{"id":45961,"date":"2023-11-02T20:57:50","date_gmt":"2023-11-02T20:57:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=45961"},"modified":"2023-11-02T20:57:50","modified_gmt":"2023-11-02T20:57:50","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-2878","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=45961","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/image003-1.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-45739\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/image003-1.png\" alt=\"\" width=\"249\" height=\"94\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/image003-1.png 249w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/image003-1-150x57.png 150w\" sizes=\"(max-width: 249px) 100vw, 249px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Comunicato Stampa<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dan Ettinger <\/strong><strong>e il violinista Linus Roth<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0protagonisti del nuovo appuntamento della Stagione di Concerti<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sabato 4 novembre ore 19<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>La<strong> Stagione di Concerti 2022\/23 del Teatro di San Carlo <\/strong>giunge al penultimo appuntamento <strong>sabato 4 novembre alle 19<\/strong> con il direttore musicale <strong>Dan Ettinger <\/strong>alla guida dell\u2019Orchestra e del violinista tedesco <strong>Linus Roth<\/strong>. In programma il <strong><em>Concerto in sol minore per violino e orchestra, op. 67<\/em><\/strong> di <strong>Mieczys\u0142aw Weinberg<\/strong> e la <strong><em>Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 55 \u201cEroica\u201d<\/em><\/strong> di <strong>Ludwig van Beethoven<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Classe 1977, da quando ha vinto l&#8217;Echo Klassik Award per il suo album di debutto nel 2006, <strong>Linus Roth<\/strong> si \u00e8 affermato come uno dei violinisti pi\u00f9 interessanti della sua generazione e come divulgatore di opere e compositori ingiustamente dimenticati. Il suo impegno nei confronti del compositore polacco Mieczys\u0142aw Weinberg \u00e8 testimoniato anche dall\u2019incisione del <em>Concerto per violino e orchestra op.67 <\/em>con la \u00a0Deutsches Symphonie di Berlino. Nel corso sella sua carriera Roth si \u00e8 esibito con la Radio Symphony Orchestra della SWR e Berlino, l\u2019orchestra Bruckner di Linz, la Royal Liverpool Philharmonic, la Berner Sinfonieorchester e la Munich Chamber Orchestra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Mieczys\u0142aw <\/strong><strong>Weinberg<\/strong> compose il <strong><em>Concerto in sol minore per violino e orchestra op. 67<\/em><\/strong>, su richiesta di Leonid Kogan, che lo esegu\u00ec per la prima volta il 12 febbraio 1961 a Mosca, con l\u2019Orchestra Filarmonica di Mosca diretta da Gennadij Rozhdestvenskij. L\u2019aspetto pi\u00f9 evidente della composizione \u00e8 l\u2019eccezionale rilievo conferito al violino solista, che suona ininterrottamente dalla prima all\u2019ultima battuta. Si tratta di un autore ingiustamente poco valutato, soprattutto in Italia (questa \u00e8 la prima esecuzione a Napoli del suo <em>Concerto per violino<\/em>) per la cui riscoperta il violinista Roth \u00e8 fortemente impegnato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella seconda parte del concerto, l&#8217;Orchestra del Teatro di San Carlo eseguir\u00e0 la <strong><em>Sinfonia n.3 in mi bemolle maggiore<\/em> op.55 \u201cEroica\u201d <\/strong>di <strong>Ludwig van Beethoven<\/strong>, composizione cruciale, nella storia del genere e nella parabola creativa beethoveniana. L&#8217;opera doveva inizialmente essere dedicata a Napoleone Bonaparte, icona di una umanit\u00e0 rinnovata dagli ideali rivoluzionari di libert\u00e0 e uguaglianza. L&#8217;autoincoronazione di Napoleone a imperatore port\u00f2 invece il compositore a cambiare prospettiva e titolare \u201c<em>Sinfonia eroica\u201d<\/em>. La prima esecuzione assoluta ebbe luogo al Theater an der Wien il 7 aprile 1805.