{"id":45994,"date":"2023-11-03T09:46:21","date_gmt":"2023-11-03T09:46:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=45994"},"modified":"2023-11-03T09:46:21","modified_gmt":"2023-11-03T09:46:21","slug":"cram-regione-abruzzo-convegno-gli-italiani-nel-mondo-e-il-fenomeno-migratorio-abruzzese-tra-opportunita-e-difficolta-laquila-3-novembre-2023-sala-ipogea-pal","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=45994","title":{"rendered":"CRAM-Regione Abruzzo, Convegno \u201cGli Italiani nel Mondo e il fenomeno migratorio abruzzese. Tra opportunit\u00e0 e difficolt\u00e0\u201d &#8211; L\u2019Aquila, 3 novembre 2023 &#8211; Sala Ipogea \u2013 Palazzo dell\u2019Emiciclo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Goffredo-Palmerini-ph.Rafael-Petrocco.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-45995\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Goffredo-Palmerini-ph.Rafael-Petrocco.jpg\" alt=\"\" width=\"526\" height=\"789\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Goffredo-Palmerini-ph.Rafael-Petrocco.jpg 526w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Goffredo-Palmerini-ph.Rafael-Petrocco-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Goffredo-Palmerini-ph.Rafael-Petrocco-100x150.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 526px) 100vw, 526px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"center\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>CENNI STORICI SULL\u2019EMIGRAZIONE ITALIANA <\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"center\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>GLI ABRUZZESI NEL MONDO <\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"center\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Assemblea CRAM \u2013 L\u2019Aquila, 3 novembre 2023<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"center\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Goffredo Palmerini<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Per entrare nel contesto d\u2019un fenomeno di cos\u00ec grande portata nazionale, qual \u00e8 l\u2019emigrazione, occorre rifarsi mentalmente alle sue radici ed al suo corso, almeno quanto basta per dare la misura di come sia cambiata nel tempo. Ma sar\u00e0 difficile comprenderlo nella sua complessit\u00e0 se non si risale, sia pure per brevi cenni, all\u2019inizio dell\u2019emigrazione di massa. Torniamo, pertanto, solo per un momento ai tempi in cui esplose l\u2019emigrazione come fenomeno diffuso nel nostro Paese, tra il disorientamento e l\u2019incomprensione generale. A quegli anni tra il 1880 e l\u2019inizio del nuovo secolo quando non si riusc\u00ec a dar vita ad un solo provvedimento per la disciplina del diritto d\u2019emigrare che valesse, nel contempo, anche per una definita forma di protezione umana e civile. L\u2019intervento pubblico fu incerto, norme ed applicazioni servirono solo a rendere pi\u00f9 confuso l\u2019andamento d\u2019un fenomeno che andava affrontato con propensioni a coglierne l\u2019essenza sociale. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma cos\u00ec non fu. E l\u2019esercito di braccia che part\u00ec dall\u2019Italia verso ogni continente si trov\u00f2 a dover affrontare inimmaginabili e drammatiche vicende umane, a lottare ogni giorno contro sospetti e pregiudizi, a doversi confrontare in competizioni durissime con sistemi sociali sconosciuti e condizioni di lavoro altrettanto precarie. Dunque davvero illuminante ed efficace, pi\u00f9 d\u2019ogni altra analisi sociologica, \u00e8 stata la narrazione dell\u2019emigrazione italiana, con tutti i suoi dolori materiali e morali, attraverso alcuni libri che hanno avuto ampia diffusione \u2013 per tutti cito il best-seller di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Gian Antonio Stella<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>L\u2019orda. Quando gli albanesi eravamo noi<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u201d e pi\u00f9 recentemente <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Enrico Deaglio<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> con <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u201cStoria vera e terribile tra Sicilia e America\u201d<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> o <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u201cQuando partivamo noi. Storie e immagini dell\u2019emigrazione italiana\u201d<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Bruno Maida<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> \u2013. Finestre che hanno consegnato all\u2019opinione pubblica molta luce sul fenomeno migratorio italiano, oggi portata pi\u00f9 a celebrare le grandi conquiste civili, economiche e sociali della nostra emigrazione, meno a riflettere a costo di quali sacrifici questo sia accaduto. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">In effetti, oggi, del fenomeno migratorio italiano &#8211; una delle pi\u00f9 grandi diaspore dell\u2019umanit\u00e0 che in poco pi\u00f9 di un secolo ha visto emigrare circa 29 milioni di italiani &#8211; si tende a richiamare le rilevanti affermazioni in ogni ruolo nelle societ\u00e0 dei Paesi d\u2019emigrazione, dove le nostre comunit\u00e0 hanno fortemente contribuito alla crescita ed allo sviluppo. Hanno cos\u00ec conquistato sul campo, in condizioni talvolta di forte competizione, con la laboriosit\u00e0, l\u2019ingegno e l\u2019intraprendenza creativa, ragguardevoli risultati, tanto da guadagnarsi rispetto e stima con esemplari testimonianze di vita. Hanno persino reso un ulteriore grande servizio all\u2019Italia, pi\u00f9 importante dall\u2019averle consentito di crescere e progredire anche con le loro rimesse, nell\u2019aver dimostrato direttamente in ogni angolo del mondo quali siano le qualit\u00e0 e le doti della gente italiana, specie in Paesi dove la considerazione verso l\u2019Italia talvolta \u00e8 misurata pi\u00f9 sui nostri difetti in Patria che non sulle nostre virt\u00f9. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Non \u00e8 un mistero che in Patria, per l\u2019appunto, le nostre abitudini risentano talvolta di antichi vizi, e si stenta ancora ad affermare uno Stato con autentiche pari opportunit\u00e0 per tutti, nei diritti ma anche nei doveri, dove leggi e regole dell\u2019organizzazione sociale presiedano rigorosamente al comportamento individuale nella pratica di ogni giorno, ma anche nella coscienza civile diffusa di tutti i cittadini. Quando questo non avviene, e talvolta i cattivi esempi vengono proprio dalla classe dirigente, di noi all\u2019estero invale un concetto non proprio gradevole e con severit\u00e0 siamo giudicati un\u2019Italietta, piuttosto che il grande Paese che meriteremmo di essere se ci emendassimo da certi comportamenti non proprio commendevoli. Questo non accade per i nostri connazionali all\u2019estero, perch\u00e9 dell\u2019Italia offrono, con il loro comportamento e le testimonianze di vita, un\u2019immagine seria ed affidabile, confermandosi essere i migliori ambasciatori del nostro Paese nel mondo. