{"id":5126,"date":"2018-11-14T00:59:16","date_gmt":"2018-11-14T00:59:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=5126"},"modified":"2018-11-14T01:02:18","modified_gmt":"2018-11-14T01:02:18","slug":"la-grande-guerra-storia-e-personaggi-di-mario-setta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=5126","title":{"rendered":"LA GRANDE GUERRA: STORIA E PERSONAGGI &#8211; di Mario Setta"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/20180908_090148.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-5127 \" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/20180908_090148-e1542157307530.jpg\" alt=\"\" width=\"369\" height=\"492\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"center\"><b>LA GRANDE GUERRA: STORIA E PERSONAGGI <\/b><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"center\">di <b>Mario Setta<\/b><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Parlando delle innumerevoli morti della Prima Guerra mondiale, uno storico recentemente scomparso, <b>Alfredo Fiorani<\/b>, ha scritto \u201c<i>L\u2019immortalit\u00e0 delle vittime. Gli abruzzesi alla grande guerra<\/i>\u201d (2015). Un libro affascinante, nella sua brevit\u00e0 e nella sua polarizzazione sull\u2019<b>Abruzzo<\/b> e gli abruzzesi, nel periodo della prima guerra mondiale. La gente d\u2019Abruzzo come grande famiglia in guerra, con i suoi eroi e le sue tragedie. Una panoramica accurata, senza cedimenti alla retorica. Un libro che si legge con passione, perch\u00e9 racconta luoghi e persone familiari, anche se scomparse da tempo, ma che restano (o dovrebbero restare) \u201cimmortali\u201d nella memoria.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> Se storici come <b>Febvre<\/b>, <b>Braudel<\/b>, <b>Le Goff<\/b> hanno sempre sottolineato il concetto che \u201cla storia \u00e8 l\u2019uomo\u201d, diventa necessario e importante raccoglierne il suggerimento, focalizzando la ricerca sugli uomini abruzzesi che parteciparono e morirono in quella \u201cinutile strage\u201d. A distanza di un secolo si pu\u00f2 meglio capire perch\u00e9 fu \u201cun\u2019inutile strage\u201d, per usare l\u2019appellativo di <b>papa Benedetto XV<\/b>. I dati statistici sono per se stessi eloquenti: in totale 65 milioni di combattenti e 13 milioni di morti (20%). Per l\u2019Italia, che entr\u00f2 in guerra nel maggio dell\u2019anno successivo, si ebbero 6 milioni di richiamati alle armi e 600 mila morti (10%). Una guerra che si svolse in un territorio piuttosto ristretto (guerra di posizione), ma che coinvolse l\u2019Italia intera, l\u2019Europa e il mondo, tanto da essere definita dagli storici \u201cguerra totale\u201d.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">L\u2019epidemia \u201cspagnola\u201d falcer\u00e0 parecchie vite dei prigionieri, tanto che al Cimitero Comunale di <b>Sulmona<\/b> resta ben visibile il sacrario con oltre quattrocento nomi, scolpiti sulle quattro facciate della piramide-ricordo. Erano le vite dei prigionieri di guerra, rinchiusi nel campo di concentramento di <b>Fonte d\u2019amore<\/b>, aperto nel 1916 proprio per accogliere i prigionieri austro-ungarici. Furono utilizzati nei lavori di rimboschimento del <b>Morrone<\/b> e, probabilmente, nella costruzione dei cosiddetti \u201c<b>Pozzi<\/b>\u201d, di stile mitteleuropeo, per rifornire di acqua potabile l\u2019<b>Abbazia<\/b> <b>Celestiniana<\/b> e le abitazioni limitrofe.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">\u00c8 interessante come la volont\u00e0 di non dimenticare nessuno \u00e8 stata e continua ad essere stimolo ad una memoria che non pu\u00f2 e non deve essere cancellata, abbandonata alla \u201c<i>damnatio<\/i>\u201d, ma conservata anche attraverso il tributo dei paesi ai loro eroi, edificando monumenti con l\u2019elenco di tutti i caduti in guerra. Resta il fatto che l\u2019opera fondamentale \u00e8 quella di ridare vita ai personaggi che hanno segnato profondamente quel tempo e quella storia.