{"id":48620,"date":"2023-12-19T22:35:29","date_gmt":"2023-12-19T22:35:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=48620"},"modified":"2023-12-19T22:35:29","modified_gmt":"2023-12-19T22:35:29","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-2990","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=48620","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/ghjk-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"244\" height=\"119\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/ghjk-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-47235\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/ghjk-1.jpg 244w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/ghjk-1-150x73.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>Comunicato Stampa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Con il Concerto di Natale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>al via la Stagione di Concerti 2023\/2024 del Teatro San Carlo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dan Ettinger sul podio alla guida di Orchestra e Coro e dai solisti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nadine Sierra, Ana Maria Labin, Attilio Glaser, Adolfo Corrado<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 il<strong> Concerto di Natale <\/strong>l\u2019appuntamento di apertura della <strong>Stagione Sinfonica 2023\/2024 del Teatro di San Carlo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019inaugurazione \u00e8 in calendario <strong>domani mercoled\u00ec 20 dicembre 2023 <\/strong>a partire dalle <strong>ore 19 <\/strong>con<strong> Dan Ettinger <\/strong>sul podio alla guida di <strong>Orchestra e Coro <\/strong>e degli interpreti<a>vocali <strong>Nadine Sierra <\/strong>(Soprano),<strong> Ana Maria Labin (<\/strong>Soprano), <strong>Attilio Glaser <\/strong>(Tenore),<strong> Adolfo Corrado<\/strong> (Basso).<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>In locandina <a>la <em>Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore, D 485<\/em> di <strong>Franz Schubert<\/strong> <\/a>e la <em>Grande Messa in do minore, <a>K 427<\/a><\/em> di <strong>Wolfgang Amadeus Mozart<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em><br><\/em><\/strong>Terminata nel 1816, quando il compositore aveva solo 19 anni, la <em>Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore, D 485<\/em> di <strong>Franz Schubert<\/strong> fa riferimento esplicito a modelli mozartiani. La presenza del genio immortale di Mozart sembra infatti dominare questa&nbsp;<em>Sinfonia<\/em> che si presenta come un vero e proprio omaggio al compositore di Salisburgo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La Grande Messa in do minore<\/em>, <em>K 427<\/em> di <strong>Wolfgang Amadeus Mozart<\/strong> composta fra Salisburgo e Vienna nel 1783 per invocare la guarigione della moglie Konstanze a pochi mesi dal matrimonio \u00e8 l\u2019ultima pagina sacra mozartiana prima del <em>Requiem<\/em>. A interpretarla, accanto all\u2019Orchestra e al Coro del Teatro di San Carlo un quartetto di voci di prestigio quali i soprani Nadine Sierra e Ana Maria Labin, il tenore Attilio Glaser e il basso Adolfo Corrado.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>A cura di Marco Bizzarini<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Schubert e Mozart: evocazioni musicali di \u00abuna vita pi\u00f9 luminosa\u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dura la vita dell\u2019insegnante, troppo spesso alle prese con ragazzini indisciplinati e con genitori arroganti. Potrebbe quasi sembrare una <em>tranche de vie<\/em> dei nostri giorni, ma a lamentarsi dei tanti soprusi sub\u00ecti durante l\u2019attivit\u00e0 di maestro di scuola era, nella civilissima Vienna di due secoli or sono, Ignaz Schubert, fratello maggiore del pi\u00f9 celebre Franz. Il quale, anch\u2019egli destinato dal padre ad affrontare la \u00abrudezza di una giovent\u00f9 selvaggia\u00bb (per sua fortuna non ancora armata di cellulari e computer), si sottrasse all\u2019ingrato compito gettandosi a capofitto nella musica. Cos\u00ec, nel 1816, a diciannove anni compiuti, il prodigioso compositore viennese metter\u00e0 su carta pentagrammata quasi duecento lavori, tra Lieder, danze, sonate, sinfonie: una creativit\u00e0 sbalorditiva. Mirabile testimonianza di questa facilit\u00e0 di scrittura \u00e8 