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">E tuttavia, in Italia, nella mentalit\u00e0 di larga parte del Paese e della sua classe dirigente, continuano a persistere stereotipi e paternalismi verso i connazionali all\u2019estero, che segnano un deficit di conoscenza del fenomeno migratorio italiano, cos\u00ec limitando le opportunit\u00e0 di valorizzarlo come risorsa d\u2019inestimabile qualit\u00e0 su cui investire. Per chi abbia un minimo d\u2019interesse vero, e d\u2019umilt\u00e0, l\u2019avvicinarsi alle nostre comunit\u00e0 all\u2019estero permette di scoprire un patrimonio inimmaginabile di risorse umane, professionali ed imprenditoriali, di valori civili impersonati ed incardinati nelle societ\u00e0 dei Paesi d\u2019emigrazione che porta loro una messe di riconoscimenti, guadagnati sul campo in decenni d\u2019impegno competitivo, talvolta contro supponenze e pregiudizi. Oggi gli italiani all\u2019estero sono considerati per il loro valore umano, sociale, creativo ed intellettuale. Hanno raggiunto risultati importanti in ogni campo: nel lavoro, nelle imprese e nei ruoli di responsabilit\u00e0 che espletano nei Paesi in cui vivono. Le generazioni successive alla prima emigrazione, oggi, esprimono una schiera di personalit\u00e0 emergenti in ogni settore della vita sociale e civile, dall\u2019imprenditoria alle professioni, dall\u2019economia alle universit\u00e0, dalla ricerca alla politica. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma torniamo al tema. Quando nel secondo dopoguerra si riapr\u00ec l\u2019emigrazione e si ripresentarono problemi e difficolt\u00e0 analoghi a quelli riscontrati a fine Ottocento, ancora una volta si commise l\u2019errore di considerare l\u2019emigrazione di massa come strumento per alleviare la disoccupazione e non si pens\u00f2 che occorreva togliere subito all\u2019agricoltura l\u2019ancestrale carattere di occupazione non sufficientemente remunerata ed oppressa da intollerabili gravami; che occorreva non disperdere l\u2019artigianato, che occorreva superare le barriere che avevano privato tante popolazioni, e per lungo tempo, della cultura e della formazione professionale. Insomma, si ricadde negli stessi errori, quando di quel salasso di forze non si riusciva a tenere conto, neanche dal punto di vista statistico, mentre era lo specchio della persistenza degli squilibri economici d\u2019uno Stato ancora territorialmente incompiuto, specie nel Meridione. Tutto veniva rimesso all\u2019iniziativa privata, nella speranza che fosse in grado di approntare nuove opportunit\u00e0 di lavoro. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dunque \u00e8 evidente che fosse naturale, in presenza d\u2019una sordit\u00e0 sociale cos\u00ec palese, la fuga muta ed ostinata di chi non aveva neanche l\u2019essenziale per la sopravvivenza. Non \u00e8 il caso d\u2019indagare se ci fosse o meno una coraggiosa spinta imprenditoriale in quegli italiani che dovevano tra difficolt\u00e0 oggettive costruire uno Stato nuovo ed unitario non solo a parole, ma appare chiara l\u2019insufficiente presa di coscienza dell\u2019emigrazione come problema nazionale, come questione sociale ormai inquietante, come protesta silenziosa e sprezzante. Tutt\u2019al pi\u00f9 poteva apparire come fenomeno di disturbo in una fase di assestamento ancora incerta ed immatura. E cos\u00ec l\u2019emigrazione nacque con quel suo carattere, durato pi\u00f9 d\u2019un secolo, di spinta incontrollata ed incontrollabile, per mancanza d\u2019un adeguato piano governativo sia di sostegno ai partenti, sia per il riassorbimento delle forze emigrate, nel contesto d\u2019una politica economica programmata che almeno governasse l\u2019emigrazione aiutandola nella fase dell\u2019espatrio come in quella del rientro, con una serie di servizi, tutele e infrastrutture. Questo perch\u00e9 l\u2019uscita dal Paese non fosse un atto d\u2019arrischiata avventura ed il ritorno una faticosa reintegrazione. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La spinta ad emigrare ebbe persino i suoi banditori, come gli agenti delle linee di navigazione ed i rappresentanti degli interessi d\u2019oltreoceano che nei pi\u00f9 sperduti paesi d\u2019Italia portavano la suggestione d\u2019una fortuna a portata di mano. Dopo un secolo, di fortuna non si parlava pi\u00f9 e la ripresa dell\u2019emigrazione, dal 1946, fu collegata a rapporti di lavoro soprattutto con le industrie estrattive. Tutt\u2019al pi\u00f9 si sperava in contratti vantaggiosi, specie per i lavoratori delle miniere rispetto agli scarni trattamenti salariali che allora si fruivano in Italia: A quali costi ce l\u2019avrebbe rivelato nel 1956 la tragedia di Marcinelle. E tuttavia resta nitida la cifra dell\u2019emigrante italiano, a volte un pioniere, un avventuroso ed un campione di coraggio e sobriet\u00e0, in altri casi persone che cercavano la sicurezza del pane quotidiano, stabilit\u00e0 del lavoro e qualche forma di protezione sociale. Dall\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia ad oggi le migrazioni con l\u2019estero hanno certamente rappresentato un fattore di primaria importanza nell\u2019evoluzione socio-economica del Paese. Solo a partire dagli anni \u201970 si \u00e8 cominciata a delineare un\u2019inversione di tendenza, rivelata prima dall\u2019attenuarsi dei fattori d\u2019espatrio e poi dal passaggio, per i pi\u00f9 imprevisto ed inatteso, da paese d\u2019emigrazione a paese d\u2019immigrazione. Ma gi\u00e0 nel primo decennio del Duemila, particolarmente dopo la crisi economica mondiale del 2007-2008, in Italia si \u00e8 ripreso ad emigrare, con uscite che hanno raggiunto talvolta i 150mila esodi in un anno, spesso giovani con formazione universitaria che dentro i confini non hanno trovato opportunit\u00e0 di lavoro. Negli ultimi anni intorno a 130mila sono stati gli esodi.