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><b>Andrea Bafile<\/b>, nato nel 1878 a Monticchio di Bagno, aveva studiato all\u2019Accademia navale di Livorno, partecipando alla guerra, anche in azioni pericolose, come la spedizione alle bocche del Cattaro, con <b>D\u2019Annunzio<\/b>, dove riporta una lesione alla cornea dell\u2019occhio sinistro. Ma trover\u00e0 la morte sul Piave, l\u201911 marzo 1918, colpito mortalmente, mentre va alla ricerca di uno dei suoi arditi. Oggi le spoglie di Bafile riposano nel sacrario di Bocca di Valle nel comune di <b>Guardiagrele<\/b>.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><b>Umberto Pace<\/b>, nato a Pettorano nel 1894, a venti anni assegnato al reggimento di Fanteria a San Remo. A 21 anni, il 14 agosto 1915, muore in combattimento lungo l\u2019Isonzo. A Pettorano, sulla targa-ricordo \u00e8 scritto: \u201cNon curante del nutrito fuoco avversario, nell\u2019ultima impresa, lasciava gloriosamente la vita\u201d. Gli fu intitolata una caserma di fanteria, a Sulmona.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><b>Vittorio Dellorto<\/b>, maggiore piemontese, si trovava a Sulmona con la famiglia, quando viene richiamato. Muore il 4 agosto 1915 sulle asperit\u00e0 carsiche del San Michele. Al figlio, Peppino, anche lui in guerra, non venne concesso il permesso di raggiungere la madre a Sulmona e per confortarla scriveva: \u201cPovero pap\u00e0 morto per la sua patria\u2026 Forte e coraggiosa sopporta la sventura che il destino ha voluto mandarci\u201d. Peppino sar\u00e0 fatto prigioniero sull\u2019Isonzo nel 1917 e deportato al campo di Celle in Germania, descritto da <b>Carlo Emilio Gadda<\/b> nel \u201c<i>Giornale di guerra e di prigionia<\/i>\u201d.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><b>Francesco Rossi<\/b>, nato a Paganica nel 1865, entra nel reggimento di cavalleria e ne diventa colonnello. Lo storico compaesano e parente, <b>Gioacchino Volpe<\/b>, lo ricorda cos\u00ec: \u201cVenne poi la guerra. Quattro anni di guerra o poco meno. Venne l\u2019ottobre-novembre 1917, cio\u00e8 Caporetto, il ripiegamento di tutto il fronte\u2026 Grossa azione a Pozzuolo del Friuli\u2026 E allora il vecchio colonnello, gi\u00e0 ferito, il viso sanguinante, spron\u00f2 alla testa dei suoi cavalieri, per rompere il cerchio. L\u00ec mor\u00ec.\u201d Era il 9 novembre 1917.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Le memorie di quella guerra non hanno ancora scritto la parola fine, perch\u00e9 si continua a scavare negli archivi, nei documenti familiari, nelle memorie come quelle del cappellano militare <b>Giuseppe Abate<\/b> o quelle riguardanti la solidariet\u00e0 espressa nei confronti della popolazione terremotata della Marsica dai \u201ctriestini\u201d con <b>Nazario Sauro<\/b>, \u201cche si prodig\u00f2 senza risparmiarsi\u201d; l\u2019amicizia tra <b>don Placido Carnevale<\/b> di Capracotta e lo scrittore <b>Ernest Hemingway<\/b>, autore di \u201c<i>Addio alle armi<\/i>\u201d, e perfino il colossale business post-bellico della pandemia \u201cla spagnola\u201d, che caus\u00f2 dai 40 ai 100 milioni di decessi. Il recente incontro dei capi di Stato, a <b>Parigi<\/b>, per ricordare il centenario della fine della prima guerra mondiale non pu\u00f2 ridursi ad una semplice stretta di mani, ma sfociare in un trattato che impegni ogni Stato a costruire un vero mondo di pace.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA GRANDE GUERRA: STORIA E PERSONAGGI di Mario Setta Parlando delle innumerevoli morti della Prima Guerra mondiale, uno storico recentemente [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,10],"tags":[],"class_list":["post-5126","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5126","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5126"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5126\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5126"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5126"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5126"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}