{"id":46385,"date":"2023-11-17T17:42:07","date_gmt":"2023-11-17T17:42:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=46385"},"modified":"2023-11-17T17:45:14","modified_gmt":"2023-11-17T17:45:14","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-2897","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=46385","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Comunicato Stampa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Susanna M\u00e4lkki per la prima volta al San Carlo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Domenica 19 novembre ore 19<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sar\u00e0 la direttrice d\u2019orchestra finlandese <strong>Susanna <a>M\u00e4lkki<\/a><\/strong>, per la prima volta al San Carlo, la protagonista dell\u2019ultimo appuntamento della Stagione di Concerti 2022\/23 del Lirico di Napoli <strong>domenica 19 novembre alle ore 19<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>M\u00e4lkki sar\u00e0 sul podio per dirigere il soprano <strong>Maria Agresta<\/strong> e la compagine orchestrale sancarliana in un concerto di arie di <strong>Ludwig van Beethoven<\/strong> (<em>\u201cAh, perfido!\u201d, scena e aria per soprano e orchestra, op. 65<\/em>) e <strong>Felix Mendelssohn-Bartholdy<\/strong> (<em>\u201cInfelice! Gi\u00e0 dal mio sguardo\u201d, op. 94)<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Le arie da concerto di Beethoven e Mendelssohn sono rare presenze, nei rispettivi cataloghi dei due grandi compositori romantici, della musica vocale italiana, basate entrambe su testi di Pietro Metastasio utilizzati in opere del Settecento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nella seconda parte del concerto \u00e8 in programma la <strong><em>Sinfonia n. 1 in re maggiore<\/em><\/strong><strong> \u201cTitano\u201d<\/strong> di <strong>Gustav Mahler<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sottotitolo di \u201cIl Titano. Un poema sinfonico in forma di sinfonia\u201d, che accompagnava la prima esecuzione di Budapest, era stato scelto dal compositore pensando al romanzo <em>Der Titan<\/em> di Jean Paul Richter.<\/p>\n\n\n\n<p>Susanna M\u00e4lkki \u00e8 richiesta ai massimi livelli dalle orchestre sinfoniche e nei teatri d&#8217;opera di tutto il mondo. Appare regolarmente con le migliori orchestre in Europa e&nbsp; Nord America: la Filarmonica di Helsinki (di cui \u00e8 direttore principale emerito ed \u00e8 stata direttore principale dal 2016 al 2023), la Filarmonica di Los Angeles, di cui \u00e8 stata direttore ospite principale dal 2017 al 2022, l&#8217;Orchestra di Filadelfia, l&#8217;Orchestra di Cleveland, la Filarmonica di New York, l&#8217;Orchestra Sinfonica di Chicago, la Boston Symphony, l&#8217;Orchestra Sinfonica di Londra, i M\u00fcnchner Philharmoniker, i Wiener Symphoniker, la Bayerischer Rundfunk e i Berliner Philharmoniker. Su invito di Pierre Boulez, M\u00e4lkki \u00e8 stata anche direttore musicale dell&#8217;Ensemble intercontemporain dal 2006 al 2013. Ha diretto all&#8217;Op\u00e9ra national de Paris, al Teatro alla Scala di Milano, alla Wiener Staatsoper, al Metropolitan Opera, al Gran Teatre del Liceu e alla Royal Opera House di Londra. Nel 2011 M\u00e4lkki \u00e8 stata insignita della Medaglia Pro Finlandia dell&#8217;Ordine del Leone di Finlandia, una delle pi\u00f9 alte onorificenze finlandesi. \u00c8 stata insignita del titolo di Ufficiale (2014) e Commendatore (2022) dell&#8217; Ordre des Arts et des Lettres di Francia e nel gennaio 2016 \u00e8 stata nominata Cavaliere della L\u00e9gion d&#8217;honneur.<\/p>\n\n\n\n<p>Guida all\u2019ascolto<\/p>\n\n\n\n<p>A cura di Ettore Scandolera<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il canto e l\u2019orchestra: tre capolavori dell\u2019Ottocento da Beethoven a Mahler<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questo programma sinfonico \u00e8 incentrato sul lungo secolo XIX, che coincide con la creazione del Romanticismo musicale nei territori tedeschi e la sua diffusione europea. Si parte infatti da \u201c<em>Ah! Perfido<\/em>\u201d, un\u2019aria per voce e orchestra composta da Beethoven proprio alla fine del Settecento, su testo di Metastasio, e si prosegue con lo stesso poeta, di cui nel 1832 Mendelssohn music\u00f2 come aria da concerto il testo \u201c<em>L\u2019Infelice<\/em>\u201d. Alla fine del secolo Mahler inaugura la serie delle sue sinfonie con \u201cIl Titano\u201d, dalla lunga gestazione, che in molte parti riecheggia canti popolari e i Lieder dello stesso Mahler.