{"id":50246,"date":"2024-01-25T23:00:54","date_gmt":"2024-01-25T23:00:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=50246"},"modified":"2024-01-25T23:00:54","modified_gmt":"2024-01-25T23:00:54","slug":"a-25-anni-dalla-scomparsa-di-francesco-grisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=50246","title":{"rendered":"A 25 anni dalla scomparsa di Francesco Grisi"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/images.jpeg-6.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"232\" height=\"217\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/images.jpeg-6.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-50247\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/images.jpeg-6.jpg 232w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/images.jpeg-6-150x140.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 232px) 100vw, 232px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Francesco Grisi a 25 anni dalla scomparsa. Lo scrittore della cristianit\u00e0 come esistenza e metafora<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Francesco Grisi. A 25 anni dalla scomparsa. 4 aprile 1999.&nbsp; Era&nbsp; nato, da genitori calabresi a Vittorio Veneto, il 9 maggio del 1927. Il padre era Maresciallo maggiore dei Carabinieri ed era stato dislocato in quella citt\u00e0. Ma i genitori erano originari di Cutro.&nbsp; A Cutro, Francesco Grisi, \u00e8 rimasto molto legato. Al mare di Pitagora, alla Magna Grecia, ai simboli che il mito Greco ha tramandato. Soprattutto nei suoi tre romanzi (A Futura memoria) del 1986, Newton Compton, romanzo con il quale \u00e8 stato finalista al Premio Strega, Maria e il vecchio del 1991 e La poltrona nel Tevere del 1993, entrambi pubblicati da Rusconi) il tema della memoria (che non \u00e8 da intendersi in termini di problematicit\u00e0 storica o di realismo magico, ma \u00e8 prevalente il senso del misterioso e della pagina simbolica) si lega a due elementi portanti.<\/p>\n\n\n\n<p>1.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il viaggio come metafora non solo della partenza ma anche del ritorno: l\u2019antico ritorno \u00e8 un rimando di immagini e di prospettive liriche e pittoriche.<\/p>\n\n\n\n<p>2.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La religiosit\u00e0. Grisi, fedele alla sua cultura cattolica e alla formazione classica, vedeva nel sentimento del sacro il bisogno di rivelazione e di redenzione dell\u2019uomo contemporaneo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Al tema del viaggio e del sacro si affianca il tema del deserto. La vera uscita di sicurezza di Grisi sta nella metafora \u2013 speranza della Terra Promessa. Soprattutto nei romanzi del 1986 e del 1991 il sentire il sacro come modello di redenzione lo portava a ridefinire il profilo anche dei suoi personaggi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; I suoi scritti su San Francesco d\u2019Assisi e San Francesco di Paola, su Gioachino da Fiore, su Renan, su Giovanni Paolo II, su i Vangeli (le Lettere a Marco, a Giovanni, a Luca, a Matteo) sono una emblematica offerta testamentaria. Il suo credere che la vita non \u00e8 una linea retta ma si legge come metafora del cerchio non porta soltanto un richiamo vichiano, ma delinea, appunto, le avventure che i personaggi si trovano a vivere all\u2019interno dei contesti narranti.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Queste cesellature sono vive non solo nella narrativa ma anche nella poesia. Grisi ha pubblicato libri di poesia come Un amore edito da Pellegrini nel 1992 o Affettuoso pensiero edito da Thule nel 1994 o Dopo tutto un bel gioco questa vita edito da Serarcangeli nel 1996. Le visioni oniriche e le risultanze letterarie sono un mosaico i cui tasselli stanno tra la prosa e la poesia. Si tratta di una forma di scrittura diversa ma i contenuti e le questioni esistenziali che emergono hanno sempre una loro omogeneit\u00e0. Alla base ci sono quei sostrati culturali di cui si parlava prima. Grisi ha, tra l\u2019altro, raccontato, nei suoi romanzi, molte citt\u00e0. Le ha descritte, le ha dipinte e non solo con le parole (ma, tra l\u2019altro, attraverso le forme perch\u00e9 Grisi dipingeva anche ed ha lasciato molti suoi quadri con una vivacit\u00e0 di toni), le ha vissute.