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Guida all\u2019ascolto del <\/em>Concerto per violino<em> di <\/em><em>Mieczys\u0142aw <\/em><em>Weinberg<\/em><\/p>\n<p><em>a cura di Giuseppina Crescenzo<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando ci si addentra nel panorama della musica classica russa, e in particolare sovietica, emergono i nomi di vari compositori tuttora poco noti, soprattutto per il pubblico italiano. Recentemente, diversi critici, musicologi e artisti hanno iniziato a discutere di una figura che \u00e8 stata etichettata come \u00abil terzo grande compositore sovietico\u00bb (dopo Dmitrij \u0160ostak\u00f3vi\u010d e Sergej Sergeevi\u010d Prokof&#8217;ev). Stiamo parlando del compositore Mieczys\u0142aw Weinberg (il cui nome si pronuncia &#8216;Mee-yeh-chiss-wav&#8217; e il cognome &#8216;Vine-berg&#8217;). Weinberg, vissuto dal 1919 al 1996, ha prodotto un vasto repertorio musicale. Se uno si dovesse chiedere il motivo per cui non ha mai sentito parlare di Weinberg prima d&#8217;ora, esistono diverse ragioni che spiegano perch\u00e9 la sua musica non abbia raggiunto una notoriet\u00e0 duratura nel corso della sua vita, e alcune di queste ragioni verranno esplorate di seguito.<\/p>\n<p>Weinberg nacque in Polonia nel 1919 da genitori ebrei. Con l&#8217;avvento della seconda guerra mondiale, la Germania nazista invase la Polonia. Rendendosi conto che la vita di un giovane ebreo sarebbe stata a rischio, il diciannovenne Weinberg fugg\u00ec verso est e, dopo settimane di viaggio estenuante, raggiunse l&#8217;Unione Sovietica, dove fu accettato come cittadino con il nome ufficiale cambiato in \u00abMoisey\u00bb. Studi\u00f2 composizione al Conservatorio di Minsk ma dovette fuggire dall&#8217;avanzata nazista in Unione Sovietica nel 1941. Weinberg si rifugi\u00f2 allora a Tashkent, dove le sue composizioni cominciarono a suscitare notevole interesse. Per il resto della sua vita, Weinberg visse a Mosca, con la sua musica celebrata da artisti del calibro di David Oistrakh, Mstislav Rostropovich, Kiril Kondrashin, oltre al Borodin Quartet. Tuttavia, non sfugg\u00ec ai dolori della vita sotto il regime sovietico. Il clima politico antisemita del dopoguerra port\u00f2 all&#8217;assassinio del suocero di Weinberg per ordine di Stalin nel 1948. Nel culmine di questo fervore politico, Weinberg stesso fu imprigionato per diversi mesi nel 1953, venendo rilasciato solo dopo la morte di Stalin. Quest&#8217;esperienza lo segn\u00f2 profondamente, spingendolo a dedicare il resto della sua vita alla composizione musicale, principalmente in memoria delle vittime della guerra.<\/p>\n<p>Weinberg si rivel\u00f2 un compositore estremamente prolifico, con sinfonie, opere, quartetti d&#8217;archi, musiche per film e per il circo. La sua musica sta vivendo una rinascita in Russia e in Occidente, dopo un periodo di oblio. Le ragioni di ci\u00f2 sono molteplici. In parte, la sua relativa oscurit\u00e0 \u00e8 attribuibile al suo forte senso di modestia, che lo portava a fare poco per promuovere la propria musica o assicurarne l&#8217;esecuzione. Weinberg fu anche vittima delle correnti contrarie nella scena musicale sovietica. Con l&#8217;emergere di una nuova generazione di compositori, la musica di Weinberg veniva eseguita sempre meno. Tuttavia, oggi la sua musica sta finalmente ottenendo il riconoscimento che merita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Linus Roth, violinista tedesco di fama internazionale e solista di questa serata ha il nobile merito di aver riscoperto le composizioni di Weinberg.