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tornando al periodo in esame, la fine del secondo conflitto mondiale segna l\u2019avvio d\u2019una ulteriore fase d\u2019intensa emigrazione dall\u2019Italia verso l\u2019estero. L\u2019arretratezza delle strutture di produzione e la continua fuoriuscita di manodopera dal settore agricolo determinano infatti un\u2019ampia disoccupazione, specie nelle regioni meridionali. La promozione dell\u2019emigrazione viene vista come un rimedio agli squilibri interni tra domanda ed offerta di lavoro, tanto che viene pubblicamente proposta con un piano del Governo tendente a favorire gli espatri. Sebbene i fenomeni migratori riguardino anche il nord d\u2019Italia &#8211; tanto che le regioni settentrionali tra gli anni \u201950 e \u201960 vedono aumentare la propria popolazione di diversi milioni di persone provenienti dal meridione &#8211; i flussi verso l\u2019estero continuano ad essere la punta pi\u00f9 vistosa del fenomeno. I flussi dell\u2019immediato dopoguerra si indirizzano dapprima oltreoceano, in nord e sud America (Stati Uniti, Canada, Argentina, Brasile e Venezuela) come in Australia, poi soprattutto verso i Paesi europei, con picchi di trecentomila espatri l\u2019anno. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Le migrazioni verso l\u2019Europa hanno carattere marcatamente temporaneo, mentre quelle verso altri continenti hanno carattere tendenzialmente stabile. Nella seconda met\u00e0 degli anni \u201960 le destinazioni verso i Paesi europei diventano prevalenti, mentre quelle extracontinentali cominciano a perdere attrattiva gi\u00e0 a met\u00e0 del decennio precedente. Il cambiamento della direzione dei flussi va correlato per un verso alla favorevole congiuntura dell\u2019economia di molti Paesi europei, oltre che alle migliori condizioni sociali e previdenziali offerte anche in ragione di accordi tra Stati dell\u2019appena nata Comunit\u00e0 Europea, come pure dalle pi\u00f9 agevoli decisioni di rimpatrio; dall\u2019altro \u00e8 condizionata dalle sopravvenute difficolt\u00e0 economiche specie in sud America, ma anche dalle restrizioni introdotte da alcuni Paesi d\u2019oltreoceano. All\u2019inizio prevalgono Francia e Svizzera come mete europee, seguite appena dopo dal Belgio. Qualche anno pi\u00f9 tardi \u00e8 la Germania federale, in piena espansione industriale, ad essere preferita come destinazione. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel frattempo, a partire dagli anni \u201960, l\u2019Italia conosce il suo \u201cboom economico\u201d e s\u2019avvia a diventare una delle grandi potenze industriali del mondo. I movimenti migratori, gi\u00e0 a met\u00e0 degli anni \u201960, cominciano a perdere il carattere di esodo di massa che aveva contraddistinto fino ad allora il fenomeno. Negli anni \u201980 la media degli espatri, circa 80.000 unit\u00e0, vengono pressappoco pareggiati dalla media dei rimpatri, tanto che persino l\u2019Istat nel 1988 interrompe la rilevazione di flussi e l\u2019andamento del fenomeno \u00e8 rilevabile solamente attraverso le cancellazioni o reiscrizioni sui registri dell\u2019anagrafe dei Comuni. Negli anni \u201990 si rileva per la prima volta un bilancio migratorio favorevole ai rientri, mentre si avverte decisamente che l\u2019Italia si sta trasformando in paese d\u2019immigrazione. Anche dai Paesi d\u2019oltreoceano, sebbene in misura molto pi\u00f9 contenuta, prevalgono i rimpatri sugli espatri. Il fenomeno mantiene pressappoco lo stesso trend anche nei primi anni Duemila.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Gli italiani residenti all\u2019estero <\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">A partire dall\u2019unificazione del 1861 l\u2019Italia ha conosciuto un espatrio di quasi 29 milioni di persone. Secondo i dati che documenta il Dizionario Enciclopedico Migrazioni Italiane nel Mondo \u2013 la prima opera enciclopedica realizzata da 168 autori, tra cui anch\u2019io -, nel periodo 1876-2005 le prime tre regioni con il maggior numero di espatri sul totale sono il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Veneto<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (3.212.919), la <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Campania <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">(2.902.427), la <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Sicilia<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (2.883.552). L\u2019<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Abruzzo<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> \u00e8 al settimo posto con 1.254.223 espatri. Secondo il penultimo <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Rapporto Italiani nel Mondo<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (2021) della Fondazione Migrantes,<\/span><\/span> <span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">sono <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>5.652.080<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> gli italiani che hanno conservato la cittadinanza e sono iscritti all\u2019<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>AIRE<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, l\u2019anagrafe dei residenti all\u2019estero. Sono il 10,5% degli oltre 59,2 milioni di italiani residenti in Italia. Mentre l\u2019Italia nell\u2019ultimo anno ha perso quasi 384 mila residenti sul suo territorio (dato ISTAT), ne ha guadagnati 166 mila all\u2019estero (dato AIRE). La <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Sicilia<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, con oltre 798 mila iscrizioni, \u00e8 la regione con la comunit\u00e0 pi\u00f9 numerosa di residenti all\u2019estero. La seguono, a distanza, la <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Lombardia<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (oltre 561 mila), la <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Campania<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (quasi 531 mila), il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Lazio<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (quasi 489 mila), il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Venet<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">o (oltre 479 mila) e la <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Calabria<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (oltre 430 mila). Sono tre le grandi comunit\u00e0 di cittadini italiani iscritti all\u2019AIRE: nell\u2019ordine, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Argentina<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (884.187, il 15,6% del totale), <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Germania<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (801.082, 14,2%) <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Svizzera<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (639.508, 11,3%). Seguono, a distanza, le comunit\u00e0 residenti in <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Brasile<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (poco pi\u00f9 di 500 mila, 8,9%), <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Francia <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">(circa 444 mila, 7,9%), <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Regno Unito<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (oltre 412 mila, 7,3%) e <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Stati Uniti<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (quasi 290 mila, 5,1%).