{"id":47198,"date":"2023-12-06T03:02:13","date_gmt":"2023-12-06T03:02:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=47198"},"modified":"2023-12-06T03:02:13","modified_gmt":"2023-12-06T03:02:13","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-2944","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=47198","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Screenshot-1233.png\"><img decoding=\"async\" width=\"255\" height=\"253\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Screenshot-1233.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-47199\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Screenshot-1233.png 255w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Screenshot-1233-150x150.png 150w\" sizes=\"(max-width: 255px) 100vw, 255px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong><u>Comunicato stampa<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mercoled\u00ec 6 e gioved\u00ec 7 dicembre&nbsp;2023&nbsp;alle ore 20,&nbsp;in sala Mehta, il&nbsp;direttore principale Daniele Gatti&nbsp;sul podio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>per il quinto e ultimo appuntamento del ciclo sinfonico&nbsp;\u00abBeethoven&nbsp;&#8211;&nbsp;Honegger e l&#8217;Europa\u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>In cartellone le composizioni di Ludwig van Beethoven, di Arthur Honegger e di Claude Debussy<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Solista, al pianoforte,&nbsp;Benedetto Lupo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Orchestra e Coro del Maggio Musicale fiorentino<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Firenze, 4 dicembre 2023&nbsp;<\/em>\u2013 Ultima tappa al Maggio per il&nbsp;<strong>Ciclo Beethoven-Honegger e l&#8217;Europa<\/strong>,&nbsp;insieme al direttore principale&nbsp;<strong>Daniele Gatti<\/strong>&nbsp;che torna&nbsp;alla guida dell&#8217;<strong>Orchestra e del Coro del Maggio<\/strong>&nbsp;&#8211;&nbsp;sempre in doppia serata&nbsp;&#8211; in&nbsp;<strong>Sala Mehta<\/strong>&nbsp;il 6 e 7 dicembre alle ore 20. In cartellone il&nbsp;Concerto n. 1 in do maggiore op. 15 per pianoforte e orchestra di&nbsp;<strong>Ludwig van Beethoven<\/strong>;&nbsp;la&nbsp;rara&nbsp;Sinfonia n. 5 in re minore, conosciuta come&nbsp;<em>Di tre&nbsp;<\/em><em>Re&nbsp;<\/em>di&nbsp;<strong>Arthur Honegger<\/strong>&nbsp;e il celebre trittico sinfonico per coro femminile e orchestra L 98, detto&nbsp;<em>Nocturnes<\/em>, di&nbsp;<strong>Claude Debussy<\/strong>.&nbsp;Al pianoforte &#8211; ad accompagnare il maestro Gatti &#8211;&nbsp;<strong>Benedetto Lupo<\/strong>, che torna al Maggio a distanza di oltre vent\u2019anni dalla sua ultima esibizione,&nbsp;quando partecip\u00f2 a un concerto&nbsp;con la direzione di Vladimir Jurowski, nel marzo del 2000.<\/p>\n\n\n\n<p>Il maestro del Coro \u00e8&nbsp;<strong>Lorenzo Fratini<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Si chiude dunque il Ciclo dedicato a Ludwig van Beethoven, Arthur Honegger e l&#8217;Europa,&nbsp;che ha preso avvio alla fine del mese di settembre e ha proposto integralmente per la prima volta in Italia le cinque sinfonie di Arthur Honegger (delle quali sia la prima che la quarta mai eseguite prima d\u2019ora a Firenze) accostandole<\/p>\n\n\n\n<p>ai cinque concerti per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven e alle composizioni di alcuni fra i pi\u00f9 importanti autori del XX secolo: Igor Stravinskij, Ottorino Respighi, John Ireland, Paul Hindemith e Claude Debussy.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo desiderato comporre questo ciclo&nbsp;&nbsp;\u2013 ha detto il maestro Gatti \u2013&nbsp;con le 5 sinfonie di Honegger, con i 5 concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven e cinque compositori di 5 scuole: la russa, l\u2019italiana, l\u2019inglese, la tedesca, e la francese senza tenere conto di un \u201cfilo rosso verticale\u201d che rappresentasse un comun denominatore tra i programmi. Bens\u00ec ho tenuto conto e rispettato la cifra distintiva del Maggio e della sua proposta artistica e quindi ho pensato a un percorso che avesse invece una linea orizzontale: nulla accomuna Honegger a Beethoven, questo \u00e8 chiaro, ma a fianco di una proposta di sinfonie rarissime&nbsp; \u2013&nbsp; penso alla Prima, alla Quarta e la Quinta che anche io non ho mai diretto&nbsp; \u2013 abbiamo desiderato offrire una sorta di \u201ccontrobilanciamento\u201d al pubblico eseguendo i cinque concerti per pianoforte di Beethoven&nbsp; \u2013 che sono pi\u00f9 familiari \u2013 con cinque solisti italiani. Per completare il programma abbiamo scelto le composizioni di cinque autori di scuole diverse, proponendo oltre a ben note composizioni come quella di Stravinskij (<em>L\u2019uccello di fuoco<\/em>, suite) nel primo concerto, o&nbsp;<em>Fontane di Roma<\/em>&nbsp;di Respighi nel secondo appuntamento, altre meno eseguite; dunque nel terzo abbiamo eseguito un brano di John Ireland, compositore inglese del Novecento meno noto al pubblico al contrario di Britten o Elgar, nel quarto concerto abbiamo chiuso la serata con un brano virtuosistico, forte e potente di Hindemith,&nbsp;<em>Konzertmusik<\/em>&nbsp;per archi e ottoni; nell\u2019ultimo concerto&nbsp; quello dei prossimi 6 e 7 dicembre eseguiremo con l\u2019Orchestra e il Coro, Claude Debussy, uno dei miei autori francesi prediletti.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultima tappa del Ciclo si apre&nbsp;dunque&nbsp;con il&nbsp;Concerto n. 1 in do maggiore op. 15 per pianoforte e orchestra&nbsp;di&nbsp;<strong>Ludwig van Beethoven<\/strong>: ultimato nel 1798 e pubblicato nel marzo del 1801 dall&#8217;editore viennese Mollo, fu dedicato ad una sua giovane allieva, Anna Luisa Barbara von Keglevich. Nonostante sia catalogato come n. 1, in realt\u00e0 fu composto da&nbsp;Beethoven&nbsp;nel 1795 &#8211; anni dopo la scrittura del Secondo concerto per pianoforte e orchestra &#8211; avvenuta fra il 1787 e il 1789.<\/p>\n\n\n\n<p>A fianco del maestro Gatti.&nbsp;<strong>Benedetto Lupo<\/strong>, che ha sottolineato la gioia di poter eseguire&nbsp;il pezzo con cui ebbe modo di debuttare ad appena 13 anni: \u201cCome risaputo, il Concerto n. 1 in realt\u00e0 non fu veramente il \u201cprimo\u201d concerto per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven, perch\u00e9 all\u2019epoca ne aveva gi\u00e0 scritti due; fu per\u00f2 lo stesso autore a voler pubblicare il concerto in do maggiore come primo e a considerarlo in quel momento come il brano pi\u00f9 affidabile per una sua definitiva affermazione come pianista virtuoso e compositore, tant\u2019\u00e8 che lo utilizzer\u00e0 anche per altre esibizioni fuori Vienna.&nbsp;\u00c8&nbsp;un concerto che amo moltissimo, non solo perch\u00e9 \u00e8 stato il primo concerto con cui ho debuttato a 13 anni, ma anche perch\u00e9 oggi pi\u00f9 che mai percepisco con assoluta chiarezza il desiderio del giovane Beethoven di consolidare il suo successo, affermando senza indugi la sua enorme personalit\u00e0 ma partendo nel solco della migliore tradizione: questo mi sembra evidente sia nel primo tempo, dove accanto a un impianto assolutamente classico non mancano momenti d\u2019inquietudine nello sviluppo; sia nella dolcezza del secondo tempo, la cui forma \u00e8 gi\u00e0 molto pi\u00f9 complessa rispetto ai canoni dell\u2019epoca e, per concludere, nell\u2019umorismo dello splendido&nbsp;<em>rond\u00f2<\/em>, pieno di brio, di sorprendenti \u201cturcherie\u201d e di situazioni degne di un\u2019opera buffa. Forse certe trovate del genio di Bonn potrebbero persino sembrare una&nbsp;<em>captatio benevolentiae<\/em>&nbsp;nei confronti del pubblico viennese di allora che notoriamente apprezzava l\u2019opera buffa italiana. Esse per\u00f2 ci permettono di avvicinarci a un Beethoven talvolta meno presente nel nostro immaginario, catturando un frammento privo di quell\u2019aria un po\u2019 corrucciata presente a tratti in certe sue raffigurazioni, rendendoci l\u2019immagine sonora di un giovane compositore energico e consapevole del suo gargantuesco talento; un talento magari per un attimo meno \u201cmetafisico\u201d ma capace di giocare sin da subito alcune delle sue carte migliori, alternando instancabile vivacit\u00e0 ritmica a profondo lirismo e frizzante umorismo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Segue la&nbsp;Sinfonia n. 5 in re minore, detta anche&nbsp;<em>Di tre Re<\/em>,di&nbsp;<strong>Arthur Honegger<\/strong>: il nome lo si deve alla nota finale dei tre tempi di cui \u00e8 costituita. Essa fu composta tra il settembre e il dicembre del 1950 e Honegger ne ricollega la nascita alle insonnie di cui soffriva. Egli scrisse numerosi abbozzi che, completati&nbsp;e&nbsp;uniti fra di loro, si sarebbero rivelati validi per la strumentazione come base di quella che \u00e8 la sua ultima Sinfonia.