\u00a0 Ci\u00f2 avvenne pi\u00f9 o meno per caso. Entusiasta dopo aver scoperto un suo <em>Trio con pianoforte<\/em>, ha continuato la sua ricerca e ha riscoperto, oltre alle <em>Sonate per violino<\/em> di Weinberg, appunto il <em>Concerto per violino<\/em>, completamente assente dalle sale concertistiche occidentali. Roth si \u00e8 impegnato molto per portare in vita le opere di Weinberg e ha fondato la Weinberg Society &#8211; il cui presidente onorario \u00e8 la vedova di \u0160ostak\u00f3vi\u010d, Irina &#8211; con lo scopo di far conoscere meglio l&#8217;ampia opera del compositore polacco-russo nelle sale da concerto e attraverso le incisioni.<\/p>\n<p>Linus Roth considera il <em>Concerto in sol minore per violino e orchestra, op. 67<\/em> uno dei migliori concerti per violino del ventesimo secolo e afferma che \u201cc&#8217;\u00e8 qualcosa nella sua musica che in qualche modo ti d\u00e0 sempre fastidio\u201d.<\/p>\n<p>Il <em>Concerto per violino<\/em>, che Weinberg compose nel 1959, fu presentato in prima a Mosca il 12 febbraio 1961, interpretato da Leonid Kogan e dall&#8217;Orchestra Filarmonica di Mosca, diretti da Gennady Rozhdestvensky; fu poi pubblicato da Sikorski ad Amburgo e dedicato allo stesso Leonid Kogan. La prima tedesca \u00e8 stata eseguita da Linus Roth e la Badische Staatskapelle, diretta da Mei-Ann Chen al Badisches Staatstheater Karlsruhe il 2 novembre 2014. La prima americana \u00e8 stata eseguita da Gidon Kremer e dalla Naples Philarmonic diretta da Andrey Boreyko alla Hayes Hall di Naples (Florida) il 9 gennaio 2015. Anche la prima a Napoli, al Teatro di San Carlo, \u00e8 eseguita oggi 4 novembre 2023, da Linus Roth (al suo debutto nel Massimo napoletano) con l\u2019Orchestra del Teatro di San Carlo diretta da Dan Ettinger. Nel 2014 Linus Roth, insieme all&#8217;Orchestra Sinfonica Tedesca di Berlino diretta da Mihkel K\u00fctson, ha anche inciso il <em>Concerto<\/em> insieme al <em>Concerto per violino<\/em> di Benjamin Britten. Un recensore di \u201cGramophone\u201d attribuisce all\u2019interpretazione di Roth \u00abpi\u00f9 finezza e gamma di colori\u00bb rispetto alla prima incisione, quella di Kogan del 1961, sempre con l&#8217;Orchestra Filarmonica di Mosca, ora diretta da Kirill Kondrashin.<\/p>\n<p>Il concerto al Teatro di San Carlo si presenta quindi come un\u2019occasione straordinaria per conoscere un brano e un compositore ancora del tutto sconosciuti nell\u2019Italia meridionale riproposti dal pi\u00f9 grande esperto violinista di Weinberg. Ed \u00e8 proprio a tal proposito che Linus Roth, parlando della partitura sostiene che \u201c\u00e8 tutto tranne che semplice. Bisogna confrontarsi con essa, sopportare gli interrogativi che pone. Temi potenti e grezzi si alternano a melodie tipiche delle ballate e a passaggi inaspettatamente introspettivi. Quasi sembra che Weinberg abbia messo in musica la sua biografia\u201d. Da ebreo, dopo l&#8217;invasione tedesca della Polonia, fugg\u00ec da Varsavia a est, prima a Minsk, poi a Tashkent. La sua famiglia cadde vittima del regime nazista. \u0160ostak\u00f3vi\u010d riconobbe il suo grande talento, lo invit\u00f2 a trasferirsi con la moglie a Mosca e divenne suo caro amico e m\u00e8ntore.