{"id":46778,"date":"2023-11-24T19:14:30","date_gmt":"2023-11-24T19:14:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=46778"},"modified":"2023-11-24T19:14:30","modified_gmt":"2023-11-24T19:14:30","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-2919","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=46778","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/ghjk-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"244\" height=\"119\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/ghjk-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-46709\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/ghjk-1.jpg 244w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/ghjk-1-150x73.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>Comunicato Stampa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per la Stagione di Musica da Camera<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>un Quintetto per archi di <\/strong><strong>Franz Schubert <\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Domenica 26 novembre ore 18<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Giunge a conclusione <strong>domenica 26 novembre 2023<\/strong> <strong>alle ore 18<\/strong> la <strong>Stagione da Camera 22\/23 del Teatro di San Carlo<\/strong>, con protagonisti i professori d\u2019Orchestra del Massimo napoletano.<\/p>\n\n\n\n<p>La formazione composta da <strong>Salvatore Lombardo<\/strong> e <strong>Giuseppe Navelli<\/strong> (violino), <strong>Luca Improta<\/strong> (viola), <strong>Lorenzo Ceriani<\/strong> e <strong>Leone Calza <\/strong>(violoncello) eseguir\u00e0 il <em>Quintetto in do maggiore per archi, op. 163, D. 956<\/em> di <strong>Franz Schubert<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli appuntamenti con la Musica da Camera riprenderanno il prossimo 7 gennaio con la Stagione 23\/24.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GUIDA ALL\u2019ASCOLTO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>A cura di Dinko Fabris<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Quintetto per archi, classificato D. 956 nel Catalogo Deutsch, composto a fine estate del 1828, \u00e8 una delle ultime composizioni di Franz Schubert, che sarebbe morto pochi mesi dopo, nel novembre 1828, a soli 31 anni. La sua creazione avvenne sulla scia della Sinfonia n. 9 \u201cLa grande\u201d, composta nello stesso periodo e nella stessa tonalit\u00e0 di do maggiore. \u00c8 probabile che Schubert non abbia mai ascoltato alcuna esecuzione di questo Quintetto, di cui non sopravvive l\u2019autografo, per cui non \u00e8 certa neppure la data di completamento. Riscoperto, come gran parte dell\u2019opera da camera e sinfonica schubertiana, dopo la morte del compositore, ebbe la sua prima esecuzione soltanto nel 1850 al Musikverein di Vienna e fu poi stampato qualche anno pi\u00f9 tardi. La prima caratteristica che rende molto particolare questo Quintetto \u00e8 la presenza di un secondo violoncello insieme al quartetto. Questa scelta di due strumenti gravi equivalenti ha fatto molto discutere gli studiosi, soprattutto perch\u00e9 era davvero inedita per l\u2019epoca. L\u2019opinione pi\u00f9 diffusa \u00e8 che l\u2019autore volesse dividere le sonorit\u00e0 basse in uno strumento di appoggio armonico ed uno impegnato come solista. Ma certamente l\u2019effetto creato dalle sezioni in cui si realizza la sovrapposizione delle due parti \u00e8 di maestosa potenza, mentre in altre riluce la maestria del gioco contrappuntistico tra i due strumenti e gli altri archi, tutti impegnati ad un livello tecnico alto come i precedenti quartetti composti tra il 1824 e il 1826. Un altro elemento che colpisce nel Quintetto \u00e8 la dilatazione della struttura formale, davvero monumentale, con una durata che occupa l\u2019intero spazio di un concerto (come appunto era avvenuto per la Sinfonia\u201cLa grande\u201d). Il primo movimento, Allegro ma non troppo, sembra stentare ad avviarsi dopo l\u2019accordo iniziale ripetuto di do maggiore: il primo tema si dipana lentamente e in maniera frammentata con la partecipazione di un solo violoncello. Il secondo tema, in mi bemolle, \u00e8 al contrario molto deciso, cantato con dolcezza dai due violoncelli insieme, in contrappunto. Nello sviluppo, i due temi