{"id":45732,"date":"2023-10-27T23:05:50","date_gmt":"2023-10-27T23:05:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=45732"},"modified":"2023-10-27T23:05:50","modified_gmt":"2023-10-27T23:05:50","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-2861","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=45732","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/ghjk-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-45432\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/ghjk-1.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"119\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/ghjk-1.jpg 244w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/ghjk-1-150x73.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Comunicato Stampa<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>In scena al Teatro di San Carlo una nuova produzione di\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Maometto secondo <\/em><\/strong><strong>rara opera \u201cnapoletana\u201d di Gioachino Rossini<\/strong><\/p>\n<p><strong>Con la direzione di Michele Mariotti e la regia di Calixto Bieito<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Domenica 29 ottobre ore 17<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Maometto secondo <\/em><\/strong>di <strong>Gioachino Rossini<\/strong>, titolo conclusivo della <strong>Stagione d\u2019opera<\/strong> <strong>2022-2023<\/strong> del <strong>Teatro di San Carlo<\/strong>, debutta al Lirico di Napoli <strong>domenica 29 ottobre alle ore 17<\/strong> con la direzione di <strong>Michele Mariotti<\/strong> e la regia di <strong>Calixto Bieito<\/strong>, regista spagnolo per la prima volta al Massimo napoletano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In scena <strong>fino al 5 novembre<\/strong>, questa nuova produzione del Teatro di San Carlo avr\u00e0 le scene di\u00a0<strong>Anna Kirsch<\/strong>, i costumi di\u00a0<strong>Ingo Kr\u00fcgler<\/strong> e le luci di <strong>Michael Bauer<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel cast vocale <strong>Dmitry Korchak<\/strong> (Paolo Erisso), <strong>Vasilisa Berzhanskaya<\/strong> (Anna), <strong>Varduhi Abrahamyan<\/strong> (Calbo), <strong>Li Danyang<\/strong> (Condulmiero), <strong>Roberto Tagliavini<\/strong> (Maometto II) e <strong>Andrea Calce<\/strong> (Selimo).<\/p>\n<p><strong>Michele Mariotti<\/strong> sar\u00e0 alla guida di <strong>Orchestra e Coro<\/strong> del Teatro di San Carlo (quest\u2019ultimo preparato dal Maestro aggiunto del Coro Vincenzo Caruso).<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Calixto Bieito<\/strong> nato a Miranda de Ebro (Spagna), vive a Basilea. Il <em>Pierrot lunaire<\/em> di Sch\u00f6nberg \u00e8 stata la sua prima opera per il teatro musicale, seguito dalla <em>Carmen <\/em>al Festival di Peralada. Il <em>Macbeth<\/em> a Salisburgo nel 2001, l&#8217;<em>Amleto<\/em> a Edimburgo nel 2002 e diversi allestimenti ad Hannover sono stati seguiti da una produzione molto controversa di <em>Die Entf\u00fchrung aus dem Serail<\/em> alla Komische Oper di Berlino nel 2004. Queste produzioni hanno rapidamente consolidato la sua fama e notoriet\u00e0 come uno dei pi\u00f9 importanti registi europei, acclamato e odiato con zelo e ardore. Nel dramma cos\u00ec come nell\u2019opera \u00e8 uno spirito di contemporaneit\u00e0 senza compromessi che segna l\u2019approccio teatrale di Calixto Bieito. Visioni di alta tensione ed energia portano direttamente al centro del dramma e dei conflitti.