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiudono la serata e il Ciclo i celeberrimi&nbsp;<em><u>Nocturnes<\/u><\/em>, trittico sinfonico per coro femminile e orchestra, di&nbsp;<strong>Claude Debussy<\/strong>: vennero composti tra il 1897 e il 1899 e si basano su poesie tratte dai&nbsp;<em>Po\u00e8mes anciens et romanesques<\/em>&nbsp;di Henri de R\u00e9gnier. Parlando del suo lavoro e dei movimenti da cui \u00e8 composto, l\u2019autore stesso ebbe a dire: \u201c[\u2026] Non si tratta dunque della forma abituale del&nbsp;<em>Notturno<\/em>, ma di tutto ci\u00f2 che la parola contiene di impressioni e di luci particolari.&nbsp;<em>Nuages<\/em>: \u00e8 l&#8217;aspetto immutabile del cielo con la lenta e malinconica processione delle nuvole, che termina in una grigia agonia dolcemente tinta di bianco.&nbsp;<em>F\u00e9tes<\/em>: \u00e8 il movimento, il ritmo danzante dell&#8217;atmosfera con bagliori di luce improvvisa, \u00e8 anche l&#8217;episodio di un corteo che passa attraverso la festa e vi si confonde; ma il fondo rimane, ostinato, ed \u00e8 sempre la festa con la sua mescolanza di musica, di polvere luminosa, che partecipa a un ritmo totale.&nbsp;<em>Sir\u00e8nes<\/em>: \u00e8 il mare e il suo ritmo innumerevole, poi, tra le onde argentate di luna, si ode, ride e passa il canto misterioso delle sirene\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Il concerto<\/u><\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ludwig van Beethoven<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Concerto n. 1 in do maggiore op. 15 per pianoforte e orchestra<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo essersi trasferito a Vienna, Beethoven si impose all\u2019attenzione del pubblico della capitale nella doppia veste di pianista e compositore. Da qui l\u2019esigenza di comporre lavori pianistici per uso personale che avrebbero arricchito il suo repertorio in vista delle esibizioni pubbliche. Il Concerto n. 1 in do maggiore op. 15 fu composto tra il 1795 e il 1798 ma, nonostante il numero d\u2019opus, in realt\u00e0 non \u00e8 il primo della serie per pure ragioni editoriali (l\u2019autore all\u2019epoca aveva infatti gi\u00e0 composto il Concerto in si bemolle, il n. 2, che sar\u00e0 pubblicato solo in seguito come op. 19). Il modello dichiarato di quest\u2019opera \u00e8 il concerto di tradizione classica con un primo movimento di carattere festoso e militaresco, un movimento centrale improntato al lirismo e un ultimo movimento caratterizzato da elementi folcloristici. Tuttavia nel Concerto in do maggiore sono gi\u00e0 presenti alcuni tratti caratteristici dello stile beethoveniano riscontrabili nelle figurazioni ritmiche energiche e nei temi dal taglio netto e ben tornito dell\u2019Allegro, nelle ampie volute melodiche e nelle modulazioni improvvise del Largo, cos\u00ec come nella robusta vitalit\u00e0 dei ritmi di danza popolare che animano il Rond\u00f2 finale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Arthur Honegger<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sinfonia n. 5 in re minore,&nbsp;<em>Di tre Re&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La Sinfonia n. 5 di Honegger, realizzata nell\u2019autunno del 1950, nacque in un periodo particolarmente difficile per il compositore. Due anni prima si era manifestata in tutta la sua gravit\u00e0 la patologia cardiaca che lo avrebbe portato alla morte nel 1955. Fiaccato nel corpo e nello spirito, Honegger era afflitto in quel periodo da insonnie continue e lugubri pensieri. Quelle \u00abid\u00e9es noires\u201d, da lui cos\u00ec definite, avrebbero preso forma sul pentagramma alla stregua di abbozzi che sarebbero stati utilizzati in seguito come materiale per la sua ultima Sinfonia, la Quinta. La commissione dell\u2019opera era giunta ancora una volta dall\u2019amico e direttore Serge Koussevitzky (gi\u00e0 ispiratore vent\u2019anni prima della Sinfonia n.1 ) che aveva richiesto a Honegger una sinfonia da eseguire in memoria della moglie Nathalie. A dirigerne la prima esecuzione, il 9 marzo 1951, fu Charles Munch, succeduto nel frattempo a Koussevitzky nella carica di direttore musicale della Boston Symphony Orchestra. La Sinfonia n. 5 di Honegger, legata a doppio filo alla sua condizione esistenziale e dunque segnata da un carattere particolarmente drammatico, \u00e8 nota per il curioso sottotitolo \u201cSinfonia di tre Re\u201d. Come tenne a precisare l\u2019autore , il sottotitolo non si riferiva a tre sovrani o ai tre magi ma pi\u00f9 semplicemente alla nota re che viene ripetuta alla fine dei movimenti. Il primo tempo, Grave, si apre in fortissimo con un maestoso corale il cui disegno caratterizza l\u2019intero movimento. Il secondo tempo, che insolitamente presenta la forma dello Scherzo, si