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Beethoven: <em>\u201cAh! Perfido\u201d, scena e aria per soprano e orchestra op.65<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 sembrare strano collegare la figura di Beethoven, simbolica del Classicismo Viennese eminentemente strumentale, alla tradizione vocale dell\u2019opera italiana settecentesca. In effetti i contatti vi furono, soprattutto negli anni di formazione a Bonn, dove era attivo come maestro di cappella il compositore italiano Andrea Luchesi, che dette al ragazzo le prime lezioni di contrappunto secondo la \u201cscuola napoletana\u201d e probabilmente gli fece scoprire la musica dei maggiori operisti italiani del tempo, come Guglielmi, Paisiello o Salieri. L\u2019aria da concerto <em>\u201cAh! Perfido\u201d<\/em> costituisce di fatto, prima della travagliata composizione della sua opera <em>Fidelio<\/em>, l\u2019unico vero e proprio omaggio beethoveniano a quell\u2019ambiente musicale italiano, ispirato dal testo di un libretto di Pietro Metastasio, <em>Achille in Sciro<\/em> (recitativo della scena terza del terzo Atto), proprio l\u2019opera che peraltro, nella versione di Domenico Sarro, aveva inaugurato il Teatro di San Carlo nel 1737.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019articolazione della composizione di Beethoven \u00e8 quella tipica dell\u2019aria da concerto del tardo Settecento, formata da un recitativo, un cantabile e un allegro conclusivo. Il recitativo iniziale in do maggiore \u00e8 tratto integralmente dal testo dell\u2019<em>Achille in Sciro<\/em>; la successiva aria <em>Per piet\u00e0, non dirmi addio<\/em> \u00e8 nella tonalit\u00e0 di mi bemolle maggiore, ma l\u2019autore di questa parte del testo resta ancora del tutto sconosciuto, cos\u00ec come misteriose sono le circostanze della genesi del brano. In una copia manoscritta, con correzioni autografe, della partitura (copia ora smarrita), si leggeva l\u2019indicazione di mano del compositore: \u00abRecitativo e aria composta e dedicata alla Signora Di Clari\u00bb. Come conferma anche la descrizione di alcuni abbozzi, l&#8217;aria sarebbe stata scritta per una distinta \u00abdilettante\u00bb di canto, la diciannovenne contessa Josephine Clary, residente a Praga. Dunque, possiamo immaginare una esecuzione in qualche salotto dell&#8217;aristocrazia praghese, con un ridotto organico strumentale ad accompagnare la voce fresca della giovane esecutrice, che, come si conveniva a una esponente dei ceti alti, aveva compiuto solidi studi musicali ma, a causa del suo rango, non poteva praticare il canto in pubblico, o comunque al di fuori del suo ambiente domestico.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aria fu eseguita pubblicamente per la prima volta il 21 novembre del 1796 al Teatro am Ranst\u00e4dter Tor di Lipsia, con il soprano Josepha Duschek in qualit\u00e0 di solista. Un\u2019altra performance degna di nota avvenne il 22 dicembre del 1808, come parte di un concerto di beneficenza a sostegno di Beethoven, che present\u00f2 anche per la prima volta la sua <em>Quinta<\/em> e <em>Sesta sinfonia<\/em> oltre ad un estratto della sua <em>Messa in do maggiore<\/em>. In quella occasione la cantante era la diciassettenne Josephine Schultz-Killitschky. Quest\u2019ultima interprete si discost\u00f2 in diversi punti dalla stesura originale del brano, tanto che a seguito dell\u2019evento non mancarono correzioni e modifiche da parte dell\u2019autore.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019abilit\u00e0 beethoveniana di evidenziare quegli affetti barocchi che per tutto il Settecento avevano plasmato l\u2019estetica del linguaggio musicale \u00e8 altissima: la musica accompagna momento dopo momento gli stadi psichici della protagonista, la principessa Deidamia di Sciro, irata con&nbsp; l\u2019eroe Achille in procinto di abbandonarla per andare a combattere nella guerra di Troia; le emozioni fluttuanti e cos\u00ec rapidamente in cambiamento \u2013 la sua ira vendicativa \u00e8 mitigata a pi\u00f9 riprese dall\u2019amore &#8211;&nbsp; sono accompagnate da una musica altamente contrastante fatta di variazioni di tempo e febbrile dinamismo orchestrale. L\u2019Allegro con brio si apre con un\u2019introduzione immediatamente ritmata e in crescendo, cui segue immediatamente l\u2019ingresso del soprano solista sulle parole<em> \u201cAh! Perfido, spergiuro, Barbaro traditor, tu parti?