{"id":46802,"date":"2023-11-27T09:04:36","date_gmt":"2023-11-27T09:04:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=46802"},"modified":"2023-11-27T09:04:36","modified_gmt":"2023-11-27T09:04:36","slug":"due-maestri-di-tango-conversazione-intervista-con-daniela-scalabrini-e-fabian-brana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=46802","title":{"rendered":"Due maestri di tango &#8211; Conversazione-intervista con Daniela Scalabrini e Fabian Brana"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/IMG-20230930-WA0007.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"494\" data-id=\"46803\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/IMG-20230930-WA0007.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-46803\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/IMG-20230930-WA0007.jpg 720w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/IMG-20230930-WA0007-300x206.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/IMG-20230930-WA0007-150x103.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/IMG-20230930-WA0008.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"886\" data-id=\"46804\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/IMG-20230930-WA0008.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-46804\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/IMG-20230930-WA0008.jpg 720w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/IMG-20230930-WA0008-244x300.jpg 244w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/IMG-20230930-WA0008-122x150.jpg 122w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/IMG-20230930-WA0009.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"720\" data-id=\"46805\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/IMG-20230930-WA0009.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-46805\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/IMG-20230930-WA0009.jpg 720w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/IMG-20230930-WA0009-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/IMG-20230930-WA0009-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Due maestri di tango<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Conversazione-intervista con Daniela Scalabrini e Fabian Brana<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Nicola F. Pomponio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>PESCARA &#8211; Incontro <strong>Daniela Scalabrini<\/strong> e <strong>Fabian Brana<\/strong> nella loro frequentatissima milonga \u201cPrestige\u201d di <strong>Montesilvano<\/strong>, alle porte di Pescara. Questa coppia di ballerini \u00e8 riuscita nel tempo ad affermarsi come una delle realt\u00e0 pi\u00f9 vitali, originali, interessanti nel panorama del tango argentino in Italia e diventa quasi naturale provare a capire sia le particolarit\u00e0 di questa danza, sia la prospettiva con cui la costruiscono.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Si pu\u00f2 parlare in effetti di \u201ccostruzione\u201d nel tango?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec certo (risponde con un sorriso <strong>Daniela<\/strong>), il tango lo si \u201ccostruisce\u201d ma \u00e8 qualcosa di sempre diverso che i ballerini improvvisano al momento in base alle emozioni che trasmette la musica, il contatto con l&#8217;altro\/a, le proprie conoscenze tecniche. Non c&#8217;\u00e8 un copione prefissato, l&#8217;importante \u00e8 l&#8217;ascolto della musica e del proprio partner per creare qualcosa di nuovo in cui ambedue i ballerini possano riconoscersi.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Come siete arrivati al tango?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nel mio caso \u2013 risponde <strong>Daniela<\/strong> \u2013 \u00e8 stata una scoperta avvenuta insieme ai miei studi musicali. Sono diplomata in pianoforte e clavicembalo al Conservatorio di Pescara e, contemporaneamente, mi sono avvicinata al mondo della danza sia classica sia moderna. Questa \u00e8 stata un&#8217;ottima base di partenza per poi scoprire e sviluppare la passione per il tango.<\/p>\n\n\n\n<p>Io, invece, ho avuto un percorso completamente diverso \u2013 interviene <strong>Fabian<\/strong>. Ho scoperto il tango da giovanissimo e casualmente. Essendo nato a <strong>Buenos Aires<\/strong> ho iniziato a frequentare dei corsi organizzati dal governo (in \u201cCentri culturali\u201d di quartiere) pensati per ragazzi cominciando ad andare in milonga quando avevo solo 14 anni (anche se, ufficialmente, non avrei potuto farlo). Passavo tantissimo tempo a ballare ma anche e soprattutto ad ascoltare milongueri molto pi\u00f9 anziani di me: la loro conversazione \u00e8 stata forse ancor pi\u00f9 formativa dei corsi!<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Percorsi diversi con un approdo comune quindi.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, \u00e8 cos\u00ec. In Argentina il tango \u00e8 qualcosa di vitale che, in un certo senso, si respira nell&#8217;aria. Io &#8211; ricorda <strong>Fabian<\/strong> &#8211; sono entrato in questo mondo in un momento ben preciso, ne ho seguito lo sviluppo in questi anni e assisto a continue trasformazioni, ad esempio quando iniziai in alcune milonghe era impensabile andare a ballare senza la cravatta: esisteva un preciso <em>\u201cdress code\u201d<\/em> che ora non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Oppure c\u2019era la figura del \u201c<em>maitre<\/em>\u201d (una sorta di caposala) che, conoscendo i ballerini, li accompagnava ai tavoli vicini a quelli dove \u201ccasualmente\u201d sedevano i\/le partner di ballo preferiti lasciando spazio alla successiva \u201c<em>mirada<\/em>\u201d (lo sguardo con cui un cavaliere si propone a una dama) e \u201c<em>cabeceo<\/em>\u201d (il microscopico accenno della testa o il semplice sorriso con cui la dama, senza farsi notare dai presenti, accetta di ballare). Come queste forme esteriori, anche il modo di ballare cambia. E&#8217; un errore pensare di \u201ccongelare\u201d il tango e mantenerlo sempre uguale a se stesso, in realt\u00e0, come ogni cosa viva, questa danza si sviluppa con le generazioni che si susseguono. Il che non vuol dire che qualsiasi novit\u00e0 sia sempre positiva.