{"id":47062,"date":"2023-12-01T22:50:11","date_gmt":"2023-12-01T22:50:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=47062"},"modified":"2023-12-01T22:50:36","modified_gmt":"2023-12-01T22:50:36","slug":"cultura-il-tesoro-dei-popoli-editoriale-dicembre-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=47062","title":{"rendered":"CULTURA, IL TESORO DEI POPOLI"},"content":{"rendered":"\n<p>EDITORIALE DICEMBRE 2023<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/images-1.jpeg\"><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/images-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-47063\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>(per divulgazione)<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>CULTURA, IL TESORO DEI POPOLI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Oggid\u00ec i verbi <strong>raccontare<\/strong> e <strong>declinare <\/strong>vanno di moda come i <strong>pantaloni a sigaretta<\/strong>. V\u2019\u00e8 da dire, per\u00f2, che questi ultimi rappresentano un semplice <em>look <\/em>di ritorno (in auge negli anni \u00b450 e \u00b460 e all&#8217;inizio del secondo millennio); i primi, invece, un deplorevole pappagallismo diffuso per ogni dove da chi, per il ruolo che svolge, si suppone dovrebbe parlare un buon italiano, esente da psittacismi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 la moda!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attore statunitense <strong>George Bancroft<\/strong> era solito affermare: \u00abLa moda \u00e8 la scienza dell&#8217;apparenza, che ispira con il desiderio di <strong>apparire<\/strong> piuttosto che di <strong>essere<\/strong>.\u00bb I <em>policy maker<\/em>, ovvero gli influenzatori e decisori politici, in questa nostra infelice societ\u00e0 del consumo postmoderno, non praticano purtroppo l\u2019<em>ars oratoria <\/em>(l\u2019arte del dire), ma subiscono la dipendenza emotiva della moda utilizzando ostinatamente solo il linguaggio della stessa: il concetto dell\u2019apparenza prevale per l\u2019appunto su quello della sostanza.<\/p>\n\n\n\n<p>In quest\u2019epoca di civilt\u00e0 inquieta e di modernit\u00e0 \u00abliquida\u00bb, che tristezza constatare che mentre il futuro tecnologico avanza vertiginosamente, <strong>l\u2019alessitimia <\/strong>(analfabetismo emotivo), ossia l\u2019incapacit\u00e0 di riconoscere le proprie emozioni e di gestirle, si radica pericolosamente, rendendoci sempre pi\u00f9 robotizzati e disumani.<\/p>\n\n\n\n<p>In altre parole, gli esibizionisti di cui sopra sono moda-dipendenti o, per usare un termine dello stilista americano <strong>Oscar de la Renta<\/strong>, \u201cfaschion victim\u201d (vittime della moda); termine che identifica tutti coloro che seguono in modo passivo e acritico le mode del momento. Ci\u00f2 stante, il pensiero omologato e la dipendenza impulsiva della moda, conditi con una buona dose di ignoranza emozionale, fanno s\u00ec che i pi\u00f9, i non appartenenti alla <strong>Generazione Z<\/strong> (le persone nate dopo il 1997, secondo il centro di studi statunitense <em><strong>Pew Research Center<\/strong><\/em>), si sentano disorientati da cotanta dialettica \u2018teatrale\u2019 al punto di chiedersi in che mondo si stia vivendo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Siamo noi che dovremmo cambiare!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene? Ecco il nostro pensiero: si dovrebbero prendere adeguati provvedimenti per esorcizzare il rischio di sprofondare sempre pi\u00f9 in basso; per dare la possibilit\u00e0 ai cittadini di ritrovare se stessi; e per recuperare gli antichi valori. Quei valori che insegnavano le buone pratiche del buon vivere e del ben-essere, aliene dalla logica del consumo selvaggio e del tornaconto, dalla cultura massificante, dal divismo e dalle ostentazioni dello <em>status symbol<\/em>. Certo \u00e8 che al momento non possiamo pretendere di pi\u00f9 di quello che abbiamo: pochi avanzi di schegge di cultura conseguenti allo sfacelo del sistema-scuola; il mal vezzo di \u2018civettare\u2019 per attrarre l\u2019attenzione; e l\u2019ormai metabolizzata omologazione del pensiero.<\/p>\n\n\n\n<p>Caspita, potremmo dire che siamo ben conciati per le feste! Non a caso manca meno di un mese al <strong>Natale<\/strong>, se cos\u00ec potremo ancora chiamare la festa pi\u00f9 bella dell\u2019anno, e addobbi, ghirlande, panettoni con l\u2019immancabile spumante creeranno l\u2019ambiente adeguato a immergerci nel clima della festivit\u00e0. Ma il guaio \u00e8 che, passato il santo e passata la festa, le cose non cambieranno; siamo noi che invero dovremmo cambiare, dal momento che a tutt\u2019oggi non esistono le pillole della cultura e dell\u2019arte del saper pensare!