<\/p>\n<p>Ma Weinberg era polacco in Russia, russo in Polonia e comunque troppo ebreo per essere un compositore sovietico. La musica di Weinberg subisce inevitabilmente influenze della musica ebraica; elementi lamentosi-lirici ma anche momenti effervescenti sono tipici della sua musica. Il suo coraggio di vivere, ma anche il suo conflitto e la sua solitudine possono essere ascoltati nel suo <em>Concerto per violino<\/em>, strutturato in quattro movimenti: <em>Allegro molto, Allegretto, Adagio, Allegro risoluto<\/em>. Il movimento di apertura \u00e8 stato definito \u00abinesorabile\u00bb, ed \u00e8 seguito da altri due movimenti \u00abesplorativi\u00bb, che utilizzano le stesse idee con un tono pi\u00f9 calmo. Il finale ritorna ad uno \u00abslancio trascinante\u00bb ma termina in un pianissimo. La poetica di Weinberg, il suo spirito vitale, ma anche la sua lacerazione e solitudine, sono udibili in questo concerto. Il primo movimento <em>Allegro molto<\/em>\u00a0 si apre con un\u2019esplosione sonora sostenuta dalle percussioni e un ritmo incalzante degli archi, sul quale il violino solista scolpisce le sue note da solista. Linus Roth afferma che \u201cil tema del concerto \u00e8 come un <em>drive<\/em>: qualcuno che ti trascina, che corre a destra e a sinistra senza guardare. Con il procedere i suoni diventano sempre meno ritmici e pi\u00f9 lirici, tipico di Weinberg. Un nuovo motivo quindi sopraggiunge a toni discendenti rendendo subito la composizione pi\u00f9 lirica quasi come un lamento\u201d. Questo \u00e8 tipico della musica ebraica: suoni che prendono la forma di lamenti e lacrime (lo stesso procedimento segna il nuovo tema della seconda frase musicale). \u00c8 naturale ritrovare nella sua musica riferimenti alle origini ebraiche di Weinberg ed \u00e8 per questo che dobbiamo entrare ora pi\u00f9 in profondit\u00e0 in questa parte della sua biografia per seguire le sue scelte musicali. Era fuggito dai nazisti a soli vent&#8217;anni, nel 1939, subito dopo essersi diplomato al Conservatorio di Varsavia e la sua famiglia, rimasta in patria, fu sterminata nei campi di concentramento, per cui Weinberg rimase solo al mondo. Il padre Shmuel, un violinista autodidatta, era giunto a Varsavia per lavorare nel Teatro ebraico yiddish, e il giovane Weinberg, durante gli anni difficili della Grande Depressione, lo aiutava a preparare gli spettacoli come arrangiatore e direttore. Rifugiatosi a Minsk, in Bielorussia, Weinberg continu\u00f2 i suoi studi di composizione al Conservatorio con Vasilij Zolotarev, uno dei numerosi allievi di Rimskij-Korsakov. Durante la fuga, la guardia di frontiera russa che esaminava i documenti di Weinberg tradusse il suo nome polacco Mieczyslaw nella forma ebraica Moisej, un cambiamento di nome che lo tormenter\u00e0 per tutta la vita. Tuttavia, la fuga verso Est non era ancora finita, poich\u00e9 l&#8217;invasione tedesca del 1941 costrinse Weinberg a rifugiarsi a Tashkent, la capitale della Repubblica Uzbeka. L\u00ec, incontr\u00f2 la sua prima moglie, Natalia Vovsi, figlia del famoso attore Solomon Mikhoels, direttore del Teatro ebraico statale di Mosca e presidente del Comitato antifascista ebraico, un&#8217;organizzazione voluta da Stalin all&#8217;indomani dell&#8217;invasione nazista per sostenere l&#8217;Unione Sovietica, soprattutto a livello internazionale, nella Grande Guerra Patriottica. Nel frattempo, Weinberg entr\u00f2 in contatto con \u0160ostak\u00f3vi\u010d, che aveva elogiato molto la sua <em>Prima sinfonia<\/em> e lo aveva accolto a Mosca. Weinberg, pur non avendo mai