{"id":51351,"date":"2024-02-21T22:24:11","date_gmt":"2024-02-21T22:24:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=51351"},"modified":"2024-02-21T22:24:11","modified_gmt":"2024-02-21T22:24:11","slug":"cosa-e-una-lingua-in-una-civilta-delle-contaminazioni-e-delle-culture-etno-antropologiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=51351","title":{"rendered":"Cosa \u00e8 una lingua in una civilt\u00e0 delle contaminazioni e delle culture etno-antropologiche"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/IMG-20240120-WA0007.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"737\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/IMG-20240120-WA0007.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-51353\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/IMG-20240120-WA0007.jpg 700w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/IMG-20240120-WA0007-285x300.jpg 285w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/IMG-20240120-WA0007-142x150.jpg 142w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Cosa \u00e8 una lingua in una civilt\u00e0 delle contaminazioni e delle culture etno-antropologiche<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pierfranco Bruni<\/p>\n\n\n\n<p>Le contaminazioni e il vocabolario etnico sono nella lingua italiana. In quella scritta e in quella parlata. Bisogner\u00e0 dare un ruolo consistente alla lingua italiana soprattutto partendo dalla letteratura del Novecento e dalle contaminazioni etniche. \u00c8 in essa che si sono moltiplicate le forme e le metodologie di linguaggio che hanno guidato la storia della lingua nella modernit\u00e0, attraversando epoche ed opere gi\u00e0 con San Francesco d\u2019Assisi sino ad Angelo Poliziano, dal Rinascimento alle \u2018etichette\u2019 illuministiche, che hanno cercato di formulare un inciso rivoluzionario, ma che hanno consegnato la lingua stessa a Manzoni, e da questo alle avanguardie di&nbsp;Pascoli e&nbsp;D\u2019Annunzio, filtrando notevolmente il Futurismo sino alla lingua post realista, alla quale la letteratura si \u00e8 agganciata e alla quale soprattutto il cinema si \u00e8 aggrappata. Lo stesso Futurismo ha usato segni etnici proveniente dal Mediterraneo.<br>Dopo gli anni Sessanta si \u00e8 verificata una vere e propria modifica dei canoni e se si vuole di un vocabolario tra la scrittura e il parlato. Dagli anni Sessanta ad oggi la lingua ha assunto precise chiavi di lettura.<br>Quella codificata da una norma dei vocabolari che hanno assorbito i cambiamenti anche sintattici e le forme dialettali, oltre alla assunzione di comparazioni con la lingua inglese, lingua che in molti termini ha preso il sopravvento, ma che \u00e8 la lingua italiana ufficiale.<br>Quella correntemente parlata che, se pur in una forma corretta, ha innesti modulari rispetto a quella scritta perch\u00e9 ha tagli favoriti da un linguaggio piuttosto discorsivo.<br>Quella cosiddetta \u201cbastarda\u201d che \u00e8 dovuta all\u2019intreccio tra una scrittura giornalistica, televisiva, telematica con ulteriori innesti che sono distanti dalla tradizione degli anni Settanta.<br>C\u2019\u00e8 una quarta chiave di lettura, non inclusa in un discorso ufficiale ma insiste, che \u00e8 quella che proviene dai testi delle canzoni.<br>I giovani usano come forme direzionali della comunicazione l\u2019incrocio delle due ultime chiavi per confrontarsi, per dialogare, per definire un qualcosa e anche per definirsi.<br>Io addirittura aggiungerei ancora una quinta chiave che \u00e8 quella portata dalla presenza delle lingue degli immigrati. Non sarebbe da sottovalutare considerato il fatto che sono detentori di un loro linguaggio comunicante ma sono anche depositari di una loro lingua. Non sempre il loro linguaggio comunicante, che potrebbe essere inteso come una caratterizzante formula dialettale, si pensi agli albanesi o agli arabi tunisini ed eritrei, \u00e8 fedele alla lingua della loro Nazione. Anzi non lo \u00e8 quasi mai.