la <em>Sinfonia n. 5 in Si bemolle maggiore<\/em>, ancor oggi una delle composizioni schubertiane pi\u00f9 celebri. Ma che cosa poteva spingere un diciannovenne d\u2019inizio Ottocento a scrivere una partitura orchestrale? Oltre al gusto della sfida con se stessi entrava in gioco la prospettiva concreta di veder eseguito il proprio lavoro. A Vienna non c\u2019erano solo i grandi concerti pubblici \u2013 o \u2018accademie\u2019, come allora si diceva \u2013 in cui si tenevano a battesimo, fra l\u2019altro, le Sinfonie di Beethoven. La vita musicale cittadina si arricchiva anche di numerose iniziative \u2018semi-private\u2019, come gli incontri promossi dal violinista Otto Hatwig, nel cui salotto vennero eseguite, secondo il musicologo Otto Biba, tutte le prime sei Sinfonie di Schubert. Conosciamo l\u2019organico della compagine diretta da Hatwig: sette violini primi, sei secondi, tre viole (una delle quali suonata dallo stesso Schubert), tre violoncelli, due contrabbassi e una coppia per ciascuno strumento a fiato (corni e legni). Era un organico da camera, privo di trombe e timpani, numericamente ridotto rispetto ai circa sessanta esecutori che potevano essere impegnati nei concerti pubblici coevi. Gratificato dall\u2019idea di un\u2019esecuzione<a>, con la <em>Quinta Sinfonia<\/em> Schubert diede il meglio di s\u00e9 nella composizione di quattro movimenti certamente riconducibili alla gran tradizione di Mozart e Haydn, ma anche ricchi di stilemi personali.<\/a> \u00abO Mozart, Mozart immortale, quante, oh quante infinite confortanti percezioni di una vita pi\u00f9 luminosa e migliore tu hai portato alle nostre anime!\u00bb. Cos\u00ec annotava il giovane Schubert nel proprio diario. Un concetto, quest\u2019ultimo, elegantemente trasfigurato in musica nei motivi principali della <em>Quinta Sinfonia<\/em>, a cominciare dall\u2019indimenticabile tema d\u2019apertura del primo movimento, cos\u00ec sereno, cos\u00ec fluido, cos\u00ec magistrale nel suo dialogo serrato in eco tra violini e violoncelli. Con diabolica perspicacia il musicologo Donald Tovey scopr\u00ec che l\u2019idea principale dell\u2019<em>Andante con moto<\/em> richiama da vicino l\u2019ultimo movimento della mozartiana <em>Sonata per violino e pianoforte K 377<\/em>, mentre chiunque potrebbe notare la somiglianza dell\u2019incipit del <em>Menuetto<\/em> in Sol minore con quello della <em>Sinfonia K 550<\/em> nella medesima tonalit\u00e0 (anch\u2019essa priva di clarinetti, trombe e timpani). Questi sono indubitabili omaggi al grande predecessore salisburghese, ma l\u2019abilit\u00e0 nelle modulazioni, la fantasia melodica, gli imponenti culmini sonori, i passaggi repentini a tonalit\u00e0 minori che gi\u00e0 anticipano le ombre della <em>Sinfonia n. 8<\/em>, sono tutti elementi stilistici propri di Schubert. L\u2019incompiuta <em>Messa in Do minore K 427<\/em> di Mozart racchiude in s\u00e9 una moltitudine di segreti che, probabilmente, non saranno mai svelati. Di sicuro non si tratt\u00f2 di un lavoro su commissione, e gi\u00e0 questo fatto \u00e8 inconsueto per la musica sacra dell\u2019epoca. Congedatosi dal servizio presso l\u2019arcivescovo salisburghese Geronimo Colloredo, nel 1781 il giovane compositore tentava l\u2019azzardo della libera professione nel \u00abmiglior posto possibile\u00bb per un musicista: Vienna. Quell\u2019inebriante sensazione di libert\u00e0, unita all\u2019inizio della vita matrimoniale con Constanze Weber, sposata nell\u2019agosto 1782, fu all\u2019origine dell\u2019idea di una Messa completamente diversa rispetto alle precedenti composizioni religiose del periodo di Salisburgo. Mozart stesso, nella lettera al padre Leopold del 4 gennaio 1783, rivela alcuni dettagli sull\u2019ambizioso progetto: \u00abla partitura di met\u00e0 di una Messa (\u2026) pu\u00f2 servire come prova della realt\u00e0 della mia promessa\u00bb. Quale promessa? Forse un voto del musicista: scrivere una Messa dopo la guarigione di Constanze e poi recarsi in visita dal genitore a Salisburgo in compagnia della sposa. All\u2019epoca della missiva, la composizione era giunta a met\u00e0, comprendendo ipoteticamente solo <em>Kyrie<\/em> e <em>Gloria<\/em>. Ma Mozart non port\u00f2 mai a termine il lavoro: tra le parti a noi pervenute figurano solo le prime due sezioni del <em>Credo<\/em> e il <em>Sanctus<\/em>; nessuna traccia dell<em>\u2019Agnus