le sue argomentazioni possono non essere del tutto o in parte condivisibili, restano tuttavia lievito di discussione, contributo rilevante per un dibattito consapevole e maturo. Pure sotto questo profilo il presente volume \u00e8 rimarchevole. Utile. Generosamente fecondo. Ben scritto, con una prosa ricca, persino incastonata di qualche incursione nel vernacolo, che ne avvalora la leggibilit\u00e0, lineare e piacevole, connotando ancor pi\u00f9 la qualit\u00e0 di quest\u2019opera. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', serif;\"><b>Goffredo Palmerini<\/b><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; 9 agosto 2018 IL 13 AGOSTO, A NAVELLI, LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI ANTONIO GALEOTA \u201cQuelli che hanno dato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-4505","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4505","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4505"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4505\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4505"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4505"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4505"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}