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In ogni citt\u00e0 visitata (ha viaggiato molto per mare e spesso visitava, appunto, i luoghi di fermata) \u00e8 riuscito a raccogliere un particolare spaccato tanto che di questa sua esperienza ne ha tratto un libro di testimonianze, molto suggestivo, dal titolo: Ricordo di citt\u00e0, pubblicato da Trevi nel 1978.&nbsp;&nbsp; Il tema del viaggio resta centrale. Anche nei suoi studi sulla letteratura. Grisi \u00e8 come se viaggiasse all\u2019interno degli altri scrittori: da Corrado Alvaro a Diego Fabbri, da Cesare Pavese a Tomasi di Lampedusa, da Giuseppe Prezzolini ai Futuristi (ai quali ha dedicato un libro nel 1990 edito da Newton Compton), da Jacopone da Todi (La protesta di Jacopone da Todi, Trevi, 1969) a I Crepuscolari (ancora Newton Compton, 1990).<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Grisi nasce come critico letterario. Grisi fu allievo di Giacomo Debenedetti e i suoi primi scritti sono sulla linea di una ricerca improntata sul rapporto tra destino e personaggio nel romanzo contemporaneo. Si pensi al libro edito da Ceschina nel 1961 dal titolo Incontri in libreria (scrittori italiani d\u2019oggi) o al testo che pu\u00f2 considerarsi una chiave di lettura precisa della sua ricerca sul romanzo: Avventura del personaggio, Ceschina, 1968. Sino a Dialogo sui protagonisti del secolo (intervista con Fausto Gianfranceschi) pubblicato da Lucarini nel 1989 e a Scrittori Cristiani (volenti o nolenti) edito dalla Piemme nel 1995 che raccoglie, quest\u2019ultimo, la sintesi del suo viaggio all\u2019interno della letteratura cattolica.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Grisi non ha mai privilegiato gli ambienti, la duplicazione del reale, la descrizione delle cronache. Nei suoi scritti, sia essi narrativi e poetici che saggistici, c\u2019\u00e8 sempre la dimensione del simbolo, come gi\u00e0 si diceva. \u201cLa esperienza del sacro, scrive Francesco Grisi in Scrittori cristiani (volenti o nolenti), descrive e ordina, distingue e non cede ai compromessi. (\u2026) La concretezza del sacro accetta e ama la tradizione, rifiutando la novit\u00e0 del conformismo e lavora per il \u2018nuovo\u2019 che il tempo richiede dalla nostra passione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il tempo costituisce non solo un \u201cattraversamento\u201d esistenziale ma \u00e8 un architrave che regge le colonne di quel sentire mito \u2013 poetico che, in Grisi, si stabilizza nel sentimento del misterioso e del sogno. Anche quando la storia sembra prendere il sopravvento (si pensi al saggio su Giuseppe Mazzini, Rusconi 1995 o alla Storia dei Carabinieri, Piemme 1996) il narratore si libera di alcuni schemi analitici per raccontare con il fascino di un linguaggio che coinvolge sul piano emotivo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Emozione. E\u2019 proprio il termine che si adatta a quei testi che esulano dal campo narrativo, ma che non rientrano neppure in quello strettamente scientifico. Grisi sosteneva, in fondo, di scrivere sempre un diario. D\u2019altronde i suoi libri sono su questa linea. A cominciare da quei libri di racconti pubblicati dall\u2019editore Pellegrini. Da Il mantello di Faust (1981) in poi. Sono questi testi di racconti che stanno alla base dei romanzi citati prima. Grisi \u201cgiocava\u201d, letterariamente, ad incastro. Seguiva una sua poetica e nel corso della scrittura elaborava sempre nuovi modelli.