\u201d<\/em>, parole che evidenziano tutta la delusione e il turbamento della donna per il comportamento di Achille. Il dolore e la disperazione lasciano a poco a poco spazio alla nostalgia, al ricordo, e all\u2019invocazione degli Dei, in un Adagio in cui la speranza nutre l\u2019anima della protagonista e la musica, solare, limpida e leggera, culla i suoi sogni. L\u2019intrecciarsi continuo di affetti ed emozioni contrastanti si avvicendano per l\u2019intera durata della partitura con una musica i cui contrasti camminano di pari passo con il mutare rapido e frequente della psiche del soprano solista facendo dell\u2019emozione la cifra assoluta di questo piccolo gioiello beethoveniano, troppo spesso dimenticato e troppo raramente eseguito.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mendelssohn: <em>\u201cInfelice! Gi\u00e0 dal mio sguardo\u201d<\/em> Aria da concerto Op.94 MWV H5 <\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nella storia della musica romantica tedesca la canzone, in tedesco Lied, ha rappresentato dagli inizi dell\u2019epoca romantica un\u2019importante risposta nazionale alla supremazia del canto virtuosistico italiano in Europa, espresso dalla diffusione universale dell\u2019opera, e che pi\u00f9 tardi sarebbe stato definito \u201cBelcanto\u201d. In realt\u00e0 il cammino del Lied si sviluppa in maniera assolutamente indipendente dall\u2019aria d\u2019opera: \u00e8 una forma di musica tipicamente romantica e pi\u00f9 vicina al madrigale italiano del Cinquecento che all\u2019aria di teatro: la musica infatti \u00e8 <em>durchkomponiert<\/em>, ossia interpreta ogni sfumatura del testo poetico ed \u00e8 quindi libera da ogni vincolo formale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella biografia di Mendelssohn il decennio 1830 &#8211; 1840 si mostr\u00f2 assai proficuo per la sua formazione accademica e musicale: oltre alla continua produzione sinfonica e cameristica sempre crescente, abbandon\u00f2 la citt\u00e0 di Berlino per intraprendere un lungo viaggio europeo che portasse a compimento il suo periodo di apprendistato e consolidasse la sua notoriet\u00e0 anche al di fuori delle mura della sua citt\u00e0 di residenza, dove tra le altre cose aveva riscontrato un grande successo per aver diretto magistralmente una partitura da tempo caduta in oblio, la <em>Passione secondo Matteo<\/em> di Johann Sebastian Bach, cento anni dopo la sua creazione a Lipsia nel 1727. Fu proprio la figura di Mendelssohn a riportare alla luce numerosi capolavori sepolti dalla storia: oltre alle opere di Bach, egli fece riscoprire in Germania numerosi capolavori di Mozart, dal quale sub\u00ec, forse pi\u00f9 di tutti i classici, una profonda influenza musicale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<em>Op 94. in si bemolle maggiore<\/em> di Felix Mendelssohn rappresenta una composizione alquanto singolare nel catalogo dell\u2019autore, il quale incarn\u00f2 principalmente la musica strumentale tedesca del suo tempo, come confluenza del Classicismo tardo settecentesco e del nuovo Romanticismo. La sua prima esecuzione assoluta avvenne nel 1843, a Lipsia, citt\u00e0 dove Mendelssohn era gi\u00e0 direttore dal 1835 dell\u2019Orchestra del Gewandhaus, e dove fond\u00f2, nello stesso anno 1843, il Conservatorio di Musica.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda il testo, l\u2019<em>Op 94 <\/em>rimanda in maniera diretta all\u2019aria \u201c<em>Ah! Perfido<\/em>\u201d di Beethoven: entrambi i lavori sono modellati su testi di Pietro Metastasio, scritti per voce femminile ed orchestra e retti sulla struttura formale tipicamente teatrale di scena seguita da aria. Il Romanticismo musicale di Mendelssohn appare fin dall\u2019esordio dell\u2019orchestra, in preparazione all\u2019introduzione del soprano. Qui particolare evidenza \u00e8 data al violino solista, una sorta di secondo protagonista assoluto in scena, e questo strumento avvia nella maniera pi\u00f9 efficace un dialogo a due tra musica strumentale e voce&nbsp; per l\u2019intera durata dell\u2019aria. Le parole descrivono una donna sola che si abbandona ad un canto che racconta con nostalgia