<\/p>\n\n\n\n<p>Col tempo, purtroppo, abbiamo rinunciato ai benefici di studiare il <strong>greco<\/strong>, il <strong>latino<\/strong>, i grandi classici della <strong>letteratura<\/strong> e del <strong>pensiero filosofico<\/strong>, ormai amori di giovent\u00f9 e <em>life coach<\/em> per coloro che, come noi che scriviamo, hanno superato da un po\u2019, secondo la metrologia aristotelica, la maturit\u00e0 dell\u2019anima, e non per altro ci ritroviamo al punto in cui siamo!<\/p>\n\n\n\n<p>Di conseguenza questo preoccupante stato di cose ci porta a sorbirci le castronerie di opinionisti e politici, che talvolta oltraggiano la lingua italiana, altre volte non sanno quello che dicono e sempre pi\u00f9 spesso \u201cforzano\u201d persino il diritto con l\u2019ossessione del <strong>politicamente corretto<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Col dovuto distacco da ogni tentazione partigiana, proviamo ad esaminare a campione due recenti casi attualmente alla ribalta della cronaca: la <strong>riforma costituzionale<\/strong> che prevede l\u2019elezione diretta del presidente del Consiglio e il recente <strong>accordo sui migranti<\/strong> siglato con il governo albanese. Senza entrare nel merito delle materie di cui trattasi, dal nostro punto di vista osserviamo che su detti temi gli oppositori manifestano solo critiche, che non offrono opportunit\u00e0 di dialogo, di soluzioni condivise, di punti di vista per crescere e progredire, cos\u00ec per come si conviene in un contesto democratico.<\/p>\n\n\n\n<p>A tal proposito<strong> Winston Churchill<\/strong> ebbe a dire che le critiche non sono piacevoli, ma sono necessarie. Senza dubbio. Ma non dimentichiamoci di osservare che se criticare \u00e8 agevole, fare una critica produttiva \u00e8 un\u2019arte riservata a pochi. Criticare al solo fine di criticare non pu\u00f2 che arrecare detrimento e, ahinoi, questo \u00e8 l\u2019andazzo dell\u2019ora pi\u00f9 che mai discreditata e delegittimata politica nostrana. Tant\u00b4\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>C\u2019era una volta l\u2019opposizione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a> S\u00ec c\u2019era, ma di essa rimane solo il ricordo dei grandi personaggi, colti e politicamente preparati, che la rappresentavano. Ci riferiamo a quell\u2019opposizione costruttiva che portava avanti le proprie battaglie con coscienza e coerenza e soprattutto col proposito di far meglio degli avversari e di vincere le future consultazioni elettorali attraverso i risultati del proprio operato. D\u2019altronde sono sempre state queste le regole di una valida minoranza parlamentare che garantisce il buon funzionamento della democrazia, o no?<\/p>\n\n\n\n<p>In altre parole, quel che vogliamo dire \u00e8 che nel contesto generale di un\u2019opposizione istituzionalizzata, di certo il maggior successo delle democrazie in Occidente, da tanto tempo a questa parte, la <em>performance<\/em> politica, purtroppo, \u00e8, a dir poco, evanescente. Essa \u00e8 stata sostituita da manifestazioni di piazza (l\u2019eterno ritorno all\u2019abluzione in piazza come antico rito rivivificante); da slogan antigovernativi (qualunque sia il colore del governo in carica); da fissazioni mentali, realizzate col ripetere frasi ossessivamente a mo\u00b4 di tormentoni linguistici irritanti come l\u2019ortica; e infine dall\u2019arte di non proporre, ma di dire \ua78bno\ua78b a tutto e a tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Avviene, in sostanza, un continuo protestare il proprio artificioso malcontento senza offrire un cambiamento o la proposizione di un differente indirizzo politico che possa successivamente conquistare la maggioranza dei consensi. Insomma, per non dilungarci, si polemizza su tutto e basta. Si teorizza che questa situazione generale sia la conseguenza di vari fattori, tra i quali lo sfacelo del sistema-scuola nonch\u00e9 il frutto di una raccapricciante impreparazione di certuni politici, che, per un verso o per l\u2019altro, favoriscono, tra le altre cose, l\u2019astensionismo, l\u2019indifferenza e la disaffezione dell\u2019elettore nei confronti dell\u2019intera classe politica. Una classe politica che ha fallito a tutto campo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La scuola, una Babilonia!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In effetti, la crisi della scuola italiana \u00e8 da attribuire alle (male)riforme \u00abdemocratiche\u00bb degli anni passati. Con esse lo scopo era quello di creare una nuova scuola \u00abprogressista\u00bb che desse pari opportunit\u00e0 a chi ne avesse avuto pi\u00f9 bisogno, ma l\u2019infima qualit\u00e0 della preparazione, l\u2019indulgenza e il lassismo del nuovo sistema non hanno fatto altro che accentuare la distanza sociale, in una sorta di eterogenesi dei fini (conseguenze non intenzionali di azioni intenzionali), provocando, difficile a credersi, promozioni a gog\u00f2 e, cosa pi\u00f9 grave sotto il profilo dei valori, la mancanza di opportuni criteri di valutazione del voto di condotta, nonch\u00e9 la \u2018tolleranza&#8217; del