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La partitura di <em>Maometto secondo<\/em> fu scritta per il Teatro di San Carlo nel 1820 quando Rossini ne era il direttore artistico e dopo un\u2019unica ripresa nella stagione 1825-26 non \u00e8 mai pi\u00f9 stata rappresentata a Napoli. Si tratta dunque di un\u2019occasione importante anche perch\u00e9 sar\u00e0 utilizzata per la prima volta l\u2019edizione critica preparata dalla Fondazione Rossini di Pesaro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sabato 28 ottobre alle ore 18 nel Foyer \u2013 Salone degli Specchi, l\u2019opera sar\u00e0 presentata a cura di Ilaria Narici (direttrice scientifica della Fondazione Rossini di Pesaro e curatrice dell\u2019edizione critica) con la partecipazione dell\u2019esperto rossiniano Sergio Ragni, nella serie \u201cLezioni d\u2019opera\u201d curata da \u00a0Dinko Fabris, responsabile scientifico del dipartimento comunicazione del Teatro di San Carlo. (ingresso libero)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Guida all\u2019ascolto<\/em><\/p>\n<p><em>A cura di Ilaria Narici<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Maometto secondo<\/em><\/strong><strong> di Rossini a Napoli: dalla creazione all\u2019edizione critica<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Napoli 1820<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La sua unica occupazione durante i disordini, la sua grande preoccupazione, era quella di evitare di essere reclutato nella Guardia Nazionale; per raggiungere questo obiettivo utilizz\u00f2 tutte le risorse della sua intelligenza e tutti i poteri della sua immaginazione. Tuttavia, su richiesta del generale Pepe, accett\u00f2 alla fine di non dare il cattivo esempio. Si lasci\u00f2 crescere i baffi e indoss\u00f2 l&#8217;uniforme due o tre volte; ma l&#8217;inutilit\u00e0 dei suoi sforzi per darsi un&#8217;aria marziale e la sua totale mancanza di vocazione fecero s\u00ec che dopo nove giorni fosse riformato dai suoi capi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il soggetto del racconto \u00e8 Gioachino Rossini, il contesto Napoli 1820 durante i moti carbonari scoppiati il 1\u00b0 luglio. Un esercito di rivoltosi guidati da Guglielmo Pepe, inizialmente posto dai Borboni alla testa dell\u2019esercito regio, entr\u00f2 trionfante in citt\u00e0. Nel racconto tardivo del biografo di Rossini, Alexis Azevedo, redatto quando questi era ancora in vita, il particolare dei baffi non \u00e8 trascurabile. Si trattava infatti di una concessione del compositore &#8211; tutt\u2019altro che rivoluzionario &#8211; alle esigenze del momento, essendo i baffi un segno distintivo dei patrioti risorgimentali. Ma i codici nel tempo mutano e nel 1851, per non esporsi politicamente, Rossini taglier\u00e0 i baffi con cui lo ritrae il pittore Vito d\u2019Ancona<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> per non apparire reazionario (\u201cil n\u2019y a que le Codini qui portent Moustaches\u201d).<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che in un contesto politico caratterizzato da frequenti e repentini rivolgimenti, Rossini, come tutti gli artisti, non poteva rischiare passi falsi operando in un sistema culturale fortemente influenzato dai governi in carica. A Napoli, grazie all\u2019arrendevolezza di re Ferdinando, costretto a promettere e poi a concedere la costituzione, i tumulti si erano spenti rapidamente e Rossini ne scrisse alla madre l\u201911 luglio: \u00abQui tutto \u00e8 tranquillo il nostro buon Sovrano ha firmata la costituzione, e vi assicuro che i Napoletani hanno fatto un\u2019azione Inarivabile\u00bb.<\/p>\n<p>Il 1820 segna un cambio di passo nel ritmo produttivo di Rossini che, dal debutto veneziano del 1810, in dieci anni aveva composto ben trenta titoli. Dopo la concertazione a gennaio di <em>Ferdinando Cortez<\/em> di Spontini, l\u2019unico impegno portato a termine nella prima pare dell\u2019anno era stata la <em>Messa di gloria, <\/em>eseguita il 24 marzo nella chiesa di San Ferdinando. Quanto alla promessa di un\u2019opera da comporre per Maria Luisa di Borbone, reggente del ducato di Lucca, fu continuamente dilazionata e, tra scuse e menzogne, mai realizzata. Intanto a primavera Rossini si era impegnato per una nuova opera (sar\u00e0 <em>Maometto secondo<\/em>) nella stagione d\u2019autunno del San Carlo, ma anche questo progetto avanzava a passi lenti, complici i timori suscitati dalle circostanze politiche che \u00abgli avevano bucato interamente l\u2019estro\u00bb e, unitamente alla stagione caldissima, tolto \u00abogni facolt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>In un clima pacificato dall\u2019emanazione della costituzione, Rossini riprese ad