{"id":4681,"date":"2018-09-06T23:00:32","date_gmt":"2018-09-06T23:00:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=4681"},"modified":"2018-09-06T23:00:32","modified_gmt":"2018-09-06T23:00:32","slug":"8-settembre-1943-2018-75-anniversario-armistizio-testimonianze-dei-prigionieri-di-guerra-alleati-al-campo-n-78-di-sulmona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=4681","title":{"rendered":"8 SETTEMBRE 1943 &#8211; 2018: 75\u00b0 ANNIVERSARIO ARMISTIZIO &#8211; Testimonianze dei prigionieri di guerra alleati al Campo n. 78 di Sulmona"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Mario-Setta-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4393\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Mario-Setta-1.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"240\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"center\"><span style=\"font-size: large;\"><b>8 SETTEMBRE 1943 &#8211; 2018: 75\u00b0 ANNIVERSARIO ARMISTIZIO<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"center\"><b>Testimonianze dei prigionieri di guerra alleati al Campo n. 78 di Sulmona <\/b><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"center\"><span style=\"font-size: small;\">di <\/span><span style=\"font-size: small;\"><b>Mario Setta<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">SULMONA &#8211; Durante la seconda guerra mondiale (1940-1945), al Campo fu assegnato il n. 78 e divenne luogo di detenzione dei prigionieri alleati anglo-americani, catturati prevalentemente nella campagna d&#8217;Africa. Secondo una mappa del settembre 1943 pubblicata da <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>The Red Cross and St. John War Organization<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\"> i prigionieri di guerra (POW, <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Prisoner Of War<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">), detenuti nei campi di concentramento italiani erano pi\u00f9 di centomila. Lo storico inglese <\/span><span style=\"font-size: small;\"><b>Roger Absalom<\/b><\/span><span style=\"font-size: small;\">, il maggiore esperto sui prigionieri di guerra alleati in Italia, parla di circa 80.000 prigionieri alleati in Italia. Al Campo 78 ve n\u2019erano oltre tremila. Dopo l\u20198 settembre, con l\u2019occupazione tedesca, parecchie centinaia fuggirono e si incamminarono a piedi verso sud per raggiungere i compagni dell\u2019esercito alleato, altre centinaia furono accolti dalle famiglie sulmonesi e abruzzesi e aiutati a nascondersi, alimentarsi, difendersi dai rastrellamenti. Si tratta di una delle pagine pi\u00f9 belle di solidariet\u00e0 umana, passata alla storia come \u201cResistenza Umanitaria\u201d. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><b>1. La descrizione del Campo di JOHN ESMOND FOX, nel 1942: <\/b><\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>\u201c<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">E\u2019 strano rilevare come uomini di varia estrazione sociale, diversi per lingua e costumi, credo e razza, imprigionati insieme per qualche crudele capriccio del fato, dominati con la forza, privati e spogliati della propria individualit\u00e0 e ridotti al solo comune denominatore di esseri umani, siano capaci di gettar via l\u2019orgoglio e il pregiudizio per un legame di amicizia, trovando uno scopo di vita e lottando contro un comune nemico.\u201d <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">(J. E. Fox, <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Spaghetti and Barbed Wire<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\"> tradotto in italiano con il titolo <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Spaghetti e filo spinato<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">)<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><b>2.<\/b><\/span><span style=\"font-size: small;\"> Per molti prigionieri l&#8217;ambiente e il clima culturale della classicit\u00e0 latina servono ad alleviare le sofferenze della prigionia. In quest&#8217;ottica, infatti, <\/span><span style=\"font-size: small;\"><b>DONALD I. JONES<\/b><\/span><span style=\"font-size: small;\"> sembra quasi aggrapparsi ad <\/span><span style=\"font-size: small;\"><b>Ovidio<\/b><\/span><span style=\"font-size: small;\"> per farne un modello ed un maestro di vita. Sotto l\u2019aspetto della vita quotidiana fa notare che il regolare invio dei pacchi della Croce Rossa, che si aggiungevano alle insufficienti razioni italiane, permise loro di sopravvivere nel periodo tra l&#8217;ottobre del 1942 e il settembre 1943 a Sulmona, concludendo \u201ced eravamo in buona salute.