{"id":4903,"date":"2018-10-10T13:21:10","date_gmt":"2018-10-10T13:21:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=4903"},"modified":"2018-10-10T13:21:10","modified_gmt":"2018-10-10T13:21:10","slug":"bacco-e-ariannna-di-guido-reni-singolari-vicende-e-nuove-proposte-alla-pinacoteca-nazionale-di-bologna-dal-12-ottobre-al-15-novembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=4903","title":{"rendered":"\u00abBacco e Ariannna di Guido Reni. Singolari vicende e nuove proposte\u00bb alla Pinacoteca Nazionale di Bologna dal 12 ottobre al 15 novembre"},"content":{"rendered":"<div>\n<div>\n<div>\n<p><strong>BACCO E ARIANNA DI GUIDO RENI<\/strong><\/p>\n<p><strong>Singolari vicende e nuove proposte<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"m_77466553651369803img-container m_77466553651369803center m_77466553651369803autowidth m_77466553651369803fullwidth\" align=\"center\"><img decoding=\"async\" class=\"m_77466553651369803center m_77466553651369803autowidth m_77466553651369803fullwidth CToWUd a6T\" tabindex=\"0\" title=\"Image\" src=\"https:\/\/ci3.googleusercontent.com\/proxy\/hKPyT0-RYDrcwheqBeLeUPNts2cceB6we1yTzYb2TLMob9dYBwCZMe90-ASL9_o457TIfvnBe_-YvMtIZcfSx-fiQGTo0KIKg6rMGfbupr-qJ7LwxUHpVdfXreU9NnwPtodXbUWfUx-zyD1TpMpjV4nrNE07GmOOSonn=s0-d-e1-ft#http:\/\/culturaliart.img.musvc1.net\/static\/91342\/images\/1\/Schermata%202018-10-10%20alle%2011.17.13.png\" alt=\"Image\" width=\"600\" align=\"center\" border=\"0\" \/><\/div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<p>Grazie alla mostra \u201c<em><strong>Bacco e Arianna di Guido Reni. Singolari vicende e nuove proposte<\/strong><\/em>\u201d curata da\u00a0<strong>Andrea Emiliani<\/strong>\u00a0e in esposizione presso la\u00a0<strong>Pinacoteca Nazionale di Bologna<\/strong>\u00a0(<strong>12 ottobre al 15 novembre 2018<\/strong>), l\u2019affascinante e complicata storia del famoso dipinto perduto \u201c<em><strong>Bacco e Arianna<\/strong><\/em>\u201d di\u00a0<strong>Guido Reni<\/strong>\u00a0(1575 \u2013 1642), uno degli artisti pi\u00f9 importanti nel panorama europeo del Seicento,<strong>\u00a0si arricchisce<\/strong>\u00a0con\u00a0<strong>nuovi tasselli<\/strong>,\u00a0<strong>intriganti particolari<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>interessanti prospettive di confronto.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Infatti,\u00a0<strong>dopo ben quattro secoli<\/strong>\u00a0dall\u2019esecuzione, torna\u00a0<strong>per la prima volta in Italia<\/strong>, in quest\u2019occasione, il dipinto\u00a0<em><strong>Bacco e Arianna nell\u2019Isola di Nasso<\/strong><\/em>, dalla\u00a0<strong>collezione privata Montevideo dell\u2019Uruguay<\/strong>, che\u00a0<strong>Andrea Emiliani<\/strong>, uno tra i maggiori studiosi di Guido Reni, dopo anni di ricerche\u00a0<strong>ha attribuito\u00a0<\/strong>a<strong>\u00a0Giovanni Battista Bolognini<\/strong>\u00a0(1611 \u2013 1688), miglior allievo e collaboratore degli ultimi anni di attivit\u00e0 del Reni. Questo quadro, pressoch\u00e9 coevo alla versione commissionata da\u00a0<strong>Papa Urbano VIII<\/strong>\u00a0per\u00a0<strong>Enrichetta Maria di Borbone<\/strong>, dovette essere realizzato tra il\u00a0<strong>1640-1642<\/strong>\u00a0circa nella\u00a0<strong>bottega di Reni<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cos\u00ec come afferma\u00a0<strong>Andrea Emiliani<\/strong>\u00a0nel catalogo della mostra \u201c<em>il Bolognini diviene la spalla destra per il lavoro tardo di Guido, e porta la sua collaborazione fino all\u2019esecuzione di una replica &#8211; che deve cos\u00ec considerarsi di bottega &#8211; della grandissima tela di Bacco e Arianna a Nasso. Sulla base delle numerose testimonianze superstiti, sia pittoriche che grafiche ed incisorie, si pu\u00f2 identificare in questo dipinto una copia dall\u2019Arianna a Nasso di Guido Reni. Celebrato dalle fonti, ma sfortunato: esso \u00e8 giunto vicino alla sua possibile distruzione. La recente tela \u00e8 copia forse ordinata al Bolognini dallo stesso Reni vecchio<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019articolata storia delle\u00a0<em><strong>Nozze di Bacco e Arianna<\/strong>\u00a0<\/em>eseguita da\u00a0<strong>Guido Reni<\/strong>\u00a0per la Corona d\u2019Inghilterra \u00e8 ben nota agli studi della storia dell\u2019arte.