<br>Tutti questi aspetti riguardano l\u2019importanza di dare un senso storico alla tutela della lingua italiana. \u00c8 naturale che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 una lingua ufficiale tradizionale. La tradizione nelle lingue \u00e8 un fatto soltanto di consapevolezza di eredit\u00e0, di ricostruzione identitaria, di analisi dei processi sia letterari sia storici stessi sia prettamente linguistici, ma si scende in una dimensione che \u00e8 antropologica.<br>Discutere di una lingua corretta, oggi, significa ripristinare delle griglie che per\u00f2, dobbiamo essere consapevoli, non corrispondono alla realt\u00e0 dei parlanti e degli scriventi.<br>Il parlante gi\u00e0 di per s\u00e9, pur mantenendo fede, alla consueta formula della grammatica e della sintassi, usa sempre un vocabolario innovativo: innovativo, oggi, \u00e8 anche il ripescaggio di termini obsoleti, ovvero una parola usata da Tommaseo \u00e8 innovativa ma anche \u201carcaica\u201d.<br>Lo scrivente, che dovrebbe usare la lingua come estetica e correttezza dell\u2019ufficialit\u00e0 e dell\u2019esempio, potrebbe essere lo scrittore. Dante e Manzoni sono esempi&nbsp; e testimonianze che rispecchiano un tempo linguistico che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 ma che ha fatto uso di contaminazioni etnieche. Soprattutto Dante.<br>Noi parliamo, in questo nostro tempo, il linguaggio di&nbsp;Andrea Camilleri,<br>che ha una interpretazione prettamente etno-antropologica (ne parlo in senso non negativo: attenzione), il linguaggio di Carlo Emilio Gadda con le varie sfaccettature, anche sul piano della punteggiatura, (lo dico senza voler entrare nella rivoluzione linguistica futurista che ha stravolto la lingua italiana: si pu\u00f2 accettare o meno ma \u00e8 cos\u00ec), il linguaggio di Alberto Bevilacqua con delle sfaccettature anche discutibili, ma che io accolgo con piacere, il linguaggio di una scrittura puramente giornalistica trasportata come una nuova impostazione narrante in testi che si fanno passare per narrativa, il linguaggio attento di Pasolini che soltanto ora trova una sua interessante ottimizzazione.<br>Sono solo pochi esempi. Si pensi a&nbsp;Luigi Meneghello&nbsp;o a&nbsp;Lucio Mastronardi&nbsp;o ad&nbsp;Alberto Moravia&nbsp;o alla poesia di Giorgio Caproni. Noi viviamo in questa et\u00e0 e non tra Dante e l\u2019Illuminismo o tra il Romanticismo e Ada Negri.<br>Poi c\u2019\u00e8 la presenza degli scrittori stranieri che, se pur tradotti, vengono ben recepiti sul piano della sintassi ma soprattutto su quello della punteggiatura. Uno scrittore tra i tanti: Garcia M\u00e0rquez. Il&nbsp; romanzo che gli ha dato la notoriet\u00e0 vira qualsiasi forma di punteggiatura e quella standardizzazione di concetti ha influito notevolmente nella lingua letteraria contemporanea.<br>Il fatto, invece, \u00e8 un altro. Il vocabolario ha un suo compito specifico che instrada verso una direzione ben definita. Il linguaggio \u00e8 ben altra cosa. Non si pu\u00f2 imporre allo scrittore, pensate al poeta contemporaneo, di impostarsi secondo i canoni del vocabolario della lingua. Sarebbe un omicidio ma sarebbe anche un suicidio della stessa lingua.<br>Bisognerebbe una buona volta convincersi che la tradizione del dibattito delle lingue, sviluppatosi intorno al De Vulgare e anche prima, non interessa e non tocca la comunicazione della letteratura dei nostri giorni e tanto meno i \u201clucchetti\u201d parlanti dei nostri figli e delle piccole macchine parlanti che usiamo tutti per comunicare. E se Dante non interessa, \u00e8 storia e deve restare tale, non interessa neppure il rapporto linguistico tra&nbsp;Manzoni&nbsp;<br>sino a&nbsp;Carducci&nbsp;e a un certo Pascoli.