di un amore passato, evocando ricordi di memorie felici oramai lontane. Gli episodi musicali si contrastano a vicenda, aderendo in maniera sempre naturale e coerente all\u2019andamento del testo e della voce, accompagnando ed evidenziando nel corso dell\u2019aria quei momenti in cui il carico affettivo si fa sempre pi\u00f9 intenso e drammatico. Il compositore disegna cos\u00ec un abile gioco polifonico tra voce ed orchestra, che mette in evidenza tutta le sue abilit\u00e0 tecnico-compositive. Mendelssohn si rivela estremamente abile non solo nella scrittura musicale, marcata da un lirismo che raggiunge vette altissime e sofisticate, ma anche nella creazione di un vestito sonoro che sembra essere cucito perfettamente per aderire alle inflessioni ora struggenti, ora languidamente amorose, della protagonista in scena.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mahler: <em>Sinfonia n.1 in Re maggiore<\/em> \u201cIl Titano\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il mondo musicale del secondo Ottocento si mostra profondamente diviso in correnti ideologiche contrastanti: da un lato una generazione che guardava al futuro, la cui linfa creativa, interessata a un costante rinnovamento della grammatica musicale, proiettava la realizzazione artistica verso l\u2019avvenire; in direzione opposta, invece, l\u2019espressione formalista e conservatrice, avvolta intorno al modello brahmsiano in difesa dei generi del passato che avevano fatto grande l\u2019arte musicale tedesca, e che dovevano continuare ad ispirare la musica del presente e del futuro in coerenza col sistema tonale standard fin ad allora utilizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo panorama ricco di stimoli e di idee fu messo in crisi da alcuni compositori, il cui credo espressivo \u00e8 fortemente combattuto e difficilmente circoscrivibile ad un unico schieramento tra le due correnti.&nbsp; \u00c8 il caso di Gustav Mahler, il quale incarna nel panorama culturale e artistico tra fine Ottocento e inizi Novecento, il caso pi\u00f9 emblematico di inattualit\u00e0 e di ibridazione espressiva. Durante la sua vita, in realt\u00e0, fu universalmente apprezzato e ricordato a lungo dopo la morte soltanto come un grande direttore d\u2019orchestra e non come compositore. La sua carriera ufficiale fu infatti quella di direttore e organizzatore: diresse il teatro di corte di Budapest e di Amsterdam con una importante parentesi a Vienna ed effettu\u00f2 vari soggiorni nelle principali citt\u00e0 degli Stati Uniti.Pienamente riconosciute le doti di direttore d\u2019orchestra, fecero invece molta fatica ad emergere e ad essere apprezzate le qualit\u00e0 del Mahler compositore: l\u2019idea che si aveva della sua musica era quella di una espressione dettata da stili e pratiche desunte dalla opera direttoriale. E a complicare il giudizio dei contemporanei contribuiva la sua scarsa obbedienza a schemi formali usuali e l\u2019oscillazione costante tra tradizione e sperimentazione, partendo da modelli come Wagner e Bruckner.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mahler compose nove sinfonie pi\u00f9 una incompiuta, la decima, di cui complet\u00f2 solo il primo movimento. Cinque delle sinfonie sono per sola orchestra (1,5,6,7,9), le altre richiedono cantanti solisti e coro e quindi l\u2019impiego di testi letterari (2,3,4,8). La Prima Sinfonia \u201cTitano\u201d fu composta tra il 1885 e il marzo 1888. Mahler ne diresse la prima esecuzione il 20 novembre 1889 a Budapest, rivide la partitura nel 1893 e la corresse nuovamente prima di darla alle stampe nel 1899: oper\u00f2 decisivi interventi nella strumentazione, ampliando l\u2019organico e alleggerendo la scrittura per conferire la pi\u00f9 essenziale chiarezza alla struttura musicale, all\u2019intrecciarsi dei motivi e alla polifonia. Ulteriori correzioni si trovano nella edizione del 1906, che pu\u00f2 essere considerata quella definitiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Molto significative sono le trasformazioni del titolo e del suo \u201cprogramma\u201d apposto originariamente alla <em>Sinfonia<\/em> che, alla luce dell\u2019esordio assoluto a Budapest nel 1889, fu presentata come <em>\u201cTitan\u201d<\/em> <em>Sinfonische Dichtung in zwei Teilen<\/em> (\u201cTitano\u201d, Poema sinfonico in due parti), senza altre indicazioni. La prima parte, recava