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Hai in mente qualcosa in particolare?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, noto che ultimamente si stia spingendo un po&#8217; troppo sull&#8217;aspetto che chiamerei agonistico. Ci sono tante gare di tango! Per come la vedo io e per come mi sono formato, il tango \u00e8 soprattutto abbandono alla musica e rapporto con il partner: si balla per creare un rapporto con l&#8217;altro\/a. Certo ci pu\u00f2 stare la gara, ma il tango \u00e8 prima di tutto vita, fantasia, invenzione. Ho il timore che spingere troppo sulle gare possa snaturare un ballo che nasce innanzi tutto come espressione popolare del divertimento e dei sentimenti.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Hai parlato di abbandono alla musica&#8230;<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec. Per me \u00e8 la musica l&#8217;aspetto principale e molto spesso, cosa interessante, su una musica allegra vi sono testi tristissimi.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Il che, detto da te, che sei un affermato cantante di tango, suona molto istruttivo.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ma questa \u00e8 la storia! Si dice che la prima forma musicale a comparire, delle tre che si ballano in milonga (ovvero tango, vals e milonga) fosse proprio la milonga, ovvero una danza veloce, allegra, scanzonata. Qui sarebbe l&#8217;origine del tango, e sarebbe un&#8217;origine popolare di divertimento non di tristezza e dolore, come narrano quasi tutti i testi delle canzoni. Come poi sia nato il tango, penso che nessuno lo sappia. Ci sono molte teorie in proposito ma sicuramente agli esordi vi \u00e8 il desiderio di esprimere e mostrare i propri sentimenti e il proprio stato d\u2019animo attraverso musica e poesia<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Esiste poi il cosiddetto \u201ctango nuevo\u201d<\/strong><\/em><strong>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, e qui entriamo nel campo delle nuove modalit\u00e0 di ballo che trovo di grande interesse e bellezza. Ma bisogna fare attenzione, il \u201ctango nuevo\u201d deve restare comunque tango senza stravolgere i canoni estetici e di movimento caratteristici di questa particolare forma espressiva (il tango non pu\u00f2 e non deve diventare una mazurka o un rock\u2019n roll\u2026). Alcune volte si propongono da ballare dei brani che sono stati scritti espressamente per NON essere ballati. Penso soprattutto al grande <strong>Piazzolla<\/strong>. Ci va anche in questi casi un po&#8217; di discernimento: se chi ha scritto il brano, l&#8217;ha scritto solo perch\u00e9 venga ascoltato qual \u00e8 il motivo per cui ci si ostina a ballarlo?<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>E per te, <\/strong><\/em><em><strong>Daniela<\/strong><\/em><em><strong>, cosa rappresenta il tango?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Diciamo che per me il tango \u00e8 come un frammento di un discorso; in senso proprio letterale. E&#8217; un frammento perch\u00e9 dura una manciata di minuti, un tempo breve in cui si cerca di entrare in rapporto col partner mettendosi in gioco in modo completo. Gi\u00e0 l&#8217;abbraccio, che pu\u00f2 essere pi\u00f9 o meno \u201cchiuso\u201d, comunica molto di se stessi; il ballo poi \u00e8 una muta conversazione, fatta solo di indicazioni corporee in cui si cerca la simbiosi, la \u201cchimica\u201d di una reciproca comprensione, in base ad una \u201cgrammatica\u201d di passi definiti ma sempre intercambiabili, improvvisabili, riproponibili, proprio come quando parliamo e usiamo combinandole, scomponendole, ricombinandole parole, accenti, silenzi, intonazioni differenti per comunicare. In questo senso \u00e8 un discorso a due, un muto discorso fatto di gesti, attenzioni, proposte e risposte tutte e solo giocate col corpo senza mai trascurare il momento ludico, divertente; le piccole soste, gli ampi volteggi, lo stesso semplice incedere comunicano all&#8217;altro\/a molto di noi, ci scopriamo cercando di entrare in rapporto col partner attraverso la danza.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, \u00e8 cos\u00ec &#8211; interviene <strong>Fabian &#8211;<\/strong>, il tango \u00e8 entrare in rapporto con un\u2019altra persona, ma questo rapporto cambia di intensit\u00e0 e forza a seconda del partner con cui si balla. Quando si balla il tango, si possono provare sentimenti molto acuti che coinvolgono totalmente i tangueri. Sono momenti intensi, puntuali ma la cui profondit\u00e0 marca la danza e pu\u00f2 giungere a marcare l\u2019intera esistenza dei ballerini. In quei momenti scompare tutto perch\u00e9 si \u00e8 diventati tutto; \u00e8 quasi una piccola esperienza mistica che per\u00f2 raramente accade.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo di che \u00e8 bello veder danzare questa coppia di maestri e leggere sui loro volti, ora luminosi ora concentrati, quanto hanno appena detto. Ben si comprende la loro fama e notoriet\u00e0 nel mondo tanghero; per loro il tango \u00e8 una scelta di vita che non si limita solo alla lezione o alla tecnica ma straripa nel canto di <strong>Fabian<\/strong> e nelle numerose serate in cui <strong>Daniela<\/strong> \u00e8 un&#8217;apprezzata e ricercata tdj (tango dj). Resta comunque bello vederli ballare con un affiatamento e una spettacolarit\u00e0 difficile da raggiungere e da descrivere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due maestri di tango Conversazione-intervista con Daniela Scalabrini e Fabian Brana di Nicola F. 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