Dei<\/em>. Nell\u2019attuale stato lacunoso, l\u2019esecuzione dell\u2019opera pu\u00f2 durare circa un\u2019ora; \u00e8 chiaro che nella sua interezza la composizione avrebbe assunto proporzioni monumentali, paragonabili alla <em>Messa in si minore<\/em> di Bach o alla <em>Missa solemnis<\/em> di Beethoven. Una monumentalit\u00e0, del resto, confermata dall\u2019inedita ampiezza dell\u2019organico orchestrale (comprendente flauto, coppie di oboi, fagotti, corni, trombe, tre tromboni, timpani, archi, organo) e dalle forze vocali (cinque solisti di canto con due soprani, impiego del doppio coro a otto voci nel <em>Qui tollis<\/em>). Il tutto all\u2019insegna di un sorprendente compasso stilistico, in grado di passare con disinvoltura da pagine di stile neo-bachiano e neo-h\u00e4ndeliano alle delizie dello stile concertante moderno (<em>Et incarnatus<\/em>, con fiati obbligati), dalla severit\u00e0 del <em>Kyrie<\/em> alla luce abbagliante del celestiale <em>Christe<\/em>. Il diario di Nannerl, sorella del compositore, ci informa che la Messa incompleta venne eseguita, almeno parzialmente, il 26 ottobre 1783, durante una funzione liturgica nella chiesa abbaziale di San Pietro a Salisburgo, alla presenza di tutti i musicisti di corte. Una consolidata tradizione ottocentesca, a partire almeno dalla biografia di Georg Nikolaus Nissen, sostiene che Constanze avesse cantato le parti solistiche del primo soprano. Questa affermazione, ancor oggi, viene spesso riportata in modo acritico. Che Mozart, durante la composizione della Messa, pensasse alla moglie, pare confermato sia dalla stretta parentela melodica del <em>Christe<\/em> con il <em>Solfeggio K&nbsp; 393<\/em> a lei destinato, sia dall\u2019<em>Et incarnatus<\/em>, il cui ritmo di siciliana evoca la tenerezza di un presepe. D\u2019altra parte, che in una chiesa cattolica del Settecento sia stato permesso a una donna di cantare durante una funzione liturgica assieme ai musici della cappella appare quanto meno dubbio. Un secolo pi\u00f9 tardi Giuseppe Verdi, in previsione dell\u2019esecuzione in chiesa del <em>Requiem<\/em> collettivo in memoria di Rossini, pensava di chiedere un\u2019autorizzazione speciale al Papa per poter far cantare, eccezionalmente, le donne. La partecipazione di Constanze all\u2019esecuzione salisburghese assume dunque contorni da leggenda (pi\u00f9 verosimile, magari, che abbia partecipato alle prove della Messa nella storica Kapellhaus), ma questo \u00e8 soltanto uno dei tanti misteri irrisolti legati alla sublime <em>Messa in Do minore<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Teatro di San Carlo |<br><\/strong>mercoled\u00ec 20 dicembre 2023, ore 19:00<\/p>\n\n\n\n<p><strong>DAN ETTINGER<br><em>CONCERTO DI NATALE<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Direttore |<strong>&nbsp;Dan Ettinger<br><\/strong>Soprano I |<strong>&nbsp;Nadine Sierra<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Soprano II |<strong>&nbsp;Ana Maria Labin<\/strong>\u266d<\/p>\n\n\n\n<p>Tenore |<strong>&nbsp;Attilio Glaser<\/strong>\u266d<\/p>\n\n\n\n<p>Basso |<strong>&nbsp;Adolfo Corrado&nbsp;<\/strong>\u266d<strong><br><br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u266d&nbsp;<em>debutto al Teatro di San Carlo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Programma<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Franz Schubert,&nbsp;<\/strong><em>Sinfonia<\/em>&nbsp;n. 5 in si bemolle maggiore, D 485<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Wolfgang A. Mozart,&nbsp;<\/strong>Grande Messa in do minore per soli, coro e orchestra, K 427<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo<br><br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Con gentile preghiera di pubblicazione e\/o diffusione<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Rossana Russo<\/strong>,<\/p>\n\n\n\n<p>Responsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"mailto:r.russo@teatrosancarlo.it\">r.russo@teatrosancarlo.it<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>cell 3357431980<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giulia Romito<\/strong>,<\/p>\n\n\n\n<p>Comunicazione e Stampa <a href=\"mailto:g.romito@teatrosancarlo.it\">g.romito@teatrosancarlo.it<\/a> 0817972301<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex 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