{"id":46020,"date":"2023-11-04T12:21:16","date_gmt":"2023-11-04T12:21:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=46020"},"modified":"2023-11-04T12:21:16","modified_gmt":"2023-11-04T12:21:16","slug":"elsa-morante-verso-il-quarantesimo-della-morte-un-progetto-del-centro-studi-grisi-lisola-la-storia-e-gli-echi-di-pierfranco-bruni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=46020","title":{"rendered":"Elsa Morante verso il quarantesimo della morte. Un Progetto del Centro Studi Grisi L\u2019isola, la storia e gli echi di Pierfranco Bruni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/IMG-20231104-WA0000.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-46021\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/IMG-20231104-WA0000.jpg\" alt=\"\" width=\"1080\" height=\"1440\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/IMG-20231104-WA0000.jpg 1080w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/IMG-20231104-WA0000-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/IMG-20231104-WA0000-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/IMG-20231104-WA0000-113x150.jpg 113w\" sizes=\"(max-width: 1080px) 100vw, 1080px\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"\">\n<div class=\"aHl\"><\/div>\n<div id=\":5t\" tabindex=\"-1\"><\/div>\n<div id=\":5g\" class=\"ii gt\">\n<div id=\":5f\" class=\"a3s aiL \">\n<div dir=\"auto\"><strong>Elsa Morante verso il quarantesimo della morte. Un Progetto del Centro Studi Grisi<\/strong><br dir=\"auto\" \/><strong>L\u2019isola, la storia e gli echi<\/strong><br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/><strong>di Pierfranco Bruni<\/strong><br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Con un progetto del Centro Studi Francesco Grisi si inizia a lavorare per il quarantesimo della scomparsa di Elsa Morante. Un progetto che si lega ai 140 di Gozzano del 2024 e ai 115 di Cesare Pavese sempre del 2024. Un percorso ad intreccio che interessa il Novecento letterario italiano e vale come come itinerario per la promozione della letteratura italiana nei paesi esteri. Il lavoro sar\u00e0 curato dalla docente e storica della letteratura Marilena Cavallo che ha pubblicato diversi testi scientifici proprio sul contesto letterario dal Barocco a Vico, da Machiavelli alla piazza dei poeti. Si parte con Elsa Morante. Al progetto contribuiranno studiosi e docenti che hanno lavorato nel campo critico, storico e epistemologico sulla letteratura.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Elsa Morante.Dal sublime come dolcezza, delicatezza, magia dei paesaggi e racconto tra il poetico e l\u2019esistere di una estetica forte e leggera come il volo di una farfalla. La poesia narrante di Elsa Morante non \u00e8 solo nella storia, ben definita in un famoso suo romanzo, ma soprattutto nei giochi ad incastri tra il vissuto e il tocca di una magia attraverso una parola fatta di senso e di poesia. Siamo al centenario della nascita di Elsa Morante: dall\u2019isola come immaginario alla storia come rappresentazione.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Con due \u201caperture\u201d poetiche (quasi a mo\u2019 di incipit) ci si avvia nei percorsi narrativi dell\u2019Elsa Morante de \u201cL\u2019isola di Arturo\u201d. Romanzo fondamentale non solo di una scrittrice e di una generazione ma di un contesto storico \u2013 letterario che definisce un tracciato narrativo. Viene pubblicato nel 1957 e sta tra due libri di mezzo che non hanno mai smesso di offrire proiezioni oniriche (a chi la letteratura continua a viverla come metafora di una realt\u00e0 disgregante): \u201cMenzogne e sortilegio\u201d del 1948 e \u201cAlibi\u201d del 1958. raccontare esistenze e vivere la poesia. Sono due modelli con i quali Elsa Morante (Roma, 18 agosto 1912 \u2013 Roma, 25 novembre 1985) si \u00e8 sempre confrontata.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>A quali aperture poetiche ci si riferisce dunque? La prima \u00e8 un verso di Umberto Saba: \u201cIo, se in lui mi ricordo. Ben mi pare\u2026\u201d. La seconda \u00e8 un frammento di due versi di Sandro Penna: \u201c\u2026il Paradiso\/altissimo e confuso\u201d. Bisogna ricordarli questi passaggi soprattutto perch\u00e9 il romanzo di Elsa Morante, al quale si ci riferisce in particolare, \u00e8 un trascorrere di poesia, di quella poesia \u201cleggera\u201d che \u00e8 fatta di voli di gabbiani e di onde che cercano la deriva come l\u2019isola di Procida e lo sguardo di Arturo che sembra fatto di vento.