divide tra una sezione principale giocosa e piuttosto movimentata e una sezione in Adagio di tono cupo, dominata dal timbro di violoncelli e ottoni. Il finale si apre con una pulsazione a note ribattute delle trombe ripresa subito dagli archi. Ne segue un discorso musicale veemente che ricorda il motorismo delle composizioni giovanili di Honegger e che, alla stregua di un moto perpetuo, prosegue imperterrito fino alla fine dove si spegne nei tre re di violoncelli e contrabbassi sussurrati in pianissimo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Claude Debussy<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><u>Nocturnes<\/u><\/em>,trittico sinfonico per coro femminile e orchestra L 98<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1892 Debussy pens\u00f2 di realizzare una composizione articolata in tre brani per violino e orchestra dal titolo&nbsp;<em>Trois sc\u00e8nes au crepuscule<\/em>. Il progetto per\u00f2 non fu portato a compimento e il materiale musicale gi\u00e0 composto venne impiegato in un\u2019altra partitura nata tra il 1897 e 1899:&nbsp;<em>Nocturnes<\/em>, trittico sinfonico per coro femminile e orchestra. A dispetto delle sue abitudini, fu lo stesso Debussy a chiarire il senso del titolo in un testo di presentazione: \u201cNon si tratta della forma abituale del Notturno\u201d, disse, \u201cma di tutto ci\u00f2 che la parola contiene di impressioni e di luci particolari.\u201d Una musica che vive non solo nella dimensione del tempo ma anche nell\u2019evocazione dello spazio, dove i frammenti tematici sono sottratti alle leggi della dialettica ma trattati piuttosto come macchie sonore. Cos\u00ec in&nbsp;<em>Nuages<\/em>, il primo dei brani, non vi \u00e8 traccia di un percorso che segua una logica discorsiva. Il tema principale affidato al corno inglese, su un morbido tappeto d\u2019accompagnamento di clarinetti e fagotti, non conosce sviluppo e suggerisce un trascolorare infinito proprio come il passaggio delle nuvole. In&nbsp;<em>F\u00e8tes<\/em>&nbsp;la musica ha un cambio di marcia: il ritmo si fa incalzante e il discorso assume l\u2019aspetto di un flusso con continui mutamenti di direzione. Nell\u2019ultimo brano che chiude il trittico,&nbsp;<em>Sir\u00e8nes<\/em>, i vocalizzi del coro femminile evocano invece l\u2019antico e seducente canto delle sirene su un accompagnamento orchestrale fluttuante e mutevole.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>La locandina<\/u><\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LUDWIG VAN BEETHOVEN<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Concerto n. 1 in do maggiore op. 73 per pianoforte e orchestra<\/p>\n\n\n\n<p>Allegro con brio \/ Largo \/ Rond\u00f2: Allegro scherzando<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ARTHUR HONEGGER<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sinfonia n. 5&nbsp;<em>Di tre re<\/em>&nbsp;H. 202<\/p>\n\n\n\n<p>Grave \/ Allegretto. Adagio. Allegretto. Adagio. Allegretto \/ Allegro marcato<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CLAUDE DEBUSSY<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nocturnes&nbsp;<\/em>per coro femminile e orchestra<\/p>\n\n\n\n<p><em>Nuages \/ F\u00eates \/ Sir\u00e8nes&nbsp;<\/em>(con coro femminile)<\/p>\n\n\n\n<p><em>Direttore&nbsp;<\/em><strong>Daniele Gatti<br><\/strong><em>Pianoforte&nbsp;<\/em><strong>Benedetto Lupo<br><\/strong>\u2014<br><strong>Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Maestro del Coro<\/em><strong>&nbsp;Lorenzo Fratini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Prezzi:<\/p>\n\n\n\n<p>Settore D: 20\u20ac; Settore C: 35\u20ac; Settore B: 50\u20ac; Settore A: 70\u20ac<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo desiderato comporre questo ciclo\u00a0 \u2013 ha detto il maestro Gatti \u2013 con le 5 sinfonie di Honegger, con i 5 concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven e cinque compositori di 5 scuole: la russa, l\u2019italiana, l\u2019inglese, la tedesca, e la francese senza tenere conto di un \u201cfilo rosso verticale\u201d che rappresentasse un comun denominatore tra i programmi. Bens\u00ec ho tenuto conto e rispettato la cifra distintiva del Maggio e della sua proposta artistica e quindi ho pensato a un percorso che avesse invece una linea orizzontale: nulla accomuna Honegger a Beethoven, questo \u00e8 chiaro, ma a fianco di una proposta di sinfonie rarissime\u00a0 \u2013\u00a0 penso alla Prima, alla Quarta e la Quinta che anche io non ho mai diretto\u00a0 \u2013 abbiamo pensato a offrire una