occuparsi dell\u2019opera per il San Carlo. La scelta del soggetto, secondo quanto attesta il \u00abGiornale delle Due Sicilie\u00bb del 25 maggio 1820, era gi\u00e0 da mesi caduta sulla tragedia <em>Anna Erizo<\/em> del letterato napoletano Cesare Della Valle duca di Ventignano che narra dell\u2019assedio della colonia veneziana di Negroponte (attuale Calcide), sull\u2019isola greca di Eubea, da parte del sultano Mehmet II. Rossini ne venne a conoscenza dallo stesso autore che sedeva nella Deputazione dei Reali Teatri e che era dunque direttamente al corrente dei suoi progetti artistici. Stando alla testimonianza del Della Valle, fu lo stesso compositore a interessarsi al soggetto e a richiedergli di trarne un libretto per la sua opera.<\/p>\n<p>Che sia stato Rossini a scegliere il soggetto \u00e8 un dato utile a sfatare una volta di pi\u00f9 l\u2019erroneo preconcetto secondo il quale egli non avrebbe rivolto particolare interesse ai testi che metteva in musica. Inoltre, nel caso di <em>Maometto secondo<\/em>, ci troviamo di fronte ad una situazione rovesciata nel rapporto fonte letteraria\/libretto, dato che la stesura del libretto precede quella della tragedia, che circol\u00f2 manoscritta prima di essere data alle stampe nel 1824. Procedura del tutto insolita tanto che Della Valle, qualche decennio dopo, commentando il rapporto tra poesia e musica scriver\u00e0: \u00abS\u2019incominci\u00f2 scrivendo Drammi per musica, si \u00e8 finito scrivendo musiche per Drammi. S\u2019incominci\u00f2 con poesia da mettersi in musica, si \u00e8 finito con musiche da applicarvi la poesia\u00bb.<\/p>\n<p>Nel caso di <em>Maometto<\/em>, tra libretto e tragedia anche il baricentro drammaturgico \u00e8 rovesciato: il libretto \u00e8 intitolato al sultano conquistatore laddove nella tragedia Anna, figlia di Paolo Erizzo, bailo di Negroponte all\u2019epoca dell\u2019assedio della citt\u00e0 dalla flotta ottomana, ne \u00e8 la protagonista. Nonostante all\u2019inizio dell\u2019Ottocento Anna fosse presentata come un\u2019autentica eroina veneziana, oggi sappiamo che si tratta di un personaggio leggendario. Tratti dalla storia sono invece gli altri personaggi principali del dramma: il provveditore veneziano Paolo Erizzo (1411-1470), &#8211; il cui cognome nella tragedia \u00e8 mutato in Erisso per servire alla dolcezza del verso &#8211; accanto al quale combatterono i capitani Alvise Calbo (ca 1404-1470) e Giovanni di Antonio Bondumier (1417-1470).<\/p>\n<p>Sebbene l\u2019azione sia ispirata dalla storia, l\u2019apporto dei Greci \u00e8 taciuto nel libretto di Della Valle per dare maggior risalto all\u2019eroismo italiano presentato come l\u2019ultimo bastione in Oriente contro la minaccia ottomana nei termini di uno scontro di civilt\u00e0 secondo la percezione del pubblico cristiano di primo Ottocento. Eliminato qualsiasi riferimento alla realt\u00e0 greca di Negroponte per farne una storia tutta italiana &#8211; l\u2019isola di Eubea era parte della repubblica di Venezia sin dal 1209 \u2013 il libretto di <em>Maometto<\/em> presenta i veneziani come le uniche vittime e gli unici difensori della propria terra, al punto da rovesciare la realt\u00e0 storica che vide la sconfitta dei Veneziani e l\u2019assassinio di Paolo Erizzo. Qui il sacrificio finale di Anna e le parole da lei rivolte a Maometto dopo essersi pugnalata sulla tomba della madre, segnano l\u2019eroico epilogo dell\u2019italica virt\u00f9, parole nelle quali \u00e8 difficile non leggere un riferimento all\u2019attualit\u00e0, un omaggio di Della Valle al patriottico clima politico instauratosi a Napoli in quei mesi:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Anna<\/strong><em> (appoggiandosi al sepolcro della madre)<\/em><\/p>\n<p>E tu che Italia,,, conquistar\u2026 presumi<\/p>\n<p>Impara or tu\u2026 da un\u2019Itala donzella<\/p>\n<p>Che ancor degli eroi la patria \u00e8 quella. <em>(cade morta appi\u00e8 del sepolcro)<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Rossini non music\u00f2 questi versi, che sostitu\u00ec con una quartina, scritta verosimilmente di suo pugno e intonata da Anna,<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sul cenere materno<\/p>\n<p>Io porsi a lui la mano,<\/p>\n<p>il cenere materno<\/p>\n<p>abbia il mio sangue ancor!