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Ebbene, con questo romanzo la Morante segna un momento importante nella storia narrativa degli anni cinquanta (che \u00e8 poi la seconda met\u00e0 del Novecento italiano) e la impone come riferimento in quella letteratura della memoria e dell\u2019estetica dei personaggi con i quali ci si avventura sempre all\u2019interno di un viaggio che \u00e8 fatto di destino. In fondo i personaggi della Morante vivono tra viaggio e destino. L\u2019isola, il mare, la geografia del tempo.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Echi mediterranei che ricorrono in un fluire di fantastiche impressioni in una costante emozione del parlato. La metafora del mare resta un riferimento: \u201c\u2026i miei occhi e i miei pensieri lasciavano il cielo con dispetto, riandando a posarsi sul mare, il quale, appena io lo riguardavo, palpitava verso di me, come un innamorato\u201d. E poi altri echi, altre vibrazioni, altri segni\u2026<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Certo ci sono altri romanzi o libri di racconti della stessa Morante che rientrano in quadro ben preciso. Gi\u00e0 gli altri due citati prima (e mi riferisco anche a quello di poesia) danno un tracciato abbastanza consistente. Ma mi riferisco anche ai racconti del 1963 \u201cLo scialle Andaluso\u201d e poi all\u2019ultimo, quello del 1982, \u201cAracoeli\u201d che non sono una parentesi. Anzi costituiscono spaccati esistenziali di una scrittrice che pur non assentandosi mai dal quotidiano e dalla \u201cstoria\u201d ha sempre dato una \u201csensualit\u00e0\u201d a quel linguaggio in cui il senso onirico resta fondamentale.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Gi\u00e0, la storia. Il 1974 \u00e8 l\u2019anno del suo romanzo \u201cmonumento\u201d o \u201cdocumento\u201d. Mi riferisco, appunto, a \u201c La Storia \u201d. Grande dimensione di strategia narrativa. Immagini in campo lungo e corto, dolori e tragedie. La storia \u00e8 il racconto del quotidiano che diventa universale? Non ci sono dubbi. \u201c La Storia \u201d di Elsa Morante \u00e8 un libro robusto ma si lascia troppo rapire dalle cronache, dai dolori quotidiani che vengono rappresentati nel quotidiano, dalla fragilit\u00e0 (e nello stesso tempo della maestosit\u00e0) dell\u2019infanzia.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Un libro che comporta in incontro con quella rappresentativit\u00e0 che \u00e8 dettata dalla realt\u00e0. Il punto focale \u00e8 proprio qui ed \u00e8 anche il pregio del romanzo. Ovvero nella rappresentativit\u00e0 della storia \u2013 quotidiano non si lascia spazio a forme di realismo vero e proprio. Il distacco con il quale si raccontano i fatti rende ancora pi\u00f9 passionevole la trama narrante che diventa un intreccio di avvenimenti collocandoli nell\u2019avventura di una realt\u00e0 diventata ormai memoria.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>La Storia stessa (con la S maiuscola) \u00e8 il decifrato di una memoria che non pu\u00f2 essere dimenticata. O meglio i fatti vissuti o subiti entrano dentro la storia ma durano lungo i giorni della memoria. Da questo punto di vista \u00e8 un \u201cmonumento\u201d nel quale trovano posto i destini, le avventure, i personaggi ma il romanzo, comunque, \u00e8 come se fosse altrove.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Qui ci sono i fatti e i fatti nell\u2019animo dello scrittore intraprendono un dialogo con un paesaggio di luoghi, di simboli, di segni, di trasporti. Si sente l\u2019anima dello scrittore in un pathos in cui l\u2019oblio della parola misura la pesantezza dei dolori. Un romanzo \u2013 saggio. O siamo al romanzo o siamo al saggio soprattutto quando in mezzo c\u2019\u00e8 la storia. O meglio quando in mezzo c\u2019\u00e8 la storia o il romanzo resta romanzo o il saggio recupera il suo \u201cbreviario\u201d scientifico. O siamo qui o siamo altrove. Resta ancora un libro sul quale poter discutere proprio per meglio chiarire alcune visioni sulla letteratura. Ma questo \u00e8 un altro dato.