<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Le statistiche ufficiali dei residenti all\u2019estero si riferiscono tuttavia solo alle cifre degli iscritti all\u2019AIRE, per i vari Paesi, essendo rilevabili di anno in anno, come si diceva, dalle iscrizioni anagrafiche dei Comuni. Ben altra per\u00f2 \u00e8 la popolazione oriunda dei discendenti delle varie generazioni dell\u2019emigrazione italiana che, pur non conservando o non avendo per una serie di ragioni riacquistato la cittadinanza, \u00e8 italiana per diritto di sangue e delle proprie origini conserva cultura, valori e tradizioni. In termini assoluti <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Brasile<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Argentina<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> e <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Stati Uniti<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> sono nell\u2019ordine i Paesi che hanno la maggior presenza d\u2019italiani. Quei <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>29 milioni<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> di italiani espatriati, con le generazioni successive &#8211; siamo alla quarta o alla quinta &#8211; hanno prodotto discendenze di padre o di madre, cosicch\u00e9 gli oriundi italiani nel mondo sono diventati <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>80 milioni<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, secondo le pi\u00f9 attendibili stime. Abbiamo dunque nel mondo un\u2019altra Italia, ben pi\u00f9 grande di quella dentro i confini. Persone fortemente legate alle proprie radici, che amano l&#8217;Italia e la chiamano \u201cPatria\u201d, che la amano per la bellezza, per la sua cultura, per le sue tradizioni, per l\u2019immenso patrimonio d\u2019arte. Con quest\u2019altra Italia di 80 milioni di connazionali noi italiani dentro i confini abbiamo un dovere importante, anche morale, verso di loro: di conoscerli meglio, di conoscere le loro storie, inoltre di riconoscerli in tutto il loro valore. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Mettere insieme 140 milioni di italiani che hanno le stesse radici culturali (60 dentro i confini, 80 all\u2019estero &#8211; e secondo <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Piero Bassetti<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> ci sarebbero da considerare, in aggiunta, anche altri 110 milioni di \u201citalici\u201d) \u00e8 una sfida che l\u2019Italia deve finalmente affrontare. Come pure politiche di promozione della lingua e della cultura italiana all\u2019estero, cosa che l\u2019Italia fa poco destinando risorse insufficienti a questo scopo. Ci\u00f2 nonostante l\u2019italiano \u00e8 oggi la quarta lingua pi\u00f9 studiata al mondo. Chi studia la lingua italiana, pur non essendo italiano, lo fa perch\u00e9 ama l&#8217;Italia, ama la cultura italiana, ama il gusto italiano, ama lo stile italiano, ama il modo di vivere degli italiani. L&#8217;attenzione verso la nostra cultura \u00e8 straordinaria. Noi stessi italiani non abbiamo talvolta consapevolezza dell&#8217;enorme patrimonio intellettuale, culturale e artistico della nostra Italia, quasi due terzi di quello mondiale. Ci sfugge la dimensione di cosa siamo e cosa rappresentiamo per il mondo intero, in termini di patrimonio artistico e culturale. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Consideriamo ora, pi\u00f9 nel dettaglio, le rotte migratorie che furono seguite nella prima emigrazione (1861-1940), e soprattutto dopo il 1945 con la seconda emigrazione. Come accennavo prima, le rotte della prima grande emigrazione si diressero verso gli <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Stati Uniti<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> e i paesi del Sud America, anzitutto <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Brasile<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> e <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Argentina<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, ma anche <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Uruguay<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> e Cile. Nel secondo dopoguerra, oltre alle appena citate prelazioni verso le Americhe, si aggiunsero destinazioni come il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Canada <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">e il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Venezuela<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, ma anche la nuova rotta dell\u2019<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Australia<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">. C\u2019\u00e8 poi l\u2019emigrazione massiva nella vecchia Europa, a cominciare dalla <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Francia<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, alla <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Svizzera<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, al <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Belgio<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> &#8211; soprattutto nelle miniere di carbone grazie al trattato italo\/belga -, quindi alla <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Germania<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> in piena ricostruzione e in forte sviluppo industriale. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ecco alcune cifre sull\u2019emigrazione, solo per dare un\u2019idea senza la pedanteria dei dati statistici che renderebbero pesante questa conversazione. Tuttavia alcuni essenziali numeri sono importanti per capire meglio l\u2019argomento, cio\u00e8 l\u2019emigrazione italiana nell\u2019arco di circa 150 anni. Si tenga allora conto che l\u2019emigrazione pi\u00f9 consistente, in termini assoluti &#8211; anche se certe volte questo non appare &#8211; \u00e8 stata quella verso il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Brasile<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, paese che ha il maggior numero di oriundi italiani in termini assoluti: circa <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>25 milioni<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;altro Paese con una numerosa comunit\u00e0 italiana \u00e8 l\u2019<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Argentina<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">. Notevole il numero di argentini