<br>Dobbiamo convincerci che la lingua italiana \u00e8 completamente mutata rispetto agli anni Cinquanta del \u2018900. E\u2019 mutata rispetto agli anni&nbsp; \u201970 \u2013 \u201990. Chi si ricorder\u00e0 la lingua usata nei volantini delle Brigate Rosse negli anni Settanta si render\u00e0 conto la tipologia sintattica (non parlo delle minacce o dei codici terroristici ma della grammatica o di altre scorrettezze morfologiche) che si innervava nella nostra societ\u00e0. In che termini linguistici, mi sono spesso chiesto, comunicavano le Brigate Rosse con l\u2019attento e forbito Aldo Moro?<br>I cambiamenti delle societ\u00e0 cambiano anche la lingua. I cantautori degli anni Sessanta capirono questa trasformazione e a loro si deve molto nell\u2019aver mantenuto fede ad un codice sostanzialmente in linea con la tradizione. La cinematografia \u00e8 andata su un altro versante.<br>Bisogna affrontare tale questione e credo che una scuola dentro i mutamenti delle societ\u00e0 dovrebbe avere un ruolo predominante. Ma molte volte dipende dai docenti e soprattutto dai testi adottati. Un altro problema dolente.<br>Le antologie scolastiche a moduli sono completamente non convincenti perch\u00e9 svianti. Sono costruiti in modo che non possono essere compresi senza l\u2019interpretazione attenta del docente. Che senso hanno i percorsi modulari in una antologia letteraria? Io non ho neppure intenzione di affrontarlo questo discorso perch\u00e9 son ostile a questa interpretazione che permette soltanto una cosa: la distruzione dei parametri letterari dello scrittore e l\u2019incomprensione vera di uno scrittore o di un poeta. \u00c8 come se lo scrittore avesse scritto per essere inserito in un modulo.<br>Ma dai, fa ridere questo sistema ed \u00e8 anche doloroso sia per lo scrittore che per la storia della letteratura che adotta un\u2019impalcatura di altro genere. Anche qui \u00e8 questione di lingua. Lo scrittore e il poeta non pensano mai di essere strumento della critica, lo si vuole capire o no, e tanto meno pensano se un domani verranno collocati in un determinato blocco.<br>Pensate agli orrori commessi su&nbsp;Cesare Pavese.&nbsp;Ancora \u00e8 un modulo neorealista, se lo si fa entrare in un modulo, quando egli stesso ha scritto di non essere realista o neo, e di non essere considerato tale.<br>Insomma, ci troviamo di fronte ad una ristrutturazione sia della lingua e attraverso la lingua ad una ristrutturazione della letteratura. Si avr\u00e0 il coraggio, la forza, la consapevolezza, la preparazione di mettere in discussione un apparato del genere?<br>Noi cercheremo di fare la nostra parte. Chiediamo alla scuola di fare la sua parte. Ai docenti di non attraversare le antologie, ma di leggere gli scrittori e i poeti direttamente e agli antologizzanti di rivedere le loro posizioni di ogni genere o di ogni struttura. Le contaminazioni sono dentro la lingua. Anzi la stessa lingua \u00e8 una costante contaminazione in un vocabolario tra scritto e parlato. Lingua, contaminazione ed etnie formano un vocabolario che \u00e8 bene culturale tra tradizione e innovazione. Cosa \u00e8 una lingua in una civilt\u00e0 delle contaminazioni e delle culture etno-antropologiche? Tutto ci\u00f2 che ho detto prima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa \u00e8 una lingua in una civilt\u00e0 delle contaminazioni e delle culture etno-antropologiche Pierfranco Bruni Le contaminazioni e il vocabolario [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-51351","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51351","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=51351"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51351\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=51351"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=51351"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=51351"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}