\u201d (D. Jones, <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Escape from Sulmona<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">, <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Fuga da Sulmona<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">, ed. Qualevita, Torre dei Nolfi 2002) <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>3. JOHN FURMAN, <\/b><\/span><span style=\"font-size: small;\">trasferito a Sulmona dal Campo n. 21 di Chieti<\/span><span style=\"font-size: small;\"><b>,<\/b><\/span><span style=\"font-size: small;\"> scrive: <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-size: small;\">\u00ab<\/span><span style=\"font-size: small;\">Partii con un convoglio il pomeriggio del 23 settembre; e circa due ore dopo arrivai in un campo, cinque miglia a nord di Sulmona. L\u00ec ci ritrovammo con gli amici partiti coi convogli precedenti, e ci affrettammo a farci descrivere tutti i particolari delle fortificazioni del campo, che erano riusciti a osservare. Un certo numero di ufficiali &#8211; compreso all\u2019incirca fra dieci e cinquanta &#8211; aveva messo in atto un piano di fuga la notte precedente. Le sentinelle vi facevano la guardia, armate di torce e di altri mezzi anche pi\u00f9 offensivi. Al di l\u00e0 del recinto esterno, erano piazzate le mitragliatrici con un buon campo di tiro.<\/span><span style=\"font-size: small;\">\u00bb <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-size: small;\">(John Furman,<\/span><b> <\/b><i><span style=\"font-size: small;\">Be not fearful<\/span><\/i><span style=\"font-size: small;\">, in italiano <\/span><i><span style=\"font-size: small;\">Non aver paura<\/span><\/i><span style=\"font-size: small;\">, Garzanti, Milano 1962). <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>4. WILLIAM SIMPSON <\/b><\/span><span style=\"font-size: small;\">non metter\u00e0 piede nel campo di Fonte d\u2019Amore, perch\u00e9 poco prima di arrivare, salta dal camion e si d\u00e0 alla fuga. Racconta: <\/span><i><span style=\"font-size: small;\">\u00ab<\/span><\/i><span style=\"font-size: small;\">Quando svoltammo dalla strada principale\u2026 Afferrai una barra sopra la testa, saltai sul sedile, poggiai il piede sinistro sulla coscia del londinese e mi accucciai. Da quel lato c\u2019era una siepe alta. Il cuore mi batteva. Le marce grattavano. Il camion incominci\u00f2 ad accelerare. Gelai. Era un suicidio. Mi salvai\u201d. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-size: small;\">(William Simpson<\/span><i><span style=\"font-size: small;\">,<\/span><\/i> <i><span style=\"font-size: small;\">A Vatican Lifeline \u201944<\/span><\/i><span style=\"font-size: small;\">, tradotto in italiano col titolo <\/span><i><span style=\"font-size: small;\">La guerra in casa 1943-1944. La resistenza umanitaria dall\u2019Abruzzo al Vaticano<\/span><\/i><span style=\"font-size: small;\">).<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">5. <\/span><span style=\"font-size: small;\"><b>SAM DERRY, <\/b><\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>The Rome Escape Line<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\"><b>, <\/b><\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Linea di fuga 1943-1944: Sulmona-Roma-Citt\u00e0 del Vaticano, <\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">Qualevita 2011. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019autore, Sam Derry, dopo il suo audace salto dal treno che lo sta conducendo da Sulmona a Roma e da qui in Germania, si nasconde in un pagliaio nelle vicinanze di Roma, a Salone. In seguito, nascosto su un carretto, sotto un cumulo di cavoli, raggiunge Roma e incontra Mons. O\u2019Flaherty, che lo ospita prima al Collegio Teutonico, poi nella Citt\u00e0 del Vaticano e che insieme creeranno la <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Rome Organization<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">, salvando oltre tremila persone tra prigionieri alleati ed ebrei. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>6. JACK GOODY, <\/b><\/span><i><span style=\"font-size: small;\">Oltre i muri. La mia prigionia in Italia, <\/span><\/i><span style=\"font-size: small;\">Il mondo 3 edizioni, Roma 1997.