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Personaggi e avventure formavano un racconto che si presentava con delle sfaccettature che superavano sempre il dato cronachistico. Uno dei sentieri problematici che ha sempre caratterizzato l\u2019opera di Grisi \u00e8 da individuarsi nell\u2019ironia. L\u2019ironia \u00e8 un filo sottile che lega l\u2019indefinibile recita della vita con le maschere che sono dentro la letteratura. La letteratura come vita, in termini dannunziani, ma anche come finzione, appunto, nell\u2019indefinibile della rappresentazione che conosce la finzione della maschera.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La letteratura, i romanzi di Grisi lo evidenziano, sembra essere una finzione che cattura i sentieri incantati dell\u2019essere. E\u2019 fatta di anima e di tempo la parola narrante e poetica di Francesco Grisi. Anche quando raccoglie le Leggende e racconti della Calabria o quando ci offre Il Natale storia e leggende (entrambi Newton Compton, il primo 1987 e il secondo 1988). O quando pennella, con i suoi chiaro scuri, Vacanze in Calabria (Pellegrini, 1989). Qui la ricerca del tempo perduto si veste di attesa di un\u2019infanzia che solo la letteratura pu\u00f2 \u201cmagicamente\u201d restituire grazie ai simboli del linguaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Francesco Grisi \u00e8 stato anche un operatore culturale. Ha dato vita nel 1970 al Sindacato Libero Scrittori Italiani, di cui \u00e8 stato segretario generale sino alla sua scomparsa avvenuta a Todi il 4 aprile del 1999.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; A questo suo impegno di organizzatore di cultura sono legati diversi Convegni di studi, diversi Premi letterari, una mobilitazione all\u2019interno di un dibattito editoriale che lo coinvolgeva nel profondo e che innescava un vitale confronto sui temi della politica culturale di questi anni. A questo suo interesse per la cultura come libert\u00e0 di espressione, al di fuori di ogni etichetta, rimangono collegati anche alcuni suoi scritti di polemista inerente il ruolo dell\u2019intellettuale nella societ\u00e0 contemporanea. Da Poteri dell\u2019intellettuale integrato, Pellegrini, 1978 a Intervista all\u2019intellettuale reazionario, Thule, 1987.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Un itinerario dialettico sui temi della cultura contemporanea. Un dettato che ha sviluppato nel corso degli anni, sino a poche settimane della scomparsa, con i suoi \u201cpezzi\u201d pubblicati su&nbsp; quotidiani e riviste. Francesco Grisi ci ha lasciato consegnandoci due libri. Uno pubblicato nel 1997 dal titolo La dolce compagna (provvisorio diario di uno scrittore ammalato di cancro) edito ancora una volta da Pellegrini. Un racconto straziante ma lucido. Vichianamente Francesco Grisi ci conduce non lungo il fiume ma ci fa navigare un lago. E\u2019 il lago della memoria. \u201cNella memoria, nessuno scompare e finisce. Non so come ma tutti risorgono. E quando li chiamiamo con la memoria vengono a trovarci. La vita \u00e8 senza morire\u201d (in La dolce compagna) . E poi: \u201cLa resurrezione. Viene per tutti. Peccatori e santi. Vinti e vincitori. Per quelli di prima e per quelli che non sono riusciti a destinarsi\u201d.&nbsp; Le metafore chiudono il cerchio. Il viaggio si fa intenso e denso di significati e di contenuti. Ponzio Pilato racconta. Tra Gerusalemme e Roma c\u2019\u00e8 il Mediterraneo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ci sono i radicamenti greci che sono un lungo sentiero. L\u2019incantesimo \u00e8 fatto di nostalgia e di canti. \u201cVorrei vivere vicino questo dolce mare e nel verde degli ulivi. E vedere dalla collina i delfini che danzano nel mare dei greci\u201d.