senso di impertinenza di certi alunni verso gli insegnanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Non a caso <strong>Vanessa Roghi<\/strong>, storica e ricercatrice indipendente, afferma che la scuola del passato era seria e preparava per bene, oggi, invece, gli insegnanti sono permissivi e promuovono tutti, con il risultato che non si impara pi\u00f9 niente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La filosofia, questa sconosciuta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La filosofia \u00e8 quella materia che, seppur tediosa, importuna e astratta, studiavamo negli anni liceali affinch\u00e9 apprendessimo a pensare con la nostra testa, e per tal motivo l\u2019insegnamento della stessa dovrebbe estendersi anche agli istituti tecnici e alle facolt\u00e0 scientifiche, in quanto aiuta i discenti a crescere in modo etico e razionale. Oggi, invece, si pensa con la testa altrui: i politici e, ancor pi\u00f9 su, i signori dell\u2019alta finanza tentano di asservire il cervello dei cittadini ai propri interessi; e rari sono coloro che riescono ad uscire dal gregge e sfuggire all\u2019omologazione, al pensiero unico.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa filosofia, osserva <strong>Peter Sloterdijk<\/strong>, professore emerito di Filosofia ed Estetica alla Staatliche Hochschule f\u00fcr Gestaltung di Karlsruhe, parla la lingua degli dei. Ma se si lega alla politica diventa ideologia\u2026 si passa alla melma delle ideologie\u00bb. Noi aggiungeremmo che se si lega alla finanza ideologizza il dubitoso concetto \u00ab<strong>il denaro non dorme mai<\/strong>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La disciplina filosofica dunque deve rimanere attivit\u00e0 di pensiero completamente libera e feconda; materia fondamentale nell\u2019insegnamento scolastico e disciplina indispensabile per l\u2019acquisizione della capacit\u00e0 di <em>problem solving<\/em>. Non casualmente essa ci insegna ad analizzare, ragionare e generare idee per risolvere un problema con la nostra testa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il guaio \u00e8 che ai giorni nostri purtroppo nessuno ragiona pi\u00f9. Questo\u2026 caspita\u2026 ci lascia inebetiti!<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0, il problema \u00e8 che ormai siamo cos\u00ec tanto omologati e per ci\u00f2 abituati a credere solo ai c.d. esperti, ai professionisti dell\u2019ospitata in TV, agli influenzatori, agli specialisti, ai ciarlatani, alla demagogia della malapolitica, che non riusciamo pi\u00f9 a pensare con la nostra testa. A questo punto, molta gente si potrebbe chiedere: \u00abOddio, sar\u00e0 che abbiamo perso la testa?\u00bb Peggio ancora: si dice che per perdere la testa bisogna averne una e che se non la si usa per pensare e come se non l\u2019avessimo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La via di fuga<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a> Stando cos\u00ec le cose, ci sarebbe un via di fuga da questo \ua78bAlcatraz mentale\ua78b in cui saremo condannati a vivere? Certamente s\u00ec! La <strong>storia<\/strong> e la <strong>scuola<\/strong> ci potranno salvare: la prima per l\u2019innegabile funzione ammaestratrice: \u00ab<em><strong>Historia magistra vitae<\/strong><\/em><em>\u00bb<\/em> \u2013 <strong>Cicerone<\/strong>; la seconda perch\u00e9 nell\u2019educazione, nell\u2019accezione pi\u00f9 ampia del termine, sta il seme di una civilt\u00e0 sana, ancorch\u00e9 vadano cambiati le regole, le politiche e il <strong>\u00ab<\/strong>licenzioso<strong>\u00bb<\/strong> sistema scolastico. Solo cos\u00ec facendo, una scuola che forma e informa correttamente, severa ma giusta, potr\u00e0 essere la chiave per un futuro migliore.<\/p>\n\n\n\n<p>Meriteremo dunque questo <em>upgrade<\/em> migliorativo? Solo se ci affrancheremo dal plagio psicologico (pardon, la figura giuridica del plagio non esiste pi\u00f9 dal 1981) o, pi\u00f9 esattamente, dalla violenza privata esercitata nei nostri confronti dal sistema globale e torneremo finalmente a pensare con la nostra testa e non pi\u00f9 con quella altrui!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giuseppe Arn\u00f2 <\/strong><em>\u2013 direttore La Gazzetta italo brasiliana<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>EDITORIALE DICEMBRE 2023 (per divulgazione) CULTURA, IL TESORO DEI POPOLI Oggid\u00ec i verbi raccontare e declinare vanno di moda come [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-47062","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47062","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=47062"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47062\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=47062"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=47062"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=47062"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}