ricevuto lezioni dirette da \u0160ostak\u00f3vi\u010d, dichiar\u00f2 di sentirsi \u00absua carne e sangue\u00bb; afferm\u00f2 di essere un suo studente: \u00abAnche se non ho mai preso lezioni da lui, mi considero suo allievo, suo sangue e carne\u00bb. Tuttavia, hanno sempre avuto un rapporto paritario discutendo intensamente sulle loro composizioni. Le reciproche influenze non possono essere ignorate. \u0160ostak\u00f3vi\u010d fu molto impressionato dal <em>Concerto per violino<\/em> di Weinberg, definendolo un \u00ablavoro favoloso\u00bb.<\/p>\n<p>Tornando al <em>Concerto<\/em>, il tema della disperazione espresso dal violino culmina in tutti i registri sonori fino ad esplodere nel Tutti dell\u2019orchestra che porta al culmine dell\u2019espressivit\u00e0 la prima frase musicale. La sua musica echeggia come qualcosa che disturba, che non \u201cti lascia mai tranquilli\u201d, associata a grida di dolore e di lamento, \u201ces ist nicht unglaublich angenehmer\u201d,\u00a0 aggiunge Roth. Molto tipico in Weinberg. Il secondo movimento, <em>Allegretto<\/em>, contrariamente al primo, non \u00e8 pi\u00f9 un andare avanti energicamente, bens\u00ec \u201cun Walzer, che gira intorno sempre allo stesso tema che si ripete; ma non si tratta di un walzer allegro bens\u00ec di una danza come in un cimitero. Il suono del violino si veste di una voce morbosa. Il violino ora suona con la sordina come a rafforzare maggiormente l\u2019effetto depressivo di lamento, nonostante si tratti di un ballo, di un walzer. Nella seconda met\u00e0 del secondo movimento si toglie la sordina, i suoni del <em>solo <\/em>diventano pi\u00f9 acuti ed \u00e8, secondo Roth \u201ccome un ritorno dal cimitero verso la vita\u201d mentre l\u2019orchestra ritorna a suonare il walzer e il tutto si conclude con i pizzicati di contrabbasso.\u00a0 All&#8217;improvviso arrivano alcune note dal corno, come un allarme nascosto ma il violino \u00e8 lasciato nuovamente solo come in un povero monologo, segue una breve cadenza al riguardo, le note diventano pi\u00f9 acute come a cercare una strada per concludere ma a questo punto, senza interruzione, comincia subito il terzo movimento che, secondo Roth, rappresenta il cuore di tutto il <em>Concerto<\/em>. Il terzo movimento, <em>Adagio<\/em>, \u00e8 molto lirico per il violino. La melodia \u00e8 molto bella, introversa. \u201cE\u2019 un movimento che, anche quando lo interpreto \u2013 aggiunge ancora Roth -, sembra fermare il tempo: solo Weinberg pu\u00f2 farlo. E questa \u00e8 la differenza, a mio giudizio, tra un grande compositore e un compositore soltanto molto bravo\u201d. Il terzo movimento \u00e8 una specie di ballata. Racconta molte cose ma si ha la sensazione che il solista stia parlando della sua vita. L\u2019orchestra suona una nota lunga su un <em>pp<\/em>; il violino suona una nota acuta, una melodia semplice. Si ripete per tre volte in tre tonalit\u00e0 diverse ma sembra un lamento giunto da molto lontano, dalla solitudine di una persona che, probabilmente,\u00a0 \u00e8 lo stesso sentimento provato da Weinberg. \u201cE il terzo movimento si chiude\u00a0 con una nota acutissima e <em>pp<\/em> del violino solo che \u00e8 quasi un punto interrogativo o una domanda per Weinberg: come si va avanti, come finisce? Questa nota sola tenuta \u00e8 in qualche modo anche espressione di una certa solitudine nella mia vita\u201d. Allegro risoluto. Il quarto movimento rilascia nuovamente una energia impressionante, ritorna l\u2019andamento della danza e non \u00e8 solo risoluto ma \u201canche rustico\u201d (secondo la definizione che troviamo gi\u00e0 nei concerti di Vivaldi \u201calla rustica\u201d). Sembra ambientato in un paese e quindi il \u201csolista deve suonare un po&#8217; grezzo, non perfetto nella tecnica ma semplice\u201d; non deve avere un suono limpido e chiaro; non deve suonare come una qualsiasi musica classica da concerto.