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Elsa Morante, comunque, non \u00e8 ne \u201c La Storia \u201d che pu\u00f2 essere identificata. Il suo essere scrittore \u00e8 certamente altrove. Ed \u00e8 nei testi, a mio avviso, prima menzionati. Aggiungerei a quelli un libro speciale: \u201cIl mondo salvato dai ragazzini\u201d pubblicato nel 1968. In piena contestazione Elsa Morante pubblica un libro di una delicatezza straordinaria. Nel quale i protagonisti sono i ragazzini. Solo i ragazzini ci salveranno? Solo i ragazzini potranno comprendere il senso della poesia? Sono loro l\u2019unico pubblico in grado di ascoltare la voce della poesia? Sono gli unici che possono decifrare il valore delle immagini.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Elsa Morante fa del suo linguaggio una metafora delle immagini. Ritornando al romanzo \u201cL\u2019isola di Arturo\u201d: ci si rende immediatamente conto delle immagini che permeano tutto il romanzo. L\u2019isola stessa \u00e8 una geografia di immagini ma \u00e8 anche un labirinto interiore nel quale il filo di Arianna \u00e8 fatto di laceranti strappi consumatesi tra i ricordi e il presente. Una memoria antica in cui i luoghi stessi sono ben aggrappati alle pareti dell\u2019anima \u2013 labirinto dentro la quale solo il silenzio della poesia pu\u00f2 diventare un graffio di esistenza in un intaglio di solitudini e di fugacit\u00e0.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Indubbiamente la centralit\u00e0 dell\u2019opera della Morante, pur raccogliendo un frammentismo lirico, sta nei temi della solitudine, del tempo, del non smarrire il ricordo. La fugacit\u00e0 dei giorni sembra un miserere. Non va dimenticato il fatto che ci si trova di fronte ad uno scrittore (ho sempre usato il termine maschile perch\u00e9 la scrittura non pu\u00f2 conoscere distinzioni) che \u00e8 poeta.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Molte pagine dei suoi racconti (si pensi a \u201cLo scialle Andaluso\u201d) risultano un viaggiare \u201cnaufragando\u201d nella parola poetica. La poesia sempre pi\u00f9 come superamento del reale \u2013 quotidiano e dell\u2019affermazione di una metafora che plasma il quotidiano stesso. La poesia come sorgente di linguaggi. Arturo \u00e8 un personaggio (ne \u201cL\u2019isola di Arturo\u201d) che sostanzia due luoghi. Quello reale (Procida) e quello simbolico (o quasi archetipale) che resta oltre ogni geografia (l\u2019isola). Dentro questo misterioso incanto tematico il linguaggio \u00e8 una permanenza dell\u2019onirico che cerca di caratterizzare i silenzi delle immagini. Il mare \u00e8 un viaggiare nel Mediterraneo delle acque che vive di specchi e di riflessi.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Il mosaico narrativo e poetico della Morante non pu\u00f2 non consistere anche nella \u201cinterpretazione\u201d dei silenzi e delle immagini che sono l\u2019asse intorno al quale \u00e8 strutturato tutto un viaggio esistenziale \u2013 letterario. La letteratura pu\u00f2, d\u2019altronde, essere racchiusa nel verso che si legge nella \u201cDedica\u201d che la Morante regala al suo \u201cL\u2019isola di Arturo\u201d. Infatti, il romanzo inizia con una sua poesia che porta il titolo di \u201cDedica\u201d e cos\u00ec si ascolta: \u201cQuella, che tu credevi un piccolo punto della terra,\/fu tutto.\/E non sar\u00e0 mai rubato quest\u2019unico tesoro\/ai tuoi gelosi occhi dormienti.\/Il tuo primo amore non sar\u00e0 mai violato\u201d.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>La letteratura e l\u2019isola. O la letteratura \u00e8 un\u2019isola? Tra i ritagli di tempo il linguaggio della poesia \u00e8 una \u201ccomunicazione\u201d di anime. I romanzi di Elsa Morante sono nella \u201csolitudine\u201d e nel \u201csortilegio\u201d di un viaggio che ha echi di isola, di mare e di terra, soprattutto quando la storia (o la Storia ) non diventa mera rappresentazione.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Una comunicazione di anime nel labirinto di un tempo che vive nell\u2019orizzonte della memoria. Ma \u00e8 la memoria che fa recitare il tempo come tra granelli di un rosario che ha il tocco della fantasia e della realt\u00e0. Un segno tra la magia degli sguardi e delle attese e la parola nella pausa di una meditazione che intreccia i personaggi dei suoi destini narrativi. Cos\u00ec in Elsa Morante.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"yj6qo\"><\/div>\n<div class=\"yj6qo\"><\/div>\n<div class=\"yj6qo\"><\/div>\n<div class=\"yj6qo\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\":6t\" class=\"hq gt\"><\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Elsa Morante verso il quarantesimo della morte. 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