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>seguita dall\u2019intervento finale di Maometto e Coro:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>T\u2019arresta, che istante orribile!<\/p>\n<p>Oh giorno di dolor!<\/p>\n<p>Gi\u00e0 muore, oh Dio, la misera;<\/p>\n<p>oh giorno di dolor!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Un \u00abnovello sentiero\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Approntato il libretto, il 17 ottobre Rossini aggiorn\u00f2 la madre: \u00abIo st\u00f2 perfettamente e ho gi\u00e0 finita la mia opera il Maometto che spero non sar\u00e0 inferiore alle altre\u00bb e di nuovo il 7 novembre \u00abIo ho Finita l\u2019Opera il Maometto, che va in scena Fra Sei Giorni.\u00bb La prima rappresentazione avvenne in realt\u00e0 solo il 3 dicembre con un <em>cast<\/em> stellare che annoverava per le prime parti il tenore Andrea Nozzari (Paolo Erisso), Isabella Colbran (Anna), il contralto <em>en travesti<\/em>\u00a0 Adelaide Comelli (Calbo) e il basso Filippo Galli, ritornato al San Carlo per vestire i panni di Maometto. L\u2019esito fu buono pur se sorprendente sotto l\u2019aspetto di una svolta stilistica che il recensore del \u00abGiornale del Regno delle Due Sicilie\u00bb non manc\u00f2 di sottolineare:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si direbbe che questa poesia abbia animato Rossini ad allontanarsi dalle tracce finora da esso calcate, e lo abbia animato alla semplicit\u00e0 ed alla purit\u00e0 dello stile de\u2019 nostri grandi compositori, in modo che se continua egli a seguire questo novello sentiero, il <em>Maometto<\/em> segner\u00e0 nella storia delle sue opere un secondo periodo d\u2019assai pi\u00f9 glorioso del primo, in cui potr\u00e0 superare non che emulare quei Magni, i quali o ebber culla tra noi, o tra noi si formarono all\u2019arte divina che insegna a riunire tutti i prestigi della melodia, dell\u2019armonia e del ritmo musicale, ed a molcere le orecchie con accenti che perfino i cuori men sensitivi soavemente commovino. La musica del primo atto del <em>Maometto<\/em> \u00e8 dal principio alla fine ricca di bellezze originali. I cori, le arie, i due terzetti, il finale, uniscono la melodia alla forza, la semplicit\u00e0 alla magnificenza, e quel patetico senza grida, quell\u2019armonia senza fragore e senza confusione, che era con tanta sapienza usata dagli antichi, e che difficilmente si incontra nelle composizioni dei moderni.<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si ritrovano qui alcuni dei <em>topoi<\/em> della recezione rossiniana di primo Ottocento, in particolare i riferimenti alla melodia (Rossini in una tarda testimonianza avrebbe scritto di stesso \u00ab<em>je ne suis rien qu\u2019un pauvre m\u00e9lodiste<\/em>\u00bb), e all\u2019orchestrazione, lodata in quanto lontana da quel fragore che la critica ostile spesso gli imputava. Non sfugg\u00ec il portato innovativo di <em>Maometto secondo<\/em>, opera dalla spiccata libert\u00e0 formale, nella quale Rossini travalica i limiti del pezzo chiuso e la rigida alternanza Recitativo \u2013 Numero musicale per inglobare in grandi forme arie, duetti, terzetti, alternati a recitativi accompagnati dagli Archi, spesso con interventi di tutta l\u2019orchestra. Nei recitativi riecheggiano spunti tematici dei numeri musicali che creano un <em>continuum<\/em> drammaturgico, dove la misura diventa l\u2019intero atto e non pi\u00f9 il singolo brano. Si veda ad esempio il grande Terzetto \u00abOhim\u00e8! Qual fulmine\u00bb (definito da Rossini \u00abTerzettone\u00bb, N. 3) al centro del primo atto, la pi\u00f9 complessa struttura musicale elaborata dal compositore, che al termine risolve direttamente nel successivo Coro e Cavatina di sortita di Maometto senza cesura tra i due pezzi, o nel finale il rond\u00f2 di Anna, mutilato della tradizionale cabaletta in quanto interrotto dal gesto suicida della donna.