con origini italiane. In termini percentuali (non assoluti, che resta il Brasile) l\u2019Argentina \u00e8 il Paese che ha la pi\u00f9 alta percentuale di italiani, circa la met\u00e0 degli abitanti dell\u2019Argentina, dunque quasi 22 milioni. C\u2019\u00e8 una ragione per la scelta dell\u2019Argentina in chi allora partiva con i bastimenti dall\u2019Italia. Tenete conto delle conoscenze e del grado d\u2019istruzione che a fine Ottocento e inizio Novecento aveva la popolazione italiana. Si consideri che chi partiva nella prima emigrazione non aveva formazione scolastica n\u00e9 preparazione professionale, non conosceva la lingua, men che meno rudimenti di conoscenze scientifiche. Erano quasi tutti contadini, e una piccola parte di artigiani. Quindi il miraggio di chi lasciava un Paese dove non aveva propriet\u00e0 terriera, se non in minima parte, era mezzadro o lavoratore a giornata per proprietari latifondisti, era quello di avere un grande pezzo di terra da coltivare per s\u00e9 e per i figli numerosi. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Quindi il sogno era quello d\u2019andare in queste nuove terre dell\u2019America latina per avere a disposizione appezzamenti di terreno da poter considerare come proprio, se non addirittura averlo in propriet\u00e0. Ci sono state politiche, per esempio in <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Brasile<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, in base alle quali all\u2019immigrato si dava in propriet\u00e0 un grande appezzamento di terra in posti sperduti e quasi deserti. L\u00e0 si costituivano comunit\u00e0 di agricoltori, interi villaggi, proprio grazie ai nostri emigrati. Mi viene in mente il caso di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Pedrinhas Paulista<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, in Brasile, dove proprio un gruppo di emigrati abruzzesi costitu\u00ec, nel secondo dopoguerra, una colonia e una comunit\u00e0 molto coesa. In <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Argentina<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, particolarmente, qualcosa di simile succedeva nella sterminata estensione della Pampa. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Quelle terre erano importanti per la prima emigrazione italiana, non solo per l&#8217;allevamento del bestiame, ma anche per la coltivazione intensiva di cereali e altre colture. Molta parte di italiani part\u00ec per l&#8217;Argentina negli anni antecedenti la prima guerra mondiale. Le partenze continuarono anche successivamente, nel secondo dopoguerra, ovviamente con obiettivi di occupazione diversa. Perch\u00e9 nel secondo dopoguerra chi partiva aveva gi\u00e0 un mestiere, erano artigiani e magari avevano anche un titolo di studio rispetto a quello elementare. Chi oggi visita l\u2019<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Argentina<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, specie le grandi citt\u00e0 \u2013 come \u00e8 capitato a me nei quattro viaggi in quel grande Paese -, proprio perch\u00e9 met\u00e0 della popolazione ha origini italiane, ha l\u2019impressione di trovarsi in una citt\u00e0 europea, certe volte addirittura di stare in una citt\u00e0 italiana. Si riconoscono i gusti, il modo di conversare delle persone, il modo di porsi tipico dello stile italiano, del nostro modo di vivere. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Per dare ancora qualche cenno, il terzo Paese per numero di oriundi italiani (emigrati delle varie generazioni) sono gli <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Stati Uniti d\u2019America<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, con oltre 18 milioni di cittadini di origine italiana. Gli Stati Uniti hanno avuto un atteggiamento molto complicato nei confronti degli italiani. Oggi noi celebriamo la parte bella dell&#8217;emigrazione italiana, ma c&#8217;\u00e8 la parte dolorosa che \u00e8 terribile. Molta parte di questa storia di dolore &#8211; fatta di pregiudizi, stigmi, persino disprezzo &#8211; riguarda proprio l\u2019atteggiamento degli americani nei confronti degli immigrati italiani della prima ondata migratoria, trattati come una \u201cgente inferiore\u201d \u2013 rozza, sporca, incolta, violenta &#8211; e con epiteti dispregiativi (<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>dago, guinea, ecc.)<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">. Pensate che dopo l&#8217;approvazione della legge voluta dal Presidente Lincoln che abol\u00ec la schiavit\u00f9, furono emigrati italiani che andarono a sostituire gli schiavi neri che lasciavano le coltivazioni di cotone in <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Georgia<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, in <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Florida<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, in <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Mississippi<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, in <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Louisiana<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> e in altri Stati del sud, talvolta subendo veri e propri linciaggi, come avvenne a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>New Orleans<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> nel 1891 e a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Tellulah<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> nel 1899.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Andarono, i nostri emigrati, negli Stati del sud, come andarono nelle miniere di carbone del <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>West Virginia<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (Monongah, 1908), della <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Pennsylvania<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, dell\u2019<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Arizona<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> o in <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Colorado<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, come soprattutto nelle grandi aree metropolitane e industriali di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>New York, Filadelfia, Pittsburgh, Boston<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Chicago<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> e <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Detroit<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">. Gli italiani erano visti molto male, con pregiudizio. C&#8217;era chi li guardava con sospetto, ma non parlo della parte marcia degli italiani &#8211; una estrema minoranza &#8211; bande criminali