<\/p>\n<p>Weinberg conosceva i pi\u00f9 importanti violinisti del tempo, erano amici e lui componeva per loro. Conosceva bene le capacit\u00e0 organologiche del violino e sapeva cosa si pu\u00f2 creare per lo strumento: \u201cnon \u00e8 tecnicamente facile da suonare ma fattibile\u201d. Il movimento si evolve con una grande sorpresa: una nuova melodia entra contrastando il tema originario e l\u2019intero movimento:<\/p>\n<p>ci vuole un direttore molto bravo perch\u00e9 il solista suona una melodia su un ritmo sincopato degli archi\u201d. Il brano, secondo Roth, \u00e8 \u201cstupendo ma non \u00e8 un brano virtuosistico dove alla fine il pubblico si alza entusiasta per applaudire\u201d. Weinberg ha composto sempre in un modo introverso e in modo da lasciare un punto interrogativo in ogni composizione. \u201cQuesto \u00e8 il motivo per cui tanti solisti non l\u2019hanno eseguito volentieri\u201d. E il finale non \u00e8 per nulla scontato: ritorna il primo tema del primo movimento prima in maggiore e poi nella tonalit\u00e0 minore e poi sempre pi\u00f9 dissonante nel violino solista \u201ctanto da innervosire. La cosa pi\u00f9 difficile di Weinberg \u00e8 che dopo un passaggio energetico del tema del primo movimento e poi la ripresa nel IV movimento emette un suono pianissimo, leggero, dolce in un acutissimo. Per un violinista \u00e8 difficile trovare il compromesso tra la calma per mettere il suono bene e la forza mentale per esprimere il pensiero. Questa \u00e8 l\u00e0 difficolt\u00e0 di suonare Weinberg!\u201d. E all\u2019improvviso, dopo un suono cos\u00ec difficile, giunge la fine: quel momento di sospensione tra l\u2019ultima nota e il primo applauso del pubblico \u00e8 il momento magico, la cifra della musica di Weinberg.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro di San Carlo<br \/>\n<\/strong>sabato 4 novembre 2023, ore 19:00<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>DAN ETTINGER<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Direttore |\u00a0<strong>Dan Ettinger<br \/>\n<\/strong>Violino |<strong>\u00a0Linus Roth<\/strong><em>\u266d<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Programma<\/p>\n<p><strong>Mieczys\u0142aw <\/strong><strong>Weinberg<\/strong><br \/>\n<em>Concerto<\/em>\u00a0in sol minore per violino e orchestra, op. 67<\/p>\n<p><strong>Ludwig van Beethoven<\/strong><br \/>\n<em>Sinfonia<\/em>\u00a0n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 55 \u201cEroica\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u266d<\/em><em>\u00a0debutto al Teatro di San Carlo<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Orchestra del Teatro di San Carlo<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Rossana Russo<\/strong>,<\/p>\n<p>Responsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa<\/p>\n<p><a href=\"mailto:r.russo@teatrosancarlo.it\">r.russo@teatrosancarlo.it<\/a><\/p>\n<p>cell 3357431980<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giulia Romito<\/strong>,<\/p>\n<p>Comunicazione e Stampa <a href=\"mailto:g.romito@teatrosancarlo.it\">g.romito@teatrosancarlo.it<\/a> 0817972301<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Dan-Ettinger_Teatro-di-San-Carlo_ph.Luciano-Romano-4761.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-45962\" 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