<\/p>\n<p>I richiami tematici scorrono inoltre all\u2019interno delle grandi campate dei due atti dell\u2019opera, con funzione drammaturgica analoga a quella del <em>leitmotiv, <\/em>come il recitativo drammatico sul tremolo degli archi con cui Anna rievoca la madre, analogo al passo in cui Erisso consegna alla figlia Anna il pugnale [N. 3], o il tema turchesco che anticipa l\u2019apparizione di Maometto in scena e che riappare nel recitativo seguente.<\/p>\n<p>All\u2019interno di strutture monolitiche per compattezza, le situazioni drammaturgiche sono delineate dagli strumenti dell\u2019orchestra in momenti f\u00e0tici: l\u2019Arpa nelle preghiere (preghiera di Anna \u00abGiusto ciel\u00bb nel Terzettone, la preghiera interna intonata dal Coro di Donne nel Finale Secondo [N. 11] \u00abNume, cui_il Sole_\u00e8 trono\u00bb), o scandite da segnali come il colpo di cannone eseguito dalla Gran Cassa che anticipa l\u2019avvento improvviso delle truppe di Maometto, il tamburo sul palco che accompagna l\u2019arrivo della guarnigione veneziana, o nel recitativo dopo il Duetto Maometto- Anna nell\u2019Atto II, dove un crescente battere di tamburi richiama i soldati musulmani a schierarsi. La dimensione spaziale \u00e8 inoltre amplificata dalla presenza della Banda sul palco che in un gioco dentro\/fuori segnala l\u2019avanzare degli eserciti come musica militare, o rinforza la compagine orchestrale nei grandi pezzi d\u2019insieme.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019edizione critica<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019autografo di <em>Maometto secondo, <\/em>conservato alla Fondazione Rossini di Pesaro unitamente a molti altri manoscritti lasciati in eredit\u00e0 dal Maestro alla sua citt\u00e0 natale, \u00a0\u00e8 composto da due volumi di fascicoli non rilegati, contenenti parzialmente la musica (incompleta)\u00a0 di almeno tre opere: <em>Maometto<\/em> versione Napoli 1820, parte della musica del rifacimento dell\u2019opera attuato per il Teatro La Fenice di Venezia nel 1822, alcune sezioni rielaborate per <em>Le si\u00e8ge de Corinthe<\/em>, opera che Rossini ricompose a partire da <em>Maometto<\/em> per le scene del Th\u00e9\u00e2tre de l\u2019Acad\u00e9mie Royale de Musique (l\u2019Op\u00e9ra) nel 1826.<\/p>\n<p>Per quanto concerne la versione originale di <em>Maometto<\/em> <em>secondo<\/em> (Napoli 1820), il manoscritto pesarese presenta ampie lacune, colmate dall\u2019edizione critica curata da Claudio Scimone nel 1985 ricorrendo a copie manoscritte coeve. Da allora la ricerca musicologica intorno a Rossini \u00e8 andata molto avanti, e sono stati identificati brani dell\u2019opera o frammenti di essa in biblioteche e archivi pubblici e privati. Per questa ragione la Fondazione Rossini ha ritenuto necessario riaprire il cantiere di lavoro su questo importante titolo del catalogo rossiniano rivedendo il testo musicale alla luce delle nuove acquisizioni, quali la Cavatina di Maometto del primo atto, il cui autografo fu acquistato ad un\u2019asta dal grande studioso rossiniano Bruno Cagli e poi donato alla Fondazione Rossini, o il Coro \u00ab\u00c8 follia sul fior degli anni\u00bb che apre il secondo atto, conservato alla New York Public Morgan di New York. Ulteriore oggetto di studio per la presente edizione critica \u00e8 costituito dagli abbozzi autografi di differenti passaggi dell\u2019opera. Si tratta di documenti utili a ricostruire il percorso compositivo seguito da Rossini nella creazione delle sue opere e soprattutto rari, considerato che, diversamente da Verdi che ha lasciato un <em>corpus<\/em> di abbozzi e schizzi ragguardevole, di Rossini pochissimi sono gli schizzi preparatori pervenutici.<\/p>\n<p>Il ritorno di <em>Maometto secondo<\/em> dopo pi\u00f9 di duecento anni sulle scene dello stesso teatro che la tenne a battesimo \u00e8 opportunit\u00e0 di verifica del testo di questa nuova edizione. Alla luce della tragica attualit\u00e0 di questi nostri giorni, dove assistiamo a stragi e moderni assedi, la vicenda dello scontro tra oriente e occidente rappresenta uno di quei \u00abmomenti fatali della storia in cui maturano decisioni che trascendono la contingenza e che \u00abfulgide e immutabili come le stelle, risplendono sopra la notte dell\u2019umana caducit\u00e0\u00bb (S. Zweig).