legate alla <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>mafia<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> e alla <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>mano nera<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">. Parlo della stragrande maggioranza degli italiani in America che sudava lacrime e sangue per costruirsi un futuro, subendo talvolta angherie d\u2019ogni sorta, almeno fino a met\u00e0 Novecento. Basta leggere qualche romanzo dell\u2019epoca, anche di qualche abruzzese &#8211; <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Pascal D&#8217;Angelo<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> o <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Pietro Di Donato<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, se non addirittura di un grande della letteratura americana come <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>John Fante<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> -, per comprendere chiaramente di quali stigmi gli italiani sono stati vittime. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Si trova anche in queste storie il motivo per il quale molte volte gli italiani hanno americanizzato il proprio nome e cognome, per non farsi riconoscere, per non subire angherie. Per molti decenni hanno evitato di dichiarare le proprie origini, diversamente dall\u2019orgoglio che ora si mostra. Solo dagli anni Trenta del secolo scorso questo orgoglio inizi\u00f2 pian piano a manifestarsi con le prime parate del <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Columbus Day<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> a New York \u2013 un evento fondato nel 1929 da <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Generoso Pope<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (Generoso Antonio Papa), un magnate italoamericano di origini irpine, poi diventata festivit\u00e0 nazionale dell\u2019orgoglio italiano negli States. Lo stigma verso gli italiani \u00e8 caduto solo nella seconda met\u00e0 del 900, ma fino ad allora c&#8217;era stato questo atteggiamento pesante nei nostri confronti. Solo negli ultimi trent\u2019anni, peraltro, si \u00e8 potuto accertare quanti oriundi italiani vivono negli Stati Uniti, grazie ad un dato aggiunto nelle schede del censimento generale della popolazione americana, dove si chiedeva l\u2019origine. Caduti i pregiudizi, i nostri connazionali hanno cominciato massivamente a dichiarare le proprie origini. Si \u00e8 cos\u00ec risaliti ai 18 milioni di oriundi. Ma c&#8217;\u00e8 da ritenere che ci sia persino qualcosa in pi\u00f9 di origini italiane. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel secondo dopoguerra \u00e8 cresciuta di molto l\u2019emigrazione verso il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Canada<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, un Paese che ha invece accolto gli italiani a braccia aperte e lo ha fatto perch\u00e9 nella Costituzione il multiculturalismo \u00e8 elevato a valore costituzionale. E\u2019 quindi la Costituzione stessa del Canada ad affermare che le culture, le etnie, le origini diverse della popolazione ascendono a valore costituzionale. C\u2019\u00e8 stata solo una parentesi brutta riguardo il trattamento degli italiani, come si \u00e8 detto, durante la seconda guerra mondiale, quando i nostri connazionali di sesso maschile e d\u2019et\u00e0 compatibile con la leva militare furono confinati in campi di concentramento perch\u00e9 ritenuti possibili sodali del regime fascista. Una ferita grave che solo recentemente \u00e8 stata sanata dall\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 storica fatta dal Presidente del Canada, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Justin Trudeau<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">. Peraltro verso gli italiani c&#8217;\u00e8 stata sempre buona accoglienza. Soprattutto la comunit\u00e0 italiana si \u00e8 fatta valere ed apprezzare. Oggi in Canada, specie nelle province dell\u2019Ontario e del Quebec, molti sono gli esponenti politici di spicco nelle istituzioni nazionali, Parlamento e Governo, come nelle istituzioni locali e provinciali, a dimostrazione dei ruoli rilevanti che gli italiani si sono conquistati in quel Paese. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">C\u2019\u00e8 infine l\u2019emigrazione del secondo dopoguerra nei Paesi europei. Una presenza forte degli italiani \u00e8 in <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Francia<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, in <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Germania<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, in <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Gran Bretagna<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, in <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Svizzera<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> e in <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Belgio<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, in quest\u2019ultimo soprattutto per le miniere. Ricorderete la grande tragedia di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Marcinelle<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, dopo la quale cambi\u00f2 la legislazione sulla sicurezza del lavoro in quel Paese e in quasi tutta Europa. La tragedia colp\u00ec soprattutto i nostri emigrati. Nella miniera di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Bois du Cazier<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> a Marcinelle, nei pressi di Charleroi, l\u20198 agosto 1956 morirono <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>262 minatori<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> nell\u2019incendio di un pozzo a circa mille metri di profondit\u00e0. Di 262 vittime <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>136<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> erano italiani, e di questi bel 60 erano abruzzesi. Cambiarono, dopo la tragedia, anche i rapporti tra Italia e Belgio, relativamente ad un patto che negoziava braccia contro carbone. Un patto che non aveva stabilito sicurezze nel lavoro, previdenza, diritti dei lavoratori. Tutto per\u00f2 cambi\u00f2 da quella tragedia. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Qual \u00e8 oggi la situazione della nostra emigrazione, quali le condizioni delle comunit\u00e0 italiane nel mondo? Oggi gli italiani nei vari Paesi d\u2019emigrazione si sono conquistati stima e prestigio, con ruoli di primaria importanza. Chi era emigrato dall\u2019Italia lasciando luoghi con le pi\u00f9 dure difficolt\u00e0 di vita, proprio tra questi si riconoscono le migliori situazioni di riscatto (ad esempio, le grandi imprese di costruzioni in <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Sudafrica<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, tante dell\u2019<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>altipiano delle Rocche<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, di Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio, Rovere).