{"id":47593,"date":"2023-12-09T16:19:46","date_gmt":"2023-12-09T16:19:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=47593"},"modified":"2023-12-09T16:19:46","modified_gmt":"2023-12-09T16:19:46","slug":"bisogna-restare-in-quellattimo-in-cui-il-sublime-tocca-leros-e-quella-rosa-del-deserto-e-vibrazione-dellistanza-la-filosofia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=47593","title":{"rendered":"Bisogna restare in quell&#8217;attimo in cui il sublime tocca l&#8217;eros e quella rosa del deserto \u00e8 vibrazione dell&#8217;istanza. La filosofia?"},"content":{"rendered":"\n<p>Pierfranco Bruni\u00a0<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/IMG-20231208-WA0001.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"746\" height=\"834\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/IMG-20231208-WA0001.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-47594\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/IMG-20231208-WA0001.jpg 746w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/IMG-20231208-WA0001-268x300.jpg 268w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/IMG-20231208-WA0001-134x150.jpg 134w\" sizes=\"(max-width: 746px) 100vw, 746px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Bisogna restare in quell&#8217;attimo in cui il sublime tocca l&#8217;eros e quella rosa del deserto \u00e8 vibrazione dell&#8217;istanza. La filosofia?<\/p>\n\n\n\n<p>Pierfranco Bruni&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Chi potr\u00e0 mai dare una risposta definitiva? Chi mai potr\u00e0 fare una domanda conclusa? Ovvero una domanda che resti domanda senza tenta una finzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Darsi la morte non \u00e8 cristiano. Ma non trova neppure una giustificazione nella ragione fenomenologica o in una fenomenologia della ragione? Forse in una ermeneutica del superamento dell&#8217;attesa troverebbe una irrazionale funzione?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 una filosofia della vita e del superamento della vita. C&#8217;\u00e8 uno spiritualit\u00e0 del destino e una corda sempre pronta appesa al chiodo dell&#8217;esistere. C&#8217;\u00e8 una decadenza nella storia dell&#8217;uomo che non si sopporta pi\u00f9 nel momento in cui il tempo diventa ruga impertinente nel giorno del crepuscolo della vita stessa. Quando ti accorci che non hai pi\u00f9 et\u00e0 da raggiungere e tutte le et\u00e0 hanno superato il limite perch\u00e9 contrabbandare gli anni tra ci\u00f2 che hai vissuto e ci\u00f2 che resta?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un limite c&#8217;\u00e8 anche nel non limite ed \u00e8 qui che si raggiunge la non sopportazione. \u00c8 un gioco infernale il pensiero. Ma poi \u00e8 cos tanto drammatico raggiungere il tragico se non si ha la potenza e la volont\u00e0 di decidere la propria morte? Usiamo Cristo a nostro piacimento senza conoscere l&#8217;esistenza del dopo morte. Bisogna immaginarla.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se tutte le vacche sono nere nella nera notte (ammesso che sia cos\u00ec) cosa ci resta? La volont\u00e0. Forse Nietzsche disegn\u00f2 nella sua nascita della tragedia ci\u00f2 che Cesare Pavese mise in atto. Non si tratta di intercettare simboli di depressione. Si tratta di comprendere pi\u00f9 ragione di qualsiasi logica importanza nel corpus di una esistenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La filosofia cosa pu\u00f2 fare? Ci\u00f2 che i demoni dostoevskijani intrappolano quello a cui pensiamo, ma non desideriamo, sono gi\u00e0 vivi in von kleist e nella conoscenza del peggio del mio arcaico Manlio Sgalambro. Un paradosso misantropo tra il vivere e il morire che supera, comunque, ogni metafisica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Potrebbe essere ovvio rinchiudere in tale contesto la fenomenologia dell&#8217;atto finale salvabile con la met\u00e0 della fisica del corpo cerebrale. La filosofia ha un corpo o solo una mente? Se \u00e8 azione del pensiero, a sua volta il pensiero diventa agire. Pensiero e azione sono nel labirinto introvabili collegati? Direi di no. Soprattutto se impeto e azione rimarcano un romantico sentire la storia delle civilt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le civilt\u00e0 nascono ed esplodono. Implodono e spariscono. Non si smarriscono. Spariscono. L&#8217;uomo \u00e8 un nascere e uno sparire. Perch\u00e9 restare nell&#8217;attesa, dunque, della fine? Semplicemente per superbia, per paura, per ostinazione. Bisogna eliminare questi tre principi ragionevolmente umani.