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro di San Carlo<br \/>\n<\/strong>domenica 29 ottobre 2023, ore 17:00<\/p>\n<p>marted\u00ec 31 ottobre 2023, ore 20:00<\/p>\n<p>gioved\u00ec 2 novembre 2023, ore 18:00<\/p>\n<p>domenica 5 novembre 2023, ore 17:00<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gioachino Rossini<\/strong><\/p>\n<p><strong>MAOMETTO SECONDO<\/strong><\/p>\n<p><em>Dramma<\/em>\u00a0in due atti su libretto di Cesare Della Valle, dal suo\u00a0<em>Anna Erizo<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Direttore |\u00a0<strong>Michele Mariotti<\/strong><\/p>\n<p>Regia |\u00a0<strong>Calixto Bieito<\/strong>\u00a0<em>\u266d<\/em><\/p>\n<p>Scene |\u00a0<strong>Anna Kirsch<\/strong><\/p>\n<p>Costumi |\u00a0<strong>Ingo Kr\u00fcgler<\/strong><em>\u266d<\/em><\/p>\n<p>Luci |\u00a0<strong>Michael Bauer<\/strong><em>\u266d<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Interpreti<\/p>\n<p>Paolo Erisso |\u00a0<strong>Dmitry Korchak<\/strong><\/p>\n<p>Anna |\u00a0<strong>Vasilisa Berzhanskaya<\/strong><\/p>\n<p>Calbo |\u00a0<strong>Varduhi Abrahamyan<\/strong><\/p>\n<p>Condulmiero |\u00a0<strong>Li Danyang\u00a0<\/strong><em>#<\/em><\/p>\n<p>Maometto II |\u00a0<strong>Roberto Tagliavini<\/strong><\/p>\n<p>Selimo\u00a0|\u00a0<strong>Andrea Calce\u00a0<\/strong><em>#<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u266d<\/em><em>\u00a0debutto al Teatro di San Carlo<\/em><\/p>\n<p><em># allievi Accademia teatro di San Carlo<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo<\/strong><\/p>\n<p>Maestro aggiunto del Coro Vincenzo Caruso<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Produzione del Teatro di San Carlo<\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Con gentile preghiera di pubblicazione e\/o diffusione <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Rossana Russo<\/strong>,<\/p>\n<p>Responsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa<\/p>\n<p><a href=\"mailto:r.russo@teatrosancarlo.it\">r.russo@teatrosancarlo.it<\/a><\/p>\n<p>cell 3357431980<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giulia Romito<\/strong>,<\/p>\n<p>Comunicazione e Stampa <a href=\"mailto:g.romito@teatrosancarlo.it\">g.romito@teatrosancarlo.it<\/a> 0817972301<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Calixto_Bieito_werktreuecom.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-45733\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Calixto_Bieito_werktreuecom.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1255\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Calixto_Bieito_werktreuecom.jpg 800w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Calixto_Bieito_werktreuecom-191x300.jpg 191w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Calixto_Bieito_werktreuecom-768x1205.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Calixto_Bieito_werktreuecom-653x1024.jpg 653w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Calixto_Bieito_werktreuecom-96x150.jpg 96w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Michele-Mariotti_@Victor-Santiago_5567.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-45734\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Michele-Mariotti_@Victor-Santiago_5567.jpg\" alt=\"\" width=\"1417\" height=\"2125\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Michele-Mariotti_@Victor-Santiago_5567.jpg 1417w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Michele-Mariotti_@Victor-Santiago_5567-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Michele-Mariotti_@Victor-Santiago_5567-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Michele-Mariotti_@Victor-Santiago_5567-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Michele-Mariotti_@Victor-Santiago_5567-100x150.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 1417px) 100vw, 1417px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comunicato Stampa &nbsp; 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