<\/p>\n<p>La complessa vicenda ha inizio nel\u00a0<strong>1637<\/strong>, con la commissione di\u00a0<strong>Papa Urbano VIII<\/strong>\u00a0e del cardinale nipote\u00a0<strong>Francesco Barberini<\/strong>\u00a0a\u00a0<strong>Guido Reni<\/strong>\u00a0delle\u00a0<em><strong>Nozze di Bacco e Arianna<\/strong><\/em>, ambiziosa opera di imponenti dimensioni, da recapitare alla cattolica\u00a0<em><strong>Enrichetta Maria di Borbone<\/strong><\/em>, moglie del Re d\u2019Inghilterra\u00a0<strong>Carlo I Stuart<\/strong>. La composizione doveva ritrarre il mito antico delle vicende di Arianna che, perduto Teseo sulla spiaggia deserta di Nasso, assiste al sopraggiungere di Bacco, introdotto da Venere e accompagnato dal consueto corteo. L\u2019opera, destinata a ornare il soffitto della camera da letto della Regina, era un\u00a0<strong>omaggio nuziale<\/strong>\u00a0per riallacciare i rapporti diplomatici in vista di riguadagnare terreno per la causa cattolica nell\u2019Inghilterra anglicana, volendo rappresentare una sorta di\u00a0<strong>allegoria<\/strong>\u00a0di una ritrovata comunione religiosa tra l\u2019Inghilterra e la Chiesa di Roma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo un lento avvio causato da criticit\u00e0 stilistiche e iconografiche, il maestro Reni riesce a terminare l\u2019imponente impresa nel\u00a0<strong>1640<\/strong>, inviandola a Roma. La partenza del dipinto da parte del Papa alla Regina tarda, per\u00f2, ad arrivare perch\u00e9 ostacolata dai drammatici sviluppi della rivoluzione puritana e dalla crisi del papato Barberini. La\u00a0<strong>Regina Enrichetta<\/strong>\u00a0\u00e8 costretta a scappare in\u00a0<strong>Francia<\/strong>, sua terra natale, a causa dei disordini della guerra civile inglese, ma alla corte francese riesce a ricevere finalmente il dono papale. Il dipinto, per\u00f2, nel\u00a0<strong>1650<\/strong>\u00a0viene venduto, per far fronte alle diverse spese economiche del regno, a\u00a0<strong>Michel Particelli d\u2019Hemery,<\/strong>\u00a0il quale, secondo la romanzata biografia di Guido Reni contenuta nella\u00a0<strong>Felsina pittrice<\/strong>\u00a0(1678) di\u00a0<strong>Carlo Cesare Malvasia<\/strong>, lo smembra per agevolarne l\u2019immissione nel mercato collezionistico. Da qui risale il\u00a0<strong>frammento<\/strong>\u00a0della ritrovata\u00a0<strong>Arianna<\/strong>\u00a0della\u00a0<strong>Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna<\/strong>, riconosciuto nel 2002 da\u00a0<strong>Andrea Emiliani<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Sir Denis Mahon<\/strong>\u00a0e in deposito dal 2003 alla\u00a0<strong>Pinacoteca Nazionale di Bologna<\/strong>.<\/p>\n<p>Data la\u00a0<strong>grande notoriet\u00e0<\/strong>\u00a0che la rappresentazione di Bacco e Arianna aveva all\u2019epoca, il papato e l\u2019alta nobilt\u00e0 scelgono di commissionare sempre al Reni dei prototipi del noto dipinto, su scala sia ridotta sia reale. Da qui, infatti, provengono la prestigiosa replica riferita a\u00a0<strong>Guido Reni, Antonio Giarola e Giovanni Andrea Sirani<\/strong>\u00a0dell\u2019<strong>Accademia di San Luca di Roma<\/strong>\u00a0eseguita per il cardinale\u00a0<strong>Giulio Sacchetti<\/strong>, cos\u00ec come la copia delle\u00a0<strong>Gallerie Barberini e Corsini di Roma<\/strong>, esposte nella suddetta mostra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ed \u00e8 qui che si colloca anche il dipinto attribuito al\u00a0<strong>Bolognini<\/strong>: il grande impiego del\u00a0<strong>prezioso blu<\/strong>\u00a0<strong>di lapislazzuli<\/strong>, a definire la dominante cromatica del dipinto del Bolognini come in quello del Reni, ribadisce che l\u2019artista abbia probabilmente\u00a0<strong>lavorato sotto l\u2019accurata guida del maestro<\/strong>, assecondandone le direttive. Ricostruire la storia e risalire ai vari passaggi di propriet\u00e0 di questo dipinto non \u00e8 stata un\u2019impresa semplice: il dipinto fu, infatti, commissionato a\u00a0<strong>Guido Reni<\/strong>\u00a0tra il\u00a0<strong>1640-1642<\/strong>\u00a0e, successivamente, grazie alla presenza di un\u00a0<strong>sigillo pontificio<\/strong>\u00a0apposto sulla