&nbsp; I ricordi sono nella nostalgia. Ma la nostalgia \u00e8 memoria che traghetta i sentimenti e le emozioni in una passione che ci fa vivere. Pilato non \u00e8 soltanto storia. Le citt\u00e0 non sono soltanto immagini. Il mare non \u00e8 soltanto un\u2019onda. I sogni non sono soltanto fantasia. E\u2019 tutto nel travolgimento di un viaggio. In questo viaggio la resurrezione non \u00e9 soltanto una metafora o un\u2019allegoria. \u201cNella resurrezione la nascita e la morte sono un solo punto. Il cerchio si chiude\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Lo scrittore cerca l\u2019uomo e viceversa. Si incontrano. Si parlano. Si dichiarano. Ritornano le radici come segno di una antica fedelt\u00e0. Ritornano la&nbsp; Calabria , il&nbsp; mare, il viaggio,&nbsp; l\u2019attesa e i sogni che sembrano dei fantasmi. Ma la malattia preannuncia l\u2019ultimo viaggio. Ovvero, quella \u201cnotte lunga\u201d che ci introduce, appunto, in un sentire indefinibile. Cos\u00ec Grisi nell\u2019Introduzione a Pensieri di pace e di speranza di Giovanni Paolo II, edito da Newton 1992: \u201cLa preghiera \u00e8 partecipazione attenta alle cose del mondo che, anche per il miracoloso della preghiera, perdono la storia per diventare necessari passaggi attraverso i quali si compie la salvazione. Ogni cosa \u00e8 necessario che avvenga. Anche la Via Crucis della perdizione. (\u2026) La preghiera riscatta la storia dal suo peccato di essere esistenza. E non significa un movimento di labbra, ma una partecipazione responsabile al destino di un uomo o di una societ\u00e0. Significa anche entrare nei disegni di Dio per liberarsi dalla schiavit\u00f9 del potere, dell\u2019abitudine, dalla desolante ipocrisia quotidiana\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Un mio primo saggio dedicato a Grisi usc\u00ec agli inizi degli anni Novanta e venne pubblicato da Serarcangeli (dal tutolo \u201cCon cuore amico\u201d: un lungo racconto nel quale si tracciano delle linee non solo critiche ma di confronto narrativa) ma un testo pi\u00f9 completo con una ricca bibliografia e una nota biografica venne pubblicato nel 2000 dall\u2019editore&nbsp; Pellegrini al quale Grisi rimase sempre legatissimo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La notte lunga \u00e8 il breve romanzo, non pi\u00f9 provvisorio, pubblicato postumo, ovvero nel 2001, sempre da Pellegrini. Contempla quella \u201cdolce compagna\u201d di qualche anno prima, ma il percorso sul piano letterario \u00e8 ben definito. Si tratta proprio del suo breve romanzo postumo, che si colloca accanto agli altri tre gi\u00e0 menzionati. Si tratta, infatti, del suo quarto romanzo in cui memoria \u2013 viaggio \u2013 attesa si congiungono strettamente con quel misterioso che qui non conosce pi\u00f9 finzioni, n\u00e9 maschere e n\u00e9 sconfitte. Mentre Carlotta. Regina del Messico (altro testo postumo, Il Coscile) \u00e8 il suono dell\u2019ironia dentro la memoria. un racconto sulla linea del sogno e della metafora.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; I giorni non si somigliano tutti (edito da Pellegrini) \u00e8, invece, il primo&nbsp; romanzo, finora inedito,&nbsp; che porta la data del 1958 \u2013 1959. E\u2019 pubblicato, come il precedente, in collaborazione con il Centro Studi e Ricerche \u201cFrancesco Grisi\u201d, il quale ha gi\u00e0 dato alle stampe due saggi su Grisi (uno di questi \u00e8 una monografia risalenti al 2000). Altri inediti verranno pubblicati nel corso del 2014. Recente \u00e8 un lavoro della Nemapress che ha puntato al Viaggiando con Francesco Grisi nei luoghi della Magna Grecia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Cosa resta oggi? Resta lo scrittore che ha raccontato la nostalgia e il tempo nell\u2019infinito desiderio di quegli echi che si ascoltano come simboli di un viaggio che continua ad essere memoria. Ma lo scrittore \u00e8 memoria nell\u2019indefinibile passione vita \u2013 morte. Francesco Grisi \u00e8 questa memoria che raccoglie i giorni della letteratura nel quotidiano dei giorni che si sono racchiusi nella conchiglia del nostro vivere. Francesco Grisi oggi, ancora oggi, continua a mancarci. La sua assenza \u00e8 un vuoto che si avverte e si ascolta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesco Grisi a 25 anni dalla scomparsa. Lo scrittore della cristianit\u00e0 come esistenza e metafora Pierfranco Bruni\u00a0 Francesco Grisi. 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