{"id":51171,"date":"2024-02-16T12:48:56","date_gmt":"2024-02-16T12:48:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=51171"},"modified":"2024-02-16T12:48:56","modified_gmt":"2024-02-16T12:48:56","slug":"dal-1975-al-2023-un-viaggio-nella-poesia-di-pierfranco-bruni-con-la-memoria-e-il-viaggio-a-quasi-cinquanta-anni-dal-primo-libro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=51171","title":{"rendered":"Dal 1975 al 2023. Un viaggio nella poesia di Pierfranco Bruni con la memoria e il viaggio. A quasi cinquanta anni dal primo libro\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/IMG-20240216-WA0001.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/IMG-20240216-WA0001-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-51172\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/IMG-20240216-WA0001-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/IMG-20240216-WA0001-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/IMG-20240216-WA0001-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/IMG-20240216-WA0001-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/IMG-20240216-WA0001-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/IMG-20240216-WA0001.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Dal 1975 al 2023. Un viaggio nella poesia di Pierfranco Bruni con la memoria e il viaggio. A quasi cinquanta anni dal primo libro&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pierfranco Bruni&nbsp;Il suo primo libro risale al 1975. Poesia. 1976. 1977. 1980. Si arriva a \u00abVia Carmelitani\u00bb. Poi a \u00abAltro o niente\u00bb. Il viaggio di Ulisse comincia a essere viaggio e invito al viaggio. Pierfranco Bruni \u00e8 il poeta che intreccia dopo alcuni anni il verso alla prosa. Il Prosimetro. Sul piano linguistico. Sul versante estetico e filosofico \u00e8 il tempo a dominare.&nbsp; La memoria le ricordanze il nostalgico.<br>Il tempo srotola i giorni. Tra le dita si legano a far nodo. Sembrano fili sottili che da un porto giungono in mare aperto. Il vento fa eco.<br>La poesia di Pierfranco Bruni \u00e8 l\u2019isola nel tempo della vita. \u00c8 quell\u2019isola nei viaggi che si raccolgono in una lirica metafisica in cui campeggia la metafora. Nel suo ultimo poderoso libro \u201cIn percezione di sorriso\u201d, edito da Marco Solfanelli Tabula Fati (circa 400 pagine) in una veste sobria e bella, il tempo \u00e8 reale, o sembra reale, ma \u00e8 anche immaginario, o sembra immaginario.<br>La liricit\u00e0 \u00e8 un ermetico sentire la vita tra le onde che sbattono sullo scoglio e la \u201cpercezione\u201d, appunto di un esilio abitato con la consapevolezza di abitare l\u2019esilio. Non come solitudine. Bens\u00ec come scelta di solitudine.<br>D\u2019altronde per Pierfranco la poesia \u00e8 \u201cisola\u201d dalla quale poter osservare il buio perfetto e sa benissimo che anche nella perfezione del buio si immerge, come in una marea, un angolo di luce. A volte si cattura. A volte si lascia soltanto \u201cpercepire\u201d.<br>La nostalgia \u00e8 la finestra sempre aperta come se fosse una finestra affacciata su un mare in cui gli orizzonti si toccano anche se sono invisibili. Diviso in sei parti. Ogni parte, o ogni labirinto per usare una metafora a lui cara, ha le sue bifore nelle quali ci sono davanzali sui quali appoggiare i pensieri.<br>I pensieri che si trasformano in versi, ovvero in poesia. Il suo vocabolario \u00e8 prettamente poetico. La sua poetica \u00e8 quella \u201cvita nova\u201d che registra il canto in forme, a volte, di prosimetro.<br>Dante e Pavese sono i suoi pilastri con lo spazio di un Pound che riporta necessariamente ad Omero. \u00c8 il canto greco, appunto, che ha la voce indelebile che si intreccia con quello persiano dei sufi, dei dervisci, del suono sciamanico degli indiani d\u2019America.<br>Infatti il richiano senso della ciclicit\u00e0 unisce poesia e filosofia. Pierfranco che conosce molto bene Maria Zambrano ha dalla sua il \u201csapere dell\u2019anima\u201d in una ancestrale dimensione spirituale che costituisce il suo vero e sentito incipit. Questo libro ne \u00e8 una conferma.<br>Dopo il precedente \u201cQuando Morgana mi raccont\u00f2\u201d, (Milella) altro testo di poesia robusto e significante, \u201cIn percezione di sorriso\u201d costituisce la continuit\u00e0 e la diversit\u00e0. Piuttosto problematica che lirica. Il labirinto \u201cIn trasparenza di occhi\u201d \u00e8 la diversit\u00e0 che esplode con una consapevolezza che non \u00e8 solo lirico-estetica ma anche storica. Infatti in questa parte c\u2019\u00e8 il dolore dello squarcio e delle macerie per la guerra russo-ucraina e la tradizione si sottolinea in modo dostoskeiano forte. Rimanda al suo saggio proprio sulla letteratura russa e il tragico pubblicato di recente sempre per Solfanelli.<br>La continuit\u00e0 \u00e8 la metafisica dell\u2019amore che traccia un cerchio sin dal suo primo libro che risale al 1975. Ma anche in quegli anni (1978) nella poetica di Pierfranco Bruni si \u00e8 avvertita una rottura con la tradizione precedente. Mi riferisco a \u201cMomenti\u201d nel quale in versi c\u2019\u00e8 il racconto di una generazione che \u00e8 quella degli anni di piombo.<br>\u00c8 un percorso lungo e vasto quello di Pierfranco. L\u2019ulissismo \u00e8 stato comunque sempre il riferimento certo. In questo tomo ci sono richiami di un testo del 2009 dal titolo: \u201cTi amer\u00f2 fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio\u201d (Csr) che mi ha subito catturato per l\u2019immaginario che crea e la grande passione che cattura. Fino a giungere a \u201c\u2018L\u2019intagliatore di bastone\u201d (Passerino) del 2020\/21 che porta una splendida prefazione di Admira Braja.<br>\u201cIn percezione di sorriso\u201d \u00e8 la \u201csumma\u201d di un mosaico la cui ultima parte-labirinto ha una potenza dolorante che scava l\u2019anima. Sono le poesie dedicate alla sorella Giulia scomparsa improvvisamente.<br>\u00c8 qui che il dolore si fa ontologia del respiro ed emergono i segni indelebili della madre, del padre e della morte che in percezione cattura un sorriso ironico oltre la vita stessa. Infatti nella sua nota che chiama \u201cPost\u201d Pierfranco afferma che si tratta di un libro che non avrebbe mai voluto scrivere. Il libro del dolore tra la vita e la morte, tra l\u2019intimo perfetto e l\u2019immaginario vissuto e quindi \u201cabitato\u201d.<br>\u00c8 \u201cuno spaccato di un uomo e del mondo\u201d come ben dice Rosaria Scialpi nelle alette di copertina. L\u2019uomo che si confronta con il mondo confrontandosi con la sua pazienza, le sue disarmonie, le sue attese e il tempo. Un libro importante. Un libro che resta. Dal suo Primo libro del 1975 dal titolo \u00abRitagli di tempo\u00bb agli ultimi il tempo resta sempre un ritaglio. Nei ritagli ci sono i dettagli di una vita. Proprio in percezione di sorriso. Quasi un cinquantennio lungo i passi della poesia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 1975 al 2023. Un viaggio nella poesia di Pierfranco Bruni con la memoria e il viaggio. 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