si intrecciano con un uso denso della scrittura a cinque parti e con frequenti scambi fino alla ripresa, che ciclicamente ripropone il secondo tema e infine gli accordi iniziali, prima di una coda in cui ancora il secondo tema \u00e8 protagonista. L\u2019Adagio, in mi maggiore, \u00e8 scritto in 12\/8 con una semplicit\u00e0 di concezione incantevole: l\u2019insieme si divide in un trio (violino, viola e primo violoncello) che canta un motivo elegiaco, contrapposto al secondo violino e al secondo violoncello pizzicato, in una sorta di contrappunto ritmico tra i due gruppi. A met\u00e0 dell\u2019Adagio si ha un inatteso passaggio alla tonalit\u00e0 minore di fa, per poi tornare alla situazione iniziale di mi col tema elegiaco, fino ad una breve coda in pianissimo. Il Presto, in do maggiore, \u00e8 in realt\u00e0 uno Scherzo, con il Trio centrale contrastante in re bemolle maggiore. Per le dimensioni e le sonorit\u00e0 \u00e8 stato giudicato un vero movimento da orchestra sinfonica, con continue modulazioni che rendono incerto e per questo pi\u00f9 interessante sia il percorso armonico che l\u2019esito della ricerca timbrica e ritmica di questa sezione. L\u2019Allegretto finale, in do maggiore e nel ritmo di 2\/2, esibisce un primo tema, incisivo, che \u00e8 stato definito \u201calla zigana\u201d, mentre il secondo tema, contrastante, \u00e8 tenero e sereno. Pi\u00f9 avanti, i due violoncelli insieme ricevono un ulteriore tema, che si collega al primo tempo del Quintetto. Questo finale riunisce i caratteri del Rond\u00f2 e della forma sonata, ma in sostanza riafferma un omaggio alla classicit\u00e0 del passato che evidentemente in quegli ultimi mesi di vita costituiva per Schubert fonte di sicurezza, oppure soltanto di nostalgia. Se davvero quest\u2019ultima composizione cameristica assume per noi il significato di un testamento intimo del compositore, in quanto sintesi delle sue predilezioni e capacit\u00e0 compositive, la sua conclusione classica e serena sembra una risposta consapevole al dramma esistenziale che Schubert stava provando nel suo ultimo, laborioso e terribile, anno di vita.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Teatro di San Carlo<br><\/strong>domenica 26 novembre 2023, ore 18:00<\/p>\n\n\n\n<p><strong>FRANZ SCHUBERT<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Violino I |&nbsp;<strong>Salvatore Lombardo&nbsp;<\/strong>\u266e\u266e<\/p>\n\n\n\n<p>Violino II |&nbsp;<strong>Giuseppe Navelli<\/strong>&nbsp;\u266e\u266e<\/p>\n\n\n\n<p>Viola |&nbsp;<strong>Luca Improta<\/strong>&nbsp;\u266e\u266e<\/p>\n\n\n\n<p>Violoncello I|&nbsp;<strong>Lorenzo Ceriani<\/strong>&nbsp;\u266e\u266e<\/p>\n\n\n\n<p>Violoncello II |&nbsp;<strong>Leone Calza&nbsp;<\/strong>\u266e\u266e<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u266e\u266e<\/em><em>&nbsp;Professori d\u2019Orchestra del Teatro di San Carlo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;<\/strong>Programma<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Franz Schubert,&nbsp;<\/strong><em>Quintetto<\/em>&nbsp;per archi in Do maggiore, op. 163, D. 956<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Rossana Russo<\/strong>,<\/p>\n\n\n\n<p>Responsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"mailto:r.russo@teatrosancarlo.it\">r.russo@teatrosancarlo.it<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>cell 3357431980<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giulia Romito<\/strong>,<\/p>\n\n\n\n<p>Comunicazione e Stampa<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"mailto:g.romito@teatrosancarlo.it\">g.romito@teatrosancarlo.it<\/a> 0817972301<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comunicato Stampa Per la Stagione di Musica da Camera un Quintetto per archi di Franz Schubert Domenica 26 novembre ore [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-46778","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46778","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=46778"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46778\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=46778"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=46778"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=46778"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}