il titolo <em>Dai giorni di giovent\u00f9: fiori, frutti e spine<\/em>, ed era formata dai primi tre movimenti, mentre, la seconda, <em>Comoedia humana<\/em>, dagli ultimi due. Il titolo e la struttura resteranno invariati sino all\u2019esecuzione diretta dallo stesso Mahler a Berlino il 16 marzo del 1896: in questa occasione il secondo movimento<em> Blumine<\/em> verr\u00e0 eliminato, la struttura sar\u00e0 semplificata in quattro movimenti e il titolo diverr\u00e0 semplicemente <em>Sinfonia in re maggiore<\/em>. Riguardo a questa decisione Mahler scrisse nel 1896: \u201cIl titolo, Titano, e il programma hanno una ragione: a quel tempo i miei amici mi indussero a stendere una specie di programma per facilitare la comprensione della sinfonia. Titolo e programma furono quindi pensati in un secondo momento. Se ora li voglio evitare, non \u00e8 soltanto per il fatto di considerarli insufficienti e alquanto anodini ma anche perch\u00e9 l&#8217;esperienza mi ha insegnato che il pubblico dai programmi e dai titoli \u00e8 indotto in errore. Succede sempre cos\u00ec!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo movimento si apre con una introduzione misteriosa e calma, <em>Langsam <\/em>(Lento)<em>, <\/em>caratterizzata da suoni che rimandano ad una natura che lentamente si risveglia, <em>Wie ein Naturlaut<\/em> (Come un suono di natura). Il richiamo alla natura perdura anche nell\u2019avvio dell\u2019esposizione, <em>Im Anfang sehr gem\u00e4chlich &#8211; Immer sehr gem\u00e4chlich<\/em>&nbsp;(All&#8217;inizio molto tranquillo &#8211; Sempre molto tranquillo), e sino all\u2019esordio del tema principale, recuperato dal ciclo liederistico <em>Lieder eines fahrenden Gesellen<\/em> composto dallo stesso Mahlertra il 1884 e il 1885.<\/p>\n\n\n\n<p>A seguire, in origine, vi era l\u2019Andante <em>Blumine<\/em> sostituito nella versione definitiva da un movimento in funzione di scherzo dal titolo: <em>Kr\u00e4ftig bewegt, doch nicht zu schnell<\/em> (Vigorosamente mosso, ma non troppo presto).<\/p>\n\n\n\n<p>Il terzo movimento, <em>Feierlich und gemessen, ohne zu schleppen<\/em> (Solenne e misurato, senza trascinare), \u00e8 una grottesca parodia di una marcia funebre nella forma di un canone avviata da un contrabbasso solo in tonalit\u00e0 minore.<\/p>\n\n\n\n<p>A conclusione dell\u2019opera, il quarto movimento <em>St\u00fcrmisch bewegt \u2013 Energisch<\/em> (Tempestosamente mosso-energico), rompe bruscamente il clima creato dal movimento precedente con un impetuoso attacco violento e drammatico condotto da ottoni e percussioni in fortissimo. Queste sonorit\u00e0 violente conducono con episodi pi\u00f9 calmi ed eterei alla ripresa del tema del <em>Langsam<\/em> introduttivo, con altri frammenti del primo movimento. L\u2019impetuosit\u00e0 caratterizzante del quarto ed ultimo tempo torner\u00e0 per concludere l\u2019intero lavoro in un\u2019atmosfera segnata dal tripudio energico e trionfale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il capolavoro mahleriano della Prima funger\u00e0 da ispirazione per le future generazioni di autori che rivedranno nella sua scrittura la chiave di svolta del sinfonismo novecentesco; ma cosa avvince concretamente della sua musica? La risposta potremmo ritrovarla in una citazione di Ludwig Schiedermair: <em>\u201c[\u2026] Mahler non ha soltanto una stupefacente padronanza delle tecniche compositive e una personale modalit\u00e0 di espressione musicale, possiede anche il dono di plasmare la musica in senso poetico. \u00c8 musicista e poeta dei suoni nel senso pi\u00f9 nobile della parola. E per questo perch\u00e9 non fa nascere i suoi lavori come musicista assoluto, ma in essi simboleggia le proprie esperienze ed emozioni in veste poetica [\u2026]\u201d<\/em><a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Teatro di San Carlo<br><\/strong>domenica 19 novembre 2023, ore 19:00<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SUSANNA M\u00c4LKKI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Direttore |&nbsp;<a><strong>Susanna M\u00e4lkki&nbsp;<\/strong><\/a><em>\u266d<\/em><strong><br><\/strong>Soprano |<strong>&nbsp;Maria Agresta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Programma<br><strong>Ludwig van Beethoven<br><\/strong>\u201cAh! Perfido\u201d,&nbsp;<em>scena&nbsp;<\/em>ed&nbsp;<em>aria<\/em>&nbsp;per soprano ed