<\/span><\/span><b> <\/b><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Hanno assicurato per s\u00e9 e la propria famiglia benessere e progresso, ma anche per il proprio Paese e per quello d\u2019accoglienza. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tutte le volte che all\u2019estero incontro le nostre comunit\u00e0, la prima parola \u00e8 di gratitudine neiloro confronti. Le ringrazio a nome personale, le ringrazio a nome della istituzione che di volta in volta ho rappresentato. Ma le ringrazio anche a nome dell&#8217;Italia, per via del mio lungo servizio nelle istituzioni. Lo faccio per sopperire anche chi, avendo funzioni di governo (locale, regionale o nazionale) talvolta dimentica d\u2019esprimere gratitudine verso i nostri emigrati, certe volte dimentica perfino d\u2019incontrare le loro associazioni. Bisogna invece essere sempre loro grati per il servizio straordinario che hanno fatto all\u2019Italia. Non solo quello di aiutare l\u2019Italia nella rinascita dopo due guerre mondiali, con le loro rimesse di valuta pregiata. Sappiamo quanto questo ha rappresentato nell\u2019economia italiana per la ricostruzione del Paese dopo la guerra e per avviare il nostro sviluppo economico. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma le comunit\u00e0 italiane nel mondo, oltre l\u2019aspetto economico, sono state soprattutto utili &#8211; e questo \u00e8 l\u2019aspetto ancora pi\u00f9 rilevante &#8211; per aver dato un\u2019immagine dell&#8217;Italia di assoluta qualit\u00e0, per aver dimostrato di quale pasta \u00e8 fatta la gente italiana. Hanno avuto la schiena diritta, si sono guadagnati la stima e il prestigio, si sono affermati in societ\u00e0 fortemente competitive in tutti i campi: nell\u2019economia, nell\u2019imprenditoria, nella ricerca, nella cultura, nelle universit\u00e0, persino nei Parlamenti e nei Governi. Hanno saputo dimostrare di essere gente seria, affidabile, rispettosa della legge, addirittura migliore delle persone native di quei Paesi. Hanno saputo affermarsi in ogni campo e poi hanno saputo mettere quel <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>quid<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> in pi\u00f9 che tutti ci riconoscono: la capacit\u00e0 degli italiani di coltivare le relazioni, di avere buoni rapporti sociali, soprattutto di avere quella creativit\u00e0 e quel talento tipico italiano che a tutti fa particolarmente meraviglia. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questa \u00e8 l&#8217;Italia gloriosa che al di fuori dei confini ha dato dimostrazione della positivit\u00e0 della gente italiana. Certe volte ha persino cambiato l&#8217;atteggiamento che in molti Paesi si aveva nei confronti dell\u2019Italia. Perch\u00e9 noi qualche difetto pure ce l&#8217;abbiamo, come quello di cercare scappatoie alla legge, il poco rispetto per le regole, i bizantinismi della classe politica incomprensibili all\u2019estero, la corruzione nella pubblica amministrazione e cos\u00ec via. Aspetti gravi che dovremmo correggere, ma che all\u2019estero, specie nei Paesi anglosassoni o di tradizione protestante, restano assai censurabili e anzich\u00e9 quel grande Paese che l\u2019Italia \u00e8 o potrebbe essere, siamo visti ancora con sufficienza. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Abbiamo dunque necessit\u00e0 di migliorare noi stessi anche sullo specchio di quello che hanno fatto i nostri connazionali all&#8217;estero. Ma soprattutto abbiamo il dovere morale di conoscere e di far conoscere la storia della nostra emigrazione. Dobbiamo operare perch\u00e9 entri nelle nostre scuole, perch\u00e9 sia studiata dai nostri ragazzi, perch\u00e9 entri nelle universit\u00e0 e perch\u00e9 l&#8217;Italia dentro i confini conosca bene l&#8217;Italia fuori. Quante opportunit\u00e0 potrebbero nascere per il nostro Paese con un rapporto nuovo e maturo tra queste due Italie, dentro e fuori i confini, che si conoscono e riconoscono, sulla comunione della lingua e della cultura, sulla consapevolezza d\u2019essere e di sentirsi un solo grande Paese in cammino, anche con la parte fuori dai confini.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Infine, con la diffusione della lingua e della cultura italiana cammina il Made in Italy, camminano i commerci, cammina tutto. Cammina soprattutto il modo di far conoscere ancor di pi\u00f9 l&#8217;Italia in tutto il mondo. E ovviamente averne un riverbero importante, per il turismo in particolare, uno dei maggiori cespiti della nostra economia, specie oggi che abbiamo le difficolt\u00e0 che stiamo vivendo. Quanto sarebbe importante avere un\u2019Italia che contasse 140 milioni d\u2019italiani (60 in Italia, altri 80 all\u2019estero), per sviluppare fortemente il turismo, anche il turismo delle radici, per valorizzare in termini economici ed occupazionali lo straordinario patrimonio d\u2019arte, storia e cultura che l\u2019Italia pu\u00f2 vantare, uno straordinario cespite che ammonta a quasi due terzi rispetto a quello dell\u2019intero pianeta. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Gli Abruzzesi nel mondo<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Infine, un breve focus sull\u2019emigrazione abruzzese. Secondo il recente Rapporto Italiani nel Mondo ante pandemia (2020), nell\u2019anno di riferimento (1.1.2019) su una popolazione residente di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>1.311.580<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> abitanti, gli abruzzesi iscritti all\u2019AIRE sono 189.720, delle province di Chieti (77.304), L\u2019Aquila (41.457), Teramo (36.331), Pescara (34.628). Nell\u2019ordine questi sono i primi 10 Paesi dove essi vivono: <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Argentina, Svizzera, Belgio, Germania, Francia, Venezuela, Canada, Stati Uniti d\u2019America, Australia, Brasile<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">. Come abbiamo gi\u00e0 ampiamente argomentato, questo dato riguarda solo chi \u00e8 iscritto all\u2019anagrafe dei residenti all\u2019estero, che ha conservato o riacquistato la doppia cittadinanza, con il diritto di voto alle elezioni politiche nazionali e referendum. Sono solo una piccola parte della massa di oriundi abruzzesi nel mondo delle varie generazioni migratorie, stimati affidabilmente in oltre un milione e trecentomila. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dopo la grande emigrazione a cavallo tra \u2018800 e prima met\u00e0 del \u2018900 che aveva visto l\u2019emigrazione abruzzese dirigersi principalmente in <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Argentina, Brasile, Stati Uniti<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, nel secondo dopoguerra i flussi migratori dall\u2019Abruzzo prediligono <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>USA, Canada, Venezuela, Australia <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">e l\u2019Europa (<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Germania, Svizzera, Francia, Belgio<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> e <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Regno Unito<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">). Se in genere sono state dure le condizioni degli emigrati italiani per affrancarsi dai problemi patiti dalla prima generazione migratoria, per gli Abruzzesi lo sono state ancor pi\u00f9. Riscattando le condizioni di povert\u00e0 dignitosa che furono alla base della loro emigrazione in ogni continente, lasciando i borghi delle nostre montagne grame o i paesi delle pianure ancora soggiogate dal latifondo, gli Abruzzesi hanno contribuito, specie nell\u2019ultimo mezzo secolo, alla crescita dei Paesi d\u2019accoglienza, conquistando stima e considerazione con il generoso esempio di vita che hanno saputo dare. In quelle stesse terre, dal nord al sud America, dall\u2019Africa all\u2019Australia, in ogni paese della vecchia Europa, essi hanno realizzato una fitta rete associativa che se da un lato ha conservato l\u2019identit\u00e0 regionale, dall\u2019altro costituisce un cespite su cui sono edificate le ragioni stesse del riconoscimento da parte di quelle societ\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\">Il mondo associativo abruzzese \u2013 quello all\u2019estero, ma anche quello in Italia, fuori regione &#8211; \u00e8 assai vivace nelle iniziative e nelle attivit\u00e0 d\u2019ordine sociale, culturale e mutualistico, con lo scopo di custodire e valorizzare la cultura e le tradizioni regionali, come di contribuire allo sviluppo delle attivit\u00e0 di promozione condotte dalla Regione Abruzzo all\u2019estero. Attualmente l\u2019associazionismo sta vivendo un momento di transizione importante, tra le generazioni prima e seconda con le generazioni successive, nella ricerca di motivazioni nuove che siano capaci di aggregare i giovani, con interessi ed iniziative diverse da chi finora ha coltivato solo ricordi e tradizioni. Pu\u00f2 certamente inorgoglire un dato, osservato incontrando le comunit\u00e0 abruzzesi d\u2019ogni continente. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\">Contrariamente a quanto lascerebbe supporre l\u2019antico isolamento dell\u2019Abruzzo, la dispersione in piccoli borghi di montagna che certamente non favorivano le relazioni, gli abruzzesi all\u2019estero e le loro associazioni si pongono in condizioni di assoluta preminenza rispetto alle altre associazioni regionali, spesso divenendo punti di riferimento per capacit\u00e0 d\u2019iniziative sociali e culturali e motivo di emulazione. A conferma, e per concludere, voglio citare il caso constatato direttamente nella visita che di qualche settimana fa in Canada, in occasione del <\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><b>50\u00b0 anniversario del Centro Abruzzese Canadese di Ottawa<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\">. Tra i vari riconoscimenti del valore e del ruolo svolto dalla comunit\u00e0 abruzzese nella capitale del grande Paese nordamericano, c\u2019\u00e8 stato quello del <\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><b>Primo Ministro Justin Trudeau <\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\">espresso in un messaggio d\u2019augurio recapitato al Presidente del Centro Abruzzese Canadese Inc. <\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><b>Nello Scipioni<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\">, davvero un messaggio straordinario ed eccezionale per essere rivolto ad una comunit\u00e0 regionale. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><i><b><span style=\"color: #000000;\">Ho il grande piacere di trasmettere i miei pi\u00f9 calorosi saluti in occasione del 50\u00b0 anniversario del Centro Abruzzese Canadese Inc. Nel Paese dove la pi\u00f9 grande forza \u00e8 la diversit\u00e0, i contributi che la comunit\u00e0 abruzzese ha apportato e continua ad apportare ogni giorno sono tutti assolutamente preziosi. Grazie per l\u2019aiuto a fare del Canada il miglior luogo dove vivere al mondo.<\/span><\/b><\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i><b><span style=\"color: #000000;\">In un\u2019epoca dove le voci seminano la divisione, organizzazioni come la vostra, che riuniscono le persone e le incoraggiano a celebrare la loro diversit\u00e0 e ad essere orgogliose della loro eredit\u00e0 culturale, sono pi\u00f9 importanti che mai. Perch\u00e9 voi aiutate a far tacere quelle voci.<\/span><\/b><\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i><b><span style=\"color: #000000;\">A tutta la squadra dietro il Centro: grazie per tutto quello che fate. Vi auguro niente di meno che altri 50 anni di continuo successo, crescita e ispirazione.<\/span><\/b><\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i><b><span style=\"color: #000000;\">Voi avete tutta la mia solidariet\u00e0 e la mia gratitudine.<\/span><\/b><\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i><b><span style=\"color: #000000;\">Justin Trudeau<\/span><\/b><\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Primo Ministro del Canada<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><a name=\"_GoBack\"><\/a><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Convegno-CRAM-su-Emigrazione-abruzzese.pdf\">Convegno CRAM su Emigrazione abruzzese<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; CENNI STORICI SULL\u2019EMIGRAZIONE ITALIANA GLI ABRUZZESI NEL MONDO Assemblea CRAM \u2013 L\u2019Aquila, 3 novembre 2023 Goffredo Palmerini Per entrare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,15],"tags":[],"class_list":["post-45994","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-italiani-allestero"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45994","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=45994"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45994\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=45994"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=45994"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=45994"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}