sorta di \u201ccontrobilanciamento\u201d al pubblico eseguendo i cinque concerti per pianoforte di Beethoven\u00a0 \u2013 che sono pi\u00f9 familiari \u2013 con cinque solisti italiani. Per completare il programma abbiamo scelto le composizioni di cinque autori di scuole diverse, proponendo oltre a ben note composizioni come quella di Stravinskij (L\u2019uccello di fuoco, suite) nel primo concerto, o Fontane di Roma di Respighi nel secondo appuntamento, altre meno eseguite; dunque nel terzo eseguiremo un brano di John Ireland, compositore inglese del Novecento meno noto al pubblico al contrario di Britten o Elgar, nel quarto concerto chiuderemo la serata con un brano virtuosistico, forte e potente di Hindemith, Konzertmusik per archi e ottoni; nell\u2019ultimo concerto\u00a0 del 6 e 7 dicembre ci sar\u00e0 Debussy, uno dei miei autori francesi prediletti. Sono curioso di vedere la reazione del pubblico e sono confidente che sar\u00e0 apprezzata perch\u00e9 \u00e8 in linea con la storia pi\u00f9 autentica della nostra istituzione.\u201d<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Benedetto-Lupo-pianoforte-scaled.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" data-id=\"47200\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Benedetto-Lupo-pianoforte-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-47200\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Benedetto-Lupo-pianoforte-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Benedetto-Lupo-pianoforte-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Benedetto-Lupo-pianoforte-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Benedetto-Lupo-pianoforte-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Benedetto-Lupo-pianoforte-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Benedetto-Lupo-pianoforte-150x100.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Daniele-Gatti-\u00a9-Marco-Borggreve-scaled.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" data-id=\"47204\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Daniele-Gatti-\u00a9-Marco-Borggreve-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-47204\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Daniele-Gatti-\u00a9-Marco-Borggreve-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Daniele-Gatti-\u00a9-Marco-Borggreve-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Daniele-Gatti-\u00a9-Marco-Borggreve-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Daniele-Gatti-\u00a9-Marco-Borggreve-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Daniele-Gatti-\u00a9-Marco-Borggreve-1366x2048.jpg 1366w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Daniele-Gatti-\u00a9-Marco-Borggreve-100x150.jpg 100w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Daniele-Gatti-\u00a9-Marco-Borggreve-scaled.jpg 1707w\" sizes=\"(max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Daniele Gatti&#8211; Chiefconductor Royal Concertgebouw Orchestra.Photo: Marco Borggreve<\/figcaption><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Locandina-scaled.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"717\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Locandina-717x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-47210\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Locandina-717x1024.jpg 717w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Locandina-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Locandina-768x1097.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Locandina-1075x1536.jpg 1075w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Locandina-1434x2048.jpg 1434w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Locandina-105x150.jpg 105w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Locandina-scaled.jpg 1792w\" sizes=\"(max-width: 717px) 100vw, 717px\" \/><\/a><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comunicato stampa Mercoled\u00ec 6 e gioved\u00ec 7 dicembre&nbsp;2023&nbsp;alle ore 20,&nbsp;in sala Mehta, il&nbsp;direttore principale Daniele Gatti&nbsp;sul podio per il quinto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-47198","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47198","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=47198"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47198\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=47198"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=47198"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=47198"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}