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;uomo deve decidersi. Non pu\u00f2 lasciarsi decidere. Se comprende che tutto \u00e8 inutile perch\u00e9 muore perch\u00e9 farsi dare la morte dalla natura e non sconfiggere la natura stessa facendo una scelta? Perch\u00e9 il timore e il tremore di Kierkegaard prende il sopravvento? Credo che Yukio Mishima, al di l\u00e0 della teatralit\u00e0, avesse compreso il divario della maschera e del volto. Come nel gioco di Majakovskij che sfida se stesso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo troppo conformisti nella terribilit\u00e0 della morte come Potenza della Volont\u00e0. Gi\u00e0, perch\u00e9 ogni suicidio \u00e8 dato dalla depressione secondo il perbenismo occidentale. Non guardiamolo da questo spicchio di aglio. Sfogliamo lentamente una cipolla e ci si rende conto che i vari strati hanno una loro conformazione ben precisa, mai uguale. Ogni foglia di cipolla ha un disegno. Ogni immagine nel disegno ha una sua conformazione e una sua geografia le quali sono anima.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La depressione \u00e8 agonia. Ma la morte come scelta non facciamola sempre ricadere in un campo in cui la psicologia possa diventare psichiatria. Il viaggio ha la sua complessit\u00e0 lunare. Ogni uomo ha tredici lune alle quale deve poter dare una risposta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sciamano sa raccontare bene questa alchimia delle lune che entrano nelle sette porte. Il filosofo no. Ha bisogno del pensiero. Non tutto pu\u00f2 essere pensare il pensiero. Arriva all&#8217;improvviso una tempesta e il filosofo scende nel tragico. Lo sciamano no. Bisogna saper non conoscere soltanto. Ma percepire, intuire, catturare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il morire per scelta o meno non \u00e8 spiegabile. C&#8217;\u00e8 un magico percorso dietro tutto questo che non ha necessit\u00e0 di spiegazioni. Il tempo ha una memoria individuale che intreccia il nodo di Gordio alla Caverna. Platone \u00e8 logico? Il mago di Oz non certamente. Non si tratta di felicit\u00e0 o infelicit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando si abita la vita con la sola saggezza del sapere si corre il rischio di incontrare un cortocircuito. Bisogna restare in quell&#8217;attimo in cui il sublime tocca l&#8217;eros e quella rosa del deserto \u00e8 vibrazione dell&#8217;istanza che sembra non avere tempo. Poi la vibrazione svanisce e resta soltanto il tempo. Tutto \u00e8 scelta e tutto \u00e8 destino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A cosa ci affidiamo? A cosa mi affido? Mi consegno ad una notte sul mare cedendo a quell&#8217;unica onda che vorrebbe trasportarmi su uno scoglio. Ci riuscir\u00e0? Con la filosofia \u00e8 possibile. Con l&#8217;alchimia non so. La morte verr\u00e0 ma vorrei che non arrivasse per fatto naturale. Vorrei poterla dominare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sciamano un giorno mi ha raccontato che due amanti sono rimasti in vita fino a quando sono rimasti tali. Poi la morte \u00e8 giunta e li ha rapiti. Non hanno saputo scegliere se morire di morte naturale o di morte altra. Cosa significa? L&#8217;ho chiesto alla luna e non al pensiero. La risposta? Bisogna avere la pazienza di aspettare. Quando tutte le vacche sono nere nella notte nera si pu\u00f2 morire di malinconia e di noia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni\u00a0 Bisogna restare in quell&#8217;attimo in cui il sublime tocca l&#8217;eros e quella rosa del deserto \u00e8 vibrazione dell&#8217;istanza. 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