sua struttura lignea, \u00e8 giunto al Papato, dal quale fu poi spedito in\u00a0<strong>Inghilterra<\/strong>\u00a0al\u00a0<strong>Lord of Essex<\/strong>\u00a0gi\u00e0 nel XVII secolo. Nel 1777 viene venduto dagli\u00a0<strong>Essex<\/strong>\u00a0presso la casa d\u2019aste\u00a0<strong>Christie\u2019s<\/strong>. Un cartellino affisso sul telaio ne riconduce la propriet\u00e0 a\u00a0<strong>Lord Bertram Ashburnham<\/strong>, che scelse a sua volta di venderlo nel 1850, sempre presso Christie\u2019s. Dall\u2019Inghilterra il dipinto arriva in\u00a0<strong>Sud America<\/strong>\u00a0a\u00a0<strong>Rio de Janeiro<\/strong>, per poi passare per l\u2019<strong>Argentina<\/strong>\u00a0(<strong>Buenos Aires<\/strong>) \u00a0\u00a0facendo parte di una delle pi\u00f9 prestigiose collezioni d\u2019arte private del paese, \u00a0per passare infine in Uruguay, nella collezione privata\u00a0<strong>Montevideo<\/strong>. Quest\u2019ultimo prezioso dipinto inaugura una\u00a0<strong>nuova pagina<\/strong>\u00a0nella travagliata storia del dipinto perduto del maestro Guido Reni, restituendo allo sguardo l\u2019identit\u00e0 formale della grande \u201cmacchina\u201d decorativa che furono le Nozze di Bacco e Arianna.<\/p>\n<p>Come afferma infatti\u00a0<strong>Andrea Emiliani<\/strong>\u00a0\u201c<em>questa nuova acquisizione, di carattere privato, non potr\u00e0 che giovare al riconoscimento della incantevole bellezza<\/em>\u201d del frammento del dipinto originale di Guido Reni, conservato alla Pinacoteca Nazionale di Bologna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il catalogo della mostra \u00e8 edito da\u00a0<strong>NFC Edizioni<\/strong>\u00a0con l\u2019introduzione di\u00a0<strong>Mario Scalini<\/strong>, la prefazione di\u00a0<strong>Elena Rossoni<\/strong>, i testi di\u00a0<strong>Andrea Emiliani<\/strong>,\u00a0<strong>Sergio Guarino<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Claudio Seccaroni<\/strong>,\u00a0<strong>Daniele Benati<\/strong>,\u00a0<strong>Raffaella Morselli<\/strong>, e i testi scientifici di\u00a0<strong>Stefano Volpin<\/strong>,\u00a0<strong>Davide Bussolari<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Cornelia Prassler<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>INFORMAZIONI UTILI SULLA MOSTRA<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>TITOLO:\u00a0<strong>Bacco e Arianna di Guido Reni. Singolari vicende e nuove proposte<\/strong>.<\/p>\n<p>A CURA DI:\u00a0<strong>Andrea Emiliani<\/strong><\/p>\n<p>DOVE:\u00a0<strong>Pinacoteca Nazionale di Bologna, Salone degli Incamminati, Via delle Belle Arti 56 (BO)<\/strong><\/p>\n<p>INAUGURAZIONE<strong>: Gioved\u00ec 11 ottobre 2018, ore 17.00<\/strong><\/p>\n<p>CONFERENZA STAMPA:\u00a0<strong>Mercoled\u00ec 10 ottobre 2018, ore 12.00, Sala degli Incamminati, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Via delle Belle Arti 56 (BO)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>APERTURA AL PUBBLICO:\u00a0<strong>dal 12 ottobre al 15 novembre 2018<\/strong><\/p>\n<p>ORARI:\u00a0<strong>da marted\u00ec a domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00<\/strong><\/p>\n<p>INGRESSO:\u00a0<strong>con biglietto della Pinacoteca<\/strong><\/p>\n<p>VISITE GUIDATE:\u00a0<strong>ogni marted\u00ec e sabato alle ore 17.00 a cura di Arianna Manes (max. 30 persone \u2013 senza prenotazione, costo del biglietto della Pinacoteca)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CATALOGO: edito da\u00a0<strong>NFC Edizioni<\/strong>\u00a0con l\u2019introduzione di\u00a0<strong>Mario Scalini<\/strong>, la prefazione di\u00a0<strong>Elena Rossoni<\/strong>, i testi di\u00a0<strong>Andrea Emiliani<\/strong>,\u00a0<strong>Sergio Guarino<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Claudio Seccaroni<\/strong>,\u00a0<strong>Daniele Benati<\/strong>,\u00a0<strong>Raffaella Morselli<\/strong>, e i testi scientifici di\u00a0<strong>Stefano Volpin<\/strong>,\u00a0<strong>Davide Bussolari<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Cornelia Prassler<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BACCO E ARIANNA DI GUIDO RENI Singolari vicende e nuove proposte Grazie alla mostra \u201cBacco e Arianna di Guido Reni. 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