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-size: small;\">Jack Goody, antropologo di fama mondiale, docente a Cambridge, fuggiasco sulle montagne della Valle del Sagittario, dopo essere saltato dal treno che lo portava in Germania. In una conferenza all\u2019universit\u00e0 di Teramo ha detto: <\/span><span style=\"font-size: small;\">\u00abNon ho passato molto tempo in Abruzzo, ma il tempo che vi ho passato \u00e8 stato molto intenso e mi ha segnato per sempre.<\/span><span style=\"font-size: small;\">\u00bb Nel maggio 1998 \u00e8 tornato in Abruzzo, a visitare il Campo di concentramento n. 78 di Fonte d\u2019Amore, a Sulmona. Da uomo libero, dopo pi\u00f9 di mezzo secolo, Goody si \u00e8 avvicinato alla baracca che l\u2019aveva visto prigioniero ed \u00e8 rimasto solo, pensoso, in lacrime. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><b>7. UYS KRIGE <\/b><\/span><span style=\"font-size: small;\">\u00e8 u<\/span><span style=\"font-size: small;\">no dei pi\u00f9 grandi scrittori sudafricani, autore di poesie, racconti, opere teatrali. Amico di Ignazio Silone, che parla di lui nella prefazione al dramma \u201cL\u2019avventura di un povero cristiano\u201d, scrive un\u2019opera dal titolo \u201c<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>The way out<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">\u201d, tradotta in italiano con il titolo \u201c<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Libert\u00e0 sulla Maiella<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">\u201d(ed. Vallecchi, Firenze 1965), nella quale narra dettagliatamente la sua prigionia al Campo \u201978 e la sua fuga, accolto dai contadini di Villa Giovina a Bagnaturo, dai pastori alla \u201ccasa delle vacche\u201d, e in seguito a Campo di Giove, a Palena, a Gamberale fino al Molise, dove si ricongiunger\u00e0 con gli alleati. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: MinionPro-Regular, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>8.<\/b><\/span><\/span> <span style=\"font-size: small;\"><b>AA.VV. (a cura di Rosalba Borri-Luisa Fabiilli-Mario Setta), <\/b><\/span> <span style=\"font-size: small;\"><i>E si divisero il pane che non c\u2019era<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">, nuova edizione a cura dell\u2019Ass. Cult.\u201cIl Sentiero della Libert\u00e0\/Freedom Trail\u201d, Qualevita, Torre dei Nolfi 2009; \u201cBellissimo libro che hanno scritto gli alunni e gli insegnanti di una scuola di Sulmona e che io conservo gelosamente\u201d (CARLO AZEGLIO CIAMPI, Presidente della Repubblica Italiana); <\/span><span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"en-GB\">\u201cFascinating \u2013 and moving \u2013 reading\u201d (T.L. RICHARDSON, Ambasciatore Britannico in Italia)<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><b>9.<\/b><\/span> <span style=\"font-size: small;\"><b>Roger Absalom, <\/b><\/span><span style=\"font-size: small;\"><i> A Strange Alliance, <\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">tradotto in italiano col titolo<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i> L\u2019alleanza inattesa: Mondo contadino e prigionieri alleati in fuga in Italia (1943-1945)<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">, a cura di \u201cUguccione Ranieri di Sorbello Foundation\u201d, ed. Pendragon, Bologna 2011.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><b>10. Maria Rosaria La Morgia e Mario Setta<\/b><\/span><span style=\"font-size: small;\">, <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Terra di Libert\u00e0, storie di uomini e donne nell\u2019Abruzzo della seconda guerra mondiale<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">, ed. Tracce, Fondazione Pescarabruzzo, 2014; \u201cL\u2019epopea misconosciuta della gente abruzzese che accolse, nascose e sfam\u00f2 i fuggiaschi italiani e stranieri dopo l\u2019armistizio dell\u20198 settembre\u201d, Giuliano Capecelatro su rivista \u201cLeggendaria\u201d. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; 8 SETTEMBRE 1943 &#8211; 2018: 75\u00b0 ANNIVERSARIO ARMISTIZIO Testimonianze dei prigionieri di guerra alleati al Campo n. 78 di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,10],"tags":[],"class_list":["post-4681","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4681","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4681"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4681\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4681"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4681"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4681"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}