orchestra, op.65<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Felix Mendelssohn<br><\/strong>\u201cInfelice! Gi\u00e0 dal mio sguardo\u201d, op.94<br><br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gustav Mahler<br><\/strong><em>Sinfonia<\/em>&nbsp;n. 1 in re maggiore \u201cTitano\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u266d<\/em><em>&nbsp;debutto al Teatro di San Carlo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Orchestra del Teatro di San Carlo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Rossana Russo<\/strong>,<\/p>\n\n\n\n<p>Responsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"mailto:r.russo@teatrosancarlo.it\">r.russo@teatrosancarlo.it<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>cell 3357431980<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giulia Romito<\/strong>,<\/p>\n\n\n\n<p>Comunicazione e Stampa <a href=\"mailto:g.romito@teatrosancarlo.it\">g.romito@teatrosancarlo.it<\/a> 0817972301<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\"><\/a>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Susanna_Malkki_\u00a9Simon-Fowler_1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Susanna_Malkki_\u00a9Simon-Fowler_1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-46392\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Susanna_Malkki_\u00a9Simon-Fowler_1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Susanna_Malkki_\u00a9Simon-Fowler_1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Susanna_Malkki_\u00a9Simon-Fowler_1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Susanna_Malkki_\u00a9Simon-Fowler_1-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Susanna_Malkki_\u00a9Simon-Fowler_1-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Susanna_Malkki_\u00a9Simon-Fowler_1-150x100.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/NYP20220106ByChrisLee-6-scaled.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"807\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/NYP20220106ByChrisLee-6-1024x807.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-46396\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/NYP20220106ByChrisLee-6-1024x807.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/NYP20220106ByChrisLee-6-300x237.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/NYP20220106ByChrisLee-6-768x605.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/NYP20220106ByChrisLee-6-1536x1211.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/NYP20220106ByChrisLee-6-2048x1615.jpg 2048w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/NYP20220106ByChrisLee-6-150x118.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Susanna M\u00e4lkki conducts the New York Philharmonic at Carnegie Hall with Branford Marsalis as soloist, 01\/06\/2022. Photo by Chris Lee<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/MariaAgresta-3-scaled.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"682\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/MariaAgresta-3-682x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-46403\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/MariaAgresta-3-682x1024.jpg 682w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/MariaAgresta-3-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/MariaAgresta-3-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/MariaAgresta-3-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/MariaAgresta-3-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/MariaAgresta-3-100x150.jpg 100w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/MariaAgresta-3-scaled.jpg 1706w\" sizes=\"(max-width: 682px) 100vw, 682px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\"><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comunicato Stampa Susanna M\u00e4lkki per la prima volta al San Carlo Domenica 19 novembre ore 19 Sar\u00e0 la direttrice d\u2019orchestra [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-46385","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46385","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=46385"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46385\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=46385"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=46385"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=46385"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}